Arcidiocesi di Melitene

L'arcidiocesi di Melitene (in latino: Archidioecesis Melitenaea) è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e sede titolare della Chiesa cattolica.

Melitene
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Melitenaea
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Melitene
Mappa della diocesi civile del Ponto (V secolo)
Arcivescovo titolaresede vacante
IstituitaXVIII secolo
StatoTurchia
Arcidiocesi soppressa di Melitene
Diocesi suffraganeeArca, Cucuso, Arabisso, Ariaratia, Comana
Eretta?
Soppressa?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

StoriaModifica

Melitene, corrispondente alla città di Malatya nell'odierna Turchia, è l'antica sede metropolitana della provincia romana dell'Armenia Seconda nella diocesi civile del Ponto e nel patriarcato di Costantinopoli.

Il Martirologio Romano attesta la presenza di diversi santi e martiri di Melitene: san Polieuto (7 gennaio), che subì la persecuzione all'epoca dell'imperatore Decio; san Domiziano vescovo (10 gennaio), che si adoperò per la conversione dei Persiani; i santi Pietro, diacono, e Ermogene (17 aprile); sant'Acacio vescovo (17 aprile), che fu deposto dalla sua sede per aver difeso la fede del concilio di Efeso contro Nestorio; i santi Ermogene e Elpidio (18 aprile) e i santi Gerone e compagni (7 novembre), che morirono tutti per le persecuzioni ordinate da Diocleziano.

Nella Notitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio, composta durante il regno dell'imperatore Eraclio I (circa 640), la sede di Melitene è elencata al 13º posto nell'ordine gerarchico delle metropolie del patriarcato di Costantinopoli; e le sono attribuite cinque diocesi suffraganee: Arca, Cucuso, Arabisso, Ariaratia e Comana.[1]

Nella Notitia Episcopatuum attribuita all'imperatore Leone VI (inizio X secolo) la metropolia di Melitene con le sue suffraganee sono assenti, a causa dell'occupazione araba della regione. Ciò è confermato dalle cronotassi, dove nessun vescovo dell'Armenia Seconda è noto dopo il VII secolo. La sede di Melitene fu ricostituita quando la città venne liberata dagli arabi nel 934; la metropolia ricompare nella Notitia attribuita a Giovanni Zimisce verso la fine del X secolo[2].

Melitene divenne una importante sede della Chiesa ortodossa siriaca, i cui vescovi sono attestati dal VII al XII secolo nella Cronaca di Michele il Siro.[3] Nel vicino monastero di Mar Barsauma ebbero la loro sede i patriarchi giacobiti dal 1034 al 1293.

Dal XVIII secolo Melitene è annoverata tra le sedi arcivescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 13 aprile 1967.

CronotassiModifica

Arcivescovi greciModifica

  • Sant'Eupsichio † (circa 238 - circa 244)
  • Sant'Acacio I † (menzionato nel 250 circa)
  • Uranio † (menzionato nel 363)
  • Otreio I † (prima del 366 - dopo il 382)
  • Letoio † (menzionato nel 390 circa)
  • Sant'Acacio II † (prima del 431 - dopo il 438)
  • Sinodio †
  • Costantino † (prima del 448 - dopo il 451)
  • Otreio II † (menzionato nel 458)
  • Zaccaria † (menzionato nel 518 circa)
  • Eulogio † (menzionato nel 520 circa)
  • Mama † (menzionato nel 536)
  • Palladio † (menzionato nel 553)
  • San Domiziano † (? - 11 gennaio 601 deceduto)
  • Teodoro I † (menzionato nel 680)
  • Teodoro II † (menzionato nel 998)
  • Giovanni † (prima del 1027 - dopo il 1039)[4]

Arcivescovi titolariModifica

NoteModifica

  1. ^ (ELFR) Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae…, p. 209, nn. 216-222.
  2. ^ (ELFR) Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae…, p. 291, nº 13.
  3. ^ Chronique de Michel le Syrien, ed. Jean-Baptiste Chabot, vol. III, 1905, p. 494. Revue de l'Orient Chrétien, 1901, p. 201.
  4. ^ Vitalien Laurent, Le corpus des sceaux de l'empire Byzantin, vol. V/1, Paris, 1963, p. 315. Le cronotassi tradizionali, a partire da Barebreo (Chronicon ecclesiasticum I, 77), inseriscono il vescovo Niceforo nel 1028; si tratta di un evidente errore, essendo il vescovo Giovanni ininterrottamente documentato dal 1027 al 1039.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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