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Arcidiocesi di Seleucia-Ctesifonte

arcidiocesi della Chiesa d'Oriente

L'arcidiocesi di Seleucia-Ctesifonte è un'antica sede metropolitana della Chiesa d'Oriente, attestata sin dal III secolo. Fu la sede propria dei patriarchi della Chiesa persiana, fino al trasferimento della sede a Baghdad (città situata circa 30 km a nord) nell'VIII secolo. Nei testi siriaci la doppia città era normalmente indicata con il nome di Seleucia-Ctesifonte oppure come Mahoze (“capitali”), Mahoza Rabba (“la grande capitale”) o Mdinatha d'Beth Aramaye (“le città di Beth Aramaye”). Dopo la conquista araba, le città sono spesso chiamate con il loro nome in arabo di al-Mada'in, “le due città”.

StoriaModifica

FondazioneModifica

La tradizione riconosce in San Mari il primo titolare della cattedra vescovile. San Mari fu discepolo di Taddeo di Edessa, uno dei Settanta discepoli di Gesù. Egli fondò la chiesa a Kokhe, sobborgo di Ctesifonte. La fondazione della diocesi di Seleucia-Ctesifonte è relativamente tardiva (III secolo), a causa dell'ostilità del governo sasanide ad una manifesta presenza cristiana nella capitale dell'impero dei Parti. I riferimenti ai vescovi di Seleucia-Ctesifonte nel periodo partico sono chiaramente anacronistici, e molti dei primi vescovi sasanidi di Seleucia-Ctesifonte mancano ugualmente di genuinità storica.

Sede suffraganea del Patriarcato di Antiochia, la diocesi di Ctesifonte aveva pari dignità con le altre diocesi situate in Mesopotamia. Nell'anno 280 ca. due vescovi del Patriarcato, in visita in Mesopotamia, consacrarono Papa bar Aggai come vescovo di Seleucia-Ctesifonte, all'epoca capitale dell'Impero persiano. Papa bar Aggai fu il primo arcivescovo storicamente certo della città. In un sinodo celebrato nella capitale agli inizi del IV secolo Papa bar Aggai riuscì ad imporre la supremazia della sede episcopale di Seleucia-Ctesifonte sulle altre diocesi dell'impero.[1]

Il secondo concilio ecumenico della cristianità, tenutosi a Costantinopoli nel 381, confermò l'autorità del Patriarca di Antiochia sulle diocesi situate nei territori dell'Impero persiano (canone II).

Elevazione al rango di sede metropolitanaModifica

Nel corso del V secolo, attraverso un processo lungo e delicato, la diocesi di Seleucia-Ctesifonte diventò la sede metropolitana della provincia di Beth Aramaye. Al sinodo di Mar Isacco nel 410, l'arcivescovo di Seleucia-Ctesifonte venne riconosciuto come “gran metropolitano e capo di tutti i vescovi”; inoltre il concilio organizzò per la prima volta la Chiesa d'Oriente in province ecclesiastiche. In quell'occasione, le diocesi del Beth Aramaye rimasero indipendenti, tra esse quella di Kashkar, la prima diocesi fondata in Mesopotamia. Nonostante ciò, fu riconosciuto un legame speciale tra le diocesi di Seleucia-Ctesifonte e di Kashkar.

Al sinodo convocato da Mar Yab-Alaha I nel 420 le diocesi del Beth Aramaye furono sottomesse alla diretta autorità del “gran metropolitano”. Altri atti sinodali redatti durante il V secolo parlano dell'esistenza di una “provincia del patriarca”, nota anche come “grande eparchia”. Nel 424 la Chiesa d'Oriente, riunita in concilio, sancì la propria indipendenza e autonomia dottrinale. Al concilio di Seleucia-Ctesifonte del 486 avvenne la separazione definitiva dal Patriarcato di Antiochia.

In seguito questa autorità metropolitana dei vescovi di Seleucia-Ctesifonte sulle diocesi del Beth Aramaye non sembra sia più stata messa in discussione. Secondo Elia di Damasco, che scrisse alla fine dell'VIII secolo, Seleucia-Ctesifonte ebbe, nel corso della sua storia, tredici diocesi suffraganee: Kashkar, Tirhan, Dair Hazql, Hirta, Anbar (Piroz Shabur), al-Sin (Shenna d'Beth Ramman), ʿUkbara, al-Radhan, Nifr, al-Qasra, Ba Daraya e Ba Kusaya (Beth Daraye), ʿAbdasi (Nahargur) e al-Buwazikh (Konishabur o Beth Waziq).

Il patriarca Hnan-Isho II (773-80) trasferì la sede patriarcale a Baghdad, divenuta la nuova capitale del califfato abbaside. Tuttavia i patriarchi hanno sempre mantenuto, fino ad oggi, il titolo di vescovi di Seleucia-Ctesifonte.

Cronotassi degli arcivescoviModifica

Hnan-Isho II trasferì la sede patriarcale a Baghdad.

NoteModifica

  1. ^ Wigram, W. A., An Introduction to the History of the Assyrian Church, 100–640 AD, New York 1910, pp. 47-55.
  2. ^ Labourt, op. cit., p. 154, nota 2.
  3. ^ Fu consacrato solamente nel 570, per l'opposizione del patriarca deposto Giuseppe, che continuò a governare la Chiesa persiana fino alla sua morte nel 570.

BibliografiaModifica

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