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Arco Clementino
174702 mod.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneMarche
LocalitàAncona
Coordinate43°37′31.08″N 13°30′18″E / 43.6253°N 13.505°E43.6253; 13.505Coordinate: 43°37′31.08″N 13°30′18″E / 43.6253°N 13.505°E43.6253; 13.505
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Inaugurazione1738
Stileneoclassico con colonne in stile dorico
Realizzazione
ArchitettoLuigi Vanvitelli

L'arco Clementino rappresenta una delle testimonianze del grande architetto Luigi Vanvitelli ad Ancona.

Indice

Caratteristiche e architetturaModifica

L'Arco Clementino è un arco di trionfo a un solo fornice, eretto in pietra d'Istria; l'architetto volle realizzarlo servendosi di una variante dell'ordine Dorico del Vignola. Le alette e l'archivolto sono inquadrati entro una sottile fascia secondo uno stilema tipico del primo Settecento; ai lati si dispiegano simmetricamente due colonne alveolate e due controlesene per ognuna di esse ed infine due pilastri angolari. Caratteristica peculiare di quest'architettura sono le metope presenti nel fregio: vi figurano delle capesante, rappresentate tramite la tecnica dell'altorilievo alternativamente con la valva o secondo la sua fisionomia esterna od interna. Analogamente al Tempietto di San Rocco, sempre del Vanvitelli, la trabeazione, oltre a essere intervallata da triglifi e metope, esibisce come in quella ionica una serie ordinata di dentelli.

La configurazione dell'attico è di notevole importanza dal punto di vista architettonico e artistico, soprattutto per la presenza di due particolari: la cimasa, dove per via di una sequenza di modanature - listello, toro e una modanatura concava denominata cavetto - ricorda vagamente in miniatura la trabeazione della Mole Vanvitelliana; un'imponente targa, leggermente inclinata in avanti, che sembra quasi rovesciarsi sull'osservatore - similmente alle targhe presenti nelle finestre del Palazzo Comunale di Corinaldo, su disegno dell'allievo Francesco Maria Ciaraffoni. Quest'ultima si sovrappone ad un festone, mostrando notevole affinità a quanto si può vedere nel portale d'ingresso alla Mole, anch'esso una significativa opera vanvitelliana.

StoriaModifica

Fu eretto, su proposta del Vanvitelli, in onore di papa Clemente XII, per volontà del Senato anconetano, riconoscente nei confronti del pontefice che, vero e proprio mecenate di Ancona, concesse alla città il porto franco, dando nuovo impulso ai secolari traffici navali, ed incaricò il famoso architetto di ridisegnarne il porto. Fu così che sorsero il nuovo Lazzaretto e il Molo nuovo, prosecuzione di quello fatto edificare dall'imperatore Traiano nel I° secolo d.C.[1].

L'arco Clementino è la porta di ingresso in città dal mare; sorge nel punto in cui il Molo nuovo si innesta nell'antico molo romano, sul quale già si ergeva da oltre 16 secoli l'arco di Traiano, fatto erigere dal Senato e dal popolo di Roma probabilmente ad opera dell'architetto siriano Apollodoro di Damasco per onorare l'imperatore che aveva donato ai naviganti un più sicuro accesso all'Italia, avendo fatto ampliare, a proprie spese, il porto della città.

 
Luigi Vanvitelli - Disegno del progetto della Porta del nuovo molo di Ancona, ovvero Arco Clementino, con la statua del papa Clemente XII benedicente sulla sommità dell'Arco

Nelle intenzioni dei promotori del progetto, l'Arco Clementino avrebbe dovuto oscurare la vista del pagano Arco di Traiano: sul suo attico avrebbe dovuto essere collocata la statua benedicente di Clemente XII (come testimoniano i disegni originali del Vanvitelli[2]) e il conio di due medaglie onorifiche fatte realizzare dagli anconetani e donate al pontefice[3], rappresentando così, assieme al Duomo in alto sul colle Guasco, la prima immagine che si sarebbe proposta ai naviganti al momento dell'ingresso nel porto dorico[1].

Venne quindi acquistata a Roma una statua del papa benedicente, opera dello scultore Agostino Cornacchini (1738), che venne trasportata ad Ancona. A quel punto ci si accorse che la struttura dell'arco, edificato in mattoni e con la sola facciata rivolta verso il mare in pietra d'Istria, non avrebbe potuto reggere il notevole peso della statua in marmo. Pertanto, in attesa di poter trovare le risorse finanziarie per i lavori di consolidamento e rinforzo della struttura dell'Arco, il Senato anconetano deliberò di collocare la statua, "provvisoriamente", al centro della Piazza Grande (detta anche "del Comune") che, a causa della presenza della scultura, venne subito ribattezzata dagli anconetani Piazza del Papa[4]. Inutile che dire che la statua di Clemente XII rimase là dove tuttora si trova, vuoi per la cronica mancanza di fondi per la ristrutturazione dell'Arco Clementino, vuoi per l'affezione che gli anconetani manifestarono per la nuova sistemazione della piazza che acquistò una dimensione monumentale e scenografica che in passato le mancava[1]

Dal punto di vista estetico notevoli risultano gli effetti soprattutto dalla parte rivolta verso il mare, in pietra dIstria. La scelta, che può sembrare singolare, di lasciare la facciata verso la città in semplice laterizio si può capire ricordando che l'arco fungeva da porta di città e che dunque il suo prospetto principale era, come di consuetudine, rivolto verso l'esterno[1].

A causa della morte del Vanvitelli l'arco rimase incompleto; successivamente l'opera fu ripresa per volere di papa Benedetto XIV e venne affidata all'architetto Filippo Marchionni, che completò anche il molo nuovo.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Arco Clementino, Cultura e Turismo - Città di Ancona.
  2. ^ Si veda l'ovale con l'immagine dell'Arco Clementino con in cima la statua del papa Clemente XII nella stampa per incisione su rame di Giuseppe Vasi (1738), su disegno di Luigi Vanvitelli, edita a Roma nella calcografia R.C.A. al Piè di Marmo, conservata nell'archivio di Storia della Città del Comune di Ancona, riprodotta in Ancona e la sua cattedrale, rappresentazioni grafiche nel tempo, catalogo della mostra omonima, Casa editrice Nuove Ricerche, Ancona, 1999
  3. ^ Una delle due medaglie donate a papa Clemente XII dal Senato anconetano è riprodotta nel sito del Sistema Museale della Provincia di Ancona Copia archiviata, su musan.it. URL consultato il 22 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2016).
  4. ^ Il toponimo resiste ancora nell'uso comune, a dispetto della nuova denominazione di Piazza del Plebiscito, assegnata al luogo in seguito al plebiscito del 4 novembre 1860 che lì si svolse, ufficializzando l'ingresso delle Marche nel Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia.

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