Arena (Italia)

comune italiano
Arena
comune
Arena – Stemma
Arena – Veduta
Panorama di Arena
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Amministrazione
SindacoAntonino Schinella (Partito Democratico) dal 7-5-2012 (2º mandato dall'11-6-2017)
Territorio
Coordinate38°33′49.68″N 16°12′38.52″E / 38.5638°N 16.2107°E38.5638; 16.2107 (Arena)
Altitudine496 m s.l.m.
Superficie34,32 km²
Abitanti1 302[1] (31-8-2020)
Densità37,94 ab./km²
Comuni confinantiAcquaro, Dasà, Fabrizia, Gerocarne, Mongiana, Serra San Bruno
Altre informazioni
Cod. postale89832
Prefisso0963
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT102002
Cod. catastaleA386
TargaVV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona D, 1 628 GG[3]
Nome abitantiarenesi
PatronoSan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arena
Arena
Arena – Mappa
Posizione del comune di Arena nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Arena (Arèna in calabrese) è un comune di 1 302 abitanti[1] della provincia di Vibo Valentia in Calabria.

Geografia fisicaModifica

Il paese è raggruppato su un dosso, lungo la riva del torrente Petriano.

Origini del nomeModifica

StoriaModifica

Le origini del borgo sono antichissime, fu colonia greca contemporanea ad Ipponio e successivamente municipium romano all'epoca delle guerre puniche. In epoca medievale fu capoluogo di un feudo molto esteso appunto da meritare il nome di Stato di Arena. Primo signore fu Matteo d'Arena dei Conclubet. Questa famiglia tenne il feudo fino al 1678. I Culchebret (o Conclubet di Arena) furono una famiglia normanna molto potente e influente nelle vicende storiche, culturali, politiche ed economiche dell'Italia meridionale e della Sicilia, a partire dall'XI secolo. Nel 1678 il feudo fu venduto ai Caracciolo di Gioiosa i quali lo tennero fino al 1694 quando lo vendettero ai Caracciolo di Soreto.[4] Questi ultimi ebbero il titolo di marchesi di Arena nel 1699.

Il territorio ha subito gravi danni a causa dei frequenti terremoti in particolare il disastroso terremoto del 1783 a cui si aggiunse un'alluvione nel 1855.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Castello NormannoModifica

«Il predetto castello da lungo e da vicino fa una bellissima vista e prospettiva,et è il più bello,forte e sicuro che vi sia in tutta detta provincia per stare esso situato in luogo eminente; può resistere in qualsivoglia assalto dei nemici e si può mantenere per molto tempo»

(Apprezzo di Arena, 1653)

L'edificio più antico del paese è il castello normanno dell'XI secolo, che fu ricostruito per la maggior parte Conclubet (tra il XIV e il XV secolo) e successivamente modificato dai duchi Acquaviva (tra il XVI e il XVIII secolo). Del castello, che distrutto da un terremoto nel 1783, rimane una parte delle torri angolari e delle mura perimetrali.

Acquedotto Normanno-Svevo XII secoloModifica

Da visitare i resti dell'acquedotto medievale (XII secolo), il quale attraverso una rete idrica sopra esso posizionata riforniva di acqua il Castello normanno ubicato nelle immediate vicinanze: oggi rimangono gli imponenti e suggestivi resti.

Riserva Naturale Biogenetica MarchesaleModifica

Acquisita al demanio forestale nel 1914, ha assunto lo status di Riserva Naturale Biogenetica Marchesale con Decreto Ministeriale il 13 luglio 1977. Sito di interesse comunitario, appartenne all’esteso feudo della Marchesa Caracciolo Imperiale di Arena, che la ereditò a sua volta dai duchi di Atri dopo la seconda metà del XVII sec.

L’area occupa una superficie di 1.545 ettari, si dispiega lungo le pendici montuose della catena delle Serre calabresi tra quote comprese tra i 750 e 1.170 metri. La visita a piedi della foresta è resa possibile attraverso 6 sentieri naturalistici segnati e tabellati, altresì sono possibili escursioni naturalistiche a cavallo e nell'area adiacente la Riserva e sono presenti due rifugi in estate utilizzati dai visitatori e quattro aree pic-nic. Inoltre, accedendo alla Riserva da località Cerasara sita nel comune di Arena, è possibile ammirare un particolarissimo sistema di gestione delle acque destinate ad uso irriguo, un sistema di canalizzazioni in quota fra 700 e 800 m slm, le cosiddette “Prise”, patrimonio storico, culturale ed antropologico di grandissimo valore su cui nel 2021 hanno spostato le attenzioni i ricercatori nell’ambito di un più articolato progetto di studio e valorizzazione del Castello e del territorio circostante promosso dall’Amministrazione comunale di Arena, in sinergia con l'Università di Siena, l'Università della Basilicata e a Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.

L'Albero delle Fate, l'Abete Bianco MonumentaleModifica

Situato nel cuore delle Serre vibonese, in località Tre Arie ad una altitudine di 1.066 metri s.l.m., si trova il maestoso Abete bianco, tra le piante più imponenti presenti in natura che con la sua grandiosa bellezza, stupisce naturalisti e visitatori di ogni età. Di particolare valore paesaggistico, naturalistico, monumentale e storico - ha un fusto di circa 6 metri di circonferenza e un’altezza di 35 metri - in virtù della somiglianza con le piante della fantasia che hanno ispirato non pochi poeti e romanzieri è stato ribattezzato “L’albero delle fate”. Grazie alla proficua sinergia con la Regione Calabria e il Parco regionale delle Serre, l'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Antonino Schinella dopo anni di tentativi è riuscita nell'intento di marchiare e tutelare la maestosa pianta, inserita con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali n.757 del 19.04.2019 nell’elenco degli Alberi Monumentali d’Italia.

Chiesa Matrice di Santa Maria de LatinisModifica

Eretta nel XVIII secolo, all’interno della chiesa Matrice di Santa Maria de Latinis si trovano un pregevole pulpito e due importanti statue lignee, un Cristo risorto e un San Michele Arcangelo entrambi attribuiti al maestro Gennaro Franzese, scultore attivo a Napoli nel quarantennio dal 1718 al 1757. Conservato nella chiesa anche un quadro della scuola di Caravaggio rappresentante l'Immacolata.

Reliquario della Santa CroceModifica

Conservato ed esposto nella chiesa matrice Santa Maria de Latinis c'è il Reliquario della Santa Croce, stauroteca in argento del XV secolo a forma di croce sul cui terminale in basso, sotto un cherubino, è inciso lo stemma con quattro fasce bianche in campo rosso dei Conclubet, feudatari di Arena, e al cui interno erano custodite tre spine della corona di Cristo e tre frammenti del legno della Croce

Chiesa di Maria SS. delle GrazieModifica

Di toccante bellezza è la Chiesa di Maria SS. delle Grazie, dalla composizione architettonica in perfetto stile barocco e sede dell’omonima Confraternita fondata nel XVII sec. e riconosciuta con Regio Decreto il 9 Dicembre 1776. La Chiesa, con decorazioni di ottima fattura barocca offre già nella facciata principale caratteristiche di notevole rilievo, mentre al suo interno, tra le altre cose, è possibile ammirare sul soffitto della navata centrale e sulla parte di fondo del presbiterio preziose raffigurazioni degli affreschisti e pittori d’arte sacra Carmelo Zimatore (Pizzo Calabro, 16.07.1850-Pizzo Calabro, 20.03.1933) e Diego Grillo (Pizzo Calabro, 1878- Roma, 1963). Di pregevole fattura anche il dipinto raffigurante “La cacciata dei mercanti dal tempio” del pittore calabrese attivo nel corso del XIX sec. Nicola Valentino (Arena, 1850-Arena, 1929). Spiccano per qualità l’altare maggiore e il ciborio al cui interno è custodita la statua lignea di Maria Santissima delle Grazie, datata 1801 e attribuita allo scultore Domenico De Lorenzo (Tropea, 1740-Garopoli, 1812). Di notevole rilievo artistico anche l’altra statua dedicata a Maria: la Madonna del Buon Consiglio, scolpita nel 1823 dallo scultore serrese Raffaele Regio. Ancora degni di menzione l’acquasantiera di epoca settecentesca e una campana bronzea del 1619, opera del Bertuccelli.

Archivio CaraccioloModifica

All’interno del Palazzo Municipale, già sede di un antico monastero ricostruito in epoca fascista, è custodito l’Archivio Caracciolo, una ricchissima raccolta di documenti importantissimi per la storia locale, suddiviso in quattro serie: carte patrimoniali, ossia una serie di documenti riconducibili al periodo tra il 1562 ed il 1857 relativi agli antichi possessori dei feudi di Arena e Soreto, titoli di proprietà, lasciti testamentari, inventari di beni mobili e immobili, istrumenti di compravendita di case e terreni, concessioni in enfiteusi, e poi carte amministrative e contabili, processi, cause civili e criminali celebrate nella corte locale e ammalianti allegati a stampa.

Chiesa di San TeodoroModifica

La chiesa di San Teodoro presente in via Giudecca, è un esempio di storia e cultura. Inizialmente di proprietà baronale, venne donata alla Confraternita di Maria SS. delle Grazie. Al suo interno possono essere ammirati dipinti e adornamenti antichi.

Palazzo MunicipaleModifica

Un edificio di notevole importanza è, inoltre, l'antico palazzo Comunale, ricostruito in epoca fascista. Nel 2016, l'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Antonino Schinella riuscì ad avviare e concludere un importante e massiccio lavoro di ristrutturazione e ammodernamento, riportando, dopo 26 anni, il Municipio nella sua sede storica.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

CulturaModifica

EventiModifica

  • La Castellana di Arena (seconda domenica di agosto). Rievocazione storica, organizzata dall'Amministrazione Comunale di Arena, per la prima volta, nei primissimi anni del Duemila sotto la consiliatura guidata da Rosario Pugliese grazie alla preziosa collaborazione del compianto prof. Pino Agostino, dopo oltre un decennio di oblio la manifestazione è stata ripresa e rivisitata dal Sindaco Antonino Schinella e può essere inquadrata come una delle attrazione più interessanti della Calabria, tanto che negli ultimi anni ha ricevuto sostegno e apprezzamento dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dalla Regione. Si tratta, quindi, di un suggestivo viaggio nel tempo, tra usi, costumi e riti che hanno narrato la storia di Arena e della Calabria medievali, un affascinante salto nel tempo che almeno per un giorno catapulta Arena nel suo glorioso passato, tra cortei storici, spettacoli di musica historica, stand gastronomici con menù medievali, mercatini medievali, esibizioni di sbandieratori, musici, militi, sputafuoco e giocolieri, laboratori di arceria ed esposizione di armamenti medievali.
  • Ziccajanca Fest (metà agosto). Pensato, voluto e lanciato per la prima volta nel 2013 dall'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Antonino Schinella con un obiettivo chiaramente ambizioso, sicuramente perseguibile e certamente realizzabile, che trova riscontro nel cosiddetto etnoturismo che ad Arena ha un bagaglio unico di gusti, sapori e creative idee culinarie legate al fagiolo bianco tondo Zicca Janca. La manifestazione che nelle precedenti edizioni ha richiamato migliaia di visitatori, è quindi un connubio perfetto tra buona cucina della tradizione, prodotti tipici del territorio e percorsi tra le bellezze storiche, artistiche ed architettoniche di Arena, una degustazione itinerante tra le viuzze dell’affascinante borgo medievale, insomma, accompagnata dall’esplosività dei tamburini che scandiscono la danza senza tempo dei giganti, dalla magia degli artisti di strada, dai musici dislocati per tutto il centro storico con il concerto finale nella centralissima Piazza Generale Pagano.

Manifestazioni religioseModifica

I riti della Settimana SantaModifica

Tutta la Settimana Santa o di Passione è caratterizzata in Calabria da antichissimi riti, da usanze che ancora si tramandano di generazione in generazione, da funzioni religiose che variano da un paese all’altro, anche se essi distano fra di loro di qualche chilometro. La Pasqua ad Arena è un appuntamento irrinunciabile per la suggestività delle sacre rappresentazioni della Passione e della Resurrezione di Cristo che si tramandano da tempo immemorabile. Centinaia di persone ritornano al paese richiamate dalla memoria delle tradizioni in cui spesso trovano le radici della propria identità. Il rito della Passione è vissuto dai fedeli con intensa partecipazione e con religioso accostamento alle statue della Vergine Addolorata e del Cristo Risorto. Da segnalare, tra gli altri riti, la sentita processione del Venerdì Santo, con la Vergine Addolorata accompagnata dai fedeli in cerca del Figlio, e la celebre "Affruntata" che dal 1952 si svolge Lunedì dell’Angelo.

EconomiaModifica

Sul territorio comunale, buona è la produzione di olio d'oliva. I boschi estesi alimentano la produzione di legno di castagno e di faggio, mentre il sottobosco fornisce funghi che vengono raccolti per la conservazione e la vendita. Importante anche l'allevamento e la produzione di latticini. Recentemente, grazie all'acquisizione di maggiore visibilità soprattutto in ambito regionale, il paese ha beneficiato dello sviluppo di piccole imprese commerciali nella zona industriale. Nell'antico edificio comunale è stato inoltre creato un centro mercantile che ospita al suo interno alcuni locali di ritrovo.

Infrastrutture e trasportiModifica

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Francesco Cosentino lista civica Indipendente sindaco
16 novembre 1997 27 maggio 2002 Rosario Pugliese lista civica sindaco
27 maggio 2002 28 maggio 2007 Giosuele Schinella lista civica di centro-sinistra sindaco
28 maggio 2007 22 settembre 2011 Giosuele Schinella lista civica di centro-sinistra sindaco
22 settembre 2011 7 maggio 2012 Sergio Raimondo commissario straordinario
7 maggio 2012 11 giugno 2017 Antonino Schinella Partito Democratico sindaco
11 giugno 2017 in carica Antonino Schinella Partito Democratico sindaco

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ SIUSA | Calabria - Caracciolo d'Arena, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 29 novembre 2020.
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN432144783323345841396 · GND (DE4400404-7 · WorldCat Identities (ENviaf-432144783323345841396
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