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Ariel (torpediniera)

torpediniera della Regia Marina
Ariel
RN Ariel.jpg
La torpediniera Ariel a Taranto nel 1939
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipotorpediniera
ClasseSpica tipo Alcione
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
IdentificazioneAE
CostruttoriAnsaldo, Sestri Ponente
Impostazione29 ottobre 1936
Varo14 marzo 1938
Entrata in servizio1º luglio 1938
Destino finaleaffondata in combattimento il 12 ottobre 1940
Caratteristiche generali
Dislocamentostandard 670 t
carico normale 975 t
pieno carico 1050 t
Lunghezza81,4 m
Larghezza7,9 m
Pescaggiom
Propulsione2 caldaie
2 gruppi turboriduttori a vapore
potenza 19.000 HP
2 eliche
Velocità34 nodi (63 km/h)
Autonomia1910 miglia nautiche a 15 nodi
Equipaggio6 ufficiali, 110 tra sottufficiali e marinai
Armamento
Artiglieria3 pezzi da 100/47 OTO Mod. 1937
8 mitragliere da 13,2 mm Breda Mod. 31
(4 impianti binati)
Siluri4 tubi lanciasiluri da 450 mm
Altro2 lanciabombe di profondità
attrezzature per il trasporto e la posa di 20 mine
Note
dati riferiti all'entrata in servizio

dati presi principalmente da Regiamarina, Warships 1900-1950, Trentoincina e Guide Compact DeAgostini – Navi e velieri

voci di navi presenti su Wikipedia

L’Ariel è stata una torpediniera della Regia Marina.

StoriaModifica

All'inizio della seconda guerra mondiale la torpediniera aveva base a Messina, in seno alla I Squadriglia Torpediniere, che formava insieme alle gemelle Aretusa, Alcione ed Airone. Comandava la nave il tenente di vascello Mario Ruta[1].

Nei primi mesi di guerra l’Ariel operò nelle acque della Sicilia, effettuando missioni di posa di campi minati, vigilanza e caccia antisommergibile[2].

Successivamente l'unità svolse anche missioni di scorta a convogli diretti a Tripoli od a Bengasi[2].

Il 29 luglio 1940, nell'ambito dell'operazione «Trasporto Veloce Lento», l’Ariel e le altre tre torpediniere della I Squadriglia vennero inviate a rafforzare la scorta – torpediniere Circe, Clio, Climene e Centauro della XIII Squadriglia – di un convoglio composto dal piroscafo passeggeri Marco Polo e dagli incrociatori ausiliari Città di Palermo e Città di Napoli, in navigazione da Napoli a Bengasi[3].

Nella notte tra il 5 ed il 6 settembre 1940 l’Ariel effettuò la posa di uno sbarramento di 56 mine nelle acque della Valletta insieme alle gemelle Alcione, Aretusa ed Altair[4].

Nella notte tra l'11 ed il 12 ottobre 1940 l’Ariel fu inviata a pattugliare, insieme ad Alcione ed Airone e ai cacciatorpediniere della XI Squadriglia (Aviere, Artigliere, Geniere, Camicia Nera) l'area ad est di Malta, alla ricerca di navi britanniche che avrebbero dovuto trovarsi in quella zona[5][6]. Il pattugliamento, iniziato all'una di notte del 12 ottobre, si svolgeva alla velocità di 12 nodi con rotta per 270°, con le torpediniere distanziate tra di loro di circa 4 miglia[5][6]. L’Ariel era la terza ed ultima unità della squadriglia, mentre i cacciatorpediniere si trovavano ancora più a sud[5][6]. All'1.38 l’Alcione, l'unità che era più a nord, avvistò a 18.000 metri di distanza l'incrociatore leggero HMS Ajax, che faceva parte di un più ampio schieramento navale britannico che stava tornando ad Alessandria dopo aver scortato un convoglio per Malta[5][6]. L’Ariel fu invece l'ultima delle tre navi ad avvistare l’Ajax, subito dopo l’Airone, all'1.42, da 14.000 metri[7].

Le tre torpediniere si portarono quindi all'attacco: l’Alcione e l’Airone lanciarono due siluri ciascuna all'1.57, poi quest'ultima, un minuto più tardi, lanciò altri due siluri e quindi aprì il fuoco con le artiglierie, mentre l’Ariel si preparava a sua volta a lanciare i propri siluri contro il lato di dritta dell'unità britannica (le altre due torpediniere avevano invece lanciato contro il lato sinistro)[5][6]. A quel punto l’Ajax aprì il fuoco: l’Ariel, che si trovava sulla dritta dell'incrociatore, ebbe il tempo di lanciare un solo siluro (non andato a segno perché deviato dalla scia dell’Airone[7]) e di sparare due salve con i cannoni[7][8], poi fu investita dalla distanza di 4.000 metri da numerosi proiettili sparati dalle artiglierie prodiere della nave britannica[5][6][7]. Svariati colpi andarono a segno dapprima sul ponte e poi contro lo scafo, in corrispondenza della linea di galleggiamento e di altri punti vitali, provocando un forte incendio e gravissimi danni[5][6][7] (altre fonti asseriscono invece che la nave affondò senza che scoppiassero incendi[9]). A bordo della nave vi furono numerosi morti e feriti; lo stesso comandante Ruta rimase mortalmente ferito e spirò poco dopo, mentre disponeva perché si continuasse a combattere (rimase ucciso pure il comandante in seconda, che aveva rimpiazzato Ruta su richiesta di quest'ultimo)[1][5][6][9]. Devastata dall'esplosione di un deposito munizioni[10], l’Ariel s'inabissò in pochi minuti[5][6], scomparendo alle 2.05[7] (per altre fonti 2.14) in posizione 35°37' N e 16°42' E[11] (circa 73 miglia a sudest di Capo Passero[12]) portando con sé i due terzi dell'equipaggio.

In tutto vennero recuperati 41 sopravvissuti dell’Ariel[9], circa un terzo degli uomini imbarcati sull'unità. Alla memoria del comandante Ruta venne conferita la Medaglia d'oro al valor militare[1].

L'Ariel, insieme con la gemella Airone (affondata nello stesso combattimento), fu la prima torpediniera della classe Spica ad andare perduta in guerra.

NoteModifica

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