Apri il menu principale

Armoriale dei comuni della provincia di Belluno

lista di un progetto Wikimedia

Questa pagina contiene le armi (stemmi e blasonature) dei comuni della provincia di Belluno.

Stemma Comune e blasonatura Gonfalone e bandiera
Agordo

Campo di cielo, a due torri merlate, al naturale, chiuse e finestrate di nero, poste sopra due scogli, moventi dai lati dello scudo e fra i quali scorre un fiume, il tutto al naturale; le torri accompagnate in capo da una stella, di sei raggi d'argento[1]

D.C.G del 3 marzo 1929[2]

Concessione gonfalone con R.D. del 13 settembre 1928, RR.LL.PP. del 28 febbraio 1929[3]

Alano di Piave

Partito: nel 1º d'azzurro, alla fascia in divisa d'argento, accompagnata in capo da un castello torricellato di tre pezzi dello stesso, merlato alla ghibellina, murato di nero e in punta da un monte di tre cime pure d'argento; nel 2º di rosso, al libro operato d'oro caricato dalle parole LEXICON del campo in caratteri maiuscoli romani. Ornamenti esteriori da Comune

D.P.R. del 1º luglio 1970

Gonfalone:

drappo partito, di rosso e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Alano di Piave

Nuvola apps important square.svg

Incongruenza tra disegno e blasonatura: la fascia è ondata; la fascia e il monte portano dei simboli di nero.

Alleghe

Di rosso, al leone rampante di oro, tenente nella branca anteriore sinistra una spada di argento, dall'impugnatura di oro, posta in palo, appoggiato sulla vetta di un monte all'italiana di verde, nascente da uno specchio di acqua al naturale. Ornamenti esteriori da Comune

Gonfalone:

drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con l'iscrizione centrata in argento Comune di Alleghe

Alpago
Arsiè

D'azzurro, al monte di verde, a destra sostenente una torre di due piani, merlata, al naturale, chiusa, finestrata e murata di nero, cimata da una bandiera astata, d'argento, bifida e svolazzante a sinistra; al leone di S. Marco, alato, nimbato, d'oro, tenente il libro del Vangelo aperto, e passante su di un monte di verde[4]

D.C.G del 12 gennaio 1929[5]

Gonfalone:

D.P.R. del 13 agosto 1969

Auronzo di Cadore

Scudo tripartito, con la presenza dello stemma del Cadore, del Gallo auronzano e dei colori, rosso e verde a bande orizzontali, assegnati ad Auronzo dalla Repubblica Veneta

D.P.R. del 25 marzo 1998

Gonfalone:

D.P.R. del 25 marzo 1998

Belluno

D'azzurro, alla croce d'oro, accantonata nei primi due quartieri, da due draghi alati, affrontati, di rosso, sormontato dalla corona di Città[6]

D.C.G del 25 aprile 1929[7]

Gonfalone:

drappo rosso con al centro lo stemma del Comune sormontato dal titolo Città di Belluno, sotto lo stemma sono riportate le parole furor (namque) eius serpentini furoris instar

Il Gonfalone è decorato con la "Croce di Guerra" e con la "Medaglia d'Oro al Valor Militare"

Borca di Cadore
Calalzo di Cadore

Nella parte centrale vi è l'emblema della Comunità Cadorina; su fondo argentato vi è un pino silvestre al naturale, posto tra due torrioni di pietra e due palchi quadrati con base piramidale, merlati alla guelfa, chiusi e finestrati di nero, moventi dai due fianchi dello scudo sulla cui sommità sono poste due bandiere tricolori; il tronco attraversato da catena di ferro ad anelli circolari in fascia, moventi dalle finestre superiori, il tutto terrazzato di verde

Gonfalone:

di forma rettangolare su drappo di colore rosso; al centro sormonta lo stemma del municipio, la corona del comune in argento e il tutto circondato da un ramo di quercia a destra e di alloro a sinistra, annodati in basso da un nastro tricolore con la scritta: Comune di Calalzo di Cadore, posta all'apice e gli ornamenti esterni contornanti lo stemma sono ricamati in argento

Canale d'Agordo

D'azzurro alla banda d'argento;
la banda d'argento sta a significare il torrente Liera del Comune di Canale d'Agordo e le tue parti d'azzurro le sponde dello stesso torrente.

D.C.G del 12 febbraio 1933[8]

Gonfalone:

di forma rettangolare su drappo di colore bianco dorato; al centro sormonta lo stemma d'azzurro e bianco, la corona del comune in argento e il tutto circondato da un ramo di quercia a destra e di alloro a sinistra, annodati in basso da un nastro tricolore con la scritta: Comune di Canale d'Agordo, posta all'apice e gli ornamenti esterni contornanti lo stemma sono ricamati in argento

Cencenighe Agordino

D.P.C.M. del 9 dicembre 1937

Cesiomaggiore

Campo di cielo, alla Colonna Miliare con base d'argento, posta sopra campagna erbosa di verde[9]

R.D. del 14 gennaio 1929, RR.LL.PP. del 4 luglio 1929[10]

Gonfalone:

drappo d'azzurro

Chies d'Alpago

Partito: al primo di verde alla pecora al naturale passante, al secondo d'azzurro alla fascia d'argento, con la torre a due piani di rosso, merlata alla ghibellina aperta e finestrata di nero, fondata sul colle di verde, attraversante

R.D. del 10 ottobre 1941

Gonfalone:

drappo partito d'azzurro e di verde

D.P.R. del 19 ottobre 1983

Cibiana di Cadore
Colle Santa Lucia
Comelico Superiore
Cortina d'Ampezzo

Campo di cielo, alla torre quadrata, merlata alla ghibellina, d'oro, coperta di rosso, murata aperta e finestrata di nero, caricata di due rami di pino — mugo al naturale, posti in croce di Sant'Andrea; la torre addestrata e sinistrata da due pini al naturale, riuniti da una catena di ferro, il tutto su campagna erbosa di verde. Motto: « MODO - VIVO - AC - TVTA - QVIESCO »[11]

D.C.G del 29 novembre 1928[12]

Gonfalone:

drappo di rosso…

Cortina flag.JPG
Danta di Cadore

Partito: nel primo d'azzurro al pino silvestre al naturale, posto tra due torrioni di pietra di due palchi, quadrati, con base piramidale, merlati alla guelfa, moventi dai due fianchi dello scudo, il tronco incatenato ai torrioni, il tutto terrazzato di verde; nel secondo, di rosso, al monte all'italiana di sei colli d'oro cimato dal cervo saliente dello stesso

Gonfalone:

drappo partito di rosso e di azzurro caricato dell'arma sopra descritta e su di esso sono riprodotti in color argento lo scudo e le armi con in alto il nome del comune

Domegge di Cadore

Due torri incatenate ad un abete nel primo partito e San Giorgio e il drago nel secondo partito

D.C.G dell'8 agosto 1940[13]

Gonfalone:

drappo partito di bianco e di azzurro…

Falcade

Di azzurro, al gruppo montuoso del Focobon, d'oro, con le tre vette innevate di argento, uscente dai fianchi e fondato sulla pianura erbosa di verde, sormontato dal falco volante al naturale, caricato da quattro abeti di verde, ordinati in fascia, nodriti nella pianura erbosa. Ornamenti esteriori da Comune

D.P.R del 30 ottobre 2008

Gonfalone:

drappo partito d'azzurro e di bianco…

Feltre

Di rosso, al castello merlato, torricellato di due pezzi, al naturale, chiuso e finestrato di nero[14]

Gonfalone:

drappo di filustella colore rosso, orlato di fettuccia dorata, di forma rettangolare, assai allungata e terminato a coda di rondine, caricato dello stemma sopradescritto, con sottocentrato, in oro, il motto: nec spe nec metu

Riconoscimento di stemma e gonfalone con D.C.G del 25 ottobre 1928[15]

Fonzaso
Gosaldo

Gonfalone:

drappo troncato di giallo e di azzurro…

La Valle Agordina

Campo di cielo, al paesaggio montano con chiesetta alpina e corso d'acqua, con lo sfondo di montagne nevose; alla pianura d'argento caricata di due felci di verde in decusse. Ornamenti esteriori da comune

D.P.R. del 16 marzo 1956

Lamon

D'azzurro al monte di verde sostenente un tempio arcaico d'argento[16]

R.D. del 15 maggio 1921, RR.LL.PP. del 13 agosto 1921[17]

Gonfalone:

drappo azzurro con al centro lo stemma sopradescritto

D.P.R. del 15 maggio 1921

Lentiai

D'azzurro, con castello cimato di tre torri, merlato alla guelfa, aperto e traversato da una fascia ristretta di scaglie ermellinate

Gonfalone:

drappo partito di bianco e di azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma del comune, con l'iscrizione centra in argento: Comune di Lentiai

Limana

D'azzurro, al castello d'argento, fondato sulla vetta di un monte di verde; esso castello formato da un mastio, merlato alla ghibellina di otto pezzi, aperto finestrato e col basamento murato di nero, con due cortine dello stesso, colle feritoie di nero; quella destra declinante in sbarra, quella sinistra uscente, in fascia, dal lembo dello scudo[18]

R.D. del 25 aprile 1901, RR.LL.PP. del 21 settembre 1901[19]

Gonfalone:

drappo partito di bianco e di azzurro…

Livinallongo del Col di Lana

Riconoscimento di stemma e gonfalone con D.C.G del 9 settembre 1937[20]

Longarone

Partito di azzurro e di rosso alla torre triangolata, merlata alla ghibellina, d'argento, murata, aperta e finestrata di nero, movente dalla campagna troncata di verde e di oro, il secondo alla cifra in lettere romane MMXIV d'argento, la torre accompagnata in capo da una serpe di verde, ondeggiante in palo. Ornamenti esteriori da Comune

Gonfalone:

drappo partito di rosso e di bianco…

Lorenzago di Cadore

Nello stemma figurano un abete fra due torri legate da una catena e il leone di San Marco

D.C.G del 16 dicembre 1940[21]

Lozzo di Cadore

Nella metà superiore è inserito lo stemma della magnifica comunità di Cadore, nella seconda metà è rappresentata una graticola e, a lato, un ramo di palma

Decreto Presidente Repubblica del 2 maggio 1996

Mel

D'argento, alla croce patriarcale di rosso, sinistrata da una piccola torre merlata, al naturale, aperta e finestrata del campo, terrazzata di verde, posta nel cantone sinistro dalla punta[22]

D.C.G del 2 maggio 1929[23]

Gonfalone:

drappo partito di rosso e di bianco…

D.P.R. dell'11 marzo 1953

Ospitale di Cadore
Pedavena

D'azzurro, al monte di tre cime, l'una accantonata all'altra, all'albero nodrito sulla cima di mezzo, il tutto al naturale, il monte movente da una rivieva d'argento, ombrata di azzurro[24]

D.C.G n. 7888 del 22 maggio 1931[25]

Perarolo di Cadore
Pieve di Cadore

Partito: nel 1º d'azzurro all'abete fondato nella campagna di verde, incatenato a due torri quadrate, a due piani, merlati alla ghibellina, aperte e finestrate di nero; nel 2º d'oro alla fascia d'azzurro carica di una stella (5) d'oro

Decreto del 3 giugno 1941

Gonfalone:

drappo partito di azzurro e di giallo…

Ponte nelle Alpi

D'azzurro, al ponte d'argento, sotto il quale scorre un fiume al naturale, posto innanzi ad una catena di tre monti, pure al naturale, quello del centro, sovrastante il ponte, più basso, cimato di tre torri di rosso[26]

R.D. del 13 dicembre 1928, RR.LL.PP. del 15 aprile 1929[27]

Gonfalone:

drappo di rosso…

Quero Vas

Gonfalone:

drappo partito di rosso e di azzurro…

Rivamonte Agordino

R.D. del 3 aprile 1937, RR.LL.PP. del 17 aprile 1939[28]

Rocca Pietore

Di rosso, alla torre di argento, murata di nero, merlata alla guelfa di cinque, finestrata con cinque finestrelle, di nero, tre, bene ordinate, nella parte alta della torre, rettangolari con arco a tutto sesto, due tonde propinque alla porta, ordinate in fascia, essa torre chiusa di nero, fondata sulla collina di verde, fondata in punta e uscente dai fianchi, e accompagnata da due abeti con la chioma di verde e il tronco al naturale, uno e uno, nodriti nella collina. Ornamenti esteriori da Comune

(Di rosso, al monte di verde, sopra il quale si erge una rocca d'argento, fiancheggiata da due abeti, pure di verde[29], stemma concesso con R.D. del 29 novembre 1928, RR.LL.PP. del 18 luglio 1930[27])

Gonfalone:

drappo di bianco con bordatura di verde, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune

Concessione stemma e gonfalone con D.P.R. del 29 gennaio 2003

San Gregorio nelle Alpi
San Nicolò di Comelico
San Pietro di Cadore

D'azzurro, l’abete con la chioma verde e il tronco al naturale, nodrito nella pianura rocciosa di argento, unito con catena di nero con effetto di catenaria alle due torri quadrangolari d’argento, murate di nero, di due palchi, merlate alla guelfa, uscenti dai fianchi, viste in prospettiva, ogni palco finestrato di uno di nero, esse torri fondate sulla pianura rocciosa, il tutto accompagnato dalle lettere maiuscole di oro S e P, ordinate in fascia al capo. Ornamenti esteriori da Comune

Gonfalone:

drappo di giallo, riccamente ornato con ricami d'argento e caricato dallo stemma con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto giallo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolori frangiati d'argento

San Tomaso Agordino

D'azzurro, all'albero di abete, al naturale, nodrito su campagna di verde, accollato ad una fascia di argento merlata alla ghibellina, i merli murati di nero[30]

Concessione di stemma e gonfalone con R.D. del 9 marzo 1931, RR.LL.PP. del 28 gennaio 1932[31]

San Vito di Cadore

D'azzurro, l'abete con la chioma verde e il tronco al naturale, nodrito nella pianura rocciosa di argento, unito con catena di nero con effetto di catenaria alle due torri quadrangolari d'argento, murate di nero, di due palchi, merlate alla guelfa, uscenti dai fianchi, viste in prospettiva, ogni palco finestrato di uno di nero, esse torri fondate sulla pianura rocciosa, il tutto accompagnato dalle lettere maiuscole di oro S e P, ordinate in fascia al capo. Ornamenti esteriori da Comune

Gonfalone:

drappo di giallo, riccamente ornato con ricami d'argento e caricato dallo stemma con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto giallo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolori frangiati d'argento

Nuvola apps important square.svg

Incongruenza tra disegno e blasonatura: le due torri sono d'oro e non d'argento; la blasonatura non riporta il secondo punto del partito.

Nuvola apps important square.svg

Incongruenza tra disegno e blasonatura: il gonfalone è partito d'argento e d'azzurro e non di giallo.

Santa Giustina

Troncato: nel PRIMO, d'oro, alle due palme decussate, di verde, la palma posta in sbarra attraversante; nel SECONDO, di azzurro, alla ruota da molino di otto raggi, d'oro. Ornamenti esteriori da Comune

Gonfalone:

drappo troncato di verde e di giallo, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune

Santo Stefano di Cadore

Diviso in due campi. A sinistra lo stemma del Cadore: due torri merlate con abete in mezzo, uniti da catena. A destra campo diviso in due triangoli rettangoli. In alto camoscio rampante su fondo argento; in basso fondo verde. Lo stemma è contornato da un rametto di quercia e da uno di alloro, il tutto sovrapposto da una corona turrita

Gonfalone:

drappo a tre bande partito di verde e di bianco…

Sappada

D'azzurro, al monte di tre cime al naturale, su terrazzo di verde, accompagnato in capo da due zappe, decussate, manicate d'oro. Ornamenti esteriori da Comune[30]

R.D. del 10 aprile 1930, RR.LL.PP. del 14 gennaio 1932[32]

Gonfalone:

drappo di azzurro…

Nuvola apps important square.svg

Incongruenza tra disegno e blasonatura: lo stemma rappresenta un disegno completamente diverso.

Sedico

Due lame di sega in campo azzurro

Nuvola apps important square.svg

Incongruenza tra disegno e blasonatura: la blasonatura non indica lo smalto delle foglie di sega; le foglie di sega sono in sbarra e non in fascia.

Selva di Cadore
Seren del Grappa

In campo azzurro un grappolo d'uva con due foglie di vite su tre cime montuose stilizzate, sovrastato da una corona e ricompreso tra un ramo d'ulivo e uno di quercia, legati da un nastro rosso

Gonfalone:

drappo partito di azzurro e verde…

Sospirolo

D'azzurro, al monte di verde, sorgente da una riviera d'argento e sostenente una rondine al naturale[33]

R.D. dell'8 maggio 1927, RR.LL.PP. del 26 febbraio 1928[34]

Soverzene
Sovramonte

D.P.R. del 23 gennaio 1986

Gonfalone:

drappo partito di giallo e di azzurro…

Taibon Agordino

D.P.R. del 4 ottobre 1986

Gonfalone:

drappo di azzurro…

Tambre

Di azzurro, alla corona marchionale d'oro. Ornamenti esteriori da comune

D.P.R. n. 879 del 18 febbraio 1991

Trichiana
Val di Zoldo
Vallada Agordina

Campo di cielo, con in capo una stella d'oro, a due monti moventi dai lati dello scudo e formanti un passo di montagna, con addossata al monte di sinistra, una chiesa, il tutto al naturale[35]

D.C.G del 10 agosto 1929[36]

Valle di Cadore

Due torri incatenate ad un abete nel primo partito e due spade incrociate nel secondo partito

Gonfalone:

drappo partito di rosso e di blu…

Vigo di Cadore

D'azzurro, al pino silvestre al naturale posto tra due torrioni di pietra di due palchi, quadrati, con base piramidale, merlati alla guelfa chiusi e finestrati di nero, moventi dai due fianchi dello scudo il tronco attraversato da catena di ferro ad anelli circolari in fascia, moventi da sopra la porta dei due torrioni, il tutto terrazzato di verde. In quello inferiore : di verde alla penna ed alla spada d`argento decussate

Nuvola apps important square.svg

Incongruenza tra disegno e blasonatura: i torrioni non escono dai fianchi dello scudo.

Vodo di Cadore
Voltago Agordino
Zoppè di Cadore

Ex comuniModifica

Stemma Ex Comune e blasonatura Gonfalone e bandiera
Farra d'Alpago (dal 2016 soppresso per la costituzione del comune di Alpago)

D'azzurro, all'albero di faggio al naturale, piantato su campagna di verde e sostenuto da due draghi affrontati di rosso[14]

D.C.G del 1º maggio 1930[37]

Castellavazzo (dal 2014 unito a Longarone, il nuovo Comune mantiene il nome di Longarone e lo stemma di Castellavazzo)

Di rosso alla torre triangolata, merlata alla ghibellina, d'argento, murata, aperta e finestrata di nero, movente dalla campagna erbosa di verde, accompagnata in capo da una serpe di verde, ondeggiante in palo. Ornamenti esteriori da Comune

R.D. del 28 gennaio 1928

Gonfalone:

drappo partito di bianco e di rosso…

D.P.R. 26 agosto 1959

Forno di Zoldo (dal 2016 soppresso per la costituzione del comune di Val di Zoldo)
Longarone (dal 2014 unito a Castellavazzo, il nuovo Comune mantiene il nome di Longarone e lo stemma di Castellavazzo)

Gonfalone:

drappo di azzurro…

R.D. del 18 maggio 1942

Pieve d'Alpago (dal 2016 soppresso per la costituzione del comune di Alpago)

Gonfalone:

drappo partito di azzurro e di rosso…

Puos d'Alpago (dal 2016 soppresso per la costituzione del comune di Alpago)

D'azzurro, al pozzo di mattoni, al naturale, sostenuto da una terrazza di verde movente dalla punta dello scudo, sormontato da tre stelle di sei raggi d'argento, ordinate in fascia, sulla testa del pozzo un aquilotto sorante, al naturale[38]

D.C.G del 30 ottobre 1929[39]

Quero (dal 2013 soppresso per la costituzione del comune di Quero Vas)

Un castello al naturale posto di tre quarti, aperto e finestrato, torricellato di due pezzi laterali: quello di destra più elevato e merlato alla guelfa nello spigolo destro; quello di sinistra a cuspide; il tutto fondato su terrazzo al naturale

Gonfalone:

drappo azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento: Comune di Quero. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionale frangiati d'argento

Vas (dal 2013 soppresso per la costituzione del comune di Quero Vas)

Di rosso al vaso d'argento, ripieno di pampini e grappoli al naturale. Ornamenti esteriori da comune

Gonfalone:

drappo partito di bianco e di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con l'iscrizione centrato in argento: Comune di Vas

Zoldo Alto (dal 2016 soppresso per la costituzione del comune di Val di Zoldo)

NoteModifica

  1. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 100.
  2. ^ Bollettino, vol. XI, n. 41, maggio 1931, p. 124.
  3. ^ Bollettino, vol. XI, n. 41, maggio 1931, p. 104.
  4. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 103.
  5. ^ Bollettino, vol. XI, n. 41, maggio 1931, p. 122.
  6. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 171.
  7. ^ Bollettino, vol. XI, n. 41, maggio 1931, p. 126.
  8. ^ Bollettino, vol. XI, n. 43, 1937, p. 74.
  9. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 318.
  10. ^ Bollettino, vol. IX, n. 41, maggio 1931, p. 108.
  11. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 362.
  12. ^ Bollettino, vol. VIII, n. 40, febbraio 1929, p. 98.
  13. ^ Bollettino, vol. XI, n. 45, 1942, p. 197.
  14. ^ a b Rangoni Machiavelli, 1933, p. 365.
  15. ^ Bollettino, vol. VIII, n. 40, febbraio 1929, p. 96.
  16. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 467.
  17. ^ Bollettino, vol. VIII, n. 38, gennaio 1924, p. 23.
  18. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 468.
  19. ^ Bollettino, vol. V, n. 23, gennaio 1902, p. 430.
  20. ^ Bollettino, vol. XI, n. 44, 1939, p. 137.
  21. ^ Bollettino, vol. XI, n. 45, 1942, p. 200.
  22. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 472.
  23. ^ Bollettino, vol. IX, n. 41, maggio 1931, p. 126.
  24. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 563.
  25. ^ Bollettino, vol. X, n. 42, 1933, p. 66.
  26. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, p. 565.
  27. ^ a b Bollettino, vol. IX, n. 41, maggio 1931, p. 107.
  28. ^ Bollettino, vol. XI, n. 45, 1942, p. 159.
  29. ^ Rangoni Machiavelli, 1934, p. 29.
  30. ^ a b Rangoni Machiavelli, 1934, p. 177.
  31. ^ Bollettino, vol. X, n. 42, 1933, p. 62.
  32. ^ Bollettino, vol. X, n. 42, 1933, p. 56.
  33. ^ Rangoni Machiavelli, 1934, p. 180.
  34. ^ Bollettino, vol. VIII, n. 40, febbraio 1929, p. 72.
  35. ^ Rangoni Machiavelli, 1934, p. 268.
  36. ^ Bollettino, vol. IX, n. 41, maggio 1931, p. 132.
  37. ^ Bollettino, vol. IX, n. 41, maggio 1931, p. 142.
  38. ^ Rangoni Machiavelli, 1934, p. 27.
  39. ^ Bollettino, vol. IX, n. 41, maggio 1931, p. 137.

BibliografiaModifica

  • Luigi Rangoni Machiavelli, Stemmi delle colonie, delle provincie e dei comuni del Regno d'Italia riconosciuti o concessi dalla Consulta Araldica del Regno al 1º novembre 1932, in Rivista del Collegio Araldico, anni XXXI e XXXII, 1933 e 1934.
  • Bollettino Ufficiale della Consulta Araldica del Regno, Roma, Istituto poligrafico dello Stato.
  Portale Araldica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di araldica