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Articolo (linguistica)

un morfema con la funzione di determinante di un sostantivo

L'articolo (dal latino articulus, da artus, "membro", "arto"; in greco ἄρθρον árthron[1]) è un morfema con la funzione di determinante[2] di un sostantivo, nel senso che ne specifica alcune caratteristiche semantiche: l'articolo, infatti, esplicita l'opposizione pragmatica tra tema e rema (cioè tra ciò che è dato e ciò che è nuovo nel discorso) o tra classe e membro.[1]

Indice

Caratteristiche generaliModifica

Per lo più l'articolo assume la forma di una particella[3]. Nelle lingue in cui è soggetto a flessione, è collegato specialmente a genere e numero del sostantivo[1], e, in alcune lingue, come il greco, anche al caso grammaticale. In funzione della lingua, l'articolo viene usato declinandolo secondo tutte queste variabili.

L'articolo è in genere un clitico. Per lo più si colloca nelle stesse posizioni di altri determinanti, ma sintatticamente è dipendente in maggior misura dal nome cui si riferisce, in particolare perché non può essere pronominalizzato. In alcune lingue precede il nome ed è quindi un proclitico (il libro, el libro, the book), in altre è un enclitico (huset, in svedese "la casa", determinativo di hus; omul, in rumeno "l'uomo", determinativo di om).[1]

In genere, determinatezza e notorietà dei concetti espressi sono considerate universali linguistici, ma l'articolo non è l'unica forma possibile per esprimerle. Per esempio, finnico, russo e ceco non usano articoli e adottano invece strategie diverse, come la diversa collocazione dei vari costituenti.[1] Tra le lingue europee, l'articolo è assente nelle lingue slave (con l'eccezione del bulgaro e del macedone), lingue baltiche e lingue uraliche, figura nelle due forme determinativa e indeterminativa nelle lingue latine, nel greco e nelle lingue germaniche occidentali e figura nella sola forma determinativa nelle lingue celtiche. Nelle lingue scandinave è invece usato solo nella forma indeterminativa, mentre alla forma determinativa è un suffisso aggiunto al sostantivo. Nella lingua araba si utilizza il solo articolo determinativo. L'articolo è assente nel latino, nel giapponese e nel cinese.

Si distinguono generalmente articoli determinativi, indeterminativi e partitivi. Nelle lingue germaniche vi sono anche articoli usati per esprimere assenza o negazione.

Articoli determinativiModifica

ItalianoModifica

maschile femminile
davanti a: vocale, i e u semiconsonantiche, s impura, x, y, z, e i gruppi pt, gn, ps, cn e, variabilmente[4], pn tutti gli altri casi tutti i casi
singolare lo (l')[5] il la (l')[5]
plurale gli (gl')[6] i (li[7]) le (l')[6]

Unica eccezione: il dio ha plurale gli dèi[8] a causa del processo di deglutinazione.

UsoModifica

L'articolo determinativo si usa[9]:

  • quando il nome si riferisce a una cosa sola, ben precisa
  • con gli aggettivi e i pronomi possessivi
  • con nomi astratti o di significato generale, compresi i colori
  • con parti del corpo o vestiti
  • con le date, se non sono precedute dai giorni della settimana
  • nelle descrizioni fisiche, con il verbo avere
  • prima del cognome di una famiglia o di un casato
  • davanti a titoli di rango o professioni seguiti da un nome
  • davanti a nomi di persone famose (alla latina, come a dire "il famoso" o "proprio quello")

Può inoltre essere usato davanti ai nomi propri femminili, quando sono adoperati in registro familiare-affettivo, ma non davanti ai nomi propri maschili.

Viene invece omesso nei seguenti casi:

  • con gli aggettivi possessivi di fronte a nomi di parentela singolari
  • nelle descrizioni e nelle numerazioni
  • nelle apposizioni
  • davanti ai nomi di città, tranne quando è parte integrante del nome: La Spezia, L'Aquila, Il Cairo, Il Pireo, La Mecca, L'Aia. Anche in questo caso l'articolo segue le normali regole grammaticali, in particolare per l'uso delle minuscole e della formazione di preposizioni articolate
  • in una serie di espressioni particolari:
    • nella maggioranza delle locuzioni avverbiali (in fondo, di proposito, a zonzo)
    • nelle espressioni che hanno valore di avverbi qualificativi (con audacia, con intelligenza, con serenità)
    • con i complementi di luogo, in alcuni casi (tornare a casa, abitare in campagna, recarsi in chiesa)
    • davanti a nomi che formano con il verbo una sola espressione predicativa (aver(e) fame, sentire freddo, prendere congedo)
    • nelle locuzioni in cui un sostantivo integra il significato di un altro (carte da gioco, sala da pranzo, abito da sera) e nei complementi predicativi (comportarsi da galantuomo, parlare da esperto, fare da padre)
    • in alcuni espressioni di valore modale o strumentale (in pigiama, in bicicletta, senza cappotto)
    • nelle frasi proverbiali (buon vino fa buon sangue, can che abbaia non morde)
    • nei titoli dei libri o dei capitoli (Grammatica italiana, Canto quinto) e di insegne (Entrata, Uscita, Arrivi, Partenze, Merceria, Ristorante, Giornali...)
    • in alcune espressioni formate da verbo + preposizione + nome (parlare di sport, giocare a scacchi (o agli scacchi), prendere qualcuno per matto)
    • per ragioni di brevità, nel linguaggio telegrafico e nella piccola pubblicità dei giornali (partecipiamo vostra gioia, vendo appartamento zona centrale)
    • con la preposizione senza, l'articolo indeterminativo si può esprimere o meno (girare senza (una) meta, offendersi senza (un) motivo apparente)

Altre lingueModifica

Le lingue romanze sono quelle con un uso dell'articolo più simile a quello italiano:

italiano spagnolo catalano portoghese galiziano occitano francese rumeno sardo
maschile singolare il, lo (l')[5] el el, l'[10] o o lo, (l')[10] le (l')[10] -l, -ul
caso obl.-lui
su (s')[10]
maschile plurale i, gli (li[7]) los els os os los les -i
caso obl.-lor>
is / sos
femminile singolare la (l')[5] la, el[11] la (l')[5] a a la, (l')[10] la (l')[10] -a, -ua
caso obl.-ei>
sa (s')[10]
femminile plurale le las les as as las les -le
caso obl.-lor>
is / sas

Derivano per lo più dal dimostrativo latino ille, illa ("quello", "quella"), con l'eccezione del sardo, in cui discendono dal determinativo accusativo latino ipsum, ipsam, ipsos, ipsas ("stesso", "stessa", "stessi", "stesse").

Articoli indeterminativiModifica

ItalianoModifica

maschile femminile
davanti a: i semiconsonantica, s impura, x, y, z, e i gruppi pt, gn, ps, cn e, variabilmente[4], pn tutti gli altri casi tutti i casi
singolare uno un una (un')[12]
plurale -- -- --

In italiano non esiste l'articolo indeterminativo plurale, dato che in espressioni come gli uni e gli altri ha il ruolo di pronome.

Dove si userebbe l'articolo indeterminativo plurale, l'italiano utilizza l'articolo partitivo o aggettivi indefiniti come alcuni o qualche ("alcuni libri", "qualche libro").

UsoModifica

L'articolo indeterminativo viene usato:

  • con i sostantivi non numerabili
  • davanti a nomi di professioni o che indicano un'intera categoria
  • con i nomi propri di persona o i cognomi che indicano un'opera d'arte
  • nell'espressione un po'

Altre lingueModifica

Come per l'articolo determinativo, anche per quello indeterminativo le maggiori somiglianze si hanno con le lingue romanze:

italiano spagnolo catalano portoghese galiziano occitano francese rumeno sardo
maschile singolare un, uno un un um un un un un
caso obl. unui
unu
maschile plurale -(alcuni)- [13] unos uns uns uns de -- [13] nişte
caso obl. unor
unos
femminile singolare una (un')[10] una una uma unha una une o
caso obl. unei
una
femminile plurale -(alcune)- [13] unas unes umas unhas de -- [13] nişte
caso obl. unor
unas

Articolo del greco anticoModifica

Nacque nell'indoeuropeo con funzione determinativa, cioè dimostrativa in forma di pronome; il processo fu analogo a quello del dimostrativo latino ille - illa illud, così come per le lingue romanze (il - la - lo). Nella ricostruzione dell'originale indoeuropeo si ha un *so- e *sa-, in cui la sibilante man mano si è indebolita passando ad aspirata con lo spirito *so > ὁ e *sa > ἡ nella forma tipica allungata dell ionico attico. Da un tema *to-/-ta si è formato il resto della declinazione dell'articolo greco, che comprende i tre generi maschile, femminile, neutro, e i numeri singolare, duale, plurale, rispecchiando le terminazioni della II declinazione greca nel maschile e nel neutro, mentre per il femminile la I dell'α impuro lungo.

I casi retti derivano probabilmente da un'originaria forma *τοδ, analoga a quella dei pronomi neutri latini (illud - istud - aliud), con caduta della dentale in fine di parola; le forme del nominativo plurale in origine erano le enclitiche τοι e ται attestate in Omero, per poi uniformarsi in οἱ e αἱ.

L'articolo ha funzione determinativa, l'indeterminativo non esiste, ma è sostituito da alcune particelle come μεν e δε per indicare "questo" o "quello".

Caso MASCHILE FEMMINILE NEUTRO
SING. N. ὁ il,lo ἡ la τό il,lo
SING. G. τοῦ del,dello τῆς della τοῦ del,dello
SING. D. τῷ al,allo τῇ alla τῷ al,allo
SING. A. τόν il,lo τήν la τό il,lo
DU. N.A. τώ i due τά le due τώ i due
DU. G.D. τοῖν dei/ai due ταῖν delle/alle due τοῖν dei/ai due
PL. N. οἱ i,gli αἱ le τά i,gli
PL. G. τῶν dei,degli τῶν delle τῶν dei,degli
PL. D. τοῖς ai,agli ταῖς alle τοῖς ai,agli
PL. A. τούς i,gli τάς le τά i,gli
  • L'articolo non ha il vocativo, a differenza delle 3 declinazioni, si usa l'interiezione ὦ
  • Le forme del femminile duale sono solitamente sostituite dalle forme maschili.
  • Per l'accento si osserva che, escluse le proclitiche, i nominativi e accusativi hanno l'acuto, mentre i genitivi e dativi singolari, plurali e duali hanno il circonflesso.

Articoli partitiviModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: articolo partitivo.

L'articolo partitivo indica una quantità indeterminata che fa parte di un insieme più grande o generale, da cui è tolta:

  • maschile singolare: del, dell', dello
  • femminile singolare: della, dell'
  • maschile plurale: dei, degli
  • femminile plurale: delle

Come accennato, le sue forme plurali fungono anche da forma plurale dell'articolo indeterminativo. Si tratta del resto dell'uso più comune del partitivo in italiano.

Gli articoli determinativi dal latinoModifica

Dall'evoluzione fonetica degli aggettivi dimostrativi latini ille (quello), illa (quella) e illud (aggettivo dimostrativo neutro, corrisponde a "quello") otteniamo gli articoli determinativi il,la,lo italiani; el, la, lo spagnoli e le, la francesi.

Da ipse (lui stesso), ipsa (lei stessa), ipsum (pronome dimostrativo neutro, corrisponde a "lo stesso") derivano gli articoli determinativi in sardo su, sa, sos, sas, is; questo tipo di esito si trova anche in alcune varianti del catalano.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Beccaria, op. cit., pp. 89-90.
  2. ^ In inglese, "articolo" si dice article o determiner (cfr. Beccaria, op. cit., pp. 89-90).
  3. ^ Scheda su treccani.it.
  4. ^ a b http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/pneumatico-pneumatico
  5. ^ a b c d e Davanti a vocale o alla lettera "h" seguita da vocale, non davanti ad una "i" semiconsonantica (come in ione o iena).
  6. ^ a b Gli articoli "le" e "gli" si elidono raramente e solo se le due vocali, specialmente le "e", sono uguali.
  7. ^ a b Forma arcaica, di cui si trovano ancora tracce in Pascoli e D'Annunzio e nel linguaggio burocratico (li 22 luglio 2012); cfr. Luca Serianni, Grammatica italiana, ed. UTET-De Agostini, 2010, ISBN 978-88-6008-057-8, IV.15).
  8. ^ voce «dio» sull'Enciclopedia Treccani in linea
  9. ^ Serianni, Grammatica italiana.
  10. ^ a b c d e f g h Davanti a vocale.
  11. ^ Davanti ad "a" tonica: el águila ("l'aquila"), el agua ("l'acqua").
  12. ^ Davanti a vocale, esclusa la i semiconsonante (come in iena).
  13. ^ a b c d Si utilizza l'articolo partitivo.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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