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Arzo è un quartiere di 1 271 abitanti del comune svizzero di Mendrisio, nel Canton Ticino (distretto di Mendrisio).

Indice

StemmaModifica

La croce rappresenta sia quella di Lugano sia quella di Como. Il Duomo ricorda il contributo dato da Arzo a queste due città per l’erezione del loro maggiore tempio: fornì, infatti, il materiale per la costruzione del Duomo di Como, per i restauri della facciata del Broletto, della stessa città, nel 1435, e per una parte dei rilievi della facciata della Cattedrale di Lugano. [1]

Arzo
quartiere
 
Localizzazione
Stato  Svizzera
Cantone  Ticino
DistrettoMendrisio
ComuneMendrisio
Territorio
Coordinate45°52′34″N 8°56′27″E / 45.876111°N 8.940833°E45.876111; 8.940833 (Arzo)Coordinate: 45°52′34″N 8°56′27″E / 45.876111°N 8.940833°E45.876111; 8.940833 (Arzo)
Altitudine501 m s.l.m.
Superficie2,79 km²
Abitanti1 281 (2018)
Densità459,14 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6864
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiarzesi
Cartografia
 
Arzo
Localizzazione del quartiere di Arzo nel territorio comunale di Mendrisio
Sito istituzionale

Geografia fisicaModifica

Nel quartiere di Arzo si trova presso il Monte San Giorgio.

StoriaModifica

Sicuramente il luogo era abitato in epoca antica, ma a questo riguardo si possiedono solo notizie frammentarie (in particolare alcune necropoli ritrovate nelle vicinanze)[senza fonte]. Il paese deve la sua fortuna e notorietà alle cave di marmo, noto fin dal Medioevo[2] e apprezzato in particolare per edifici in stile barocco[senza fonte].

Il paese è citato per la prima volta nel 1335 nella forma Arzio e la sua chiesa nel 1456; a quell'epoca faceva parte della pieve di Riva, dalla quale si separò nel 1534[2]. Fece parte del ducato di Milano sino al 1512, quando venne occupato dai Confederati[senza fonte].

 
Il territorio del comune di Arzo prima degli accorpamenti comunali del 2009

Già comune autonomo che si estendeva per 2,79 km²[3], nel 2009 è stato accorpato a Mendrisio assieme agli altri comuni soppressi di Capolago, Genestrerio, Rancate e Tremona.

SimboliModifica

Lo stemma di Arzo è stato ideato nel 1953 (a centocinquant'anni dall'indipendenza ticinese, nel 1803) dallo studioso di araldica Gastone Cambin[senza fonte]. La croce bianca in campo rosso (con i bracci estesi sino ai lati dello scudo) richiama gli emblemi di Como e di Lugano; la chiesa color giallo-oro simboleggia il duomo di Lugano e quello di Como, chiese ricche di marmo arzese[3] e alla cui realizzazione lavorarono parecchi scalpellini di Arzo[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[2]:

Abitanti censiti

 

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del quartiere. Il patriziato è proprietario delle cave di marmo di Arzo[4].

NoteModifica

  1. ^ tratte da “L’Armoriale dei Comuni ticinesi” di Gastone Cambin, Edizione Istituto Araldico e Genealogico Lugano, 1953..
  2. ^ a b c d Stefania Bianchi, Arzo, in Dizionario storico della Svizzera, 26 giugno 2017. URL consultato il 14 novembre 2017.
  3. ^ a b Arzo, su sito istituzionale del comune di Mendrisio, 11 gennaio 2017. URL consultato il 14 novembre 2017.
  4. ^ Sito ufficiale del patriziato di Arzo, su patriziatoarzo.ch. URL consultato il 14 novembre 2017.

BibliografiaModifica

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 188, 206.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Arzo, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 21-32.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 19-32.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 123, 219, 222, 250, 252, 334, 343, 347-349, 364.
  • Giovanni Piffaretti, Pagliuzze di storia di Arzo, Mendrisio, 1991.
  • Giovanni Piffaretti, Strade e piazze di Arzo hanno un nome, Mendrisio, 1997.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 208, 209, 421.
  • Tita Carloni, Claudio Origoni, Arzo. Memoria di pietre. Inventario dei portali del paese, Mendrisio, 2007.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 430-432.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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