Asilo nel bosco

L’Asilo nel bosco è una tipologia di scuola dell’infanzia rivolta a bambini di età compresa tra i due e i cinque anni e mezzo, che si svolge quasi esclusivamente all’aperto[1]. I bambini sono incoraggiati a giocare, esplorare e imparare in un ambiente naturale come è il bosco, in qualsiasi stagione, entrano in contatto con la campagna, ambiente naturale del fanciullo e arrivano ad ottenere un’educazione fisica e morale. L'Asilo nel bosco crea una cittadinanza attiva e democratica. È conosciuto anche con il nome di Waldkindergarten (in tedesco), Forest Kindergarten (in inglese), outdoor nursery (Asilo all’aperto), nature kindergarten (Asilo natura) o nature preschool (Scuola d’infanzia naturale).[2]

Un Asilo nel bosco in Austria

StoriaModifica

L’Asilo nel bosco si sviluppa a partire dal secondo dopoguerra nei paesi del Nord Europa. Questo tipo di scuola si è diffusa maggiormente negli anni novanta, e rappresenta un’alternativa all’istruzione prescolare. La prima forma di asilo nel bosco fu ideata da Ella Flatau nel 1950 in Danimarca.[3] L'idea si è formata gradualmente grazie al fatto che questa donna, madre di quattro bambini, trascorreva la maggior parte del suo tempo a giocare con i propri figli e quelli dei suoi vicini all’aria aperta, in modo particolare in un bosco nelle vicinanze, attirando così l'attenzione dei genitori del quartiere. Grazie a questa esperienza, assieme ad un gruppo di genitori, la signora Flatau, resasi conto di quanto la natura avesse degli effetti positivi sia sul benessere psicologico che su quello fisico dei bambini, decise di creare la prima forma di asilo nel bosco, che venne chiamato in danese Skovbørnehave.[3] Questa sua iniziativa ottenne ampia approvazione e diffusione in molti paesi europei per diverse ragioni. Da un lato va considerato che, in quegli anni, il numero di posti nelle tradizionali scuole d'infanzia era insufficiente rispetto al numero di bambini e risultava quindi essenziale istituire nuove scuole, ma, soprattutto, bisogna tenere presente che, nella tradizione dei paesi del Nord Europa, la natura ricopre un ruolo centrale nella vita degli uomini, sia da un punto di vista di benessere psico-sociale, sia da un punto di vista educativo-formativo.[3]

Le scuole d'infanzia nel bosco in Svezia sono denominate I Ur och Skur (con il buono e cattivo tempo), e devono il loro sviluppo a “Skogsmulle”, un immaginario gnomo dei boschi che Gösta Frohm inventò per insegnare il rispetto e l’amore per la natura al fine di prendersene cura. Egli nel 1957, fondò la prima “Skogsmuller School” in cui ospitò bambini di cinque e sei anni. Tuttavia, la prima scuola svedese nel bosco “I Ur och Skur” venne realizzata nel 1985 nell’isola Lidingö da Siw Linde. [3]

All’inizio degli anni novanta, gli asili nel bosco iniziarono a svilupparsi anche in Germania con il nome di Waldkindergarten. In realtà, la prima esperienza fu quella di una mamma, Ursula Sube, che nel 1968 a Wiesbaden, fondò una scuola privata nel bosco prendendo spunto dal metodo danese. Tuttavia non ebbe seguaci, in quanto priva di qualunque tipo di formalizzazione.[3] Nel 1993, le educatrici Petra Jäger e Kerstin Jebsen, dopo aver studiato la scuola nel bosco danese, ed aver condotto in tale scuola un periodo di osservazione, fondarono a Flendsburg la prima scuola nel bosco che venne in seguito riconosciuta dallo Stato tedesco. Gli asili nel bosco, in Germania, trovano riconoscimento ufficiale nel 1996 grazie all’istituzione del Bundesarbeitskreis der Naturkindergärten in Deutschland (Comitato lavorativo federale Waldkindergarten in Germania). Qualche anno più tardi, nel 2000, viene istituita l’ ”Associazione federale del Waldkindergarten” che offriva ai suoi membri contatti, corsi di formazione, cooperazione e aiuto nei processi decisionali politici e pubblici.[3]

ItaliaModifica

Dai resoconti che possediamo risulta che in Italia si è assistito, in particolare negli ultimi anni, ad una crescente diffusione del fenomeno degli Asili nel bosco. È una realtà pedagogica diffusa in Italia anche grazie ai contributi di Giuseppina Pizzigoni e Maria Montessori[1]. Giuseppina Pizzigoni nel 1911 fondò nel quartiere popolare della Ghisolfa di Milano la cosiddetta ‘’scuola Rinnovata’’. La Pizzigoni ebbe la percezione di cambiare la scuola, ella infatti era consapevole che la scuola del tempo era troppo selettiva e assegnava compiti che non potevano essere svolti dagli allievi. La scuola Pizzigoni è stata una scuola all’aperto, inizialmente intesa per accogliere i bambini malati di tubercolosi che alla luce del sole potevano guarire dunque, caratteristica importante di questa scuola fu la dilatazione dello spazio scolastico che si prolungava nell’ambiente esterno , nel quale gli alunni andavano incontro, attraverso l’esperienza diretta, al mondo delle cose. La Pizzigoni dava credibilità alle facoltà del bambino , ella affermava infatti che il sapere dei libri derivava dall’esperienza concreta, non bisognava partire dal verbalismo. Si può sostenere che queste realtà nascono maggiormente per iniziativa di genitori, educatori, associazioni, privati.[4] Ogni Asilo nel bosco ha proprie caratteristiche e specificità e risulta difficile inserire ciascuno in un unico modello uguale per tutti. Questo dipende principalmente dalla tipologia di ambiente naturale in cui essi operano (bosco, collina, montagna) e dai differenti progetti educativi che vengono attuati.[4]Lo strumento principale e comune a ogni realtà e progetto educativo è l’ambiente naturale. Esso rappresenta uno strumento educativo essenziale al fine di favorire la formazione di un rapporto profondo tra bambino e natura. Le attività educative si svolgono prevalentemente all’aperto, indipendentemente dalle condizioni climatiche e i materiali pedagogico didattici sono realizzati con elementi naturali. Tuttavia queste iniziative risultano ancora poco conosciute a livello nazionale a causa della poca visibilità di cui godono.[4] Un esempio significativo di questa nuova realtà in Italia è costituito dall’Asilo nel Bosco di Ostia Antica (Roma). L’Asilo nel Bosco di Ostia Antica nasce nell’anno 2014 a seguito di un anno di sperimentazione nel Parco della Madonnetta di Acilia (Roma) e, attualmente, ospita una sezione di nido e di scuola dell’infanzia. L’asilo nel bosco lavora insieme all’ Emilio e all’associazione Manes del progetto in corso[1]. Nell’anno scolastico 2015-2016 l’Asilo nel Bosco ha anche aperto una pluriclasse elementare in convenzione con l’Istituto comprensivo statale ‘’Amendola Gattuso’’ di Ostia, l’Asilo nel Bosco infatti instaura delle relazioni con le scuole pubbliche e favorisce visite reciproche. Nell’Asilo la giornata scolastica inizia alle ore 8:00 e termina alle ore 16:30. Il programma scolastico, i cui obiettivi formativi vengono elaborati sulla base delle Indicazioni nazionali per il curriculo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha carattere globale ed ecologico, l’obiettivo prioritario è assegnato all’educazione alla sostenibilità e all’ambiente la quale viene promossa attraverso lo svolgimento di attività all’aperto e attraverso un’alimentazione biologica, condivisa anche dalle famiglie degli alunni anche al fine di garantire una certa continuità tra scuola e casa. L'asilo nel bosco segue una progettazione flessibile basata sull'osservazione e sulla valutazione. Essa tiene conto degli interessi dei bambini, non segue tappe o programmi da terminare entro un determinato tempo. La valutazione è svolta tramite le griglie di osservazione e l'autovalutazione, e si basa sul capire se il bambino si mantiene attivo o meno. Viene chiesto anche al bambino se si sente soddisfatto, come sarebbe potuto stare meglio, come si è sentito, eccetera. La flessibilità è alla base del loro processo educativo. Nell’asilo nel bosco i bambini possono entrare e uscire senza rispettare alcun orario. Le griglie di osservazione sono basate sul notare come il bambino si relaziona con l'educatore, sugli interessi, gli avvenimenti che cambiano la routine del bambino, le emozioni che gli provocano e sulle emozioni caratterizzanti il bambino. La formazione degli insegnanti viene promossa dai responsabili dell’Asilo nel Bosco attraverso la collaborazione con Università italiane ed estere; vengono inoltre organizzati corsi di formazione per coloro che sono interessati ad aprire un asilo nel bosco, offrendo informazioni e orientamenti per l’impresa.[1] Il rinnovamento pedagogico a cui si ispira l’Asilo nel Bosco è dato dalla formazione olistica del bambino, uno sviluppo cioè completo per l’essere umano nella sua interezza. Questo sviluppo secondo i sostenitori di questa pedagogia non può avvenire nella scuola tradizionale, il cui spazio di apprendimento è spesso limitato alle sole quattro mura scolastiche, da qui dunque l’allargamento dello spazio di apprendimento al di fuori della tradizionale aula: nell’Asilo nel Bosco di Ostia Antica i bambini hanno a disposizione innumerevoli metri quadrati all’aperto. Ciò che comporta l’educazione all’aperto è insieme sviluppo sensoriale di tutte le facoltà dell’essere umano ed elaborazione cognitiva delle esperienze che si fanno ; sviluppo nel bambino di autonomia, creatività , abilità motorie, serena creazione della propria identità, rispetto per il prossimo e per l’ambiente, sono gli obiettivi finali dell’educazione all’aperto. Attraverso il contatto con la natura infatti c’è uno sviluppo completo del bambino , c’è la sollecitazione di tutti i sensi e di tutte le facoltà dell’essere umano. L’Asilo nel Bosco di Ostia Antica ricorda per alcuni elementi l’opera ‘’Walden’’ (1854) di Thoreau[5] e per altri l’opera ‘’Walden Two’’[6] (1948) di Skinner. ‘’Walden’’ di Thoreau inizia con un ripensamento del rapporto uomo e natura e risultano evidenti i motivi di critica alla società dello spreco e a quella cultura dominante che annienta quanto di più vero , autentico e sacro ci sia nel rapporto dell’uomo con la Terra ; parallelamente nell’Asilo nel Bosco ci sono bambini che vivono in un ‘’bosco’’ nel quale osservano la natura, ascoltano i suoi suoni e imparano a stabilire un giusto rapporto con la Terra. L’Asilo nel Bosco può essere invece accostato a ''Walden Two'' di Skinner in quanto la società utopica ipotizzata da Skinner, ovvero quella liberata da tutti i mali , sebbene sia irraggiungibile può essere perseguita attraverso l’Asilo nel Bosco in quanto quest’ultimo è centrato sul principio della comunicazione tra persone, istituzioni, ambienti e strutture[7].

AttivitàModifica

L’Asilo nel bosco può essere descritto come una scuola dell'infanzia “senza tetto e senza pareti”, infatti il personale dell’asilo assieme ai bambini trascorrono il loro tempo all’aperto, solitamente in un bosco. Una caratteristica peculiare degli Asili nel Bosco è data dall’importanza che assume il gioco attraverso i giocattoli costruiti con materiali che si possono trovare nell’ambiente naturale, piuttosto che utilizzare giochi a carattere commerciale. Nonostante queste differenze, l’asilo nel bosco mantiene lo stesso scopo fondamentale degli altri asili, ovvero l’avere cura, stimolare ed educare i bambini. Le attività e le finalità che caratterizzano gli asili possono essere riassunte in questo schema:[8][9]

Attività Beneficio sullo sviluppo
Giocare attraverso giochi di fantasia utilizzando qualsiasi tipo di risorse ed idee che vengono in mente Aiuta i bambini ad esplorare i propri pensieri senza la guida di un giocattolo commerciale
Gioco di ruolo Immaginazione condivisa, lavoro di squadra, memorizzare modelli di comportamento
Costruire rifugi o altre strutture utilizzando rami con l’aiuto di altri bambini e con gli adulti Questo richiede la definizione di uno scopo, progettare e realizzare, lavoro di squadra e determinazione
Contare gli oggetti o cercare modelli matematici. Matematica, riconoscimento visivo
Giochi di memoria usando oggetti disponibili della natura Memoria, denominazione degli oggetti
Ascoltare le storie; cantare canzoni e filastrocche. Arte, concentrazione
Sistemare gli oggetti per fare un disegno o costruire un giocattolo Arte
Disegnare Arte, creatività, precisione e controllo nella copiatura
Arrampicarsi sugli alberi ed esplorare il bosco Migliora la forza, l’equilibrio e la consapevolezza fisica
Giocare a nascondino Sviluppa la teoria della mente del bambino aiutandolo ad anticipare i pensieri degli altri
Camminare nel bosco Migliora la forza e la resistenza; la preparazione dei percorsi migliora la capacità di pianificazione e di comunicazione
Esplorare e riflettere da solo Aiuta la consapevolezza di sé e lo sviluppo del carattere
Riposarsi Aiuta il consolidamento dei ricordi e facilita le attività successive della giornata

Obiettivi pedagogiciModifica

Anche se non esiste un modello definito a priori, è comunque possibile ricavare alcune caratteristiche a cui la pedagogia del bosco si ispira. Secondo Huppertz (2004) possono essere descritte finalità, caratteristiche e valori riscontrabili nella maggior parte degli asili nel bosco.[3] Innanzitutto negli Asili nel bosco si privilegia la convivenza con l'ambiente naturale in modo totale, incoraggiando un'educazione ambientale attraverso il rispetto, la consapevolezza e la relazione responsabile con l'ambiente stesso, gli animali e le piante. In secondo luogo si intende promuovere l'autonomia e l'autostima dei bambini considerando l'individualità di ciascuno di essi e rispettando i loro bisogni. Inoltre lo spazio aperto di cui dispongono i bambini offre agli stessi la possibilità di muoversi liberamente e di scoprire l'ambiente circostante in modo tale da incentivare da un lato la motricità e dall'altro educarli ad essere responsabili all'interno del contesto in cui operano.[3]Il principale obiettivo dell'educazione deve essere aiutare le persone a crescere in dignità, intesa come rispetto che ognuno merita di avere per il fatto di essere come è. La finalità educativa dell'asilo nel bosco è quella di tirare fuori il tesoro che i bambini hanno dentro di loro. Il loro obiettivo è di renderli felici, con la consapevolezza che la felicità si raggiunga grazie alle relazioni sociali, al talento e ai valori. Nell'asilo nel bosco è importante sviluppare l'empatia, la motivazione interna, la creatività, la curiosità facendo domande e senza imporre risposte e in generale sviluppare integralmente il bambino. L'educazione deve preoccuparsi di aprire quattro strade: aiutare i bambini ad imparare ad essere, conoscere sé stessi ed i propri limiti, conoscere il proprio talento e le proprie passioni; imparare a vivere insieme; imparare ad imparare perché ciascun bambino ha il suo metodo di apprendimento ed il suo ritmo; imparare a fare perché solo facendo si riesce ad apprendere.

EffettiModifica

Il fatto che la maggior parte degli asili nel bosco non fornisca giocattoli, cosiddetti commerciali, che hanno un significato o uno scopo predefinito, supporta lo sviluppo di competenze linguistiche e del pensiero critico, in quanto i bambini creano verbalmente un significato comune degli oggetti naturali che utilizzano come giocattoli. Compito dei materiali naturali, unici materiali utilizzati, è quello di dare risposte ai bambini e stimolare altre domande tramite l'esperienza diretta. Qui i bambini sviluppano la fantasia, la creatività, la libertà morale e umana, la razionalità, l’autonomia e una ricca socialità, vivono in un clima sereno e allegro in cui vi è un basso tasso delle malattie stagionali, non essendo esposti ai vari cambiamenti di temperatura e non stando a contatto con gli acari e la muffa che si vanno a formare nelle aule, e migliora le sue abilità motorie[1]. Gli asili nel bosco sono inoltre generalmente meno rumorosi delle tradizionali scuole d’infanzia, e il rumore è stato dimostrato essere un fattore che incide sul livello di stress sia dei bambini sia degli educatori. Inoltre è stato dimostrato che, il giocare all’aperto per periodi di tempo prolungati, può avere un impatto positivo nello sviluppo dei bambini, in particolare modo per quanto riguarda l’equilibrio, l’agilità e l’abilità manuale, la coordinazione fisica, la sensibilità tattile e la percezione della profondità.[10][11] Infatti i bambini sono più gestibili all'aperto piuttosto che in aula perché all'interno di una stanza, sentendosi stretti e chiusi, sono più nervosi e creano conflitti.

Da uno studio di Roland Gorges[12] è emerso che i bambini che hanno frequentato gli asili nel bosco si trovano al di sopra della media in tutte le aree di competenza testate rispetto ai bambini che invece hanno frequentato altri asili.

Competenze acquisite

  • Lettura
  • Matematica
  • Interesse ad imparare
  • Motivazione
  • Sport
  • Musica
  • Arte e creatività
  • Comportamento sociale positivo
  • Concentrazione
  • Padronanza della scrittura e del disegno

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Sandra Chistolini, Pedagogia della natura. Pensiero e azione nell'educazione della scuola contemporanea: Asilo nel Bosco, Jardim-Escola João de Deus, Outdoor education, Milano, Franco Angeli, 2016.
  2. ^ Alice Gregory, Running free in Germany's Outdoor Preschools, in The New York Times Style, 18 maggio 2017.
  3. ^ a b c d e f g h Schenetti, Michela. e Rossini, Benedetta., La scuola nel bosco : pedagogia, didattica e natura, Centro studi Erickson, 2015, ISBN 978-88-590-0976-4, OCLC 953769437.
  4. ^ a b c Durastanti, Francesca., Agrinidi, agriasili e asili nel bosco : nuovi percorsi educativi nella natura, Terra nuova, 2016, ISBN 978-88-6681-155-8, OCLC 1013476517.
  5. ^ Henry David Thoreau, Walden, or Life in the Woods, 1854.
  6. ^ Burrhus Frederic Skinner, Walden Two, New York, 1948.
  7. ^ Sandra Chistolini, Pedagogia della natura. Pensiero e azione nell'educazione della scuola contemporanea: Asilo nel Bosco, Jardim-Escola João de Deus, Outdoor education, Milano, Franco Angeli, 2016.
  8. ^ Juliet Robertson, Swedish Forest Kindergartens, Part 1 (PDF), Creative Star Learning Company, 2008 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2012).
  9. ^ Cathy Bache, Pre-school curriculum (DOC), Secret Garden Outdoor Nursery, 2008 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2009).
  10. ^ Benefits of Nature for Children’s Health (PDF), Children Youth and Environments Center for Research and Design, University of Colorado at Denver and Health Sciences Center, April 2007 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2010).
  11. ^ P Grahn, F Martensson, B Lindblad, P Nilsson e A Ekman, Ute på dagis, in Stad and Land, vol. 145, Håssleholm, Sweden, Nora Skåne Offset, 1997.
  12. ^ (DE) Waldkindergartenkinder im ersten Schuljahr - Eine empirische Untersuchung (PDF), su bvnw.de.

BibliografiaModifica

  • Michela Schenetti, Irene Salvaterra e Benedetta Rossini, La Scuola nel bosco. Pedagogia, Didattica e natura, Erickson, 2015.
  • Francesca Durastanti, Chiara De Santis, Silvia Paolini, Margherita Rizzuto e Giuseppe Orefice, Agrinidi, agriasili e asili nel bosco. Nuovi percorsi educativi nella natura, Terra Nuova Edizioni, 2016.

Altri progettiModifica

  Portale Istruzione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Istruzione