Omicidio

soppressione di una vita umana ad opera di un altro essere umano
(Reindirizzamento da Assassinio)

L'omicidio (anche assassinio) è la soppressione di una vita umana a opera di un altro essere umano.

L'omicida può provocare la morte altrui per mezzo di qualsiasi modalità (reato a forma libera), anche per omissione, ma in ogni caso la sua azione o inazione sono volontarie. Questa volontà generica non va confusa con il dolo ed è presente anche nell'omicidio colposo e preterintenzionale, come volontà di compiere l'azione che causa la morte altrui (per esempio superare i limiti di velocità, finendo, poi, involontariamente per travolgere e uccidere un pedone). Si avrà omicidio volontario solo quando l'omicida, a causa della sua azione od omissione volontaria, intende specificamente causare la morte della vittima. L'omicidio volontario può essere premeditato oppure non premeditato.

DescrizioneModifica

In lingua italiana la parola assassinio è talora intesa come sinonimo di omicidio; ma per alcuni lessicografi esso indica solo l'omicidio proditorio, o motivato dalla vendetta, o dall'odio o da scopi di rapina; si riferisce quindi solo l'omicidio volontario.[1][2] L'omicidio è una pratica condannata socialmente e punita come reato da tutte le legislazioni storiche. Tuttavia nessuna società ha mai assicurato una tutela assoluta e incondizionata alla vita umana, vietandone la soppressione in qualsiasi caso, si pensi, per esempio, all'eutanasia, pratica che, in alcuni stati, è valutata come omicidio.

Per esempio quasi tutte le società ammettono l'uccisione del nemico in guerra; la generalità degli ordinamenti del passato e alcuni ordinamenti contemporanei ammettono l'abolizione della vita umana come sanzione penale (pena di morte); alcune società inoltre praticavano il sacrificio rituale di umani alla divinità. Persino le società più moderne considerano, poi, lecita l'uccisione di qualcuno in presenza di circostanze in grado di giustificarla. Alcune di queste circostanze (scriminanti), per esempio la legittima difesa, sono considerate morali dalla società e in certi casi conformi anche ai dettami religiosi;[3] altre come lo stato di necessità possono essere invece del tutto amorali o in certi casi persino immorali.[4] Assumono denominazioni specifiche l'uccisione del padre (patricidio), della madre (matricidio), del coniuge (uxoricidio), di bambini (infanticidio), del fratello o sorella (fratricidio), del sovrano (regicidio), di una donna per motivi di genere (femminicidio) e di un uomo per motivi di genere (maschicidio).

I tassi di omicidio sono correlati a quelli di altri crimini violenti in quasi tutte le epoche[5].

Gli omicidi sono perpetrati da uomini per il 92 per cento dei casi , soprattutto giovani tra i venti e trenta anni, escludendo gli infanticidi.[6]

Nel mondoModifica

L'istituto dell'omicidio presenta sensibili differenze tra ordinamenti.

ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Omicidio (ordinamento italiano).

Ci sono diverse fattispecie che rientrano in tale tipo di reato, si distinguono:

Stati Uniti d'AmericaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Omicidio (ordinamento statunitense).

L'omicidio nel diritto degli Stati Uniti d'America manca di una disciplina giuridica unitaria in quanto la definizione del contenuto del reato e dei criteri e modi in cui viene punito spetta, salvo in determinati casi eccezionali, alla esclusiva competenza dei singoli Stati federati degli Stati Uniti d'America.

SvizzeraModifica

Il codice penale svizzero qualifica il reato di omicidio sulla base dell'elemento soggettivo dell'autore (dolo o colpa) e sulla base della gravità della condotta. La fattispecie base è quella dell'omicidio intenzionale disciplinata all'art. 111 CP con il quale viene punita l'uccisione dolosa di una persona. L'omicidio colposo, cioè l'avere cagionato la morte di una persona per negligenza, è regolato dall'art. 117 CP.

L'omicidio intenzionale è affiancato da alcune figure particolari che si distinguono dalla fattispecie base per la gravità con cui l'azione che ha causato la morte di una persona è stata compiuta. La figura aggravata è quella dell'assassinio, previsto dall'art. 112 CP. È considerato assassinio un omicidio che abbia le caratteristiche previste dalla fattispecie base dell'art. 111 CP ma che sia stato compiuto con "particolare mancanza di scrupoli, segnatamente con movente, scopo o modalità particolarmente perversi".

Sono previste tre figure attenuate dell'omicidio intenzionale: omicidio passionale (art. 113 CP); omicidio su richiesta della vittima (art. 114 CP); infanticidio (art. 116). L'omicidio passionale è un omicidio intenzionale la cui gravità è attenuata dal fatto che il colpevole "ha agito cedendo a una violenta commozione dell'animo scusabile per le circostanze o in stato di profonda prostrazione".

Tipologie di omicidioModifica

Le tipologie di omicidio sono tante quante le categorie di persone e circostanze vengono identificate. Tuttavia, è importante distinguere le analisi giuridiche da quelle storiche e sociologiche : infatti, non sempre una categoria storica o sociologica di omicidio ha rilevanza nell'ordinamento penale. Per esempio, il regicidio o il femminicidio sono due termini impiegati in Storia, Antropologia e Sociologia, ma non hanno una corrispondenza nell'ordinamento penale italiano. Inoltre, il trattamento giuridico delle diverse tipologie di omicidio cambia considerevolmente a seconda delle zone geografiche e dell'epoca storica.


DeicidioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Deicidio.

La parola "deicidio" indica il concetto dell'uccisione di un dio ed è stata usata soprattutto per indicare l'esecuzione di Gesù Cristo.

FemminicidioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Femminicidio.

Il femminicidio indica l'omicidio di una donna per motivi basati sul genere. Si può sovrapporre in alcuni casi all'uxoricidio.

InfanticidioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Infanticidio.

Il termine indica l'uccisione di un bambino. In alcuni ordinamenti si distingue il neonaticidio dall'infanticidio. L'infanticidio era normalizzato in molte culture dell'Antichità: in Grecia era corrente la pratica dell'"esposizione" dei neonati indesiderati[7][8], mentre l'episodio del "sacrificio di Isacco" nella Bibbia descrive la pratica del sacrificio rituale del figlio primogenito.

MaschicidioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Violenza contro gli uomini.

Qualche anno dopo la diffusione del concetto di femminicidio, alcuni opinionisti hanno iniziato ad adoperare la parola "maschicidio" per riferirsi a violenze perpetrate ai danni di uomini. L'uso del termine ha suscitato molte polemiche e controversie, perché i dati sembrano ribaltare le conclusioni[9]. La parola risulta etimologicamente corretta nel caso dell'antico rituale del sacrificio del primogenito e di alcuni episodi favolosi, come l'ordine del re indiano Kaṁsa di uccidere tutti i neonati della regione di Mathurā, episodio in cui si sarebbe salvato solo il dio Krishna, del Faraone d'Egitto di annegare tutti i bambini maschi ebrei - episodio in cui si sarebbe salvato solo Mosè - oppure la Strage degli innocenti ordinata da Erode il Grande, dove si sarebbe salvato solo Gesù.

ParricidioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parricidio.

Il parricidio è genericamente l'omicidio di un parente (ascendente o discendente). Comprende i termini specifici della uccisione del padre (patricidio), della madre (matricidio), del fratello (fratricidio), della sorella (sororicidio) e del coniuge corrispettivamente: uxoricidio (uccisione della moglie da parte del marito) e mariticidio (uccisione del marito da parte della moglie).

In Italia con la clausola detta delitto d'onore l'uxoricidio godeva di uno sconto di pena se era commesso in flagranza di adulterio (cf. femminicidio). Un caso particolare di fratricidio legalizzato è quello contemplato nella tradizione ottomana per evitare lotte dinastiche: si parla di legge del fratricidio.

RegicidioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Regicidio.

Il regicidio consiste nella soppressione di un re. In questa categoria viene fatto rientrare il Cesaricidio, parola che indicava originariamente l'omicidio di Caio Giulio Cesare ed è passata nel tempo a indicare l'eliminazione di un capo che abbia tendenze dittatoriali[10].

SuicidioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Suicidio.

La parola suicidio indica il gesto con cui una persona uccide se stessa. Il suicidio è stato considerato un reato in Europa fino al XIX secolo[11]

NoteModifica

  1. ^ Voce assassinare del vocabolario Treccani.
  2. ^ Voce assassinare del Grande Dizionario Italiano Hoepli.
  3. ^ Catechismo della Chiesa cattolica.
  4. ^ Tullio Padovani, Diritto penale, X ed., Giuffrè, Milano, 2012, p. 175.
  5. ^ Steven Pinker, pag. 79, Il declino della violenza: perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l'epoca più pacifica della storia, trad. Massimo Parizzi, Mondadori, 2013, ISBN 978 88 04 62631 2
  6. ^ Manuel Eisner, Long-term historical trends in violent crime, in Crime & Justice, 30, 2003
  7. ^ Esposti, Enciclopedia Italiana Treccani
  8. ^ Columna lactaria, Romano impero, 2020
  9. ^ Gianmichele Laino, "Il Sole 24 Ore, il maschicidio e i dati che servivano aggiunti in un secondo momento", Giornalettismo, 30 giugno 2021
  10. ^ Montesquieu, Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza, passim)
  11. ^ Irina Paperno, Suicide as a cultural institution in Dostoevsky's Russia, Ithaca, Cornell university press, 1997, p. 60, ISBN 978-0-8014-8425-4.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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