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Assedio di Padova
parte della Guerra della Lega di Cambrai
Data15 - 30 settembre 1509
LuogoPadova, Italia
EsitoVittoria veneziana
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
40.000,
120-200 cannoni
15.000
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L'assedio di Padova fu una delle maggiori battaglie iniziali della guerra della Lega di Cambrai.

Indice

Antefatto: la presa di PadovaModifica

Il 5 giugno del 1509, la ritirata delle truppe veneziane incalzate da Francesi e Imperiali aveva provocato la resa di Padova a questi ultimi.

Intorno all'11 luglio, tuttavia, alcuni strani movimenti avevano iniziato a preannunciare la contromossa della Serenissima. Il potente Consiglio dei Dieci aveva preso a ricevere dalla Terraferma messi segreti, trasportati nottetempo a Palazzo Ducale e a lungo intrattenutisi alla presenza del Doge Leonardo Loredan e degli stessi Dieci, mentre aveva preso a circolare la voce che si stesse preparando la riconquista di Padova.
La sera del 16 luglio, mentre da tutta la laguna e dall'Arsenale di Venezia un intenso traffico di imbarcazioni si concentrava sul porto di Lizzafusina, sbarcandovi uomini e materiali in gran quantità, e le guardie dei Dieci impedivano l'uscita di ogni altra imbarcazione da Venezia, il provveditore Andrea Gritti, proveniente da Treviso con un contingente di Stradioti, si presentò verso le otto alla Porta Codalunga di Padova.
Con lo stratagemma del finto arrivo di tre carri carichi di frumento la porta era stata aperta e bloccata con uno degli stessi carri, arrestatosi nel mezzo del ponte levatoio: la cavalleria veneziana fece così irruzione, costringendo il presidio di lanzichenecchi assoldato dall'Imperatore Massimiliano I a rinchiudersi nel castello, mentre le campane annunciavano il ritorno sulla città del vessillo di San Marco.

La mattina del 17 luglio anche le altre forze veneziane, comandate dal patrono dell'Arsenale Nicolò Pasqualigo irruppero in città. Nonostante gli sforzi dei comandanti veneziani, le case e i beni di quanti avevano sostenuto il potere degli Imperiali vennero date al sacco.

L'assedio e il bombardamentoModifica

Agli inizi di agosto del 1509, Massimiliano partì da Trento con un esercito composto da circa 35.000 uomini e puntò a sud verso i territori veneziani; nel frattempo le sue forze furono affiancate da contingenti francesi e papali. A causa della carenza di cavalli e di una errata organizzazione generale, l'armata imperiale giunse a Padova solo a metà settembre, concedendo così tempo utile a Niccolò di Pitigliano per concentrare quello che rimaneva dell'esercito veneziano dopo la Battaglia di Agnadello, nonché varie compagnie di volontari provenienti dalla città di Venezia.

L'assedio iniziò il 15 settembre[1]. Per due settimane l'artiglieria imperiale e francese bombardò la città riuscendo a far breccia nelle mura ma, quando gli assedianti riuscirono ad entrare nell'abitato, le truppe veneziane condussero con accesa determinazione la resistenza . Il 30 settembre Massimiliano, non potendo più pagare i suoi mercenari, abbandonò l'assedio, lasciando un piccolo distaccamento in Italia guidato dal Duca di Anhalt e si ritirò in Tirolo con gran parte dell'armata. La sconfitta fu un duro colpo per Massimiliano ed in conseguenza di ciò il Sacro Romano Impero non poté più tentare un'altra invasione in Italia fino al 1516.

NoteModifica

  1. ^ (EN) J. J. Norwich, The Popes: A History, p. 269

BibliografiaModifica

  • Norwich, John Julius (1989). A History of Venice. New York: Vintage Books. ISBN 0-679-72197-5.
  • Romanin, Samuele: Storia documentata di Venezia, Pietro Naratovich tipografo editore, Venezia, 1853.
  • Taylor, Frederick Lewis. The Art of War in Italy, 1494-1529. Westport: Greenwood Press, 1973. ISBN 0-8371-5025-6.
  • Angiolo Lenci, Il leone, l'aquila e la gatta, Venezia e la lega di Cambrai. Guerra e fortificazioni dalla battaglia di agnadello all'assedio di Padova del 1509, presentazione di Pietro Del Negro, ed. Il Poligrafo, Vicenza 2002.
  • Fabio Saggiorato, Carla Ravazzolo, Alessandro Greco (2010). "Assedio! Padova 1509". Padova: Sargon. ISBN 978-88-95672-08-3