Assicurazione del credito all'esportazione

L'assicurazione del credito all'esportazione è una categoria di assicurazione dei crediti. Per la precisione, è un tipo di assicurazione che copre il credito di un venditore/esportatore (seller) nei confronti di un cliente (buyer) all'estero, ovvero il pagamento che il venditore richiede al cliente (credito all'esportazione). Pertanto, smorza il rischio di credito in contesto di transazioni economiche internazionali è indirizzata a operatori commerciali internazionali. In altre parole, il richiedente e beneficiario di questa polizza è un esportatore che comunque deve adempiere alle condizioni contrattuali (in caso contrario, l'assicurazione non copre un mancato pagamento giustificato da mancato rispetto degli impegni contrattuali da parte del venditore, che quindi non sarà indennizzato). Il nome in inglese di questa assicurazione è "Export Credit Insurance" (ECI) o Trade Credit Insurance o Business Credit Insurance (ma se si usa la parola "export", si specifica molto bene che il contesto è internazionale).

Questo strumento di mitigazione del rischio (risk mitigation) si affianca agli strumenti finanziari aventi lo stesso scopo (strumenti e metodi di pagamento in cui è presente la banca come intermediaria o garante, e.g. la cambiale pagherò avallata dalla banca, la cambiale tratta, l'assegno circolare, la bank payment obligation BPO e l'incasso documentario) ed è a discrezione del venditore, che potrebbe anche decidere di gestire il rischio (risk management) con strumenti solo finanziari o senza nessun tipo di strumento (e.g. chiedere un pagamento immediato in toto o in parte al cliente o dilazionare apposta il pagamento anche fino a 30, 60 e 90 giorni ma senza usare strumenti di pagamento che mitigano il rischio, e.g. un semplice bonifico internazionale). Pertanto, è uno dei due strumenti di mitigazione dei rischi in alternativa all'accollamento del rischio (cioè è una di tre soluzioni). Una quarta soluzione, laddove per esempio un controllo sulla solvibilità dal parte del compratore tramite i fogli di bilancio (balance sheets, in cui si indicano gli asset, le liabilities e il cash flow) non lascia altra scelta, è quella di scartare il compratore. L'assicurazione non copre quasi mai il 100% del credito e la compagnia di assicurazione, come già accennato, indennizza il venditore solo se adempiente.

I problemi di credito all'esportazione non si pongono se, per esempio, il venditore si fa pagare immediatamente e in toto oppure opta per metodi di pagamento internazionali sicuri come la lettera di credito. Pertanto, il contesto di pagamento dilazionato in toto o in parte (e.g. a 30, 60, 90 giorni dopo la ricevuta della fattura o anche pagamenti dilazionati nell'arco di 1, 2, 5 e 10 anni) non è dato per scontato siccome un venditore può decidere di non dilazionare il pagamento.

L'assicurazione si può stipulare su un singolo credito, ovvero verso un singolo cliente debitore, oppure verso più crediti (un portafoglio/portfolio di crediti), ovvero verso più clienti (un portafoglio di clienti). In inglese, questo tipo di assicurazione si dice "multi-buyer", letteralmente "multi-cliente". I clienti (e dunque i relativi crediti) si raggruppano in base al prodotto venduto o alla zona geografica in cui si è esportato, tale per cui per esempio si assicurano tutti i compratori nel mondo a cui un esportatore ha venduto della lana (e non il cotone o il cachemire) o solo i suoi compratori in Brasile (e non in Messico, Colombia e Ecuador).

L'assicurazione del credito all'esportazione in Italia (SACE, SACE BT)Modifica

In Italia, questo strumento assicurativo di mitigazione del rischio (risk mitigation, con riferimento al credito) è offerto principalmente dalla SACE (sigla di "Sezione per l'Assicurazione del Credito all'Esportazione"), un'azienda pubblica fondata a Roma nel 1977 e partecipata al 100% dalla Cassa Depositi e Prestiti, che offre anche servizi di factoring (ovvero di recupero crediti insoluti, a prescindere che i crediti siano coperti o meno da assicurazione) e opera in 198 paesi, inclusi i principali mercati internazionali (anche altre aziende possono offrirle, come la Euler Hermes). Siccome la SACE è pubblica, si parla di "assicurazione pubblica". La sua assicurazione copre non solo le esportazioni, ma anche gli investimenti all'estero. La SACE si occupa di valutare il cliente (azienda) tramite l'osservazione dell'attivo e passivo con alcune tecniche di asset-liability management, l'identificazione dei rischi, la loro misurazione e la loro gestione. Ogni anno SACE definisce il risk-appetite framework (Raf), che spiega le metriche, processi e sistemi a sostegno della corretta gestione di livello e tipologia di rischio che SACE è disposta ad assumere (i rischi che assume sono il rischio tecnico, di mercato, operativo, di liquidità, di concentrazione e di tasso d'interesse, reputazionale, di contagio e di non-conformità alle norme). La rilevazione, valutazione e monitoraggio dei rischi avviene anche attraverso analisi di scenario e stress test. La SACE pratica anche la riassicurazione. Secondo la SACE, nel 2021 i settori più a rischio sono quelli delle infrastrutture e costruzioni, oil & gas, aeronautico, chimica, petrolchimica e industria metallurgica. Essa offre anche polizze nel campo delle costruzioni (e.g. la polizza Contractor's All Risks C.A.R., Erection All Risks E.A.R. e Postuma Decennale), tale per cui copre il cantiere o la proprietà costruita (quest'ultima comprende il cyber risk per la protezione dei dati informatici da hackeraggi); come appena accennato, uno dei settori più a rischio è proprio quello delle costruzioni.

La SACE BT Spa, nata nel 2004 e controllata interamente dalla SACE, interviene laddove la SACE non può intervenire. I rischi coperti da SACE sono solo di natura commerciale (e.g. insolvenza del cliente, a prescindere che ci sia o meno il dolo), mentre quelli coperti da SACE BT (abbreviazione di "breve termine") sono di natura commerciale e politica (e.g. disordini politici che minano la possibilità di pagare) e riguardano i pagamenti dilazionati nel breve termine. Alcune aziende assicurate da SACE sono comune con SACE BT. La SACE BT non è da confondere con la SACE FCT che, come indica in parte il nome, si occupa di factoring ed è anch'essa controllata interamente dalla SACE. In base alle regole della SACE (2021), l'assicurazione del credito all'esportazione si può stipulare o meno:

  • si stipula con SACE BT se l'export prevede un pagamento a breve termine (cioè dilazionato fino a 12-24 mesi) ed è diretto verso gli altri paesi del mondo, a prescindere che appartengano o meno all'OCSE (al 2021 ha 37 paesi membri), come l'abbreviazione stessa indica;
  • non si stipula con SACE se le esportazioni sono indirizzate nell'Unione Europea e nei paesi OCSE, un'organizzazione internazionale che comunque include gran parte dei Paesi UE e se più questi crediti hanno una dilazione del credito/pagamento nel breve termine (fino a ventiquattro mesi);
  • non si stipula con SACE (e presumibilmente nemmeno con SACE BT) se le esportazioni e gli investimenti all'estero sono effettuati nei paesi dichiarati in sospensiva dalla SACE (per esempio, se il rischio è pari a zero non si può assicurare) o se sono dichiarati non assicurabili perché il rischio è massimo (vedi avanti);
  • in tutti gli altri casi per esclusione (paesi su cui non gravano condizioni a monte in cui si dilaziona il credito nel lungo termine, cioè per un tempo pari o superiore a 24 mesi), si può stipulare con SACE.

Per la precisione, la Camera di Commercio di Prato sostiene che "sono esclusi dall'intervento le esportazioni e gli investimenti all'estero effettuati nei Paesi dichiarati in sospensiva dalla SACE e le esportazioni nei Paesi UE e in alcuni altri Paesi OCSE, relativamente ai rischi commerciali riguardanti i crediti fino a ventiquattro mesi. Per l'assicurazione dei crediti a breve termine (con dilazioni di pagamento non superiori a 12/24 mesi) sia sul mercato italiano che verso paesi OCSE (ovvero paesi dove prima SACE non era abilitata ad operare nel breve termine) e non OCSE, è nata nel 2004 SACE BT"[1].

La SACE BT ogni anno rilascia le condizioni di assicurabilità, che indicano se le aziende di un determinato paese sono assicurabili senza condizioni, con condizioni o se si valuta caso per caso. Queste condizioni vengono decise dal consiglio di amministrazione. Al 2021, tutti i paesi dell'Unione Europea sono assicurabili senza condizioni. Nel caso estremo, non si stipulano assicurazioni in toto o in alcuni contesti. All'ultima edizione della lista di paesi (gennaio 2021), solitamente suddivisi in gruppi (Europa, Asia, Africa, Oceania, America), i paesi verso cui non assicura in toto sono il Ciad, la Somalia, il Sudan, lo Zimbabwe, la Siria, la Libia, lo Yemen, il Venezuela e la Corea del Nord. Nella Repubblica Popolare Cinese, Stati Uniti d'America, Australia e Brasile si assicura in ogni caso e senza condizioni. I paesi non assicurabili in toto sono quelli che hanno un tasso di rischio (risk rating) massimo (la SACE lo calcola con un punteggio da 0 a 100, dove 91-100 rappresenta la fascia di rischio massimo e 0-10 il rischio minimo). Gran parte dei paesi ad alto rischio al 2021, secondo la risk map, sono concentrati in Africa, Medioriente e America Latina, gran parte dei paesi a medio rischio sono concentrati in Asia e Oceania e gran parte dei paesi a rischio minimo sono concentrati in Europa e Nordamerica.

In generale, la SACE assicura crediti fino a 5 milioni di euro (il nome della polizza su crediti verso un singolo cliente è "Export UP" siccome uno dei suoi obiettivi è incentivare l'export tramite la mitigazione del rischio di credito), fermo restando che devono essere pagamenti non nel breve termine, cioè tali per cui l'incasso totale del credito ha una scadenza fissata oltre un anno. Viene anche coperto il mancato pagamento per ripensamento del compratore, tale per cui il venditore non recupera il costo di produzione della merce (e di spedizione, se l'ha già spedita). La polizza della SACE si indirizza in particolare alle PMI (piccole e medie imprese), che in Italia sono gran parte delle aziende (il factoring invece è rivolto ad aziende di ogni tipo e dimensione e senza limiti geografici). L'assicurazione multi-buyer della SACE, ovvero quella rivolta a un portafoglio crediti, si chiama "Incassi Sicuri".

Riguardo all'OCSE, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in inglese Organization for Economic Co-operation and Development (OECD), e in francese Organisation de coopération et de développement économiques (OCDE), è un'organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri, tutti paesi sviluppati aventi in comune un'economia di mercato. Fu fondata nel 1948, ha sede a Parigi e ha 37 membri.

La Export Credit Insurance negli Stati Uniti (Ex-Im Bank)Modifica

Negli Stati Uniti d'America, la Export Credit Insurance ECI (o 'trade credit insurance' o 'business credit insurance') è una polizza assicurativa che copre il rischio di perdere il credito all'esportazione (e quindi di mancato pagamento) per insolvenza del compratore o bancarotta o, eventualmente, problemi politici e macroeconomici (e quindi rischi non commerciali ma di altra natura, per esempio guerra, terrorismo, disordini, nazionalizzazioni forzate, rivoluzioni, espropriazioni e cambi repentini nelle regole di import e export). La export credit insurance copre pagamenti nel breve termine (fino a un anno) e lungo termine (da uno a cinque anni, ovvero da 24 a 60 mesi). I venditori che si affidano a questa assicurazione, come per ogni altra assicurazione, si accollano il costo di aprire e mantenere la polizza, ovvero il costo del premio assicurativo e della tassa/fee (più i tempi sono dilatati, più il premio assicurativo diventa oneroso). Di solito, la copertura assicurativa copre il 90-95% (breve termine) o 85% (lungo termine) del valore del credito all'esportazione su contratto, ragion per cui non è incluso il lucro cessante, presente per esempio nell'assicurazione contro i rischi di smarrimento e perimento merci (si pensi alle Incoterms 2020 CIF e CIP, in cui l'assicurazione deve coprire almeno il 110% del valore della merce dichiarato su contratto). Simili assicurazioni si stipulano in agenzie assicurative private o in banche come ad esempio la Export-Import Bank of the United States (Ex-Im Bank). In molti casi, negli USA una export credit insurance ha una tassa/fee meno costosa di una lettera di credito (la versione standby è più costosa); il valore della tassa scende ulteriormente se si stipula una polizza multi-buyer invece che single-buyer, ovvero se si copre lo stesso rischio per più di un compratore che si rivolge allo stesso venditore. Questa è la seconda casistica in cui, in base al solo criterio del costo, la export credit insurance è conveniente. L'export factoring è più costoso della export credit insurance; dal solo punto di vista del costo, pertanto l'assicurazione è più vantaggiosa.

Nel caso preciso dell'Ex-Im Bank, che è un'agenzia governativa fondata a Washington D.C. dal Presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1934, offre un'assicurazione a piccole imprese e di tipo multi-buyer (Small Business Multi-Buyer Credit Insurance in riferimento all'export e quindi a clienti stranieri/compratori internazionali). Essa copre il rischio commerciale (e.g. bancarotta) e politici e, per la precisione, copre fino al 95% del credito (siccome cita le "sales invoices", ovvero le fatture commerciali, si riferisce presumibilmente al valore indicato sulle fatture). Si stipula versando una sola volta una cauzione (one time-time, refundable advance deposit) di 500$ che si può restituire. Questa cauzione, che peraltro è restituibile in quanto cauzione, non è indicata dalla Ex-Im Bank come una tassa (fee). Non si considera un premio assicurativo minimo e il premio si paga entro 30 giorni dal mese di spedizione ("Premiums are paid no later than 30 days after the month of shipment"). Si assicura il 95% del valore della merce in base a quanto indicato dalle fatture eccetto se si esportano in massa delle commodities agricole (non spiega nel dettaglio se si tratta di beni alimentari o anche altro, per esempio tabacco e cotone, ma simili informazioni sono reperibili): in tal caso, la copertura sale al 98%. Nel caso estremo, ovvero se il compratore è sovrano (sovereign buyer, cioè un ente pubblico o il governo), si assicura il 100% del credito.

I rischi coperti si possono selezionare nel caso non si sceglie la polizza standard ma si opta per quella selettiva (standard insurance VS select risk insurance, con formula "only pay for what you cover"). La Multi-Buyer Select Risk Insurance MBSR offre dunque una maggiore flessibilità a causa della maggiore libertà di scelta, focalizzandosi solo sui rischi percepiti come maggiori, e dunque può anche offrire la possibilità di pagare un premio assicurativo più basso. Ma la MBSR si stipula se l'esportatore rispetta alcuni parametri preliminari: deve operare da almeno tre anni, deve avere un patrimonio netto (net worth) positivo e deve avere crediti all'esportazione da almeno un anno. Dopo questi parametri di esclusione standard, per regola il venditore deve scegliere tarare l'assicurazione MBSR in modo tale che il valore coperto è pari almeno al 50% del valore della merce esportata in dollari statunitensi ("the MBSR portfolio must be at least 50 percent* of the exporter’s total eligible export credit sales in U.S. dollars").

La Ex-Im Bank offre anche la polizza indirizzata al credito di un solo compratore (single buyer insurance) che copre i rischi commerciali e politici. La copertura va dal 90 al 100% del credito.

Infine, la Ex-Im Bank offre anche una export credit insurance su crediti esigibili nel medio termine (medium-term), che viene quantificato come "da uno a cinque anni o, in dei casi, fino a 10 anni". In questa polizza, non si richiede che la transazione ammonti a un valore minimo (minimum transaction), al di sotto del quale non si stipula nessuna assicurazione. Allo stesso modo, non è previsto un ammontare massimo (maximum transaction) a cui si applica la percentuale di copertura. Copre sia i rischi commerciali che politici. Questa polizza si può stipulare previo accordo tra venditore e compratore e in più il compratore deve offrirsi di pagare in anticipo almeno il 15% del prezzo scritto su contratto di compravendita (cash down payment of at least 15% of the contract price prior to delivery) e deve sottoscrivere una cambiale pagherò (promissory note) sul resto del prezzo del contratto. Non viene menzionato nessun obbligo di avallo della cambiale da parte di una banca, anche se l'avallo mitiga il rischio di mancato pagamento della cambiale. L'esportatore pagherà dunque un poco alla volta il premio (per la precisione, viene suddiviso in base al numero di spedizioni assicurate: paga una porzione di premio all'ultimo giorno del mese successivo a ogni spedizione assicurata, "on the last business day of the month immediately following each insured shipment").

La Ex-Im Bank si occupa anche di supportare il compratore nel pagamento tramite lettera di credito e offrono prestiti diretti a piccole imprese (pre-export working capital) per sostenere la loro attività in vista dell'esportazione (per la precisione, i soldi vanno spesi in materiali, equipaggiamento, forniture, lavoro e altri input per sostenere l'attività produttiva). Questi istituti ad-hoc esistono siccome il prestito si basa su una attività di export e la possibilità di ripagare dipende per esempio dal pagamento del cliente, dalla sua solvibilità lungo il tempo e anche dal successo della sua attività se intende pagare il venditore con aiutandosi con i proventi delle vendite della merce acquistata (e.g. acquistare scarpe per poi rivenderle; acquistare farina per produrre pane da vendere; sennò, acquistare un macchinario per produrre magliette che poi verranno vendute). Una comune banca potrebbe interpretare questo prestito come rischioso.

Anche la Ex-Im Bank non fornisce supporto se si esporta in determinati paesi (country limitation schedule, ultima edizione risalente al gennaio 2021). In base al filtro, i paesi etichettati come "no support" (in contrasto a "limited support" e "full support") sono l'Afghanistan, Bielorussia, Repubblica Centrale Africana, Cuba, Eritrea, Haiti, Iran, Kosovo, Corea del Nord, Libia, Mali, Nauru, Nicaragua, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Siria, Tagikistan, Venezuela, Yemen. Pertanto, la Ex-Im Bank appare più stretta della SACE, ma alcuni paesi scartati sono in comune. La Repubblica Popolare Cinese, il Brasile, l'India, l'Italia e l'Australia hanno pieno supporto.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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