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Associazione Sportiva Dilettantistica Siena Calcio Femminile

A.S.D. Siena C.F.
Calcio Football pictogram.svg
Bianconere
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Nero (Strisce).svg Bianco-Nero
Dati societari
Città Siena
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Fondazione 2003
Scioglimento2016
Presidente Massimo Landozzi
Stadio Stadio Massimo Bertoni
(500 posti)
Sito web sienacalciofemminile.it/
Palmarès
Trofei nazionali
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Siena Calcio Femminile è stata una società di calcio femminile italiana, la principale della città di Siena.

Indice

StoriaModifica

Gli alboriModifica

La genesi del calcio femminile in terra senese è da imputarsi alla calciatrice Vanna Landi, che nel 1968 ottenne il sostegno della A.c.f. Fiorentina, allora in A, e riuscì a formare con alcune colleghe una squadra denominata A.C.F. Chiantigiana, colori sociali viola. La squadra non disputava campionati, ma solo qualche amichevole, fra cui una proprio con la Fiorentina che terminò 6-0 per le gigliate. A Siena, intanto, si andò costituendo il San Prospero. La svolta avvenne tuttavia con l'interesse di Sergio Nannini, cugino del più celebre Danilo, il quale nel 1969 entrò nel consiglio della Chiantigiana, divenuta Amaranto su spinta del nuovo sponsor, i "Vini Brolio". Nannini spinse per lo svolgimento di amichevoli con formazioni di alto livello, per preparare nelle sue intenzioni l'esordio nel campionato competitivo U.I.S.P.. In quegli anni, infatti, l'U.I.S.P. senese era molto attiva rispetto alle altre corrispettive delegazioni, tanto da risultare una delle prime in Italia riguardo al calcio femminile. Nel 1970, fu organizzato dall'U.I.S.P. un Campionato provinciale, che vide la presenza di numerose squadre appena formatesi, quali il Quercegrossa, l'Abbadia San Salvatore, il San Prospero e la Chiantigiana, mutò da allora nome in A.C.F. Siena - Gaiole. La squadra era pronta, nel 1971, al grande salto: rimanendo l'unica squadra di Siena dopo la scomparsa del San Prospero, la squadra si rafforzò e, alla sua prima apparizione nel campionato di Serie C, allora interregionale, si piazzò al secondo posto. Peraltro, fu svolta una amichevole di lusso con lo Slavia Praga, terminata 3-1 per le cecoslovacche.

Le prime imprese e la Serie A del 1974Modifica

Nel 1972 la squadra riceve il riconoscimento ufficiale, per mano del Sindaco Roberto Barzanti e del presidente del Siena Vittorio Beneforti, mutando il nome in A.C.F. Siena e i colori sociali in bianco nero; pur non avendo campi per allenarsi ed arrangiandosi a Pian del Lago, una radura poco fuori la città, le bianconere trionfano nel proprio campionato ottenendo la promozione in serie B. Il primo campionato di B fu giocato su ottimi livelli, grazie agli ottimi rapporti intrattenuti con Firenze che portarono sotto la Torre del Mangia numerosi prestiti di alto livello, uno su tutti la danese Hansen. Il girone tosco-umbro fu terminato senza conoscere sconfitte, e con pochissimi pareggi, ed arrivò inaspettata e trionfale la promozione in Serie A. Tuttavia, la disputa di un campionato a estensione nazionale era una montagna troppo alta da scalare per le esigue possibilità economiche della società, che finì per altro spaccata fra quelli che sostenevano la necessità di uno sforzo per disputare il campionato e quelli che invece tiravano per il verso opposto. Fu così che alla fine il Siena non solo rinunciò all'iscrizione in massima serie, ma cessò la propria attività.

La prima rifondazione del 1987Modifica

Nel 1983, a dieci anni dalla rinuncia alla serie A, qualcosa ritorna a muoversi in provincia, e più esattamente a Colle Val d'Elsa. Questa esperienza prepara l'ambiente alla rinascita del calcio femminile a Siena]], concretizzatasi nel 1987. Sergio Nannini è nuovamente nel consiglio direttivo, ed ottiene la sponsorizzazione da Nannini. La squadra riporta subito un terzo posto, per poi ottenere nel 1989 la promozione in Serie B. Tuttavia, le scarse disponibilità economiche sono nuovamente un ostacolo insormontabile per la piccola società senese che è costretta a rinunciare all'iscrizione. Complice anche questo insuccesso, dopo altri tre anni di attività, la società è costretta a chiudere i battenti per la seconda volta, ed i talenti senesi si trovano nuovamente a dover cercare fortuna lontano da Siena o ad appendere le scarpette al chiodo.

La seconda rinascita a San Gusmé e San MiniatoModifica

Nel 2001 rinasce il calcio femminile a Siena, presso il Gruppo Sportivo San Miniato. Contemporaneamente, anche nella piccola frazione di San Gusmè si forma una squadra femminile, che il presidente Landozzi iscrive con la matricola della defunta società di calcio maschile locale, datata 1930. Tuttavia, ci si rende ben presto conto che solo l'unione può garantire un futuro luminoso al calcio femminile senese, e nel 2003 le due squadre femminili si fondano in un'unica entità denominata Senese San Gusmè, colori sociali nero-verde, che conserva la matricola del San Gusmè e di conseguenza l'anzianità di affiliazione di oltre 70 anni. Il neonato sodalizio viene iscritto al campionato regionale di Serie D, ultima categoria regionale del calcio femminile.

La scalata verso la storiaModifica

Dopo qualche anno d'assestamento, la Senese raggiunge la Serie C, la massima serie a livello regionale: dopo un terzo posto nel 2004-2005, nel 2005-2006, dopo 15 anni esatti, le neroverdi vincono il proprio girone e riconquistano quella Serie B mai disputata. Stavolta, grazie all'aiuto del Monte Dei Paschi, l'iscrizione arriva, e la società decide di ridare alla squadra la vecchia denominazione di "Associazione Sportiva Dilettantistica Siena Calcio Femminile". Il primo campionato nazionale della storia del Siena è caratterizzato da cambi d'allenatore e chiusura al decimo posto, che significherebbe retrocessione. Tuttavia, in estate arriva il ripescaggio, e la società si prepara a disputare la seconda stagione consecutiva fra i cadetti.
Anche la seconda stagione è alquanto travagliata, a causa di un inizio shock: ma, dopo essere stata a lungo fanalino di coda, la squadra disputa un gran finale di campionato e si salva con due giornate di anticipo. Le ragazze, allenate da Roberto Volpi e senza più Berti e capitan Fambrini in viaggio in Spagna (per lei 4 partite e 3 gol), vincono il campionato, e con tre giornate d'anticipo ottengono la promozione in Serie A2; dopo una prima parte di campionato fra le squadre di testa, il sogno si concretizza con un dominio assoluto nel girone di ritorno: le statistiche dicono miglior attacco (52 gol), seconda miglior difesa (23 gol) e sette punti di vantaggio sulla seconda.[1]
Il primo campionato in A2, dopo una partenza che proietta le ragazze di Montanelli in zona promozione, vede una flessione nel girone di ritorno che porta comunque le bianconere a chiudere con il sesto posto. Il secondo, con organico estremamente ringiovanito, ha un andamento analogo con un ottavo posto finale che sminuisce un po' una stagione nel complesso buona.

La Serie A mai disputataModifica

Nel terzo anno, quello in cui il Siena aveva sempre ottenuto la promozione, in Serie C, in Serie B e in Serie A2, la squadra bianconera si presenta con grandi ambizioni visti gli innesti di qualità (Patu e Pitzus su tutte), nonché la conferma della rosa che ben aveva figurato nella precedente stagione e l'abbassamento del livello generale delle avversarie.

In effetti, la promozione sembra ben presto rivelarsi una sfida a due con la Grifo Perugia. Tuttavia, dopo lo scontro diretto terminato con un 3-3 che va stretto alle senesi, intorno alla ventesima giornata la squadra di Montanelli subisce una flessione con tre sconfitte consecutive che consegnano il campionato alle umbre e costringono le bianconere a guardarsi dal ritorno della Molassana Boero, con lo stesso Oliviero Montanelli che decide di dimettersi.

La promozione in Serie A

Sarzana, 10 giugno 2012 - Finale Play Off Serie A2

SIENA-FIAMMAMONZA 1-0

RETE: 66' Migliorini (S)

FIAMMAMONZA: Vignati, Cereda C. (75' Tchetchova), Galbiati, Zambetti, Jensen, Postiglione (70' Bruno), Brambilla V., Re, Gaburro, Nencioni, Cambiaghi (46' Brazzarola). A disp.: Cazzaniga, Straniero, Missaglia, Cereda L. All.: Cincotta.

SIENA: Mazzola, Di Camillo Giada, Ballotti, Pitzus, Frizza, Marracini, Picciafuochi Elena, Patu, Ricci, Fambrini (70' Di Camillo Giulia), Migliorini. A disp.: De Risi Lucrezia, Presentini, Mazzella. All.: Migliorini Giacomo.

ARBITRO: Claudio Gualtieri di Asti

NOTE: calci d'angolo 7 a 2 per la Fiamma. Ammonite: Jensen (F) e Marracini (S). Recupero: 2'pt / 7'st.

Con il padre del bomber Jessica Migliorini, Giacomo, in panchina, la squadra stringe i denti e grazie a un gol del capitano Fambrini all'ultima giornata le bianconere ottengono con l'Imolese il punto decisivo che le proietta ai play off. Qui, arrivate come Cenerentola - un sondaggio fra gli addetti ai lavori riconosceva loro il 10% delle probabilità di vittoria - le senesi impattano 1-1 la semifinale con la Res Roma (gol al 101' di Marraccini pareggiato dalle laziali) e staccano il pass per la finale al ventiduesimo rigore, grazie alla trasformazione del portiere Mazzola. Nella finale contro la nobile decaduta Fiammamonza, partiti ancora una volta con tutti i pronostici avversi, le bianconere reggono 60 minuti le sfuriate avversarie e passano addirittura in vantaggio grazie a un gran contropiede di capitan Fambrini, che nell'occasione si frattura la mano, concluso da Jessica Migliorini con un sinistro al giro dal limite dell'area. Le lombarde si rovesciano in attacco cingendo d'assedio l'area senese per la restante mezz'ora, ma nessuno riesce a impattare quarantesimo gol del bomber bianconero e il sogno che sembrava impossibile diventa realtà.[2] Una lucida follia, come disse anni fa un compianto presidente di calcio senese.

Ma il destino vuole che questa non sia una storia a lieto fine: ad un mese di distanza dal trionfo, la crisi che ha investito l'Italia e in particolare la città del Palio spinge la Banca Monte dei Paschi di Siena a non rinnovare la sponsorizzazione al Siena Calcio Femminile, rendendo impossibile la partecipazione a un campionato impegnativo come la Serie A. Con estremo rammarico, la dirigenza è costretta a prendere atto della situazione e a ripartire, per la stagione 2012-2013, dalla Serie C.[3]

La rinascitaModifica

Al termine della stagione, nonostante la partecipazione con la rosa Juniores, la più giovane del torneo - 16 anni di età media - le bianconere colgono una meritata salvezza chiudendo al terzultimo posto e raggiungendo l'obiettivo prefissato di mantenere la categoria.[4] Il ritorno, per la stagione sportiva 2013-2014, di alcune protagoniste dei trionfi passati, permette alle bianconere di svolgere un'annata molto più tranquilla e di sfiorare, addirittura, il ritorno in B chiudendo al secondo posto con tre punti di ritardo sull'Aglianese. In particolare Migliorini si laurea capocannoniere del torneo con 39 reti, solo una in meno di quelle realizzate l'anno della promozione in A.

Tuttavia, la promozione svanita nel 2015 si concretizza nella stagione successiva, quando un Siena sempre più simile a quello del 2012 riesce a mettere dietro, al termine di una stagione difficile per numerose vicissitudini societarie, l'altra grande favorita, il 2003 Lucca A.S.D., conquistando il Campionato di Serie C ed il ritorno in Serie B.

La nuova crisi e la fine di un'epocaModifica

Il palcoscenico nazionale, tuttavia, ripropone ancora una volta le problematiche di budget che più volte si erano presentate negli anni passati. In una estate di fuoco, i dirigenti bianconeri preparano le carte ed accedono ad un credito agevolato per poter garantire in parte l'iscrizione al campionato, nella speranza di reperire nel frattempo i fondi necessari a sostenere una stagione economicamente impegnativa.

Si lavora a lungo per un accordo con la neonata Società Sportiva Robur Siena, che garantirebbe alle bianconere stabilità economica e strutturale, ma a luglio inoltrato questi tentativi falliscono, anche a causa delle vicissitudini societarie della suddetta società. I residui tentativi di reperire sponsor non vanno a buon fine, ed il presidente Landozzi rinuncia ancora una volta a formalizzare l'iscrizione, prendendo inoltre la drastica decisione di abbandonare la prima squadra, iscrivendo al campionato 20152016 la sola squadra Giovanissime, nella speranza di ricostruire dalle basi il progetto.

La squadra, affidata alle cure dell'esperta calciatrice Valentina Fambrini, riscuote da subito ottimi successi sia in campionato, dove chiude al secondo posto a sole tre lunghezze dall'Empoli Football Club, sia in coppa, dove si laurea campione battendo in finale proprio le empolesi ai calci di rigore.

Sarà questo l'ultimo trionfo nella storia dell'A.S.D. Siena calcio femminile: al termine del campionato, infatti, difficoltà burocratiche nel tesseramento di Fambrini - che firma come calciatrice per il G.S. San Miniato - ed oggettivi problemi di organico convincono il presidente Landozzi a far confluire le residue tesserate all'interno del G.S. San Miniato, che già possiede una squadra femminile di Serie C, in modo da integrare l'organico Juniores con le giovani tesserate neroverdi e di consentire a Fambrini di proseguire il lavoro di allenatrice.

Con questo atto si conclude, dunque, ancora una volta la storia del Siena calcio femminile come società autonoma, rappresentante del calcio femminile senese.

CronistoriaModifica

Cronistoria del Siena Calcio Femminile
  • 2001: Il Gruppo Sportivo San Miniato di Siena ed il San Gusmé aprono, parallelamente, al calcio femminile ed iniziano la loro attività partendo dalla Serie D.
  • 2002: Fusione del Gruppo Sportivo San Miniato e del San Gusmè femminili e nascita della A.C.F.D. Senese San Gusmè, colori sociali nero-verde, che si iscrive al campionato di Serie D.
  • 2002-03: 1° in Serie D Toscana, promosso in Serie C.
  • 2003-04: 6° nel girone unico della Serie C Toscana.
  • 2004-05: 3° nel girone unico della Serie C Toscana.
  • 2005-06: 1° nel girone unico della Serie C Toscana, promosso in Serie B. Cambia la denominazione in A.S.D. Siena Calcio Femminile. Finalista di Coppa Toscana.
  • 2006-07: 10° nel girone C della Serie B, retrocesso in Serie C. Alla compilazione dei nuovi quadri, è riammesso in Serie B.
  • 2007-08: 8° nel girone D della Serie B. Cambia i colori sociali: dal neroverde al bianconero.
  • 2008-09: 1° nel girone C della Serie B, promosso in Serie A2.
  • 2009-10: 6° nel girone B della Serie A2.
  • 2010-11: 8° nel girone B della Serie A2.
  • 2011-12: 2° nel girone C della Serie A2. Promosso in Serie A dopo spareggi con Res Roma (1-1, 7-6 d.c.r.) e Fiammamonza (1-0).
  • 2012: Rinuncia all'iscrizione in Serie A per problemi economici e si iscrive in Serie C Toscana.
  • 2012-13: 10° nel girone unico della Serie C Toscana.
  • 2013-14: 2° nel girone unico della Serie C Toscana.
  • 2014-15: 1° nel girone unico della Serie C Toscana. Promosso in Serie B. Finalista di Coppa Toscana.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

I colori della maglia del Siena Calcio Femminile erano il bianco e il nero, colori che compongono la balzana, ovvero lo stemma della città, e che hanno da sempre contraddistinto anche la principale società di calcio cittadina, l'AC Siena. Per quanto riguarda la scelta della seconda maglia, molti sono i stati i pattern adottati nel corso degli anni.

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Lo stemma del Siena calcio femminile era uno scudetto incorniciato d'oro, suddiviso all'interno circa a metà dal profilo, in nero, della città di Siena (in cui sono facilmente distinguibili il Duomo e la Torre del Mangia, simboli del potere spirituale e temporale della città). Sulla metà alta, su uno sfondo bianco che, oltre a ricomporre il bianconero della balzana, simboleggia il cielo, campeggia la figura stilizzata di una donna bionda, con lunghi capelli raccolti, che effettua una rovesciata con un pallone da calcio. Lo stemma ha un fortissimo significato simbolico: la donna, in quanto femmina, "rovescia" il pregiudizio che vuole il calcio uno sport prettamente maschile, simboleggiato appunto dal pallone da calcio. La donna è alta sul cielo di Siena, la città dove questo "rovesciamento" si compie.

StruttureModifica

StadioModifica

L'impiantistica sportiva è sempre stata un cruccio per il Siena Calcio Femminile, che nell'anno della promozione in A ha raggiunto il poco invidiabile record di 13 impianti sportivi utilizzati. In generale, gli fra gli impianti più utilizzati figurano quelli di Acquacalda, San Miniato, Cerchiaia e Uopini.

Impegno nel socialeModifica

La società senese si è spesso distinta anche fuori dal campo, per le iniziative a scopo benefico e di sensibilizzazione.

La sponsorizzazione Telethon e il "Calcio solidale"Modifica

Innanzi tutto, il Siena Calcio Femminile è stato la prima società in Italia a pagare anziché essere pagate da uno sponsor, a sponsorizzare anziché essere sponsorizzata. Infatti, nel 2008-2009, la squadra senese ha portato sulla sua maglia il logo di Telethon, e per fare ciò ha effettuato a inizio stagione una donazione di 300.000 euro, con l'aiuto della Banca Monte Dei Paschi di Siena. Un po' come fa il Barcellona a livello maschile, portando sulla maglia il logo di UNICEF. Inoltre, la società è stata definita "capitale del calcio solidale" in Italia nei giorni 29-30 maggio 2009 per aver organizzato un convegno sull'uguaglianza e la dignità delle calciatrici, che nel mondo non sono sempre ben viste, e un triangolare internazionale con il Betlemme e il Princesse, squadra del Burkina Faso, a scopo benefico, devolvendo l'intero ricavato a AVIS, AISM, Telethon e UNICEF. Emblematiche, a questo proposito, le parole della presidentessa fondatrice delle Princesse, Margherite Karama: “Siena è la città dal cuore più grande che abbia conosciuto”.[5]

La visita al reparto pediatria delle ScotteModifica

Il 21 dicembre 2010, con la collaborazione della Polizia e della Questura di Siena, le calciatrici e lo staff al completo hanno fatto un regalo di Natale indimenticabile ai bambini ricoverati nel reparto di Pediatria del Policlinico le Scotte di Siena, passando l'intera mattinata con loro e donando ad ogni bimbo un pallone riportante gli stemmi di Polizia, Questura e Siena calcio femminile.[6]

Le lezioni di Educazione Fisica alla scuola "Dupré"Modifica

Nella stagione 2012-2013, infine, la società ha regalato due settimane di lezioni gratuite di Educazione Fisica alle classi della Scuola Elementare "Giovanni Dupré" di Siena. Il progetto è stato curato da Mickey Balducci, dotato di patentino di Istruttore di Basa del Settore Giovanile e Scolastico, che ha proposto ai bambini due sedute di allenamento tipo della Scuola Calcio, promuovendo la partecipazione sia dei maschi che delle femmine e sfatando nelle menti dei giovani alunni il mito che il calcio sia "uno sport per maschi". Il progetto ha visto la partecipazione entusiastica anche della parte femminile delle classi, gettando sicuramente delle basi importanti nel superamento della discriminazione di genere perlomeno nell'ambito calcistico, che è comunque metafora della vita sociale.

Settore giovanileModifica

Il Siena Calcio Femminile ha sempre promosso una politica societaria fortemente incentrata nel settore giovanile, vera ricchezza e patrimonio sociale per la città. Ottimi risultati sono stati riportati negli anni dalla squadra primavera, che è stata a lungo l'unica squadra giovanile e che partecipava al girone toscano / umbro del Campionato Primavera. Nel 2009-2010 il miglior risultato, un grande secondo posto, che le ha portate ad un soffio dalla qualificazione alla fase nazionale ottenuta dal Primadonna Firenze. La sua centrocampista Serena Ceci ha inoltre preso parte, nello stesso anno, a due stage dell'Under-15 e ad uno della Under-17, rispettivamente a Firenze, Milano e Lignano Sabbiadoro.[7]
La carenza di strutture ha costretto la società toscana a sospendere l'attività della primavera nel 2010-2011 ma, grazie all'aiuto dell'A.I.C.S. sezione di Siena, è stata creata una nuova società, il Circolo Carlo Serafini Siena Calcio Femminile. Nel maggio 2011 la Squadra Giovanissime ha raggiunto uno storico obiettivo: è stata infatti la prima società nella storia a battere le pari età del Primadonna Firenze, con un netto 3-1 in trasferta che sarebbe potuto essere molto più dilagante senza gli svarioni dell'arbitro locale, e a soffiarle la Coppa Toscana che ha preso così la via della città del Palio. I successi della squadra hanno portato alla luce le ottime prestazioni di Lucrezia Di Fiore, attaccante già capocannoniere nel campionato maschile esordienti l'anno precedente, che si è così guadagnata la chiamata in diversi stage della rappresentativa a Coverciano. Nel 2012 le bianconere, tornate a tutti gli effetti sotto la società Siena Calcio Femminile, dopo un campionato in chiaroscuro, sono ritornate protagoniste in Coppa Toscana, dove non si sono riconfermate campioni soltanto dopo aver perso 2-0 lo spareggio contro la Real Aglianese. Nello stesso anno è tornata in campo la Primavera, notevolmente ringiovanita con ragazze provenienti dalle Giovanissime dell'anno precedente, ma questo rinnovo generazionale non ha loro impedito di bissare lo stupendo secondo posto della precedente primavera, alle spalle del solito Firenze.
Le ottime potenzialità mostrate da diversi elementi portano a risultati eccezionali nel Campionato Nazionale Juniores, nel quale la squadra bianconera raggiunge per tre volte consecutive la semifinale scudetto negli anni 2013, 2014 e 2015.

L'ultimo successo a livello giovanile, nonché ultimo trofeo nella storia della società, è stata la [[Coppa Toscana Giovanissime]] 2016.

Il Siena calcio femminile nella cultura di massaModifica

Dove la società viene citata nel libro "Donne e Sport", edito da Pascal editrice che ripercorre un po' le tappe dei lavori durante la manifestazione del 29 e 30 maggio 2009.
Inoltre, all'indomani della promozione in Serie A, alle bianconere è stato dedicato un sonetto da Beppe Pallini, noto autore di sonetti in vernacolo senese.[8]

Allenatori e presidentiModifica

 
Presidenti

PalmarèsModifica

StatisticheModifica

Prima squadraModifica

Miglior piazzamento: 2° in Serie A2 2011-2012]
Migliore Vittoria: Siena-Casentino 14-1, (Serie C 2013-2014)
Peggiore sconfitta: Pisa-Siena 13-1 (Serie C 2012-2013)
Partita con più gol: 15 (Siena-Casentino 14-1, Serie C 2013-2014)
Miglior striscia di vittorie: 6 (dal 29 gennaio al 18 marzo, Serie A2 2011-2012); (dal 15 dicembre 2013 al 9 febbraio 2014, Serie C
Capocannoniere in una stagione: Jessica Migliorini 40 gol (Serie A2 2011-2012)
Capocannoniere in una partita: Benedetta Aldinucci, Jessica Migliorini 5 gol (Bellaria Cappuccini-Siena 1-13, Coppa Toscana 2005-2006;Siena-Casentino 14-1, Serie C 2013-2014)
Gol più giovane di sempre in Prima Squadra: Serena Ceci, 14 anni 4 mesi 23 giorni (Siena-Free Sisters 3-1, Serie B, 25 novembre 2007)
Record di presenze: Valentina Fambrini (nove stagioni con la maglia del Siena)
Record di età in Serie B: Patrizia Gennai, 45 anni 5 mesi 6 giorni (Anspi Marciano-Siena 3-1, 17 maggio 2009)
Più giovane esordio in Serie A2: Ilaria Presentini, 14 anni 9 mesi 9 giorni (Siena-Ariete Calcio 2-0, 14 febbraio 2010)

CuriositàModifica

  • Il Siena è stato spesso per le avversarie un vero e proprio portafortuna: infatti, tre delle cinque squadre che nel 2007-2008 hanno vinto il proprio girone e di conseguenza sono state promosse in Serie A2, la stagione precedente avevano disputato il girone C insieme alla squadra neroverde. Questo trend si è riproposto nel 2011-2012, quando oltre alla società senese stessa hanno centrato la promozione in Serie A Perugia, Napoli, Fortitudo Mozzacane e Graphistudio Pordenone, tutte inserite nel girone di A2 del Siena la stagione precedente.
  • Il Siena Club Fedelissimi, il più vecchio club di tifo organizzato d'Italia, nato nel 1970 (dopo lo scioglimento della Fossa dei Leoni, che era nata nel 1968) ha seguito per anni le vicende del Siena Femminile, portando molti tifosi senesi a conoscenza delle imprese delle ragazze bianconere.
  • Il Siena Calcio Femminile ha messo in mostra, nella scalata dalla D alla A, una regolarità disarmante. Ha infatti ottenuto le promozioni nel 2003 in C, nel 2006 in B, nel 2009 in A2, nel 2012 in A e, dopo la ripartenza dalla C, di nuovo in B nel 2015.
  • Il Siena Calcio Femminile ha conservato la matricola della Società Sportiva San Gusmè, datata 1930. Questo ha fatto di essa, fino al 2016, la squadra con la maggiore anzianità di affiliazione nel panorama calcistico femminile.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica