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L’assunzione in cielo è una credenza, presente in diverse religioni e mitologie, che consiste nel trasferimento in cielo di un individuo ancora vivo o resuscitato subito dopo la morte; l'individuo viene accolto in cielo con l'anima e il corpo. In alcune religioni, invece del termine assunzione si usa quello di traslazione o di rapimento in cielo.

Indice

CristianesimoModifica

Nel cristianesimo, la salita al cielo di Gesù viene definita Ascensione, mentre nel caso di Maria si parla di Assunzione.

Sia per i cattolici che per gli ortodossi Maria, alla fine della sua vita terrena, fu accolta in cielo con l'anima e il corpo. I cattolici definiscono l'evento Assunzione di Maria, gli ortodossi Dormizione di Maria. I protestanti non credono invece all'Assunzione o Dormizione di Maria, in quanto non espressamente citata nel Nuovo Testamento ma derivata da alcune tradizioni tramandate da testi apocrifi[1].

In passato alcuni hanno sostenuto che anche l'apostolo Giovanni sia stato assunto in cielo. Questa credenza derivava dalla conclusione del suo Vangelo:

« Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?». »   (Giovanni 21,22-23)

Essa è menzionata (e rigettata) anche da Dante nella Divina Commedia (Par. XXV, 122-129).

Altri casi di assunzione in cielo in anima e corpo, senza morte fisica, menzionati nella Sacra Scrittura (a parte san Giuseppe), sono:

Non fu risparmiato da morte nessuno degli apostoli ed Evangelisti, e neppure Giovanni Battista, che Gesù chiamò <<il più grande fra i nati di donna>> (Lc 7).

EbraismoModifica

Per due personaggi biblici, il profeta Elia e il patriarca Enoch, la Bibbia racconta esplicitamente che furono "rapiti" da Dio in cielo; questi passi hanno generato grande dibattito e molte sono le teorie al riguardo[2][3].

Secondo una tradizione ebraica riportata da Giuseppe Flavio, anche Mosè fu assunto in cielo alla fine della sua vita, ma nel Pentateuco fu riportato che morì di morte naturale, per evitare che la gente pensasse che era salito a Dio a causa della sua straordinaria virtù.[4]

IslamModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Isrāʾ e Miʿrāj.

Nel Corano[5] si parla dell'ascensione al cielo di Maometto, che fu trasportato a Gerusalemme e da lì ascese i sette cieli su un cavallo alato, fino ad essere ammesso al cospetto di Allah. L'ascensione di Maometto fu temporanea, perché dopo l'avvenimento ritornò sulla Terra.

Il Corano dice inoltre che Gesù non fu crocifisso, ma venne trasportato in cielo; Allah trasformò un altro individuo in maniera che apparisse come Gesù e in tal modo venisse crocifisso al suo posto[6]

InduismoModifica

Il Mahābhārata racconta che il re Yudhisthira fu assunto in cielo con il suo corpo mortale[7].

Mitologia greco-romana ed ellenisticaModifica

Nella mitologia greca si parla di diverse persone assunte in cielo:

  • Ganimede, un bellissimo giovane, venne rapito e portato nell'Olimpo per fare da coppiere agli dei
  • Ercole fu trasportato nell'Olimpo per volontà di Zeus
  • anche Dioniso, secondo una versione del mito, fu trasportato nell'Olimpo.

Nell'antica Roma, secondo una tradizione Romolo fu rapito in cielo e venne divinizzato con il nome di Quirino[8].

In epoca ellenistica, l'assunzione in cielo fu attribuita ad Apollonio di Tiana[9].

NoteModifica

  1. ^ Jaroslav Pelikan, Maria nei secoli, Città Nuova, 1999
  2. ^ (EN) Ron Abel, Wrested Scriptures - su Enoch, su wrestedscriptures.com. URL consultato il 16 agosto 2012.
  3. ^ (EN) Ron Abel, Wrested Scriptures - su Elia, su wrestedscriptures.com. URL consultato il 16 agosto 2012.
  4. ^ Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, Libro IV, cap. 8
  5. ^ Cor., XVII:1, LIII:1-12 e LXXXI:19-25
  6. ^ Cor., IV:157-158
  7. ^ Vyas Ramnarayan, Nature of Indian Culture, Concept Publishing Company, 1992
  8. ^ Plutarco, Vita di Romolo
  9. ^ Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana

BibliografiaModifica

  • Encyclopedia of Religion, a cura di Mircea Eliade, Macmillan, New York, 1987
  • Anna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia greca e romana, Newton & Compton, Roma, 1996

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