Asteroidi troiani della Terra

gruppo di asteroidi troiani

Gli asteroidi troiani della Terra sono asteroidi che orbitano in prossimità dei punti di Lagrange del sistema Terra-Sole L4 ed L5. Devono il loro nome all'omonimo gruppo di asteroidi posto nei punti di Lagrange tra il Sole e Giove.

2010 TK7 (nel cerchietto verde), il primo asteroide troiano della Terra conosciuto.

La loro posizione nel cielo si estende per circa 60° ad est e ad ovest del Sole, una regione scarsamente scandagliata da quanti si dedicano alla ricerca di asteroidi.

Gli unici due oggetti appartenenti a questa classe sinora scoperti sono situati in corrispondenza del punto L4: 2010 TK7, di 300 m di diametro [1][2] e 2020 XL5 [3], di 300-400 m di diametro.

ListaModifica

 
I punti di Lagrange del sistema Terra-Sole.
  • Punto di Lagrange L5
    • Allo stato attuale, nessun oggetto è stato confermato, né sono stati individuati potenziali oggetti orbitanti in corrispondenza di L5.

Nel 2017 la sonda OSIRIS-REx ha sorvolato il punto di Lagrange L5 e ha effettuato delle osservazioni per cercare eventuali asteroidi troiani. I dati del sorvolo devo essere ancora esaminati[4].

Altri compagni della TerraModifica

Un oggetto particolare legato alla Terra è l'asteroide 3753 Cruithne, un oggetto di 5 km posto in una particolare orbita detta a ferro di cavallo; si tratterebbe con probabilità di un legame temporaneo.[5] Diversi altri oggetti scoperti presentano orbite simili, tuttavia benché siano in risonanza 1:1 con l'orbita terrestre, non sono considerabili troiani in quanto non librano attorno ai punti di Lagrange L4 ed L5.

NoteModifica

  1. ^ Michael Reilly, Earth stalker found in eternal twilight, su newscientist.com, 27 luglio 2011. URL consultato il 21 luglio 2013.
  2. ^ C. Q. Choi, First Asteroid Companion of Earth Discovered at Last, su space.com, 27 luglio 2011. URL consultato il 27 luglio 2011.
  3. ^ (EN) The Second Earth Trojan 2020 XL5
  4. ^ NASA MISSION TO SEARCH FOR RARE ASTEROIDS
  5. ^ C. D. Murray, The Earth's secret companion, in Nature, vol. 387, n. 6634, giugno 1997, pp. 651-652. URL consultato il 21 luglio 2013.

Voci correlateModifica

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