Attilio Perotti

allenatore di calcio, dirigente sportivo e ex calciatore italiano
Attilio Perotti
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1977 - giocatore
Carriera
Giovanili
Casale
Squadre di club1
1962-1965 Inter 0 (0)
1965-1966 Casale 31 (5)
1966-1968 Como 67 (7)
1968-1975 Genoa 175 (8)
1975-1977 Parma 49 (3)
Carriera da allenatore
1977-1986 Genoa Giovanili
1986-1987 Genoa
1987-1988 Genoa Giovanili
1988 Genoa
1988-1989 Piacenza
1989-1991 Siena
1991-1992 Cesena
1992-1993 Triestina
1993-1994 Fidelis Andria
1994-1995 Ancona
1995-1996 Verona
1996-1997 Genoa
1997-1998 Perugia
1998-1999 Reggiana
1999-2000 Ravenna
2000-2001 Verona
2001-2003 Bari
2003-2004 Empoli
2006 Genoa
2012 Livorno
2014 Livorno
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Attilio Perotti (Bagnolo Mella, 3 marzo 1946) è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano.

Indice

Caratteristiche tecnicheModifica

GiocatoreModifica

Impostato inizialmente come mezzala[1], viene convertito da Giuseppe Meazza in ala destra[1], ruolo in cui giocherà per tutta la carriera sfruttando la sua abilità tattica[1], con cui sopperiva alle carenze di statura e velocità[1].

AllenatoreModifica

Ispirato all'impostazione di Helenio Herrera[1], ha impostato le sue squadre "all'italiana", con il libero staccato dietro alla difesa[1][2], e rigettando le teorie della zona[1]. Ha fatto del dialogo e del rapporto con la squadra i suoi punti di forza[3].

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

Cresciuto nel Casale, passa all'Inter[1] nel 1962 che lo rigira ai piemontesi nel 1965[4], club con cui ottiene il sesto posto del girone A della Serie D 1965-1966.

Nel 1966 passa al Como, in Serie C. Con i lariani vince il girone A della Serie C 1967-1968, ottenendo la promozione tra i cadetti.

Nel 1968 è ingaggiato dal Genoa[5], club con militerà sette stagioni. Nell'annata 1969-1970 con la società ligure retrocede in terza serie, chiudendo la stagione all'ultimo posto della Serie B.

La permanenza in terza serie dura una sola stagione, poiché con il suo club Perotti conquista il primo posto del girone B, ottenendo la promozione in cadetteria.

Ritornato tra i cadetti, ottiene il decimo posto della Serie B 1971-1972 a cui seguirà la stagione seguente il primo posto e la conseguente promozione in massima serie.

Nel 1973, con l'acquisto di Mario Corso, entra in ballottaggio con l'ex interista per il ruolo di ala[1]. Il 30 ottobre 1973 Perotti esordisce in Serie A, nella vittoria casalinga per 2-1 contro la Roma[6]. Nella stagione in massima serie colleziona tredici presenze con i rossoblu, con cui retrocede in Serie B.

La nuova stagione tra i cadetti terminerà al settimo posto.

Nel 1975 passa al Parma, in terza serie, nell'affare che porta Fabio Bonci al Genoa[7]. Nella Serie C 1975-1976 raggiunge il secondo posto del girone B, a cinque punti dal Rimini, posizione nuovamente raggiunta la stagione seguente, terminata ad otto punti dalla promossa Pistoiese[8]. A fine stagione si ritira dall'attività agonistica.

Allenatore e dirigenteModifica

Perotti ha iniziato la carriera da allenatore nel 1977 nelle giovanili del Genoa, per poi passare alla guida della prima squadra nelle ultime 5 giornate del campionato 1985-1986 in Serie B, subentrando a Tarcisio Burgnich[9]. Riconfermato per la stagione successiva, sfiorò con la squadra rossoblu la promozione in Serie A, perdendo all'ultima giornata contro il Taranto[9]. Torna quindi ad allenare le giovanili rossoblu[9] fino al gennaio 1988, quando torna sulla panchina della prima squadra sostituendo Luigi Simoni[9], e conquistando la salvezza. Nel dicembre successivo subentra a Enrico Catuzzi sulla panchina del Piacenza: non evita la retrocessione in serie C1[10], anche a causa di attriti con diversi giocatori, che non accettavano la sostituzione di Catuzzi[11][12].

Negli anni successivi ha guidato per due stagioni il Siena[13] (con promozione dalla Serie C2 alla Serie C1), e dopo un intermezzo in Serie B al Cesena, di nuovo in Serie C1 la Triestina, che lo esonera a una giornata dal termine[14]. Torna in Serie B con Fidelis Andria (1993-1994) e Ancona: qui sfiora la promozione in Serie A nella stagione 1994-1995, venendo tuttavia esonerato a quattro giornate dal termine con la squadra ad un passo dalla promozione[15], complice la situazione societaria poco chiara[16]. Nella stagione 1995-1996 porta l'Hellas Verona in Serie A ma non prosegue il rapporto con la società scaligera per motivi familiari e torna a Genova, sponda rossoblu[17], mancando per un punto la promozione in Serie A pur risultando il miglior attacco e la miglior difesa della cadetteria.

Dopo qualche stagione anonima con Perugia (alternandosi ad Albertino Bigon e Ilario Castagner[18]), Reggiana (subentrato ed esonerato, con una sola vittoria in 14 giornate[19] e Ravenna, arriva l'esordio in Serie A ritornando a Verona nella stagione 2000-2001, al termine della quale riesce a cogliere una sofferta salvezza vincendo il doppio spareggio per non retrocedere in Serie B contro la Reggina[20]. Nel 2001 passa ad allenare il Bari, venendo però esonerato nella stagione 2002-2003 dopo 16 partite[21]. Nell'ottobre 2003 viene nominato allenatore dell'Empoli in Serie A, al posto di Daniele Baldini, esonerato dopo 6 partite[22], ma alla fine del campionato non riesce ad evitare la retrocessione in Serie B alla squadra toscana.

Dopo aver ricoperto l'incarico di responsabile del settore giovanile della Sammargheritese[23], e di direttore generale del Livorno di Aldo Spinelli (già suo presidente al Genoa)[4], nel marzo 2006 ritorna nuovamente alla guida del Genoa in Serie C1 al posto di Giovanni Vavassori, ma dopo una dura contestazione dei tifosi si dimette ad aprile[24], facendo rientrare in panchina lo stesso Vavassori[25]. Svincolato dagli impegni di allenatore, dalla stagione 2008-2009 è responsabile del settore giovanile del Piacenza; promosso a responsabile dell'intera area tecnica, si dimette nel dicembre 2009[26].

Il 5 novembre 2011 Aldo Spinelli gli conferisce l'incarico di responsabile dell'area tecnica del Livorno[4]. Il 6 maggio 2012 diventa allenatore del Livorno, dopo l'esonero di Armando Madonna[27]. Riesce a salvare la squadra, portando 10 punti in 4 partite e ottenendo la salvezza con la vittoria casalinga per 2-0 contro il Grosseto. Alla fine della stagione torna a coprire l'incarico di responsabile dell'area tecnica della società amaranto.

Il 13 gennaio 2014 viene richiamato sulla panchina del Livorno in seguito all'esonero di Davide Nicola[28] ma già pochi giorni più tardi, il 21 gennaio, dopo la sconfitta per 3-0 contro la Roma viene sostituito da Domenico Di Carlo e torna a rivestire la carica di direttore tecnico.[29]

PalmarèsModifica

GiocatoreModifica

Competizioni nazionaliModifica

Como: 1967-1968
Genoa: 1970-1971
Genoa: 1972-1973

AllenatoreModifica

Competizioni nazionaliModifica

Siena: 1989-1990

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Un Herrera senza filosofia La Repubblica, 28 gennaio 1987, pag.20
  2. ^ Genoa, basta il contropiede La Repubblica, 14 aprile 1997, pag.42
  3. ^ Genoa condannato a tornare grande La Repubblica, 21 giugno 1987, pag.22
  4. ^ a b c Livorno: Attilio Perotti martedì entra nello staff tecnico sofferenzaamaranto.it
  5. ^ 1961 - 1970: DAL PURGATORIO ALL'INFERNO genoacfc.it
  6. ^ Tabellini 1973-74 Archiviato il 4 giugno 2009 in Internet Archive. akaiaoi.com
  7. ^ Stagione 1975-1976 storiadelparmacalcio.com
  8. ^ Stagione 1976-1977 storiadelparmacalcio.com
  9. ^ a b c d 1986 - 1995 QUINDI RIUSCIMMO A INTRAVEDER LA STELLA genoacfc.it
  10. ^ Stagione 1988-1989 storiapiacenza1919.it
  11. ^ P.Gentilotti, M.Molinaroli, Lo sai che i papaveri...1919-1991: il Piacenza Calcio tra cronaca e storia, dicembre 1991, pag.207
  12. ^ 30 anni di Piace: Baggi, una vita da preparatore - Parte I Pubblicopassaggio.it
  13. ^ De Marchi al Milan per cinque miliardi La Repubblica, 28 giugno 1989, pag.32
  14. ^ Stagione 1992-1993 unionetriestina.it
  15. ^ "Mastronunzio? Tenetelo stretto" ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com
  16. ^ L'assurdo di Ancona: licenziato Perotti La Repubblica, 19 maggio 1995, pag.49
  17. ^ Acrobazia De Vitis La Repubblica, 29 aprile 1996, pag.40
  18. ^ Perugia-Torino, è spareggio La Repubblica, 15 giugno 1998, pag.48
  19. ^ Statistiche su Lastoriadellareggiana.it
  20. ^ Reggina in B, in raisport.rai.it, 25 giugno 2001. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  21. ^ Statistiche su Solobarinews.it
  22. ^ Empoli cambia - Arriva Perotti - La Gazzetta dello Sport, 21 ottobre 2003
  23. ^ La scelta di vita di Perotti basta stress, torna ai ragazzi, La Repubblica, 2 agosto 2004
  24. ^ C1: Perotti si dimette, oggi il colloquio col d.s. del Genoa - La Gazzetta dello Sport, 28 aprile 2006
  25. ^ Genoa: via Perotti, in panchina torna Vavassori - La Gazzetta dello Sport, 2 maggio 2006
  26. ^ Attilio Perotti lascia sei mesi prima Libertà, 29 dicembre 2009
  27. ^ Livorno: via Madonna, arriva Perotti Ansa.it
  28. ^ Livorno Calcio: Perotti è il nuovo allenatore. Spinelli: "Cerco soldi per gli stipendi" Lanazione.it
  29. ^ Livorno, Di Carlo è il nuovo allenatore, in La Repubblica, 21 gennaio 2014. URL consultato il 21 gennaio 2014.

BibliografiaModifica

  • Massimo Perrone (a cura di), Il libro del calcio italiano 1999/2000, Roma, Il Corriere dello Sport, 1999, p. 155.
  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.

Collegamenti esterniModifica