Atto Navio

augure romano
Tarquinio Prisco consulta Atto Nevio, Sebastiano Ricci

Atto Navio (in latino: Attius Navius) (... – ...) è stato un sacerdote romano, celeberrimo augure al tempio di Tarquinio Prisco.

BiografiaModifica

Fin da giovane, Atto dimostrò le proprie capacità divinatorie anche senza aver ricevuto alcuna preparazione e, dopo essere stato educato presso gli Etruschi, divenne il più famoso augure dei suoi tempi e la prova della sua fama è legata alla leggenda di Tarquinio Prisco. Il re propose di raddoppiare il numero di equites, creando delle nuove centurie e chiamandone tre col suo nome ed altre due con il nome dei suoi sostenitori; non riuscì però ad ottenere la ratifica di Atto Navio, come era dovuto fin dai tempi di Romolo, poiché lo stesso Romolo aveva posto l'ordine equestre sotto l'autorità degli aruspici e di conseguenza nessuna modifica poteva essere apportata senza il loro consenso. La leggenda prosegue con la richiesta da parte del re di divinare se le sue intenzioni potessero essere realizzate. Navio, dopo aver consulato il cielo, affermò che poteva essere fatto. Dopo questa affermazione il re fece portare una pietra per affilare ed un rasoio con cui tagliarla: Navio senza indugi utilizzò il rasoio e tagliò la pietra. Tarquinio dovette chiamare Ramnes, Titienses e Luceres posteriores.[1]

Una statua di Atto fu posta nel Comizio sulle scale del Senato, nel luogo dove l'evento ebbe luogo e dietro la statua venne conservata la pietra da affilare. La statua, secondo la tradizione, fu fatta erigere proprio da Tarquinio Prisco.

NoteModifica

BibliografiaModifica