Audrey Totter

attrice statunitense

Audrey Mary Totter (Joliet, 20 dicembre 1917Woodland Hills, 12 dicembre 2013) è stata un'attrice statunitense.

Audrey Mary Totter

Biografia modifica

Di origini svedesi e austriache, Audrey Totter iniziò la carriera recitando alla radio alla fine degli anni trenta e, dopo aver lavorato con successo prima a Chicago e successivamente a New York, verso la metà degli anni quaranta intraprese la strada del cinema, siglando un contratto di sette anni con la MGM. Dopo aver debuttato nel film Main Street After Dark (1945), ricoprì una serie di piccoli ruoli non accreditati prima di trovare la grande occasione con Il postino suona sempre due volte (1946), la celebre pellicola noir con cui s'impose al grande pubblico.

Generalmente impiegata come coprotagonista femminile, interpretò in seguito i più diversi generi di film, ma fu nel noir che continuò a fornire le prove più interessanti. Tra i titoli da lei interpretati, è da ricordare Una donna nel lago (1947), tratto da un romanzo di Raymond Chandler e diretto da Robert Montgomery quasi integralmente in soggettiva, per cui lo spettatore vede ciò che osservano gli occhi del protagonista, il detective Philip Marlowe, che viene inquadrato solo in una scena, quando è davanti a uno specchio.

La Totter fu poi protagonista accanto a Clark Gable in Fate il vostro gioco (1949) e nel drammatico Stasera ho vinto anch'io (1949), pellicola di ambiente pugilistico in cui ebbe come partner Robert Ryan, un disilluso boxeur al termine della carriera.

Nei film L'alibi di Satana (1947) e Tensione (1949), due studi sull'arte del delitto perfetto, così come con il ruolo di una sciantosa che tenta d'irretire un procuratore distrettuale (Ray Milland) in La sconfitta di Satana (1949), la Totter si confermò interprete del noir, ma la MGM stava iniziando in quegli anni a spostare l'attenzione verso temi più vicini al pubblico delle famiglie. L'attrice interpretò ancora i polizieschi I due forzati (1951) e La città che scotta (1951) ma aveva già iniziato a mutare registro con Suggestione (1948), uno studio sul mondo del teatro in cui interpretò la fidanzata di uno spregiudicato produttore (ancora Robert Montgomery), ruolo per il quale ottenne l'apprezzamento della critica[1].

La sua carriera proseguì alla Columbia Pictures e alla Twentieth Century Fox, in film avventurosi come Destinazione Budapest (1952) e in western quali La donna che volevano linciare (1953), Agguato al grande canyon (1954) e Fuoco incrociato (1958), nel melodramma Senza madre (1952) e nel film bellico Tempeste di fuoco (1953). Alla fine degli anni cinquanta la Totter passò al piccolo schermo, partecipando a spettacoli di intrattenimento come The Red Skelton Show (1957-1959) e serie come Letter to Loretta (1960), Alfred Hitchcock presenta (1960-1961) e Gli uomini della prateria (1962). Con poche eccezioni, come il piccolo ruolo di prostituta nel drammatico L'uomo che non sapeva amare (1964), l'attrice proseguì l'attività televisiva per tutti gli anni sessanta.

Tra le molte serie a cui partecipò sono da ricordare Perry Mason (1964), Il dottor Kildare (sei episodi dal 1965 al 1966), Bonanza (1966) e Il virginiano (1967-1969). Ebbe successo con il ruolo della domestica Alice MacRoberts anche in una sit-com brillante, Our Man Higgins, in coppia con Stanley Holloway, di cui girò 34 episodi tra il 1962 e il 1963. Durante gli anni settanta rallentò progressivamente l'attività, concentrandosi sul ruolo dell'infermiera Wilcox nella serie Medical Center, alla quale partecipò dal 1969 al 1976, e ritirandosi definitivamente dalle scene dopo un'ultima apparizione in un episodio de La signora in giallo (Delitto in convento), girato nel 1987.

Vita privata modifica

Dal matrimonio celebrato nel 1953 con Leo Fred (professore alla UCLA School of Medicine, che morì nel 1995), la Totter ebbe un unico figlio.

Filmografia modifica

Cinema modifica

 
Audrey Totter in una scena del film Il postino suona sempre due volte

Televisione modifica

Doppiatrici italiane modifica

Note modifica

  1. ^ Eduardo Moreno, The Films of Susan Hayward, The Citadel Press, 1979, p. 128

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Collegamenti esterni modifica

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