Austurland

Austurland
regione
Austurland
Austurfirðir
Austurland – Veduta
Cascata di Berufjarðará
Localizzazione
StatoIslanda Islanda
Amministrazione
CapoluogoEgilsstaðir
Territorio
Coordinate
del capoluogo
65°17′N 14°23′W / 65.283333°N 14.383333°W65.283333; -14.383333 (Austurland)Coordinate: 65°17′N 14°23′W / 65.283333°N 14.383333°W65.283333; -14.383333 (Austurland)
Superficie22 721 km²
Abitanti13 173 (2020)
Densità0,58 ab./km²
Comuni9
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+0
ISO 3166-2IS-7
Cartografia
Austurland – Localizzazione
Sito istituzionale

L'Austurland (in lingua islandese: terra dell'est), conosciuta anche con il nome di Austfirðir (fiordi dell'est), è una delle otto regioni islandesi.

Il maggiore centro abitato è la città di Egilsstaðir, che ha una popolazione di 2.300 abitanti e che è una tra le aggregazioni urbane più recenti, essendo stata fondata nel 1947; la città di Seyðisfjörður vanta il più antico anno di fondazione: il 1895. Il porto di questa città rappresenta l'unica via di comunicazione via mare per macchine e mezzi pesanti tramite un traghetto che una sola volta la settimana (durante la bella stagione) collega l'isola all'Europa.

Geografia fisicaModifica

La regione si estende per 22.721 km² lungo le coste orientali dell'isola, e fino a comprendere parte dell'area centrale degli Altopiani d'Islanda (chiamati anche ghiaccio d'Islanda), in cui si staglia il ghiacciaio Vatnajökull, il maggiore del Paese.

Il paesaggio è quindi diviso in due: da un lato abbiamo un ambiente tipicamente polare e montano, con clima decisamente rigido, e dall'altro una vasta pianura che si estende fino ai tipici fiordi della costa; tra le due zone climatiche esiste una vasta regione ricca di foreste.

All'interno della regione si estende inoltre il Parco nazionale Skaftafell, un'area vastissima di origine vulcanica.

StoriaModifica

 
Colonizzazione della Regione

Sembra che le regioni dell'est siano state scoperte e colonizzate inizialmente dai vichinghi partiti dalla Norvegia e proprio qui, nella località costiera di Mjóifjörður, i norvegesi stabilirono il loro punto di approdo per le baleniere.

Una saga racconta che il primo vichingo a mettere piede sull'isola fu Naddoddr, che sbarcò nella costa sud dell'Austurland, e che battezzò l'isola con il nome di Snæland (terra della neve).

PoliticaModifica

L'Austurland ospita una popolazione pari a 13.173 abitanti (dati del 2020).
Nel sistema elettorale islandese la regione di Austurland ha diritto di eleggere, visti i suoi 7000 votanti (stime del 2009), 6 dei 48 deputati, che potranno governare nel parlamento Althingi[1]. Questa regione, come le altre islandesi è organizzata secondo un'ulteriore suddivisione amministrativa in contee.

EconomiaModifica

 
Ferry boat per il trasporto dei mezzi pesanti verso l'Europa.

Il lato costiero della regione è percorso dalla grande strada statale Hringvegur: la strada ad anello che corre lungo tutto il perimetro dell'isola, da cui numerose strade secondarie riescono a collegare l'entroterra.

Il sottosuolo della regione è ricco di giacimenti minerari, in particolare di alluminio: questo, insieme con la realizzazione di un grande impianto per la produzione di energia idroelettrica, ha evitato che la regione venisse abbandonata dai suoi abitanti. Ne è risultato un incremento della popolazione nei principali centri urbani, ma anche il conseguente abbandono delle aree rurali.[2]

AgricolturaModifica

Verso la fine degli anni '70 fu realizzata nella località di Vallanes, nei pressi di Egilsstaðir, la prima fattoria interamente biologica chiamata Mòður Jōrð (madre Terra): gli agricoltori qui coltivano utilizzando le tecniche della permacoltura, che permettono di offrire un'ampia varietà di ortaggi e verdure, lasciando la produzione maggiore per l'orzo[3]

SocietàModifica

ReligioneModifica

Come la maggior parte dell'Islanda in questa regione il culto più diffuso è il cristianesimo, che ha le sue radici nel Paese dagli inizi dell'anno 1000.

ComuniModifica

NoteModifica

  1. ^ Mark. W. Janis, European Human Rights Law: Text and Materials, 2008, pag. 38
  2. ^ OECD, Economic Surveys: Iceland 2003, Volume 2003/8 aprile, pag. 104
  3. ^ Fren Parnell, Islanda, Lonely Planet, 2010, pag. 56

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Collegamenti esterniModifica

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