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Aut Caesar, aut nihil

locuzione latina

La frase latina aut Caesar aut nihil (in italiano "o Cesare o nulla") è stato il motto di Ladislao I d'Angiò-Durazzo (1376-1414), successivamente adottato da Cesare Borgia (1475-1507).

La frase, attribuita da alcuni allo stesso Giulio Cesare[1], indica la grande ambizione al potere e alla fama di questo personaggio; il desiderio di primeggiare a tutti i costi.

Leopold Mozart, padre di Wolfgang Amadeus Mozart, scrisse questa frase in una lettera del febbraio 1778, dove cercava di convincere il figlio a troncare la sua relazione con la cantante Aloysia Weber e dedicarsi alla sua carriera, per la quale tutta la famiglia si stava sacrificando, al fine di raggiungere il primato musicale che gli spettava.

O Cesare o nulla (in spagnolo "O César o nada") è un apprezzato romanzo dello scrittore Manuel Vázquez Montalbán, che cura con particolare rigore l'ambientazione dei tempi del Borgia.

Questa frase fu ripresa anche dal filosofo danese Søren Kierkegaard riferendosi alla "malattia mortale", vale a dire la disperazione, la quale va di pari passo con l'angoscia. Secondo Kierkegaard, il disperato è colui che vorrebbe intimamente essere Cesare ma essendo se stesso non può, cioè colui che vorrebbe essere migliore in ogni circostanza ma non riesce. Egli, in ultima istanza, coincide con il disperato che vorrebbe essere profondamente se stesso fino al pieno sviluppo delle sue capacità.[2]

La frase è anche detta dal dittatore "Hynkel" (Charlie Chaplin) nel film Il grande dittatore, durante la celebre scena del mappamondo.

NoteModifica

  1. ^ aut Caesar aut nihil, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato l'8 dicembre 2016.
  2. ^ Søren Kierkegaard, La malattia mortale, traduzione di Meta Corssen, prefazione di Paolo Brezzi, Milano, Edizioni di Comunità, 1947 [1849].

Voci correlateModifica