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Avanti c'è posto...

film del 1942 diretto da Mario Bonnard, Nino Novarese (aiuto), Gastone Bartolucci (assistente), Augusto Cavicchia (assistente)
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Avanti, c'è posto...
Avanti ce posto.jpg
Andrea Checchi, Adriana Benetti e Aldo Fabrizi in una foto di scena
Titolo originaleAvanti, c'è posto...
Paese di produzioneItalia
Anno1942
Durata82 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia, sentimentale
RegiaMario Bonnard,
SoggettoAldo Fabrizi, Cesare Zavattini e Piero Tellini
SceneggiaturaMario Bonnard, Aldo Fabrizi, Cesare Zavattini e Piero Tellini
ProduttoreGiuseppe Amaro
Casa di produzioneCines
Distribuzione in italianoE.N.I.C.
FotografiaVincenzo Seratrice
MontaggioMaria Rosada
MusicheGiulio Bonnard
ScenografiaGiovanni Sarazani
Interpreti e personaggi

Avanti, c'è posto... è un film diretto da Mario Bonnard nel 1942 con protagonista Aldo Fabrizi.

La firma di Zavattini lascia intendere che lo stile di questa commedia sentimentale si indirizza verso l'emergente neorealismo, anche se siamo lontani dalla veemenza di Roma città aperta o dalla denuncia di Sciuscià.

Il film, assieme a Campo de' fiori, diretto dallo stesso Bonnard, contribuì a rendere popolare Aldo Fabrizi anche al di fuori dei limiti regionali in cui si era affermato come attore di teatro.

Il film è stato realizzato negli stabilimenti Cinecittà di Roma su pellicola Ferrania Pancro C.6, registrazione sonora RCA Photophone, sviluppo e stampa S.A.C.I. Prima proiezione pubblica del film: 30 agosto 1942.

TramaModifica

La povera cameriera Rosella viene derubata durante un tragitto in filobus dei soldi della pigione appena ricevuti dai padroni di casa, i quali non ritenendola più affidabile la mandano via. La ragazza viene aiutata dal bigliettaio romano Cesare, che dopo averla accompagnata al commissariato per denunciare il furto cerca di trovarle un altro posto come donna di servizio. Ben presto l'uomo se ne innamora e Rosella lo ricambia con l'affetto di una figlia; ma quando lei conosce Bruno, conducente di filobus e amico del bigliettaio, Cesare si rende conto di non essere destinato all'amore di Rosella e non gli rimane che combinare un ultimo incontro tra i due giovani prima che Bruno venga richiamato al fronte.

Manifesti e locandineModifica

La realizzazione dei manifesti del film, in Italia, fu affidata al pittore cartellonista Luigi Martinati.

CuriositàModifica

  • Co-sceneggiatore, insieme allo stesso Fabrizi, Zavattini e Tellini, quel "Federico" che appare nei titoli di testa, cioè Federico Fellini, che a quell'epoca curava i dialoghi di Fabrizi negli avanspettacoli. La sua amicizia con Fabrizi fu essenziale per convincere l'attore romano ad accettare il ruolo di Don Pappagallo in "Roma Città Aperta", 1945, con la regia di R. Rossellini. Cfr. "Celluloide", di U. Pirro, Einaudi, 1995.

NoteModifica


Collegamenti esterniModifica

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