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Avezzano

comune italiano in provincia dell'Aquila
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Avezzano
comune
Avezzano – Stemma Avezzano – Bandiera
(dettagli)
Avezzano – Veduta
Veduta di Avezzano dal monte Salviano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoGabriele De Angelis (Forza Italia) dal 25-6-2017
Territorio
Coordinate42°01′51.52″N 13°25′34.95″E / 42.030977°N 13.426374°E42.030977; 13.426374 (Avezzano)Coordinate: 42°01′51.52″N 13°25′34.95″E / 42.030977°N 13.426374°E42.030977; 13.426374 (Avezzano)
Altitudine695 m s.l.m.
Superficie104,09 km²
Abitanti42 421[1] (31-5-2018)
Densità407,54 ab./km²
FrazioniAntrosano, Caruscino, Castelnuovo, Cese dei Marsi, Paterno, San Pelino
Comuni confinantiCapistrello, Celano, Luco dei Marsi, Massa d'Albe, Ovindoli, Scurcola Marsicana, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale67051
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066006
Cod. catastaleA515
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 561 GG[2]
Nome abitantiavezzanesi
PatronoBartolomeo apostolo
Madonna di Pietraquaria
Giorno festivo27 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Avezzano
Avezzano
Avezzano – Mappa
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Avezzano (/aveʣˈʣano/ ascolta[?·info] o /aveʦˈʦano/ ascolta[?·info][3]; Avezzàne in dialetto marsicano, pronuncia /aveʣˈʣanə/[4]) è un comune italiano di 42 421 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

Elevato a rango di città con decreto del presidente della Repubblica del 21 giugno 1994[5] è il secondo comune della provincia e il sesto della regione per numero di abitanti[6][7]. Il centro urbano, documentato con chiarezza nel IX secolo[8][9], si è sviluppato a cominciare dal riordino amministrativo francese e, in modo esponenziale, verso la fine del XIX secolo in seguito al prosciugamento del lago Fucino arrivando ad essere il comune più esteso e popoloso della Marsica[10].

Avezzano, quasi completamente distrutta dal terremoto del 1915[11], è decorata con la medaglia d'argento al merito civile[12] poiché nel 1944, pochi anni dopo la ricostruzione, subì gravi danni a causa dei bombardamenti aerei anglo-americani e atti di violenza con le rappresaglie naziste[13].

La città, a vocazione agricola oltre che industriale e commerciale[14], è un importante nodo geografico stradale e ferroviario nell'area appenninica del centro Italia[15].

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Foto aerea

Avezzano, distesa sul bordo nordoccidentale della conca del Fucino, è dominata a nord dal monte Velino, confinando con il colle di Albe, e a ovest dal monte Salviano, oltre il quale sorge la frazione di Cese dei Marsi nei piani Palentini. A est la località di Paterno segna il confine con Celano, mentre a sud ricade in una porzione della piana fucense. Il settore urbano presenta un'altitudine che oscilla dai 670 m s.l.m. dell'area adiacente al castello Orsini-Colonna ai 740 della moderna zona nord. Nel territorio comunale il dislivello varia dai 652 m s.l.m. del Fucino ai 1398 del gruppo montuoso dei Tre Monti di Paterno[16][17]; il terreno su cui poggia la città è in lieve declivio con salita in direzione nord-nordovest. Considerata capoluogo della Marsica, Avezzano è posizionata al centro della subregione abruzzese che comprende 37 comuni[18], per un totale di circa 132.000 abitanti[1].

 
Panoramica di Avezzano

IdrologiaModifica

Il territorio fucense è attraversato da una serie di canali realizzati dopo la bonifica del lago. A Borgo Incile il collettore centrale raccoglie la maggior quantità di acqua che dalle sorgenti e dai monti circostanti si riversa nel reticolato dei canali della conca, soprattutto nel periodo autunno-inverno mentre in estate la portata viene utilizzata per scopi irrigui[19]. Alcune sorgenti, tutte di piccola portata, sgorgano lungo i pendii del monte Velino e dei Tre Monti di Paterno[20]. I piani Palentini sono in parte attraversati dal fiume Imele che unendosi al torrente Ràfia a nord di Cese dà origine al fiume Salto[21].

Geologia e morfologiaModifica

I rilievi che circondano la città a nord-nordovest, facenti parte dei gruppi montuosi del Magnola-Velino e del monte Salviano, sono caratterizzati dalle tracce del glacialismo pleistocenico-olocenico per via della loro natura geologica di tipo calcareo-dolomitica[22]. Coperture detritiche si evidenziano sui versanti e lungo le pendici dei monti circonfucensi. Le pareti montuose, lungo la direttrice fucense di nordest fino a Venere dei Marsi, sono segnate dalla successione carbonatica meso-cenozoica. Nell'area di Avezzano i bordi della piana del Fucino presentano depositi fluviali ghiaioso-sabbiosi, limi ed argille[22]. I sedimenti sono databili almeno al periodo dell'ultima glaciazione[20]. Su entrambi i versanti del monte Salviano e sul monte Cervaro sono presenti fenomenologie carsiche come piccole caverne o ripari rocciosi[23][24].

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Avezzano.

Per la sua posizione latitudinale, vicina al settore occidentale dell'appennino centrale in prossimità del subappennino, Avezzano è caratterizzata da un clima continentale con inverni freddi e piovosi ed estati calde e scarsamente umide[25]. Il maltempo di matrice atlantica proveniente dal bacino tirrenico fa registrare nel periodo invernale precipitazioni anche di carattere nevoso con temperature che in taluni casi possono sfiorare i -30°[26]. La sua posizione geografica, ai bordi della conca del Fucino, favorisce l'inversione termica specialmente in autunno, inverno e primavera, con la formazione di nebbia e un tasso di umidità elevato. Le estati sono generalmente torride ma caratterizzate anche da fasi temporalesche con temporaneo incremento dell'umidità dell'aria.

Di seguito è riportata la tabella riassuntiva dei principali dati della locale stazione meteorologica in funzione dal 1926 riferiti al territorio comunale[27][28].

Avezzano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 5,77,510,914,819,823,626,927,123,118,412,67,26,815,225,918,016,5
T. mediaC) 2,03,36,39,814,117,620,320,517,212,78,43,73,010,119,512,811,3
T. min. mediaC) −1,8−0,91,74,78,311,613,613,811,47,04,30,3−0,84,913,07,66,2
Precipitazioni (mm) 6567626253422935577510898230177106240753
Giorni di pioggia 998876346810102823132488

Origini del nomeModifica

 
Iscrizione dell'ara funeraria della contrada Avidia

Sull'origine del nome Avezzano ci sono diverse ipotesi:

  • tra le più accreditate c'è quella relativa al toponimo prediale Avidianum, da cui deriverebbe il nome Avezzano, con una sola v e la z sonora[4]. L'archeologo Cesare Letta ha attestato il nome Avidius ad Alba Fucens. Un'ara funeraria rinvenuta nei pressi della città contemporanea indicava la tenuta della gens Avidia e in seguito la contrada del centro abitato[29].
  • un'altra ipotesi fa risalire l'origine del nome al prediale Ad Vetianum o Ad Vettianum. Il luogo infatti sarebbe stato frequentato in epoca romana dalla gens Vezzia[30] da cui il toponimo vetiano o vettiano che si sarebbe trasformato linguisticamente in Avezzano[31][32].
  • l'ipotesi che lega l'origine del nome all'invocazione Ave Jane è stata giudicata inverosimile[32].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Avezzano.

OriginiModifica

 
Interno del cunicolo del Ferraro

La presenza dei cacciatori nomadi nel Paleolitico inferiore e lo stanziamento a carattere continuativo delle tribù bertoniane provenienti dall'area costiera dell'Abruzzo risalgono ad un ampio arco di tempo che spazia dai circa 130.000 ai 13.000 anni fa[33][34]. Testimonianze di varia natura, archeologica e zoologica, sono emerse dalle grotte di origine tettonica del monte Salviano, in particolare dalla caverne Afra e La Difesa e dalla grotta di Ciccio Felice oltre che dai siti preistorici di Antrosano e Paterno[23][35][36].

Tracce delle necropoli di epoca romana, risalenti tra l'VIII e il V secolo a.C., sono emerse nelle località situate lungo la linea di confine dei territori occupati da Equi e Marsi come Colle Sabulo, Cretaro-Brecciara e valle Solegara[33][37]. Il fundus Avidianus, riconducibile al II-I secolo a.C., fu incluso totalmente nell'ager di Alba Fucens dopo la colonizzazione romana[38][39].

Nel 41 d.C.[40] l'imperatore Claudio avviò i lavori finalizzati al prosciugamento del lago Fucino attraverso un emissario servito dagli omonimi cunicoli, realizzati in un'area posta a sud della contemporanea Avezzano. L'opera, considerata tra le più grandiose imprese idrauliche dell'età imperiale[41], fu completata nel 51 d.C. consentendo lo scolo delle acque nel fiume Liri oltre il monte Salviano. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e le successive invasioni barbariche venne a mancare l'attività di manutenzione che causò l'ostruzione della galleria e il ritorno all'originario livello lacustre[42].

MedioevoModifica

 
Il castello Orsini-Colonna

Devastato dalle incursioni degli eserciti stranieri dei goti, greco-bizantini ed alemanni[43][44] per quasi tutto il periodo alto medievale il territorio fu caratterizzato dalla presenza di centri abitati sparsi, gli antichi pagi, alcuni dei quali situati sui contrafforti montuosi[45].

Avezzano è citata per la prima volta con chiarezza in un diploma del IX secolo riportato da Leone Marsicano nella Chronica monasterii Casinensis[8]. Tuttavia il processo di aggregazione che formò la cittadella ebbe inizio dopo la vittoria della battaglia di Tagliacozzo ad opera di Carlo I d'Angiò, a cui seguì la distruzione di Albe e del nucleo di Pietraquaria[46], e secondo alcuni storici con il coincidente abbandono del centro di Penna a causa di un'inondazione del lago Fucino[47]. Avezzano venne quindi elevata a capoluogo della contea di Albe[48].

Il centro urbano si sviluppò ulteriormente tra il XIII e il XIV secolo quando diversi villaggi adiacenti alla località Pantano si accorparono per motivi logistici[49] intorno alla chiesa dedicata in origine a San Salvatore e poi a Sant'Antonio Abate[50] o, secondo altre fonti, a San Pietro o a San Clemente[51] e solo successivamente a San Bartolomeo[9][46][52]. Dal 1360 in poi diplomi e pergamene attestano la nascita della locale università[53][54].

Età modernaModifica

Il XV secolo segnò il declino definitivo di Albe, fino ad allora centro di riferimento politico ed amministrativo della contea, a favore della cittadina confinante[55]. Il territorio fu al centro delle lotte di potere tra le famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. Gentile Virginio Orsini fece trasformare il castello trecentesco in una rocca rinascimentale, conformandola ai nuovi criteri dell'architettura militare[56][57]. Fino agli ultimi anni del XV secolo gli Orsini mantennero il controllo delle contee e delle baronie marsicane, mentre alcuni diplomi di re Federico I di Napoli relativi al periodo 1495-1499 attestano chiaramente il predominio dei Colonna sulla famiglia rivale[58]; la loro signoria durò ininterrottamente per circa tre secoli fino all'abolizione dei feudi[59][60]. Poco dopo l'eversione feudale Gioacchino Murat decretò l'istituzione del distretto di Avezzano[61].

Il fenomeno del brigantaggio fu al centro delle vicende storiche del comprensorio[62] prima e dopo l'unità d'Italia[63] con la quale si avrà la nascita del circondario di Avezzano[64].

Età contemporaneaModifica

«Che meraviglioso specchio dev'essere stato il lago nella sua integrità! Ancora esso appare così incantevole nello splendore della sera, che si può pensare, guardandolo, alle ninfe e alle galatee nuotanti nei suoi flutti…»

(Ferdinand Gregorovius, Passeggiate per l'Italia[65])
 
Illusione ottica del lago nei giorni di nebbia

Tra il 1855 e il 1876 Alessandro Torlonia fece prosciugare definitivamente il Fucino che con una superficie di oltre 14.000 ettari era il terzo lago d'Italia per estensione[66]. Fu ripreso il progetto di 18 secoli prima che con il restauro e l'ampliamento dell'emissario principale e dei cunicoli di Claudio consentì di trasformare il bacino lacustre in una pianura destinata alle coltivazioni agricole[42]. Successivamente alla bonifica delle terre emerse la zona venne dotata di diverse infrastrutture come la rete viaria interna[67], a cui seguì la realizzazione delle strade per Sulmona e Tivoli tra il 1873 e il 1881, della ferrovia Roma-Sulmona nel 1888 e della linea per Sora e la Campania nel 1902[68][69].

Nel pieno del suo sviluppo socio-economico l'area fucense subì il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, classificato tra i principali sismi avvenuti in Italia per forza distruttiva e numero di vittime[70]. La scossa principale, registrata alle ore 07:52:43[71] (oppure alle ore 07:48[72]), provocò 30 519 morti e la devastazione di numerosi comuni del centro Italia[73][74]. Ad Avezzano, prossima all'epicentro, le vittime furono oltre diecimila[75].

Molti giovani avezzanesi scampati al sisma persero la vita sul fronte durante la prima guerra mondiale. Con la successiva ricostruzione, favorita dai prigionieri austro-ungarici del campo di concentramento e dai soldati rumeni della Legione Romena d'Italia[76], vennero trasferiti nella città nuova uffici pubblici ed ecclesiastici come il genio civile[77] e la cattedra della diocesi dei Marsi[78].

La città subì durante la seconda guerra mondiale diversi bombardamenti aerei, nuovamente distrutta al 70%[79] fu liberata dall'esercito neozelandese (2nd New Zealand Division) il 10 giugno 1944[80]. Il comune di Avezzano fu decorato nel 1961 con la medaglia d'argento al merito civile per gli atti di abnegazione della sua comunità durante il secondo conflitto mondiale[12]. Nel 1994 fu invece elevato a rango di città con decreto del presidente della Repubblica[5].

SimboliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Avezzano.

Lo stemma in uso è il decimo nella storia di Avezzano[81], è stato riconosciuto nel 1994 dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro[5].

Stemma: "d'azzurro, al San Bartolomeo di carnagione, in maestà, aureolato d'oro, capelluto e barbuto di nero, mirante verso l'alto, i fianchi e parte delle gambe drappeggiati di rosso, il braccio destro alzato, la mano destra impugnante il coltello del martirio, posto in banda, con la punta all'insù, d'argento, la spalla sinistra coperta dalla pelle del Santo, al naturale, pendente fino al fianco sinistro, attraversante il drappeggio, terminante con le mani e con il viso, rovesciati, il Santo sostenuto dalla pianura diminuita, d'oro. Ornamenti esteriori da città"[82].

Gonfalone: "drappo di giallo, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città, le parti in metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto giallo con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro"[82].

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 21 giugno 1994[5][12]
  Medaglia d'argento al merito civile
«Sotto l'infuriare dei bombardamenti e delle rappresaglie nemiche, che causavano gravissime perdite umane e materiali, conserva intatta la sua fede nella libertà e nei destini della Patria.»
— 31 dicembre 1961[12]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Cattedrale dei Marsi sullo sfondo di piazza Risorgimento
Cattedrale dei Marsi
La chiesa madre della diocesi è dedicata a san Bartolomeo, patrono di Avezzano insieme alla Madonna di Pietraquaria proclamata compatrona nel 1978[83][84]. La cattedrale, voluta dopo il terremoto del 1915 dal vescovo Pio Marcello Bagnoli, venne progettata dall'autore del piano regolatore generale comunale, l'ingegnere Sebastiano Bultrini, subendo tuttavia notevoli modifiche[85]. Realizzata in piazza Risorgimento e consacrata nel 1942 venne danneggiata due anni dopo dai bombardamenti alleati[86]. Con il progetto di restauro elaborato prima dall'architetto Pasquarelli[87] e in seguito dall'ingegnere Giuseppe Mazzocca venne realizzata la facciata di travertino in stile neorinascimentale[88].
 
Santuario della Madonna di Pietraquaria
Santuario della Madonna di Pietraquaria
La piccola chiesa originaria risalente con ogni probabilità al Duecento cadde in rovina e venne ricostruita nel 1614[89] ed ampliata nel corso dell'Ottocento[84][90]. Il santuario dalla base a croce latina è a navata unica e possiede un'ampia abside e tre altari. Esternamente è affiancato dal campanile a base quadrata e dal convento costruito nel 1840 e successivamente ampliato[84]. Lateralmente si trova la Domus Mariae che venne inaugurata nel 1957 e affidata alle suore benedettine di carità[91].
 
Chiesa di San Giovanni Decollato
Chiesa di San Giovanni Decollato
Di costruzione trecentesca in origine fu dedicata a san Francesco. Quasi completamente distrutta dal sisma del 1915, venne ricostruita negli anni trenta su progetto dell'ingegnere Loreto Orlandi che aggiunse sulla facciata laterale il portale cinquecentesco della distrutta chiesa di Santa Maria in Vico[92]. Presenta stili architettonici variegati con interno e facciata caratterizzati da elementi decorativi barocchi, mentre il portale centrale è di fattura rinascimentale.
Chiesa di San Rocco
La chiesa originaria di epoca tardo medievale, la cui facciata richiamava lo stile romanico, era situata oltre la cinta muraria della città. Anch'essa distrutta dal sisma venne riedificata nell'aspetto moderno in un'altra area su progetto dall'architetto Giuseppe Zander e inaugurata nel 1958[93]. Esternamente le parti inferiori di facciata e campanile sono rivestite di travertino e quelle superiori con ceramiche gialle e verdi[94].
Chiesa di Santa Maria in Vico
Insieme al convento dei frati cappuccini andò distrutta con il terremoto del 1915. La chiesa del XVI secolo fu dichiarata monumento nazionale nel 1902, insieme alle distrutte chiese di San Nicola e di Santa Maria delle Grazie di Cese, al castello Orsini-Colonna e ai cunicoli di Claudio[95].
Chiesa di San Francesco
Dagli elementi architettonici semplici è stata riedificata nel 1971 nel quartiere Frati. La chiesa, insieme al convento, fu costruita nel 1920 con il titolo di Sacro Cuore, venne però abbattuta nel 1939 per problemi statici[96]. Custodisce un dipinto su tavola in stile bizantino realizzato da un autore ignoto tra il IX e il X secolo[97] e salvato insieme al tabernacolo ligneo settecentesco dalle rovine della chiesa di Vico[98]. Le pitture murali sono state realizzate nel 1931 da Francesco Antonio Bianchi[99].
Chiesa di San Giuseppe
Fu il primo edificio sacro ricostruito in città dopo il 1915, fungendo da chiesa madre della diocesi fino alla ricostruzione della chiesa di San Giovanni Decollato e, successivamente, della nuova cattedrale. La parrocchia di piccole dimensioni è dedicata al culto ortodosso[100].
Chiesa della Madonna del Passo
La chiesa della Madonna del Passo, è situata nel moderno quartiere di Borgo Pineta. Venne costruita tra il 1959 e il 1960 e affiancata dal campanile negli anni settanta[101]. La struttura è caratterizzata da tre navate e una pianta a croce latina; in fondo alla navata centrale si trova l'abside poligonale, in quelle laterali sono collocate le fonti battesimali[102].

Architetture civiliModifica

 
Palazzo Municipale
Palazzo di Giustizia
Progettato nel 1917 in stile neoclassico eclettico dall'architetto Luigi Gallo, l'edificio venne inaugurato nel 1930[103] per ospitare la sede del tribunale istituita nel 1861[104][105]. Nel 1944 il palazzo subì gravi danni dai bombardamenti alleati[106].
Palazzo Municipale
Costruito nel 1928 su progetto di Sebastiano Bultrini[107] presenta uno stile ispirato alle ville toscane del Quattrocento. La sala consiliare è adornata da affreschi del pittore siciliano Ferdinando Stracuzzi, i cui simboli littori furono sostituiti dopo la caduta del fascismo da Francesco Antonio Bianchi con covoni di fiori e grano. Le pitture raffigurano la bonifica del Fucino e la ricostruzione della città dopo il 1915[108].
 
Palazzo Torlonia
Palazzo Torlonia
Costruito alla fine dell'Ottocento crollò completamente nel 1915. Il palazzo originario era dotato di tre piani sormontati da una piccola torre campanaria con orologio. Sulla facciata del palazzo fatto ricostruito nel 1925 da Giovanni e Carlo Torlonia fu esposta la scultura in marmo raffigurante lo stemma di famiglia in cui l'architetto Carlo Nicola Carnevali incluse un'effigie dell'araba fenice andata persa al termine della seconda guerra mondiale. Pavimenti in ceramiche dipinte di Vietri sul Mare ed affreschi di Vincenzo Alicandri, Francesco Antonio Bianchi e Pietro Cascella decorano le sale del primo piano[109]. Successivamente alla riforma agraria ha ospitato gli uffici amministrativi dell'ente Fucino e dell'ARSSA, l'agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo, prima di essere gestito insieme a tutte le pertinenze dell'omonima villa dal comune di Avezzano[110].
Palazzo Vescovile
La residenza vescovile, progettata negli anni venti da Sebastiano Bultrini, venne inaugurata nel 1928. Posteriormente ad essa è situato l'edificio che ha ospitato il seminario diocesano; le due strutture sono state realizzate dopo lo spostamento della sede della diocesi dei Marsi da Pescina ad Avezzano avvenuto formalmente nel 1924[87]. Lo stile architettonico è caratterizzato da elementi semplici e lineari[111].
Teatro dei Marsi
Progettato nel 1971 dall'architetto Furio Cruciani è stato inaugurato nel 2006, dopo una lunga fase progettuale e burocratica. La struttura moderna e lineare ha una capienza di circa 800 posti a sedere, un'ampia platea, galleria, foyer disposto su due piani e caratteristiche tecniche congeniali alla prosa, ai concerti e alle opere liriche[112].
 
Area dell'ex zuccherificio
Zuccherificio di Avezzano
Il complesso dismesso è un sito d'interesse archeologico-industriale[113]. Fu costruito da una società italo-tedesca alla fine del XIX secolo, alcuni anni dopo il prosciugamento del Fucino, e reso completamente funzionante nel 1903. Le parti che subirono gravi danni dal sisma del 1915 e durante la seconda guerra mondiale furono ricostruite con uno stile architettonico distinto. Le strutture principali sono caratterizzate da una parte inferiore costituita da una muratura in mattoni, mentre i piani superiori e le ciminiere da muratura mista. L'attività industriale è cessata nel 1986[114].

Architetture militariModifica

Castello Orsini-Colonna
Sul sito in cui si trovavano i resti della torre di avvistamento a base quadrata fatta innalzare nel 1181 da Gentile di Palearia espugnata nel 1364 da Francesco del Balzo ha avuto inizio la costruzione del castello dallo stile essenziale, con mastio interno circondato da cinta muraria quadrata ai cui angoli spiccavano le torrette rompitratta. Nel 1490 l'opera venne rimaneggiata e portata a termine nelle forme rinascimentali per volontà di Gentile Virginio Orsini con il probabile concorso tecnico di Francesco di Giorgio Martini[56]. Nel 1546 il maniero fu fatto ampliare da Marcantonio Colonna con l'adeguamento a palazzo fortificato e la realizzazione del giardino. Nel 1902 venne incluso tra i monumenti d'interesse nazionale[95]; gravemente danneggiato nel 1915 e nel 1944 è stato restaurato su progetto dell'architetto Alessandro Del Bufalo nel 1994[115][116].

MonumentiModifica

 
Testata dell'emissario del Fucino vista dall'alto
 
Fontana di piazza Torlonia
Incile del Fucino
In località Borgo Incile all'imbocco dell'emissario principale si trova la maestosa opera in stile neoclassico realizzata nel 1876 in seguito al prosciugamento del bacino fucense, la cui progettazione architettonica insieme a quella del giardino venne curata da Carlo Nicola Carnevali[117]. Il ponte delle paratoie a tre archi è sovrastato dalla statua alta sette metri dell'Immacolata Concezione di Maria realizzata in pietra locale[118]. Sul capo della Vergine si trova una corona di dodici stelle, mentre altri elementi in bronzo richiamano l'apocalisse biblica. L'infrastruttura funzionante connette il collettore esterno all'emissario sotterraneo servito sul monte Salviano dal sistema dei cunicoli di Claudio.

Segnata dal sisma del 1915 e dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, l'area urbana di Avezzano non presenta un ampio patrimonio monumentale ed artistico. Di rilievo, nel nucleo storico della città, si trovano il fontanile cinquecentesco di Marcantonio Colonna e il monumento bronzeo ai caduti delle guerre intitolato Gloria del Fante, inizialmente collocato in piazza Risorgimento e successivamente spostato in piazza Torlonia. L'opera realizzata dopo la metà degli anni venti dallo scultore neo-ellenistico Ermenegildo Luppi fu inaugurata nel 1931 alla presenza del Ministro della guerra Pietro Gazzera e dell'onorevole Carlo Delcroix[119][120]. La fontana circolare ottocentesca situata nella stessa piazza fu progettata dall'ingegnere romano Giulio Del Pelo Pardi e realizzata nel 1899 dallo scalpellino Nicola Santirocco[121].

Sul monte Salviano si trovano il memoriale eretto in ricordo delle vittime del terremoto del 1915 e della prima guerra mondiale, il cui obelisco è stato realizzato nel 1965 dallo scultore Pasquale Di Fabio[122] e la scultura Teatro della Germinazione, realizzata nel 1998 da Pietro Cascella e successivamente collocata nei pressi del valico[123].

Siti archeologiciModifica

 
Ingresso della grotta di Ciccio Felice
 
Monumenti funerari di valle Solegara
Collegiata di San Bartolomeo
L'area di scavo archeologico dell'ex collegiata di San Bartolomeo è situata nel vecchio centro urbano di Avezzano. A cominciare dal 2004 sono tornati alla luce i sepolcri collettivi e i resti delle chiese preesistenti risalenti alle diverse fasi imperiale, medievale e rinascimentale. La chiesa originaria, situata in località Pantano, venne edificata forse sui resti di un tempio pagano tra il IX e il X secolo[116].
Cunicoli di Claudio
A sud della città, alle pendici del monte Salviano, si affacciano sulla piana del Fucino gli imbocchi dei cunicoli di Claudio che servono la galleria sotterranea dell'emissario la cui lunghezza è di oltre sei chilometri. Il tunnel presenta una sezione variabile da 5 a 10 m² e un dislivello pari a 8,44 metri. L'intera opera venne realizzata tra il 41 e il 52 d.C.[40] in occasione del primo prosciugamento del lago Fucino. I lavori coinvolsero oltre 25.000 uomini tra schiavi ed operai; per semplificare il lavoro di perforazione e di estrazione del materiale vennero scavati a mano 32 pozzi verticali e 6 cunicoli inclinati[42]. Il progetto fu ripreso ed ampliato 18 secoli dopo da Alessandro Torlonia che portò a termine il prosciugamento e la bonifica dell'area. Inclusi nella lista dei monumenti nazionali dichiarati nel 1902[95], sono stati dotati di un parco archeologico inaugurato nel 1977[124].
Grotta di Ciccio Felice
Situata alle pendici del monte Salviano è un sito d'interesse archeologico e speleologico. Le prime notizie scientifiche divulgate da Pietro Barocelli risalgono al 1949[33] pochi anni dopo il termine della seconda guerra mondiale, durante la quale venne utilizzata dagli avezzanesi per ripararsi dai bombardamenti. Dal sito sono emersi vari strumenti per la caccia e frammenti litici risalenti al paleolitico superiore e all'eneolitico, oltre a numerose tracce strutturali dell'età del ferro e materiali ceramici databili al IV-I secolo a.C.[34][125]. Non distante è situata la piccola grotta Afra scoperta nel 1956[33].
Villa romana
Lungo il percorso della strada statale 5 Via Tiburtina Valeria sono emersi i resti della villa romana di Avezzano edificata durante il II secolo a.C. nell'ager di Alba Fucens, adiacente all'originario tracciato della via Tiburtina Valeria. Il sito presenta un settore rustico ed uno residenziale; durante gli scavi iniziati nel 2005 sono tornati alla luce i resti delle terme, risalenti al II-III secolo d.C., il pavimento a mosaico con alcuni motivi figurati, le tombe del V-VI secolo d.C. e numerosi altri reperti. L'area archeologica è stata aperta al pubblico nel 2008[126].
Altri siti
La necropoli di località Cretaro-Brecciara è stata rinvenuta durante i lavori di realizzazione dell'interporto. Le tombe sono risalenti all'VIII-VII secolo a.C., mentre altri reperti appartengono all'età repubblicana[127]. Sul monte Salviano sono presenti i resti del recinto fortificato databile all'XI secolo appartenuto al feudo indipendente di Pietraquaria che governò una parte del territorio montano circostante[128]. Nel 1978 presso l'insediamento neolitico di Paterno, situato in località pianura di Cellitto lungo il tragitto della via Tiburtina Valeria, è stata rinvenuta l'omonima statuetta litica, oltre a diverso vasellame ceramico[129]. I monumenti funerari di valle Solegara sono localizzati tra il versante meridionale del colle Pettorino di Alba Fucens ed Antrosano, i mausolei collocati al lato della via Valeria presentano tombe risalenti con ogni probabilità tra il VII e il V secolo a.C. Nell'area sono emerse tracce che fanno risalire la presenza dell'uomo già in epoca protostorica[130]. Il sito archeologico di Alba Fucens, fondata come una colonia di diritto latino e divenuta una città commerciale, sorge a circa sette chilometri a nord di Avezzano[131].

Aree naturaliModifica

 
Piazza Torlonia
Riserva naturale guidata Monte Salviano
Già parco periurbano, la riserva è stata ufficialmente istituita il 23 dicembre del 1999. Inserita nel sistema delle aree protette abruzzesi comprende un'area di circa 722 ettari ed è frequentata soprattutto per attività sportive e religiose. Nell'ex bar in pietra è stata allestita la "Casa del Pellegrino", un centro culturale ed espositivo della flora e della fauna locale[132]. Un sentiero panoramico sale dal valico lungo la via dei Marsi, un percorso di epoca preromana incluso nel sentiero europeo E1[133]. Un altro itinerario intitolato a Robert Baden-Powell conduce al Crocione, una grande croce di legno innalzata nel 1902 a poca distanza dal santuario della Madonna di Pietraquaria[134]. Lo scoiattolo è il simbolo della riserva naturale.
Villa Torlonia
Il parco a pianta rettangolare si estende per tre ettari comprendendo l'omonimo palazzo, la sala convegni intitolata ad Antonio Picchi, gli ex granai, la neviera e il museo della civiltà contadina e pastorale. Quest'ultimo è adibito tra il parco e il padiglione Torlonia, particolare struttura lignea a pianta ottagonale realizzata nel 1891[135]. Nel giardino fatto realizzare dai Torlonia dimorano diversi tipi di piante ed alberi come acacia, cedro del Libano, ciliegio giapponese, betulla, buccus nanus, frassino, ginkgo, tasso e tiglio[136] e sono esposti alcuni frammenti di capitelli in pietra della statua originaria della Madonna dell'Incile edificata nel 1876 e crollata nel 1915[137].
Piazza Torlonia
A pianta triangolare si trova su un'area pianeggiante del centro urbano. Precedentemente chiamata piazza Aia[138] venne adeguata dall'agrimensore Giulio Del Pelo Pardi[139][140] ad un giardino dotato di viali alberati e siepi di bosso. Al centro della piazza è posta la fontana monumentale donata alla città da Anna Maria Torlonia e Giulio Borghese nel 1899, in seguito alla realizzazione del primo acquedotto cittadino[139]. Il busto bronzeo raffigurante il principe Alessandro Torlonia, realizzato dopo la sua morte[138], e il monumento ai caduti delle guerre sono collocati lateralmente[120].
Pineta
Venne impiantata nel 1916 nel contemporaneo quartiere di Borgo Pineta dai prigionieri austro-ungarici detenuti nel campo di concentramento durante la prima guerra mondiale, con lo scopo primario di proteggere la zona dai venti invernali provenienti dal monte Velino[141]. La vegetazione della pineta consiste in sempreverdi di medio-alto fusto; l'area è attraversata da un percorso dotato di attrezzi per l'esercizio fisico guidato.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Dati relativi al comune di Avezzano fino al 15º censimento generale del 2011.

Abitanti censiti[142]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

I dati dell'istituto nazionale di statistica rilevano al 31 dicembre 2017 una popolazione straniera residente pari a 3 760 persone[143], rappresentante l'8,8% della popolazione residente ad Avezzano[144]. Le comunità maggiormente rappresentate sono le seguenti:

  1. Romania: 1 134
  2. Marocco: 1 000
  3. Ucraina: 287
  4. Albania: 244
  5. Pakistan: 150
  6. Bulgaria: 111
  7. Polonia: 96
  8. Cina: 90
  9. Repubblica Dominicana: 58
  10. Georgia: 45

Lingue e dialettiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetti marsicani.
 
Dialetto dell'area "Abruzzese occidentale" nel sistema dei dialetti meridionali intermedi

«Mamma dicétte: "Arrìzzete ch’è óra, léste, se fa tàrde pé’ lla scòla" ì’, sènza famme dì’ più 'na paròla, me vestìtte, ma…
me recòrde ancora, m’èva date 'ne mùcciche de pàne ch’ì’ me stév’a magnà’ sènz’appetìte,'ché me sentìv’ancóra 'nzunnulìte,
quànte sentèmme, cómme da lontane, 'ne rumóre che ppó’ fu spaventùse e che fice trettecà’ la casa.
Màmma capìtt’e più che persuàsa, fice 'ne strìlle pròpia turmentùse. "Je tarramùte, cùrre, fijie béjie!…"»

(Antonio Pitoni, Màmma mé'![145])

Il dialetto parlato ad Avezzano è incluso nel sistema dei dialetti meridionali intermedi[146]. Tuttavia il territorio comunale risulta solcato dal confine tra l'area linguistica abruzzese occidentale e quella caratterizzata dal continuum dialettale dell'area tagliacozzana che si estende alle contemporanee frazioni di Antrosano, Cese e San Pelino[147].

Il dialetto avezzanese è vicino a quello dell'area fucense della Marsica, foneticamente aspro e di difficile trascrizione[148]. Presenta relativamente ad alcune caratteristiche fonetiche una somiglianza con il napoletano[149], ciò a causa degli scambi economici documentati tra le due aree durante il regno di Napoli attraverso la via per Sora e Cassino.

Nondimeno in seguito al prosciugamento del lago Fucino e al terremoto del 1915 e successivamente a causa dell'industrializzazione e delle relazioni di pendolarismo con la capitale, si è andato sviluppando un influsso fonetico in forma allofona del dialetto romanesco[150][151].

ReligioneModifica

Avezzano ospita la sede dell'omonima diocesi, intitolata ufficialmente ai Marsi fino alla modifica del nome avvenuta nel 1986[78]. La cattedra ha avuto due spostamenti, il primo nel 1580 dall'antica chiesa di Santa Sabina a quella di Santa Maria delle Grazie a Pescina[78], infine in modo ufficiale dal 1924 in città, dove diversi anni dopo venne consacrata la nuova chiesa madre della diocesi, la cattedrale di San Bartolomeo[87].

Tradizioni e folcloreModifica

Il culto della Madonna di Pietraquaria risale al XII secolo, mentre la festa in onore della compatrona della città contro le siccità, le pestilenze e i terremoti si tiene dal 1779[152]. Il 25 aprile si svolgono la fiera e il mercato dell'antiquariato, mentre la notte del 26 aprile vengono accesi in tutti i quartieri i cosiddetti focaracci, fuochi devozionali sul modello della festa di Beltane, tradizione che risale al 1870[153]. Il giorno successivo è dedicato alle celebrazioni religiose con la statua della Vergine che viene portata in processione dal santuario alla cattedrale, scendendo lungo il sentiero della Via Crucis e percorrendo le strade cittadine[154]. Solo in particolari occasioni o ricorrenze[155] viene trasportato a spalla il grande quadro, databile intorno al XII secolo, raffigurante la Madonna[84]. Nel mese di maggio il santuario, meta di pellegrinaggi mariani, viene raggiunto salendo a piedi lungo il sentiero della Via Crucis[156].

Istituzioni, enti e associazioniModifica

L'ospedale civile Santi Filippo e Nicola era originariamente situato in via san Francesco, dinanzi alla chiesa dei Santi Filippo e Nicola da cui prese il nome. Dopo il sisma del 1915 fu ricostruito in via monte Velino, infine spostato in un moderno edificio nella periferia nord della città non distante dal casello autostradale della A25, su un'area di circa 50.000 metri quadrati[157].

CulturaModifica

IstruzioneModifica

Archivi e bibliotecheModifica

 
Sede della biblioteca presso l'agenzia regionale per la promozione culturale

La sezione di Archivio di Stato di Avezzano istituita nel 1999 è ubicata nel palazzo Torlonia[158]. Il materiale archivistico comunale è conservato presso l'ASCA, l'archivio storico del comune di Avezzano[159], mentre la diocesi locale si avvale dell'archivio storico creato intorno al X secolo[160]. La biblioteca della diocesi marsicana, intitolata a Muzio Febonio[161], custodisce l'Exsultet commissionato nel 1056[162] e una delle tre ristampe de Le opere di Galileo, raccolta di scritti di Galileo Galilei del XVII secolo[163]. L'archivio-biblioteca Enea Merolli è costituito da migliaia di volumi e centinaia di fascicoli processuali della prima metà del Novecento[164].

La biblioteca comunale con un fondo di circa 3 000 volumi sulla storia del territorio è stata allestita nel palazzo Torlonia insieme all'archivio storico del Centro Studi Marsicani "Ugo Maria Palanza"[165]. Dal 1982 la biblioteca intitolata ad Ignazio Silone è collocata presso l'edificio realizzato nel 1970 dall'architetto Paolo Portoghesi in collaborazione con l'ingegnere Vittorio Gigliotti[166] che ospita l'agenzia regionale di promozione culturale[167]. La fondazione biblioteca "Bruno Cassinelli" è specializzata in diritto e letteratura giuridica[168].

RicercaModifica

Polo della ricerca è il CRUA, consorzio di ricerca unico d'Abruzzo a totale partecipazione pubblica. È stato istituito per incentivare la cooperazione fra ricerca e industria e per promuovere e supportare le piccole e medie imprese del territorio abruzzese nei processi dell'innovazione rivolti ai prodotti del comparto agro-industriale ed ai settori microrganismi/starters ed alta formazione[169].

ScuoleModifica

L'investimento nelle strutture scolastiche ha prodotto importanti effetti nel territorio comunale di Avezzano dove sono presenti diverse scuole primarie e dell'infanzia, quattro scuole medie e sette istituti superiori[170].

UniversitàModifica

In città è attivo il polo formativo infermieristico dell'Università degli Studi dell'Aquila che è stato istituito nel 1975[171][172]. La sede distaccata della facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Teramo è stata inaugurata nel 2004[173].

Dal 2016 è operativo il polo didattico dell'Università telematica "Pegaso"[174]. Dal 2018 sono attivi corsi triennali e magistrali dell'Università telematica Mercatorum[175].

MuseiModifica

 
Il padiglione Torlonia

Il polo espositivo Aia dei Musei ospita l'ex museo lapidario marsicano, istituito nel 1888 dopo il prosciugamento del lago Fucino, e l'allestimento multimediale che ripercorre l'opera idraulica. Nella sezione lapidaria sono esposti i resti dei portali in pietra di alcune chiese distrutte dal sisma del 1915 e i reperti lapidei di epoca romana, medievale e rinascimentale[176][177].

Il museo della civiltà contadina e pastorale conserva presso il padiglione Torlonia e il parco dell'omonima villa i mezzi e gli utensili utilizzati dai primi agricoltori del Fucino subito dopo il prosciugamento del lago, oltre agli arcaici attrezzi della realtà agreste. La pinacoteca d'arte moderna, collocata dopo il restauro degli anni novanta nel piano superiore del castello Orsini-Colonna, è in fase di riallestimento espositivo presso gli ex granai della villa Torlonia[178].

MediaModifica

Hanno sede in città le televisioni locali Antenna 2[179], Info Media News[180] e Telesirio[181] e quattro emittenti radiofoniche: Radio Antenna Futura[179], Radio Luna[179], Radio Monte Velino[182] e Radio Stella[183].

ArteModifica

Il premio Avezzano, organizzato annualmente dal 1949 al 1970, è una rassegna nazionale di arti figurative, pittura e scultura riservata agli artisti contemporanei a cui partecipano esponenti del mondo della cultura di fama nazionale[184]. Negli anni cinquanta fu inclusa nella kermesse intitolata Settimana Marsicana[185], una serie di eventi legati ad agricoltura, artigianato, commercio, industria, musica e sport[186][187].

TeatroModifica

L'attività teatrale è svolta da alcune compagnie cittadine. Il Teatro dei Colori[188] e il Teatro Lanciavicchio[189] promuovono la formazione teatrale attraverso i laboratori e l'attività scolastica. Diverse le associazioni teatrali amatoriali e dialettali in attività[190].

CinemaModifica

Il film muto sulla prima guerra mondiale intitolato Sempre nel cor la Patria! del regista Carmine Gallone fu girato nella città che appena distrutta dal terremoto del 1915 poté tragicamente simulare i panorami di guerra[191]. Nel 1979 furono girate nel capoluogo marsicano alcune scene del film Fontamara del regista Carlo Lizzani, tratto dall'omonimo romanzo di Ignazio Silone[192]. Nel 2003 il regista Gianluca Maria Tavarelli scelse la piana del Fucino tra le location del film Liberi con Elio Germano e Nicole Grimaudo[193]. Nel 2006 ad Avezzano fu ambientato il film-documentario Taccone, fuga in salita, omaggio al ciclista Vito Taccone, del regista César Meneghetti[194]. La frazione di San Pelino è apparsa nel film Storie sospese diretto nel 2015 dal regista Stefano Chiantini[195].

MusicaModifica

Sono presenti ad Avezzano alcuni cori polifonici che spaziano dalla musica sacra alla classica come l'associazione corale La Fenice[196], il coro Claudio Monteverdi[197], l'orchestra I flauti di Toscanini[198] e l'orchestra giovanile della diocesi dei Marsi[199]. L'ente concertistico Harmonia Novissima fa parte del Cidim, il comitato nazionale italiano di musica[200].

CucinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina marsicana.
 
Arrosticini abruzzesi

La presenza del lago Fucino in tutte le epoche ha garantito con i pesci d'acqua dolce le necessarie risorse alimentari, insieme alla selvaggina e alla frutta[201]. La fauna ittica presente nel bacino fucense era costituita prevalentemente da anguille, barbi, carpe, gamberi, lasche, scardole, spinarelli, tinche, trote, a cui si accostavano numerose specie di anfibi[202]. Piatti tipici della tradizione gastronomica locale erano i pesci sotto ai coppi, ovvero puliti e riempiti di foglie di salvia, infine protetti da un coppo e cotti sotto la brace del camino[42][203]. Dopo il prosciugamento del lago anche la cucina locale si è radicalmente trasformata avvicinandosi alla tradizione culinaria dell'Abruzzo montano con personali interpretazioni e contributi. Avezzano è nota per la produzione della patata del Fucino, certificata IGP[204] e PAT[205] e della carota dell'altopiano del Fucino, anch'essa riconosciuta con il marchio europeo IGP[206]. Gli utilizzi in cucina di questi ortaggi sono variegati.

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta abruzzese come i maccheroni alla chitarra, i ravioli e le fettuccine accompagnati da salse a base di pomodoro con carne di vitello o maiale. Le fettuccine possono essere condite anche con ragù bianco di patate e guanciale[207]. Tipici piatti invernali sono i brodi a base vegetale o di pollo oppure le polente di farro o semplicemente accompagnate dal sugo o dai fagioli. Primo piatto della Marsica transumante sono gli anellini alla pecoraia, una pasta a forma di anello servita con una salsa mista di pomodoro e vegetali a cui viene aggiunta la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera rinascimentale sono le minestre a base di legumi e farro e le sagne con i fagioli[208].

Le ricette dei secondi piatti prediligono le carni suine e bovine. Anche ad Avezzano, come nel resto d'Abruzzo, è diffusa la specialità degli arrosticini di pecora. Tra gli usi culinari tipici della frazione di Antrosano c'è la pecora ajo cotturo, la cui carne viene cotta in un grande paiolo di rame. Nei piani Palentini viene prodotta la farina del grano Solina[209], mentre i dolci tipici sono le ferratelle marsicane, sfoglie realizzate con stampi in metallo dal disegno a rombi in rilievo[208].

Il vino cotto è una bevanda che si ottiene da uva dei vitigni di Montepulciano servita calda dopo bollitura in una pentola di rame. A Paterno si producono diverse varietà di vino rosso, rosato e bianco[210].

EventiModifica

Al teatro dei Marsi si svolge ogni anno il festival della canzone Città di Avezzano, riservato ad interpreti, cantautori e gruppi musicali. Gli artisti concorrono con brani inediti, esibendosi accompagnati dall'orchestra. Il premio Civiltà dei Marsi è il riconoscimento che viene assegnato ai protagonisti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo[211].

Il festival letterario Sei giornate in cerca d'autore vede protagonisti nell'arena Mazzini autori affermati e giovani scrittori[212]. L'Avezzano blues festival è una rassegna musicale dedicata al blues con ospiti di fama internazionale e gruppi emergenti[213].

Geografia antropicaModifica

UrbanisticaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Avezzano.

La città distrutta dal terremoto del 1915 è stata ricostruita in gran parte entro la prima metà del Novecento con uno stile tardo Liberty che caratterizza il livello urbanistico ed architettonico. In particolare le ville e buona parte degli edifici del centro urbano presentano aspetti relativi ad un sobrio liberty, al neomedievale oppure al neoclassico[214]. Grazie ai fondi recuperati dall'onorevole Camillo Corradini la ricostruzione fu portata avanti adottando il piano regolatore del 1916 redatto dall'ingegnere di Villa Romana di Carsoli, Sebastiano Bultrini che immaginò una città giardino a bassa densità edilizia. L'area urbana include i punti generatori di piazza Matteotti, presso la stazione ferroviaria, e di piazza Castello da cui a raggiera si diramano le principali arterie. L'aspetto moderno di Avezzano, del tutto insolito nell'Abruzzo montano, è caratterizzato da una struttura regolare costituita da strade frequentemente incrociate in angoli retti ed una maglia viaria ortogonale. Il sistema stradale è dotato perlopiù di marciapiedi larghi ed alberati.

Il territorio comunale è ripartito in 15 circoscrizioni[215].

FrazioniModifica

 
Il monte Velino sullo sfondo di Antrosano
Antrosano
Adagiata sul versante meridionale del colle di Albe sorge a nord della città. Fu costruita dagli abitanti di Albe fuggiti dal borgo fatto distruggere da Carlo I d'Angiò dopo la battaglia di Tagliacozzo. Il centro divenne universitas autonoma tra il XV e il XVI secolo fino al 1811. In seguito passò sotto il comune di Massa d'Albe prima di essere annessa al comune di Avezzano nel 1959[216]. Il paese è abitato da oltre 1 000 residenti[217].
Caruscino
Sorge a circa 3 chilometri ad est del centro urbano. La borgata che conta oltre 1 500 abitanti[217] è sorta per iniziativa dell'ente Maremma e Fucino[218] con il nome di Villaggio del bracciante San Giuseppe di Caruscino nel 1951 dopo la riforma agraria a cui seguì l'esproprio dei terreni fucensi ai Torlonia con l'assegnazione ai contadini. Furono costruiti cinque forni per l'approvvigionamento del pane che vengono riaccesi in occasione della festa di san Giuseppe Artigiano[219].
 
Spunto del borgo di Castelnuovo
Castelnuovo
La frazione situata a nord di Avezzano è adagiata sul monte Castello; la sua origine coincide con l'epoca dell'incastellamento. Dal 1811 al 1960 ha fatto parte dell'amministrazione comunale della contemporanea Massa d'Albe[216]. È abitata da circa 170 persone[217].
Cese dei Marsi
Il borgo con ogni probabilità è sorto dall'esigenza di alcuni pastori e contadini che dopo vicissitudini di varia natura avrebbero abbandonato capanne e casolari disseminati nei piani Palentini per aggregarsi in un unico centro. Nel tempo il nucleo del paese si è consolidato intorno all'abbazia che i benedettini fecero edificare su un preesistente tempio pagano, dopo aver lasciato il vecchio monastero che occupavano sul monte Cimarani. Il numero degli abitanti sfiora le 600 unità[217].
 
Veduta di Paterno
Paterno
Immediatamente contiguo a San Pelino dista circa 5 chilometri dal centro della città. Il paese antico fu totalmente distrutto dal terremoto del 1915 e ricostruito più a valle; nel 1938 fu edificata la chiesa intitolata a San Sebastiano. Frazione di Celano fino al 1954, anno in cui fu aggregato al comune di Avezzano[220], conta oltre 1 800 abitanti[217].
San Pelino
È situato ad est di Avezzano, lungo la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria. La parte vecchia del paese si sviluppò in altura intorno alla villa romana appartenente a Lucio Vitellio, proconsole di Caria. Il vicus, circondato da frutteti e vigneti, avrebbe preso il nome da Pelino di Brindisi martirizzato a Corfinio nel 662[221]. Con regio decreto-legge emanato il 7 dicembre 1939 fu incluso nel comune di Avezzano[216] di cui rappresenta la frazione più popolosa con oltre 2 000 abitanti[217].

Altre località del territorioModifica

Borgo Incile
La borgata è situata nei pressi del nucleo industriale avezzanese. Nel contiguo emissario furono convogliate le acque del lago Fucino per permettere che defluissero nel fiume Liri, l'opera venne monumentalizzata con la testata sormontata dalla statua della Madonna dell'Immacolata Concezione[118]. L'abitato è sorto grazie ai contadini giunti nella piana per lavorare le terre bonificate. Negli anni cinquanta dopo la riforma agraria i vecchi fabbricati rurali vennero sostituiti dalle case coloniche e furono realizzate le aree di aggregazione[222]: Nel 1963 venne inaugurata la chiesa intitolata alla Madonna di Loreto[223].
Borgo Via Nuova
Area suburbana posta a sud della città, si è sviluppata dopo il prosciugamento del lago Fucino e durante l'industrializzazione del territorio[224].
Pietraquaria
Località nota in epoca medievale come "Petram Aquarium"[46][225]. Nella bolla papale di papa Clemente III del 1188 appare citata la chiesa di "Sancti Petri in Aquaria"[226], mentre nel XIII secolo risultò essere un feudo indipendente e il più grande incastellamento della contea di Albe, abitato da circa 650 persone[52]. Dopo l'esito della battaglia di Tagliacozzo del 1268 subì la distruzione da parte degli angioini di Carlo I d'Angiò, fu l'ultimo a scomparire tra i diversi vichi presenti nell'area montana[89]. In cima al monte Salviano al centro dell'omonima riserva naturale è situato il santuario della Madonna di Pietraquaria.

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

 
Il Fucino in una foto pubblicata dal NASA Earth Observatory

Grazie alla trasformazione lago-pianura che nel Fucino ha causato stravolgimenti sociali e modificato il sistema economico si è sviluppata gradualmente un'agricoltura di tipo intensivo favorita dalle caratteristiche orografiche della piana, con la cresta delle montagne quasi mai al di sotto dei 1500 m s.l.m. e dal clima, caratterizzato dall'escursione termica estiva, che agevola la capacità produttiva[227].

Agli inizi del Novecento la costruzione dello zuccherificio di Avezzano favorì soprattutto la coltivazione della barbabietola da zucchero[228] che venne affiancata alla produzione dei cereali[229]. Tuttavia fino agli anni cinquanta l'allevamento di bestiame e l'agricoltura hanno avuto le caratteristiche limitate delle imprese di tipo familiare; nel 1951 con l'istituzione dell'ente Fucino scomparve la zootecnia mentre l'attività agricola si è progressivamente evoluta acquisendo le caratteristiche imprenditoriali.

Le colture più importanti sono la patata del Fucino, nota fino ai primi anni duemila con il nome di patata di Avezzano, e la carota dell'altopiano del Fucino; entrambi i prodotti hanno ottenuto il marchio di qualità IGP[204][206]. Numerosi gli ortaggi che vengono trattati nei centri di condizionamento sorti nella piana: cavolfiore, finocchio, insalata, radicchio rosso, sedano.

Dal 2006 per effetto della chiusura dello zuccherificio determinata dalla riforma europea "OCM zucchero"[230] è scomparsa la coltivazione delle barbabietole per far posto alle nuove colture con grandi percentuali di produzione, in particolare canapa da fibra, grano, mais e pomodori utilizzati per le biomasse e, in via sperimentale, come nuovi fertilizzanti[231][232].

In Abruzzo il 25% del PIL agricolo arriva dalla conca del Fucino[233]. I dati relativi al settore primario del Cresa, centro regionale di studi e ricerche economico-sociali, attestano che il comparto agricolo fa da traino all'economia locale[14].

Artigianato e commercioModifica

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la tessitura finalizzata alla realizzazione di tappeti, arazzi e coperte, oltreché il ricamo artistico. Il territorio si contraddistingue anche per la produzione di mobili rustici[234].

Un ruolo importante è rivestito dal settore terziario[14], in particolare il comparto tradizionale con le aree commerciali che si trovano sulla via Tiburtina Valeria, nelle direzioni di Cappelle dei Marsi e di San Pelino e con gli esercizi pubblici presenti nel centro cittadino. Due sono i mercati settimanali[235], mentre con il sistema del chilometro zero, nella piazza del Mercato, si vendono i prodotti biologici e tipici locali[236].

IndustriaModifica

 
Stabilimento delle Cartiere Burgo
 
Mappa della Marsica

La prima industria del territorio fu lo zuccherificio di Avezzano costruito alla fine del XIX secolo e reso operativo a cominciare dal 1901[237]. Accanto ad esso vennero realizzati gli edifici delle malterie italiane, annoverate tra i primi birrifici del Paese[238], oltre alle distillerie operative dal 1936. Nei primi anni del 1900 si insediarono alcune fabbriche legate all'indotto generato dall'opificio o dalle attività agricole fucensi[239] come l'industria del legname Saila, edificata dopo il prosciugamento. Dopo il sisma del 1915 l'edificio venne ricostruito su progetto dell'ingegnere Luigi Vendittelli nel 1924[240]. Il nucleo industriale vero e proprio si è sviluppato dopo il 1962, anno della costituzione del locale consorzio di industrializzazione per un'area inizialmente pari a 375 ettari[241].

Nella zona posta a sud della città operano variegate attività di tipo industriale ed artigianale che rappresentano un volano per il settore secondario delle aree interne dell'Abruzzo[14][242]. Gli stabilimenti principali sono la Micron Technology e la LFoundry-SMIC, multinazionali della produzione elettronica in cui lavorano circa 1 600 addetti, la cartiera Burgo, Saes, Siapra-FIAMM e Presafer. Numerose le imprese specializzate nei comparti manifatturieri, dei servizi e della cantieristica[243].

A poca distanza dal territorio comunale opera dal 1965 il centro spaziale del Fucino Piero Fanti di Telespazio che figura tra le principali aziende dei servizi satellitari e conta su una rete internazionale di centri analoghi e di teleporti[244].

ServiziModifica

Il centro fieristico di Avezzano inaugurato nel 2013 nei pressi del nucleo industriale è dislocato su un'area coperta di 3.000 metri quadrati e su una all'aperto di circa 5.000. Ospita fiere d'importanza nazionale dell'artigianato, della tecnologia e dell'elettronica[245].

TurismoModifica

La città è posta al centro del sistema dei parchi e delle riserve dell'area interna dell'Abruzzo risultando un punto di partenza agevole per raggiungere le località della Marsica come il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il parco naturale regionale Sirente-Velino, Tagliacozzo, i borghi della piana del Cavaliere, la valle Roveto, la valle del Giovenco, Ovindoli, l'altopiano delle Rocche e altre località situate al confine del Lazio[246]. Nel 2015 è stata inaugurata la Galleria del gusto, struttura volta a valorizzare il turismo e l'ambiente attraverso iniziative legate all'enogastronomia locale[247].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

 
Autostrada A25 nei pressi del casello di Avezzano

La città è connessa, tramite alcuni svincoli della strada statale 690 Avezzano-Sora e il casello, all'autostrada A25 Roma-Torano-Pescara. Lo svincolo direzionale dell'autostrada A24 Roma-L'Aquila-Teramo si trova a pochi chilometri dal casello, nella località di Torano.

Altre principali vie di comunicazione sono la strada statale 82 della Valle del Liri che collega Avezzano con Sora e Cassino, terminando il suo percorso ad Itri in provincia di Latina; la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria che unisce Roma con Tivoli, Avezzano e Pescara e la strada statale 578 Salto Cicolana verso Rieti, il cui innesto è situato a Cappelle dei Marsi.

FerrovieModifica

 
Stazione ferroviaria

La stazione di Avezzano è servita dalle relazioni che percorrono la direttrice Roma-Pescara ed è il punto di diramazione della linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca che collega la città con Sora e Cassino[248]. Nella piccola stazione di Paterno-San Pelino, chiusa nel 1999, transitano i treni regionali tra Roma Tiburtina e la stazione di Pescara[249].

InterportoModifica

Contiguo al casello autostradale della A25 è ubicato il centro smistamento merci della Marsica[15]. L'interporto ospita in seguito al terremoto dell'Aquila del 2009 il polo logistico nazionale della Protezione civile gestito dalla Croce Rossa Italiana[250].

Mobilità urbanaModifica

La mobilità interurbana è garantita dagli autoservizi offerti dalla società unica abruzzese di trasporto TUA[251] e dalla Cotral[252]. Alcune autolinee a lunga percorrenza collegano Avezzano a diverse località italiane ed anche estere.

Il trasporto pubblico locale è svolto dalla SCAV e si compone di sei linee su autobus[253].

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Avezzano.
 
Busto di Mario Spallone, sindaco di Avezzano dal 1993 al 2002

Sul sito del Ministero dell'interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Avezzano dal 1985[254]. I dati precedenti sono archiviati presso l'archivio storico comunale.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 settembre 1976 11 agosto 1981 Daniele Sansone Democrazia Cristiana Sindaco
12 agosto 1981 19 dicembre 1982 Amelio Santucci Democrazia Cristiana Sindaco
21 dicembre 1982 11 maggio 1985 Sergio Cataldi Democrazia Cristiana Sindaco
23 luglio 1985 5 maggio 1987 Sergio Cataldi Democrazia Cristiana Sindaco
6 maggio 1987 4 agosto 1987 Francesco Panico Democrazia Cristiana Assessore anziano
5 agosto 1987 3 agosto 1990 Eleuterio Simonelli DC-PSI-PSDI-PRI Sindaco
4 agosto 1990 30 luglio 1992 Eleuterio Simonelli DC-PSI Sindaco [255]
6 agosto 1992 2 ottobre 1992 Luigi Michetti DC-PSI Assessore anziano
3 ottobre 1992 8 maggio 1993 Franco Buttari DC-PSI Sindaco [256]
27 maggio 1993 4 dicembre 1993 Alessandro Colagrande Comm. pref. [257]
5 dicembre 1993 30 novembre 1997 Mario Spallone Alleanza dei Progressisti Sindaco
1 dicembre 1997 5 giugno 2002 Mario Spallone L'Ulivo Sindaco
6 giugno 2002 29 maggio 2007 Antonio Floris Casa delle Libertà Sindaco
30 maggio 2007 25 maggio 2012 Antonio Floris Casa delle Libertà poi PdL Sindaco
26 maggio 2012 24 giugno 2017 Giovanni Di Pangrazio PD-IdV-UDC-FLI-ApI Sindaco
25 giugno 2017 in carica Gabriele De Angelis Liste civiche di centro-destra poi Forza Italia Sindaco

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Nel 1939 San Pelino fu la prima frazione ad essere inclusa amministrativamente al comune di Avezzano. Dal 1954 al 1960 anche le frazioni di Antrosano, Castelnuovo e Paterno sono entrate a far parte del territorio comunale.

La città ha ospitato la sede della Comunità montana Marsica 1 che in seguito alla riforma regionale sul riordino delle comunità montane abruzzesi è confluita nella Comunità montana Montagna Marsicana che ha compreso 33 comuni[260], prima di essere soppressa nel 2013[261].

SportModifica

 
Stadio dei Marsi

Ha sede nel comune la società di calcio Avezzano fondata nel 1919 con il nome di Forza e Coraggio Avezzano F.C.

La squadra dell'Avezzano rugby è stata costituita nel 1977.

L'unica società di hockey su prato esistente in Abruzzo è l'Hockey Avezzano che ha militato in serie A2 per la prima volta nel 1978[262].

Per tre volte la città è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, nel 1986, nel 1988 e nel 2003[263]. In alcune edizioni la Tirreno-Adriatico ha fatto tappa o ha attraversato il comune[264].

Allo stadio dei Pini si sono svolte diverse edizioni del meeting internazionale di atletica leggera intitolato a Pietro Marianella. Nel 1974 Sara Simeoni stabilì il record italiano di salto in alto, in altre edizioni vi gareggiarono Pietro Mennea, Fiona May e lo statunitense Steve Williams, primatista mondiale dei cento metri[265].

La casa automobilistica statunitense Panoz produce dal 2017 l'automobile sportiva chiamata Panoz Avezzano in onore al padre del fondatore Don Panoz, marsicano emigrato in West Virginia dopo il terremoto del 1915[266].

Avezzano ha ospitato nel 1991 l'incontro di pugilato valido per il titolo mondiale IBF tra Gianfranco Rosi e Glenn Wolfe[267] e nel 2009 le gare di boxe dei XVI Giochi del Mediterraneo. Dal 1990 al 1994 la Pro Calcetto Avezzano ha militato nel massimo torneo di serie A di calcio a 5[268]. Il circuito di Avezzano riservato alle auto d'epoca rievoca eventi competitivi che risalgono alla seconda metà del Novecento[269][270].

Impianti sportiviModifica

Le strutture sportive con la maggiore capienza sono lo stadio dei Marsi e lo stadio dei Pini. Nella periferia nord si concentrano gli impianti per la pratica di vari sport: campi da tennis, palasport, palestra del pugilato, pattinodromo, piscina e velodromo[271].

Lo stadio del rugby e quello dell'hockey su prato sono stati costruiti dopo il campionato mondiale di calcio del 1990[272].

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