Azione (linguistica)

una delle principali categorie del verbo, assieme a modo, tempo e aspetto

L'azione, detta anche azionalità o qualità dell'azione (traduzioni del termine tedesco corrispondente: Aktionsart) è una delle principali categorie del verbo, assieme a modo, tempo e aspetto.

L'azione ci permette di distinguere tra diverse categorie di verbi, a seconda del tipo di evento che essi denotano. È quindi un concetto strettamente legato al significato lessicale del verbo, e non è dipendente dal parlante (come invece l'aspetto, con cui spesso l'azionalità viene confusa).

Per evitare la confusione, generata dalla corrispondenza terminologica inglese, fra aspetto (grammatical aspect) e azione (lexical aspect), i linguisti preferiscono utilizzare il termine tedesco Aktionsart o quello inglese lexical aspect.

In italiano non sono presenti marche di azionalità, ma non sono rare le lingue (come molti creoli o molte lingue africane) in cui verbi appartenenti a categorie azionali differenti sono contrassegnati da marche morfologiche differenti.

AktionsartModifica

Il termine Aktionsart ha origine nella linguistica tedesca. Esso indica il modo in cui un verbo involve la nozione di tempo, in altre parole il modo con cui si svolge l'evento denotato dal verbo.

Uno dei primi autori ad aver cercato sistematicamente di identificare diversi tipi di Aktionsart è Zeno Vendler[1]; egli distingue quattro tipi principali di verbi:

  • "attività": verbi che denotano eventi che si svolgono in periodi di tempo non delimitati, per esempio camminare
  • "stato": sono verbi che non denotano eventi, ma che descrivono uno stato di fatto, come ad esempio sapere
  • "realizzazione": verbi che denotano dei cambiamenti di stato improvvisi, come ad esempio raggiungere la cima della montagna
  • "compimento": verbi che denotano dei cambiamenti di stato che si svolgono nel tempo, come ad esempio invecchiare.

Queste quattro categorie principali di Aktionsart si possono raggruppare in due gruppi: "verbi telici" e "verbi atelici".

Verbi telici e verbi ateliciModifica

I verbi telici denotano un evento delimitato dal telos, ossia un evento che ha un punto culminante, una fine. Di questi fanno parte i verbi di realizzazione e i verbi di compimento.

I verbi telici possono essere ingressivi, ossia descrivono l'ingresso di uno degli argomenti in un nuovo stato, oppure egressivi, ossia descrivono l'uscita di uno degli argomenti da uno stato.

I verbi atelici sono verbi che denotano un evento che non è delimitato da alcun telos: di questa categoria fanno parte le attività e gli stati. Possono essere di diversi tipi a seconda del tipo di eventualità denotata: durativi, dinamici oppure iterativi (Duden Band 4, 2006). Nella sua discussione degli aspetti lessicali, Bernard Comrie (1976) ha incluso un'altra categoria, quella degli eventi puntuali come "starnutire".

Tratti azionaliModifica

Come nel caso della fonologia si distinguono le diverse entità fonologiche utilizzando i tratti distintivi, anche in semantica diverse categorie possono essere descritte utilizzando uno schema di tratti.

NoteModifica

  1. ^ Zeno Vendler, Linguistics in Philosophy, Ithaca (New York), Cornell University Press, 1967.

BibliografiaModifica

  • Zeno Vendler, Verbs and times, in Linguistics in Philosophy, Ithaca (New York), 1967, pp. 97-121.
  • Pier Marco Bertinetto, Tempo, Aspetto e Azione del verbo italiano: il sistema dell'indicativo. (Studi di grammatica italiana pubblicati dall'Accademia della Crusca), Firenze, 1986.
  • Pier Marco Bertinetto, Avverbi pseudodeittici e restrizioni sui tempo verbali in italiano, in N. Maraschio L. Giannelli, T. Poggi Salani e M. Vedovelli (a cura di), Tra rinascimento e strutture attuali, Torino, 1991, pp. 289-304.
  • Duden, 4. Band - Die Grammatik, 7 ed., 2006, ISBN 3411040475
  • Bernard Comrie, Aspect: An Introduction to the Study of Verbal Aspect and Related Problems, Cambridge, Cambridge University Press, 1976, ISBN 0-521-21109-3.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Alessandra Zarcone, Azionalità, Quaderni del Laboratorio di Linguistica, volume 6, 2006, Scuola Normale Superiore, Pisa
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