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Bård Faust
02-08-2014-Bård G. Eithun with Emperor at Wacken Open Air 2014-JonasR.jpg
NazionalitàNorvegia Norvegia
GenereBlack metal
Periodo di attività musicale1993 – 1994
2001 – in attività
Strumentobatteria
GruppiEmperor
Aborym
Scum
Zyklon

Bård Faust o semplicemente Faust, pseudonimo di Bård Guldvik Eithun (Hedmark, 21 aprile 1974), è un ex criminale e batterista norvegese, noto principalmente per il suo ruolo di ex-batterista degli Emperor.

Indice

BiografiaModifica

Faust è stato batterista degli Emperor durante i loro esordi. Con il gruppo ha inciso l'EP Emperor (1993) e il primo disco in studio In the Nightside Eclipse (1994), uscito postumo al suo arresto per l'omicidio di un omosessuale.

La notte del 21 agosto 1992 Faust, mentre camminava in un parco, venne notato da un gay, tale Magne Andreassen, che lo adescò. Faust finse di acconsentire e lo seguì nella foresta dove lo uccise con 37 coltellate, tornò poi a casa, si lavò e si mise a dormire come se nulla fosse stato.[1] Inizialmente la polizia non aveva sospetti sui quali indagare, ed Eithun rimase impunito in libertà per circa un anno. Tuttavia, aveva confessato l'omicidio a Øystein "Euronymous" Aarseth, Varg Vikernes, e ad altri membri della scena black metal norvegese.[2] Dopo l'omicidio di Aarseth da parte di Vikernes nell'agosto 1993, Eithun venne arrestato e confessò l'omicidio di Andreassen. Faust venne condannato a 14 anni di carcere, ma scontò solamente 9 anni e 4 mesi. Alcuni di quelli che lo interrogarono affermarono in seguito che Faust sembrava avesse completamente dimenticato la vicenda e non mostrasse nessun rimorso per l'accaduto.[3]

Uscito di galera nel 2001, ha ripreso la sua attività musicale con gli Scum, gli Aborym e i Blood Tsunami, oltre a scrivere testi per gli Zyklon, band fondata da Samoth, suo collega negli Emperor.

I suoi batteristi preferiti sono Ian Paice (Deep Purple), Bill Ward (Black Sabbath), Mats Ekström (Candlemass), Peter Criss (Kiss) e Dave Lombardo (Slayer).

DiscografiaModifica

L'anno indicato non è quello di pubblicazione, ma di registrazione.

NoteModifica

  1. ^ Michael Moynihan, Didrik Søderlind, Lords of Chaos: the bloody rise of the satanic metal underground, Port Townsend, Washington: Feral House, 2003, pag. 111, 116, ISBN 0-922915-94-6.
  2. ^ Moynihan e Søderlind,  p. 116
  3. ^ Michael Moynihan, Didrik Søderlind, Lords of Chaos: the bloody rise of the satanic metal underground, Port Townsend, Washington: Feral House, 2003, pag. 114, ISBN 0-922915-94-6.

BibliografiaModifica

  • (EN) Michael Moynihan, Didrik Søderlind, Lords of Chaos: the bloody rise of the satanic metal underground, Port Townsend, Washington: Feral House, 2003, ISBN 0-922915-94-6

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN316390836 · LCCN (ENno2015060859 · WorldCat Identities (ENno2015-060859