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Babilonia (provincia persiana)

satrapia dell'impero achemenide

Babilonia fu una satrapia dell'impero achemenide.

StoriaModifica

Nel 539 a.C. Ciro, re dei Persiani, invase Babilonia, sconfiggendo i Babilonesi nella battaglia di Òpis (giugno 539 a.C.) e conquistando poco dopo Sippara. Nabonido, l'ultimo re dei Babilonesi, fuggì a Babilonia, e due giorni dopo la conquista di Sippara, "i soldati di Ciro entrarono a Babilonia senza neanche combattere." Nabonido venne deposto e Babilonia occupata dalle truppe persiane. Il persiano Gobria fu nominato governatore della provincia di Babilonia.

Ciro rivendicava il titolo di successore legittimo degli antichi re Babilonesi e il vendicatore di Bel-Marduk, che si presumeva fosse infuriato per l'empietà di Nabonido che aveva rimosso le immagini degli dei locali dai loro ancestrali santuari per spostarle a Babilonia.

L'invasione di Babilonia a opera di Ciro fu senza dubbio facilitata dall'esistenza di discordie interne nello stato babilonese e dalla presenza di popoli costretti a vivere in esilio lontano dalla loro patria come ad esempio gli Ebrei. Uno dei primi atti di Ciro fu quello di permettere a questi esiliati di ritornare nelle loro terre d'origine, portando con sé le loro reliquie e le immagini dei loro dei. In questo modo Ciro ottenne il consenso del popolo e si autoproclamò "Re di Babilonia". Babilonia divenne una satrapia dell'Impero persiano achemenide.

Un anno prima della sua morte, nel 529 a.C., Ciro nominò il figlio Cambise II re di Babilonia, riservandosi per se il titolo di "re delle (altre) province" dell'Impero. Alla morte di Cambise, Dario Istaspe salì al trono Persiano e regnò come rappresentante della religione Zoroastrita.

Babilonia per un breve periodo recuperò la sua indipendenza sotto Nidinta-Bel, ovvero Nebuchadnezzar III, che regnò dall'Ottobre 522 a.C. all'Agosto 520 a.C. Nell'agosto 520 a.C. i persiani di Dario posero di nuovo fine all'indipendenza della città. Alcuni anni dopo, probabilmente nel 514 a.C., Babilonia si rivoltò di nuovo sotto Arakha; in questa occasione, dopo che venne riconquistata dai Persiani, le sue mura vennero in parte distrutte.

Il nome della satrapia venne cambiato in Asuristan in periodo Sasanide. Eccetto brevi periodi di dominazione Romana (Assiria (provincia romana), Mesopotamia (provincia romana); dal 116 al 118), e un più lungo periodo di dominazione ellenistica (Impero Seleucide, 330 a.C.-250 a.C.), la Mesopotamia (e Babilonia) rimase in mano persiana fino alla Conquista Islamica degli anni 630.