Babilonia (regione storica)

regione storica della Mesopotamia
Dingir120.jpg Dove non diversamente specificato, le date menzionate in questa voce seguono la cronologia media.

La Babilonia (talvolta Babilonide; in accadico, Mât Akkadî[1]; in lingua cassita, Karduniash; in greco antico, Βαβυλωνία) è una regione storica del Vicino Oriente antico, che prende il nome dal suo centro più prestigioso, Babilonia.[2] I re della città riuscirono, agli inizi del XIX secolo a.C., a istituire un regno: inizialmente la città-stato controllava solo i propri dintorni, ma nel tempo riuscì a diventare la più importante delle città amorree, fino a superare il sistema della città-stato sumere, che finiranno per rappresentare solo sedi provinciali di un potere unitario, centrato su Babilonia. Fu in quella fase che si formò l'idea di un "Paese di Babilonia" (o "la Babilonia"), che comprendeva in sé le antiche regioni di Sumer e Akkad.[3][4] L'uso di chiamare la regione con il nome della città si affermò però solo nelle età achemenide e poi ellenistica, e comunque come esonimo.[5] Dall'epoca del più importante re amorreo, Hammurabi (1792-1750 a.C.), l'area veniva infatti indicata in accadico come mât Akkadî, 'il paese degli Accadi', con un deliberato arcaismo, che si riferiva al glorioso precedente dell'Impero di Akkad[1], mentre "re di Sumer e Akkad" fu il titolo normalmente vantato dai re babilonesi, con riferimento ai due paesi il cui confine era all'altezza della città di Nippur. Erano detti "Babilonesi" (běnē bābœl, 'figli di Babilonia'[6]) solo gli abitanti della capitale.[7]

La Babilonia ai tempi di Hammurabi

Allo scopo di definire una propria cronologia, l'elenco dei sovrani babilonesi fu tramandato fin dai tempi antichi da scribi assiri e babilonesi in manoscritti (cuneiforme su tavoletta), giuntici in forma frammentaria; tali testi hanno preservato per secoli la memoria di quella straordinaria storia e oggi formano la Lista reale babilonese.[8]

ConfiniModifica

La Babilonia era situata in Mesopotamia, nella vasta e fertile pianura alluvionale tra i fiumi Tigri ed Eufrate.[2] L'area originariamente era, come tutta la Mesopotamia, sotto il controllo di diverse città-stato sumere (e sumera fu la prima civiltà storica della Mesopotamia). Le origini del potere della città di Babilonia vanno individuate nel formarsi nell'area di un'unità etnico-linguistica amorrea (quindi semita-occidentale): la definizione della regione avvenne innanzitutto con l'opera unificatrice del sesto re della sua I dinastia babilonese (detta "dinastia amorrea"), Hammurabi.[9][10]

Originariamente centrata soprattutto sull'Eufrate (come del resto la sua storica capitale), con le conquiste di Hammurabi la Babilonia estese i suoi confini ai domini di Eshnunna e Larsa, e fino al Mare Inferiore (Golfo Persico).[5] A sud-est confinava con l'Elam. Il suo confine a nord era poco al di sopra dell'odierna Baghdad[2], anche se per qualche tempo le città del futuro Regno di Hana sul medio Eufrate (Mari e Terqa) ne fecero parte.[5][2] L'unificazione operata da Hammurabi riguarderà concretamente solo il territorio già oggetto di unificazione con la III dinastia di Ur, il cosiddetto "paese interno" (cioè Sumer e Akkad).[3]

La Mesopotamia prebabiloneseModifica

Periodo ProtodinasticoModifica

 
La Stele di Ushumgal, proveniente forse da Umma, che ritrae il sacerdote Ushumgal (𒀭𒃲𒁔, Dushumgal), 2900-2700 a.C.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Periodo Protodinastico (Mesopotamia).

Le prime notizie propriamente storiche dell'area della futura regione babilonese risalgono al Periodo Protodinastico (2900-2350 a.C.). Per lungo tempo, la produzione scribale si limitò a liste lessicali e alla registrazione di transazioni. Le prime iscrizioni reali rimontano al 2600, così come le prime forme di testo letterario (da Shuruppak e da Abu Salabikh, città il cui nome antico è ignoto). È solo a partire dall'ultimo secolo del Protodinastico (2450-2350) che in Mesopotamia si producono testi che rappresentino fonti utili per la storiografia moderna e comunque quasi solo in relazione alla città di Lagash.[11] La letteratura mesopotamica posteriore, in particolare quella di Ur III e quella paleo-babilonese, produrrà testi centrati su questa fase protodinastica, come la Lista reale sumerica, la Cronaca del Tummal e i cicli epici sui mitici re sumeri degli inizi, quelli su Enmerkar (Enmerkar e il signore di Aratta e Enmerkar e Enshuhgirana), quelli sul suo successore Lugalbanda (Lugalbanda nella grotta della montagna e Lugalbanda e l'uccello Anzu) e sul figlio di questi, Gilgamesh (l'Epopea di Gilgamesh). Tali testi diverranno oggetto di studio ed esercitazione nelle scuole scribali. Si tratta comunque di testi avari di reali informazioni storiche.[12]

Il Protodinastico IIIb viene anche indicato come "fase proto-imperiale", perché tra i re dell'epoca tende ad affermarsi una propensione universalistica: re la cui egemonia si presenta assai più significativa che in passato sono Lugalannemundu, re di Adab,[13] e Lugalkiginedudu, un re di Uruk che dichiara di essersi impossessato della città di Ur[14]. Il culmine di questo processo di unificazione (o regionalizzazione) del potere nell'area è rappresentato dall'operato di Lugalzaggesi, re di Uruk, che avrebbe sottomesso tutta la Bassa Mesopotamia[15] e che si attribuì il titolo di lugal kamala ('re del paese')[16], tanto da poter essere considerato il primo fondatore di un "impero".[17]

Di norma, la ricerca storica sul Periodo Protodinastico ignora il ruolo che ebbe in quella fase la città di Babilonia. Esiste però una possibile traccia della sua esistenza nel Protodinastico. Si tratta di una iscrizione in lingua paleo-accadica su pietra calcarea conservata nella Babylonian Collection dell'Università di Yale, che si suppone della fase IIIa (2600-2450 ca.). Si parla di un re di "Babbir", il cui nome non ci è pervenuto, figlio di Ahu-ilum e costruttore del tempio di Marduk (dAMAR.UTU).[18] Questo re di Babbir (ENSI BAR.KI.BAR) può agevolmente essere interpretato come "re di Babilonia" se si sposta il determinativo per toponimi KI alla fine (BAR.BAR.KI), cosa possibile se si tiene in conto la relativa libertà nell'ordine dei logogrammi che ci si riservava durante il Protodinastico nei testi delle iscrizioni monumentali. La duplicazione dei logogrammi normalmente veicolava una sottile differenza fonetica, di modo che letture come Babbar, Babra o Babbara sono possibili. Babbar (o Babbir) potrebbero essere stati antichi nomi della città e Babbil è un esito probabile (con scambio delle consonanti liquide /r/ e /l/).[18]

L'Impero di AkkadModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Impero di Akkad.
 
Testa in bronzo di sovrano accadico (forse Sargon o Naram-Sin)

Le imprese di Lugalzaggesi segnano la fine del Periodo Protodinastico. Egli si trova però presto ad affrontare un altro dinasta, Sargon (Šarru-kīn, 'il re è legittimo'), un homo novus che la tradizione posteriore indicherà come coppiere del re di Kish Ur-Zababa.[16][19] Sargon era un semita, membro di una popolazione nomade, proveniente, secondo la tradizione, dal deserto siro-arabico[20], che dal nome della capitale da lui fondata, Akkad (Agade), verrà ricordata con il nome di "Accadi"[21]. Genti accadiche erano presenti in Mesopotamia fin dal Proto-Dinastico II e III (2750-2350 a.C.).[20] Gli Accadi rappresentano la vistosa manifestazione storica di un fenomeno di lungo periodo, cioè la "coabitazione", in ambito mesopotamico, di popolazioni semite e sumere, coabitazione che risale almeno al IV millennio a.C.[22]

La storia della dinastia di Akkad si impresse con molta forza nell'immaginario collettivo dell'epoca e la figura di Sargon, così come quella del nipote Naram-Sin, fu oggetto di numerosissime composizioni letterarie mesopotamiche:[23][24] Sargon diventerà un modello per i successivi re mesopotamici[25].

Fondamentale per la storia babilonese e mesopotamica futura risulta la diffusione della lingua accadica, una lingua semitica orientale, che si affermò nel tempo come lingua dell'amministrazione e delle iscrizioni reali.[24]

 
La Stele di Naram-Sin conservata al Museo del Louvre, Parigi (dimensioni 2x1m ca.), in pietra calcarea, celebra la vittoria del re accadico sui Lullubiti, una popolazione montana degli Zagros: il re indossa la tiara cornuta degli dèi; l'iscrizione posta sulla montagna fu poi aggiunta dal re elamita Shutruk-Nakhunte quando recò la stele a Susa.[26]

Dopo Sargon, il re più importante della dinastia accadica è suo nipote Naram-Sin.[7] Il suo regno fu caratterizzato da una scelta fondamentale, quella di farsi dio[27] e poi l'inserimento nelle iscrizione del dingir (il determinativo per le divinità) in capo al suo nome.[7]

In un suo nome di anno (RTC 118 rev., ricostruito sulla base di nomi di anno dello stesso re, RTC 86, 87 e 124[28]), Shar-kali-sharri celebra una vittoria su una popolazione dei Monti Zagros, i Gutei, e sul loro re, Sharlak (Sarlag). Nello stesso testo, il re accadico dichiara di aver promosso la costruzione di due templi nella città di Babilonia. Il nome di anno recita così: "L'anno in cui Shar-kali-sharri pose [le fondamenta] [del] tempio di Anunitum [e del] tempio di Ilaba a Babilonia, e in cui sconfisse Sharlak, re di Gutium".[29]

«[i]n 1 šanat (mu)
šar-kà-lí-šàr-ri
[uš-šì bī]t an-nu-ni-tim
[ù bī]t ìl-a-ba4
in KÁ.DINGIRki
iš-ku-nu
ù mšar-la-ak
šarri gu5-ti-imki
ik-mi-ù»

(Traslitterazione di I. J. Gelb, citata in Lambert, p. 71.)

Questo nome di anno è la più antica menzione pervenutaci della città di Babilonia, nel testo indicata come KÁ.DINGIRki, che sarà poi una delle forme più comuni di scrittura del nome della città.[29] Poiché babu in accadico significa 'porta' (KÁ in sumero) e ilu significa 'dio' (DINGIR in sumero), l'antico nome della città (Babilu o Babili) diede occasione per uno di quei giochi di parole di cui gli antichi erano soliti godere. Un dotto gioco di parole, poiché si guardava all'interpretazione del nome della città come "porta degli dèi" come ad una paretimologia[30]. La forma originale del nome della città (Babbar o Babbir) avrà invece significato 'bianca', 'luminosa'.[31] Il testo parla della costruzione di due templi, anche se spesso i re sumeri e babilonesi per 'costruzione' intendevano piuttosto 'restauro' o, al più, 'ricostruzione'. In ogni caso, il testo implica che in quel tempo ci fosse già un terzo tempio, dedicato alla divinità poliade di Babilonia, cioè Marduk.[28]

Al regno di Shar-kali-sharri segue un periodo di caos, che la Lista reale sumerica dipinge con emblematiche parole ("chi era re? chi non era re?"). È il tramonto della dinastia accadica, che la tradizione attribuirà alle sortite dei Gutei.[29]

StoriaModifica

Si sa molto poco della città di Babilonia nel III millennio; essa appare invece con una buona frequenza nei documenti amministrativi della Terza dinastia di Ur (2112-2004 a.C.).[28]

L'età neo-sumerica e la Terza dinastia di UrModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Età neo-sumerica e Terza dinastia di Ur.

Dopo Shar-kali-sharri (2217-2193 a.C.), l'ultimo importante re accadico, seguì un periodo di frammentazione politica.[32]

Conclusasi l'esperienza accadica e con l'emergere del dominio guteo, le città del paese di Sumer ottennero un nuovo spazio di manovra. Particolarmente rilevanti sono i testi letterari e le statue votive relativi a Gudea, che risulta il re sumerico più noto.[33]

Bastò un singolo scontro militare perché le città-stato sumere si liberassero del giogo guteo: fu l'unico re della Quinta dinastia di Uruk, Utu‐hegal (2120-2112), a sconfiggere i Gutei di Tirigan. Utu‐hegal poté così ritagliarsi un potere egemonico su Sumer. Venne poi scalzato da Ur-Nammu (2112-2095), ensi di Ur (inizialmente per conto dello stesso Utu‐hegal), che la Lista reale sumerica colloca in testa alla potente Terza dinastia di Ur (Ur III).[34]

 
Il re Shulgi raffigurato in un chiodo di fondazione

A Ur-Nammu succedette il figlio Shulgi (2094-2047). Il suo fu un lungo regno (47 anni), caratterizzato da un'intensa attività militare; ebbe rapporti pacifici con Mari.[35] Obbiettivo delle sue iniziative militari è essenzialmente la difesa dell'Impero di Ur dai "barbari" montanari di lingua hurrita e la difesa delle vie commerciali classiche: verso Susa e l'altopiano iranico, verso l'Assiria e l'Anatolia a nord e verso Mari e la Siria.[36]

Intorno alla metà del suo regno, Shulgi sviluppò una profonda riforma amministrativa, che peraltro già Ur-Nammu aveva avviato. Shulgi divise il paese di Sumer e Akkad (o "paese interno"[37]) in diverse province (poco più di venti) e in ciascuna pose un ensi (questo titolo significava ormai nulla più che 'governatore', anche se all'incarico venivano di norma destinati maggiorenti locali).

L'ultimo re della dinastia, Ibbi-Sin, ricevette il regno (o "impero") ancora intatto: un cinquantennio di pace interna e di omogeneizzazione amministrativa aveva reso il "paese interno" (Sumer e Akkad) un'entità etnicamente e culturalmente compatta, in cui Sumeri e Semiti coabitano e gli unici nemici sono i barbari.[37]

Babilonia al tempo della Terza dinastia di UrModifica

È nei testi amministrativi di Ur III che la città di Babilonia appare compiutamente.[38][39][40] Sappiamo che a quei tempi la città di Babilonia era governata da un ensi e partecipava cospicuamente al sistema del bala. Più di 40 testi risalenti a questo periodo e provenienti soprattutto da Puzrish-Dagan, ma anche da Umma e da Uru-sagrig, menzionano la città. La carica di ensi veniva talvolta trasmessa ai figli, com'è il caso degli ensi Issur-ilum e Abba, figli dell'ensi Itur-ilum.[41]

Ensi di Babilonia ai tempi della Terza dinastia di Ur[42]
Ensi Re
Itur-ilum Shulgi
Issur-ilum Shulgi
Abba Shulgi
Arshi-ah Shulgi e Amar-Sin
Shiteli Amar-Sin
Puzur-Tutu Ibbi-Sin

Nei testi, la città di Babilonia è indicata come KÁ.DINGIRki (come nel nome di anno di Shar-kali-sharri), KÁ.DINGIR.RAki (dove RA indica il caso genitivo) o KÁ-DINGIR-maki.[43]

Età paleo-babiloneseModifica

 
Parte superiore della stele che riporta il Codice di Hammurabi

Dopo il crollo della Terza dinastia di Ur, la città di Babilonia poté instaurare una dinastia autonoma, centrata sull'elemento amorreo e per questo indicata come dinastia amorrea (o I dinastia babilonese). Gli Amorrei erano una popolazione semita seminomade che si era affacciata nella piana alluvionale già nel III millennio a.C. e che nel II millennio riuscì, dopo aver fatto propria la cultura accadica, ad imporre sui troni delle città-stato mesopotamiche alcuni suoi capi-tribù.[9] I primi re amorrei di Babilonia (Sumu-abum, 1894-1881, e Sumu-la-El, 1880-1845) riuscirono ad istituire un regno che, seppur limitato agli immediati dintorni della città, pose le basi per il futuro dominio.[5]

Il Periodo di Isin-LarsaModifica

Il periodo che va dal crollo della Terza dinastia di Ur alla fine della I dinastia babilonese, della durata di circa 400 anni (2004-1595), è generalmente indicato come età paleo-babilonese. La prima parte di questo periodo prende il nome di Periodo di Isin-Larsa, dal nome dei due centri (Isin, con la sua Prima dinastia, e Larsa) che nel "paese interno" ereditarono la centralità che era stata di Ur, o "Prima età paleo-babilonese". È indicata invece come "Tarda età paleo-babilonese" il periodo che va dal 1711 al 1595, cioè il periodo successivo ai regni di Hammurabi e del figlio di questi, Samsu-iluna.[44] L'espressione "periodo intermedio" riprende la terminologia egittologica ed evidenzia una fase posta a metà tra le due unificazioni di Ur III e di Hammurabi.[45] I re della Prima dinastia di Isin cercarono di assorbire il trauma della caduta di Ur (ma anche altri elementi di discontinuità, come il passaggio dal sumerico all'accadico e il processo di amorreizzazione) attraverso un'ideologia della continuità con i re di Ur III (divinizzazione del re, titolatura, liste reali tese ad evidenziare la diretta successione). Su un piano più profondo, però, il periodo di Ur III e quello di Isin-Larsa sono effettivamente caratterizzati dalla continuità, in particolare sul piano demografico, tecnologico ed economico, proprio in una fase in cui intorno alla futura Babilonia si produssero mutamenti radicali.[45] Già con Ibbi-Sin il sistema imperiale di Ur III non poté che lasciare maggiore autonomia a vari centri, tra cui Isin, Larsa, Uruk, al nord Babilonia (i cui livelli stratigrafici paleo-babilonesi non sono accessibili), Eshnunna sulla Diyala e Der al confine con l'Elam. Al contempo, si consolidarono come formazioni statali poi di grossa portata tre centri che erano state importanti centri di frontiera per Ur III (Mari, Assur e Susa).[46]

Con il periodo di Isin-Larsa emerge accanto alla tradizionale documentazione delle grandi organizzazioni palatine e templari una documentazione (soprattutto di carattere giuridico) relativa a iniziative "private" nel campo dell'agricoltura. Anche in ambito commerciale (come nel caso delle tratte che collegavano Ur e Dilmun) si viene formando un'iniziativa privata (in particolare nella fase di Larsa), analoga al commercio paleo-assiro dei karum anatolici.[47]

Dinastia amorrea: le fontiModifica

Hammurabi, figura chiave per l'affermarsi della città nell'area, fu il sesto re della dinastia. Prima di lui, Babilonia era un centro come altri, che controllava direttamente un territorio prossimo alle sue mura e forse influenzava qualche centro limitrofo, in un periodo in cui protagonisti della storia mesopotamica erano il cosiddetto "Impero dell'Alta Mesopotamia" (un effimero organismo statale messo in piedi da un capo tribale amorreo, Samsi-Addu), le città-stato amorree di Eshnunna e Mari, la città-stato di Larsa, con il suo re Rim-Sin, e l'Elam.[48][10] Gli anni dal 1775 al 1760, cioè dal diciottesimo al trentaduesimo anno di regno di Hammurabi, sono il periodo meglio documentato dell'età paleo-babilonese, principalmente grazie al gran numero di lettere trovate negli archivi di Mari.[49] La cronologia della Prima dinastia di Babilonia (o Dinastia amorrea) ci è comunque nota attraverso i dati forniti dalla Lista reale B (di epoca neobabilonese), che indica i nomi dei re, la durata dei loro regni e il rapporto di parentela con i predecessori. Ci sono pervenute anche diverse liste di date relative alla Dinastia amorrea: si tratta di raccolte di nomi di anno, talvolta complete per un dato re, talvolta relative solo ad un certo periodo di regno di un dato re, talaltra a più re.[50] Il più completo testo di questo genere è la Lista di date A: prodotta durante il 16º anno di regno di Ammi-saduqa, essa giunge alla fine del regno di Samsu-iluna, settimo re della dinastia e figlio di Hammurabi. La Lista di date F è più breve (va da Hammurabi al 17º anno di regno di Ammi-saduqa) e la Lista di date B ancora più breve (da Hammurabi al 10º anno di regno di Ammi-saduqa).[50]

Segue l'elenco dei re della I dinastia di Babilonia secondo la cronologia media.[51] I nomi di questi re sono amorrei, tranne quelli in corsivo, che sono accadici. Diverse etimologie dei nomi di questi re appaiono chiare. Ad esempio, il nome Sumu-la-El significherebbe 'prole certa del dio', mentre il nome Ammi-saduqa starebbe per 'il mio zio paterno è retto'. Più incerta è l'etimologia di Hammurabi: ammu dovrebbe stare per 'zio paterno' (come per Ammi-ditana o Ammi-saduqa), mentre la seconda parte è interpretabile sia come -rabi ('grande') sia come -rapi ('guaritore'). Gli studi più recenti tendono verso la forma Ammu-rapi ('il mio zio paterno è un guaritore'), ma per praticità ci si attiene poi alla forma tradizionale 'Hammurabi'. Sia come sia, è certamente notevole che l'onomastica dei re della I dinastia sia rimasta legata alle origini amorree fino alla fine.[52]

Re accadico Inizio regno Fine regno Successione
Sumu-abum  
Šumu-abum
1894 1881 Primo re di Babilonia secondo le liste reali A e B
Sumu-la-El  
Šumu-la-el
1880 1845 Successione non chiara
Sabium  
Sabūm
1844 1831 Figlio di Sumu-la-el[53]
Apil-Sin  
Apil-Sîn
1830 1813 Figlio di Sabium[53]
Sin-muballit  
Sîn-muballit
1812 1793 Figlio di Apil-Sin[53]
Hammurabi  
Ḫammu-rāpi
1792 1750 Figlio di Sin-muballit[53]
Samsu-iluna  
Šamšu-iluna
1749 1712 Figlio di Hammurabi[53]
Abi-esukh
(Abishi)[53]
 
Abī-ešuḫ
1711 1684 Figlio di Samsu-iluna[53]
Ammi-ditana  
Ammi-ditāna
1683 1647 Figlio di Abi-esukh[53]
Ammi-saduqa  
Ammi-saduqa
1646 1626 Figlio di Ammi-ditana[53]
Samsu-ditana  
Šamšu-ditāna
1625 1595 Figlio di Ammi-saduqa[53]

I primi re della Dinastia amorreaModifica

La Lista reale babilonese indica in Sumu-Abum il primo re della dinastia. Questi controllava già la città di Babilonia e Dilbat, e sconfisse Kazallu. Il figlio e successore Sumu-la-El conquistò definitivamente Kazallu, ma anche Kish, unificando il paese di Akkad. Si formò così il regno di Babilonia e centri come Sippar, Dilbat, Marad, oltre a Kish e Kazallu, divennero centri provinciali e tali resteranno.[54] Babilonia divenne la nuova Akkad. Sumu-la-El riesumò le tradizioni sargoniche anche in direzione dell'annullamento dei debiti ("ruppe le tavolette", secondo l'espressione dell'epoca), volendo così figurare come liberatore delle città conquistate.[55]

HammurabiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Hammurabi.

Gran parte del regno di Hammurabi fu caratterizzato da un'acuta conflittualità nell'area, che vide il re muoversi in una rete assai mobile di alleanze. Fu solo nella parte finale del suo regno, cioè a partire dal suo trentunesimo anno, che Hammurabi mise a frutto la propria strategia diplomatica e il paziente lavoro di consolidamento, annettendo Larsa ed Eshnunna, sconfiggendo Mari e ingaggiando scontri con l'Assiria.[56][57]

Il processo di unificazione operato da Hammurabi mostrò segni di debolezza già con il successore, il figlio Samsu-iluna, costretto a contenere rivolte che finiranno per restringere l'area effettivamente controllata da Babilonia. In particolare, al sud, nel Paese del Mare, i vari centri si spopolarono (tra problemi economici e forse ambientali),[58] mentre al nord la presa babilonese sui centri del medio Eufrate (Terqa e Mari) non fu sufficientemente forte da evitare la disgregazione.[59] Terqa e Mari, nell'area del futuro Regno di Khana (o Hana) si resero indipendenti[60], mentre nel "paese interno" cominciava la penetrazione di una popolazione montanara proveniente dagli Zagros, i Cassiti.[5]

È comunque in questo periodo che Babilonia si conferma unico centro politico dell'area, mentre il dio cittadino Marduk è elevato al colmo del pantheon babilonese.[58] La I dinastia di Babilonia, nell'arco dei 150 anni successivi alla morte di Hammurabi, riuscirà a difendere il nucleo del regno, perdendo in particolare il sud, dove si impone una dinastia che, nella Lista reale babilonese, è individuata come I dinastia del Paese del Mare.[60]

In ultima analisi, dunque, l'unificazione operata da Hammurabi riguarderà concretamente solo il territorio già oggetto di unificazione con la III dinastia di Ur, il cosiddetto "paese interno", ma al contempo metterà fine in quell'area a qualsiasi velleità delle precedenti città-stato di rappresentare un potere autonomo: esse finiscono per rappresentare solo sedi provinciali di un potere unitario, centrato su Babilonia. È in questa fase che si forma l'idea di un "Paese di Babilonia", che comprende in sé le antiche regioni di Sumer e Akkad.[3]

Fine della Dinastia amorreaModifica

La fine della I dinastia babilonese (e del cosiddetto periodo paleo-babilonese) non sopraggiunge come risultato della crisi interna, ma da un fattore esterno: gli Ittiti, un popolo indoeuropeo, presente in Anatolia almeno dal XVII secolo, si spinse sulla Siria e fino alle coste palestinesi; il re ittita Muršili I abbatté il Regno di Yamkhad e nel 1595 a.C. conquistò Babilonia, distruggendola e sottraendo la statua del dio Marduk, essenziale per le funzioni di culto. In un primo tempo, forse, la I dinastia del Paese del Mare prese il controllo di Babilonia, ma poi si impose una Dinastia cassita. Le fonti per questa fase sono scarse e quando riappaiono, nel XV secolo, il panorama è cambiato del tutto.[61]

Età medio-babiloneseModifica

 
Lettera del re cassita Burna-Buriash II al re egizio Amenofi III (dalle Lettere di Amarna), XIV secolo a.C., conservata al British Museum

Con la Dinastia cassita si apre il cosiddetto periodo medio-babilonese.[62]

Non ci è noto il nome del re cassita che conquistò Babilonia né come i Cassiti si impossessarono del trono babilonese. I primi re cassiti individuati dalla tradizione (Gandash, Agum I, Kashtiliash I) vanno forse considerati contemporanei agli ultimi re della I dinastia di Babilonia. Questi re cassiti avranno forse costituito sì una dinastia, ma regnante nella loro probabile area d'origine, i Monti Zagros, e non direttamente a Babilonia.[63][64]

Sappiamo invece da fonte posteriore che, 24 anni dopo che la statua di Marduk fu sottratta e portata a Khana, un re cassita, Agum II, la riportò a Babilonia. La lista dei re di Khana e la documentazione epigrafica ed archeologica di Terqa cessa all'inizio del XVI secolo a.C., per cui è possibile ipotizzare che Terqa sia stata distrutta proprio da Agum II e che questi sia stato uno dei primi re della dinastia cassita.[63] Nello stesso periodo, i re Ulam-Buriash e Agum III (ma è ragionevole pensare che Agum II e Agum III non vadano distinti) assoggettarono il Paese del Mare. A questo punto, il regno babilonese (indicato come Karduniash dai Cassiti) si estendeva dalle zone di origine dei Cassiti fino a Babilonia e al Paese del Mare e si imponeva come grande regno, tanto da relazionarsi con i re assiri[65], con cui i Cassiti logorarono il regno in interminabili contese di confine[5]. Vi è traccia di trattati tra Burna-Buriash I e Puzur-Ashur III e tra Kara-indash e Ashur-bel-nisheshu, anche se non disponiamo dei testi, per cui non sappiamo se tali rapporti fossero paritetici[66].

Kara-indash è il primo re cassita che conosciamo anche dalle sue stesse iscrizioni, databili alla fine del XV secolo a.C.[67] Egli ebbe anche occasione di entrare in rapporti amichevoli con il faraone egizio, come riporta una delle Lettere di Amarna: si ebbero scambi di ambasciatori, matrimoni incrociati e scambi di doni (una forma educata di commercio tra regnanti).[68] Il faraone Amenofi II, in effetti, attesta che in occasione di sue vittorie in Siria anche il re di Shankhara (che è come gli Egizi chiamavano Babilonia) gli inviò dei doni (ed è in questo stesso periodo che anche gli Assiri avviano relazioni con gli Egizi[66]).[65] In effetti, gli approcci diplomatici dei Cassiti nei confronti degli Egizi e degli Ittiti erano tesi ad estromettere gli Assiri (metà XV secolo-metà XIV secolo a.C.). Questa politica non poté impedire che il re assiro Ashur-uballit I riuscisse ad acquisire il controllo di Babilonia. Negli anni seguenti, Babilonia cercò di sfuggire tanto alla pressione assira quanto a quella elamita. Il re Kurigalzu II (1332-1308) riuscì a sconfiggere gli Elamiti, ma il re assiro Tukulti-Ninurta I tornò a conquistare Babilonia (1244), distruggendone le mura, saccheggiandone l'Esagila e "deportando" la statua del dio Marduk.[5][69][70] Il re cassita Kashtiliash IV fu condotto prigioniero in Assiria, dove probabilmente morì[70]. L'importazione in Assiria di letteratura babilonese ebbe l'effetto di accelerare la babilonizzazione della cultura assira[71]. A quanto pare, Tukulti-Ninurta regnò direttamente in Babilonia per qualche tempo, per poi intronizzare figure a lui gradite. Babilonia restò sotto il giogo assiro per una trentina d'anni, fino a quando un altro re della dinastia cassita, Adad-shuma-usur (1216-1187), non riconquistò l'indipendenza.[72]

La Dinastia cassita si eclissò qualche anno dopo: essa aveva subito diverse incursioni elamite, ma l'attacco di Shutruk-Nakhunte I (1155) fu fatale e definitivo. Al figlio di questi, Kutir-Nakhunte, è attribuito un ulteriore furto della statua di Marduk.[71]. A Babilonia, a quel punto, prese il potere la II dinastia di Isin (1154-1026), il cui re più importante fu Nabucodonosor I (1125-1104).[5]

Cronologia della Babilonia cassitaModifica

Le datazioni che seguono sono quelle proposte da Brinkman[73] e da Liverani[74], tranne dove indicato. I nomi di re in corsivo indicano l'adozione di un nome accadico (segno della progressiva assimilazione dell'elemento dirigente cassita da parte della base popolare accadica), mentre gli altri nomi sono cassiti.[75]

Re accadico Inizio regno Fine regno Successione
Gandash  
Gandaš
[1729] [1704] Successione non chiara
Agum I  
Agum
[1703] [1682] Forse figlio di Gandash[76][77][78]
Kashtiliash I  
Kaštiliašu
[1681] [1660] Figlio di Agum I[79][78]
...[80] ... [1659] ?? Successione non chiara
Abi-Rattash  
Abi-Rattaš
?? Figlio di Kashtiliash I[81][78]
Kashtiliash II  
Kaštiliašu
?? Successione non chiara
Urzigurumash  
Ur-zigurumaš
?? Discendente di Abi-Rattash (?)[82]
Agum II[83]  
Agum-Kakrime
1550 ca.[74] Figlio di Urzigurumash[84]
(Harba-Shipak?)
(Hurbazum?[85])
 
Ḫarba-Šipak
?? Successione non chiara
(Shipta-Ulzi?)  
Šipta’ulzi
?? Successione non chiara
...[86] ... ?? Successione non chiara
Burnaburiash I  
Burna-Buriaš
?? Successione non chiara; è il primo governante cassita di cui possiamo dire con un margine di certezza che regnasse su Babilonia[76]; sincronismo attestato con Ekurduanna della I dinastia del Paese del Mare e con Puzur-Ashur III di Assiria[74]
(Ulamburiash?)  
Ulam-Buriaš
[ 1475 ] Forse figlio di Burnaburiash I;[87][84] riunificò la Babilonia, sconfiggendo l'ultimo re della I dinastia del Paese del Mare, Ea-gamil[88]
(Kashtiliash III?)  
Kaštiliašu
?? Forse figlio di Burnaburiash I[87][84]
(Agum III?)  
Agum
?? Figlio di Kashtiliash III[87][84]
Kadashman-Sah  
Kadašman-Šaḥ
?? Successione non chiara; non appare nelle liste reali, ma solo in tavolette che sono datate al regno di "Agum e Kadshman-Sah", suggerendo che egli fosse re o che vi fosse una forma di co-reggenza con Agum III[89]
Karaindash  
Karaindaš
1413 ca.? Successione non chiara; sincronismo attestato con Ashur-bel-nisheshu di Assiria (1417-1409)[74]
Kadashman-Harbe I  
Kadašman-Ḫarbe
1400 ca.[90] Figlio di Karaindash[90]
Kurigalzu I  
Kuri-Galzu
?? Figlio di Kadashman-harbe I;[90][84] una figlia di Kurigalzu I sposa il faraone Amenofi III[91]
Kadashman-Enlil I  
Kadašman-Enlil
1374 1360 Figlio di Kurigalzu I (?); non abbiamo fonti che attestino direttamente una parentela tra Kadashman-Enlil I e Kurigalzu I, ma Burnaburiash II, presunto figlio di Kadashman-Enlil I, in una lettera parla di Kurigalzu I come di un proprio antenato;[92] sono attestate trattative tra Kadashman-Enlil I e il faraone Amenofi III[93]
Burna-Buriash II  
Burna-Buriaš
1359 1333 Forse figlio di Kadashman-Enlil I;[92][84] sono attestate trattative tra Burna-Buriash II e il faraone Amenofi IV (Akhenaton)[93]; sono inoltre attestati sincronismi tra Burna-Buriash e il re mitannico Tushratta e il re ittita Shuppiluliuma[94]
Kara-khardash  
Kara-ḫardaš
1333 1333 Figlio di Burnaburiash II;[95][84] sincronismo attestato con Ashur-uballit I di Assiria (1363-1328)[74], che sarà stato nonno[96] o suocero[95] di Kara-khardash
Nazi-Bugash  
Nazi-Bugaš
1333 1333 Usurpatore, senza relazioni con gli altri re ("figlio di nessuno")[96]; sincronismo attestato con Ashur-uballit I di Assiria (1363-1328)[74]
Kurigalzu II  
Kuri-Galzu
1332 1308 Figlio di Burnaburiash II[84] o di Kara-khardash[97][98]; sincronismo attestato con Ashur-uballit I (1363-1328) di Assiria e con Khurbatilla del Paese del Mare[74]; Kurigalzu II fu imposto dal re assiro dopo che una rivolta di palazzo aveva eliminato il figlio di Muballitat-Sherua, nuora di Burnaburiash II; Kurigalzu stesso era figlio o nipote di Muballitat-Sherua[98][99]
Nazi-Maruttash  
Nazi-Maruttaš
1307 1282 Figlio di Kurigalzu II;[100][84] sincronismo attestato con Adad-nirari I di Assiria[74], con cui si scontra e che lo sconfigge[98]
Kadashman-Turgu  
Kadašman-Turgu
1281 1264 Figlio di Nazi-Maruttash;[100][84] sincronismo attestato con Adad-nirari I di Assiria[74]
Kadashman-Enlil II  
Kadašman-Enlil
1263 1255 Figlio di Kadashman-Turgu[100]; ricevé una lettera dal re ittita Khattushili III[98]
Kudur-Enlil  
Kudur-Enlil
1254 1246 Figlio di Kadashman-Enlil II?[100][84]
Shagarakti-Shuriash  
Šagarakti-Šuriaš
1245 1233 Figlio di Kudur-Enlil[100][84]
Kashtiliash IV  
Kaštiliašu
1232 1225 Figlio di Shagarakti-Shuriash;[100][84] sincronismo attestato con Tukulti-Ninurta I di Assiria (1243-1207)[74]
Tukulti-Ninurta I 1225 1225 re assiro; appena intronizzato in Assiria, subisce un attacco da Kashtiliash IV, ma reagisce energicamente e giunge a conquistare Babilonia, aprendo una fase di interregno assiro della durata di sette anni (la statua del dio Marduk viene "deportata")[101]
Enlil-nadin-shumi  
Enlil-nādin-šumi
1224 1224 Successione non chiara; sincronismo attestato con Tukulti-Ninurta I di Assiria e con Kidin-khutran del Paese del Mare (1230 ca.)[74]
Kadashman-Harbe II  
Kadašman-Ḫarbe
1223 1223 Successione non chiara; sincronismo attestato con Tukulti-Ninurta I di Assiria e con Kidin-khutran del Paese del Mare (1230 ca.)[74]
Adad-shuma-iddina  
Adad-šuma-iddina
1222 1217 Successione non chiara; sincronismo attestato con Tukulti-Ninurta I di Assiria e con Kidin-khutran del Paese del Mare (1230 ca.)[74]
Adad-shuma-usur  
Adad-šuma-uṣur
1216 1187 Forse figlio di Kashtiliash IV;[101][84] sincronismo attestato con Tukulti-Ninurta I, ma anche con altri re assiri: Ashur-nirari III (1202-1197), Enlil-kudur-usur (1196-1193) e Ninurta-apil-Ekur (1192-1180)[74]
Meli-Shipak  
Meli-Šipak
1186 1172 Figlio di Adad-shuma-usur[84]
Marduk-apla-iddina I  
Marduk-apla-iddina
1171 1159 Figlio di Meli-Shipak[84]
Zababa-shuma-iddin  
Zababa-šuma-iddina
1158 1158 Successione non chiara
Enlil-nadin-ahi  
Enlil-nādin-aḫe
1157 1155 Successione non chiara

La Seconda dinastia di IsinModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Seconda dinastia di Isin.

Mentre la parte più occidentale del Vicino Oriente antico (Siria e Anatolia) era sconvolta dall'arrivo dei Popoli del Mare (1200), ad oriente continuava lo strenuo conflitto tra Babilonia e Assiria, con l'Elam intento ad approfittare del reciproco indebolirsi delle due potenze mesopotamiche. Alla Dinastia cassita succedette la Seconda dinastia di Isin (o Isin II), in un periodo in cui notevole era la progressiva infiltrazione di genti aramee.[102]

Il re più importante della dinastia è Nabucodonosor I (1125-1104 a.C.). È forse al suo regno che risale il collocamento ufficiale di Marduk al vertice del pantheon mesopotamico, con la scrittura (o riscrittura) del poema Enūma eliš[103]; analogamente, la città di Babilonia viene posta al centro dell'universo.[104]

La portata internazionale di Babilonia con Isin II appare inferiore rispetto ai tempi della Dinastia cassita.[105] Dopo Nabucodonosor, la dinastia continuò stancamente per quasi tutto l'XI secolo, in un periodo caratterizzato dalla penetrazione di popolazioni aramee e dall'instabilità politica.[106][107]

Penetrazione semita in Babilonia: Caldei, Aramei e ArabiModifica

Alla Seconda dinastia di Isin seguirono varie dinastie di cui sono noti quasi solo i nomi dei re e le durate dei loro regni: la II dinastia del Paese del Mare, la Dinastia di Bazi, una dinastia elamita e infine la Dinastia di E (dove E starebbe per la città di Babilonia, quindi forse una dinastia locale[108]), che insieme coprono il primo quarto del millennio.[109] L'unico re notevole di questa fase è Nabonassar (Nabû-nāṣir, 747-734 a.C.), non a caso l'unico che sia riuscito a trasmettere il trono al figlio.[110]

Caratteristica di questa fase è il continuo afflusso di tribù semitiche nell'area, con le difficoltà connesse alla questione della loro integrazione. Se, in generale, queste popolazioni furono interessate da fenomeni di acculturazione, essa fu diseguale e comunque non paragonabile a quella amorrea di mille anni prima. L'aramaico nelle sue varie forme divenne nel tempo la lingua materna di una fetta sempre maggiore della popolazione. Nel frattempo, la scrittura alfabetica andava soppiantando la cuneiforme, che restava relegata ad usi cultuali, giuridici e amministrativi.[111]

Il gruppo più rilevante tra le tribù semitiche in ingresso in Mesopotamia era quello dei Caldei, stanziatisi nella Babilonia occidentale e meridionale (soprattutto lungo l'Eufrate e sul delta) a partire dal IX secolo.[111] La più antica menzione dei Caldei (mat Kaldu) è del IX secolo e sta negli annali del re assiro Assurnasirpal II, che si vanta di averli sconfitti in battaglia.[112] I loro antenati erano seminomadi o nomadi, ma i Caldei attuali si erano nel tempo urbanizzati e vivevano quanto meno in villaggi se non nelle stesse città babilonesi. Sul delta, controllavano il commercio verso il Golfo Persico. La loro lingua ci è poco nota. Forse erano semiti occidentali e parlavano aramaico, anche se le fonti antiche tendono a distinguerli sempre dagli Aramei. È stata ipotizzata una loro origine araba. Sia come sia, fino al VII secolo, i Caldei si integrarono assai poco nel tessuto statale babilonese, anche quando loro capi-tribù giunsero a sedersi sul trono babilonese.[111]

Altri gruppi semiti importanti in questo periodo sono gli Aramei e gli Arabi. I primi erano stanziati lungo il Tigri, nella Babilonia sud-orientale. Il loro peso politico era inferiore a quello dei Caldei perché tendevano meno ad abbracciare la vita di città. I secondi acquisirono un peso sempre maggiore in Babilonia lungo il corso del I millennio, soprattutto dopo la domesticazione del dromedario.[109]

Di fronte a questa complessità etnica, il potere centrale spesso non era in grado di mantenere la continuità e l'integrità territoriale e amministrativa dello Stato. I rapporti tra abitanti di stirpe babilonese e nuovi arrivati semiti era per lo più conflittuale, così come quello tra le diverse città. Il Regno di Babilonia era insomma piuttosto debole in questa fase e di lì a poco avrebbe perso l'indipendenza per mano dei re assiri.[113]

Dominazione assiraModifica

Età neo-babiloneseModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Babylonian Empire su livius.org.
  2. ^ a b c d Babilonia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana..
  3. ^ a b c Liverani 2009, pp. 406-407.
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  5. ^ a b c d e f g h Grande Enciclopedia De Agostini, vol. III, Novara, 1985, p. 199.
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  8. ^ Liverani 2009, p. 25.
  9. ^ a b Jursa, p. 19.
  10. ^ a b Liverani 2009, pp. 403-404.
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  12. ^ Beaulieu, p. 35.
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  24. ^ a b Beaulieu, p. 42.
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  26. ^ Beaulieu, p. 49.
  27. ^ Beaulieu, p. 47.
  28. ^ a b c Lambert, p. 71.
  29. ^ a b c Beaulieu, p. 50.
  30. ^ Lambert, pp. 72-73.
  31. ^ Beaulieu, pp. 50-51.
  32. ^ Beaulieu, p. 51.
  33. ^ Liverani 2009, p. 265.
  34. ^ Liverani 2009, p. 267.
  35. ^ Beaulieu, p. 54.
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  37. ^ a b Liverani 2009, p. 272.
  38. ^ Beaulieu, pp. 54-55.
  39. ^ Beaulieu, p. 11.
  40. ^ Liverani 2009, p. 273.
  41. ^ Beaulieu, p. 57.
  42. ^ Beaulieu, p. 57.
  43. ^ Beaulieu, p. 58.
  44. ^ Beaulieu, p. 60.
  45. ^ a b Liverani 2009, p. 317.
  46. ^ Liverani 2009, p. 318.
  47. ^ Liverani 2009, pp. 322-324.
  48. ^ Jursa, pp. 22-23.
  49. ^ Beaulieu, p. 62.
  50. ^ a b Beaulieu, p. 68.
  51. ^ Le date sono quelle indicate in Liverani 2009, pp. 326 e 421 e Beaulieu, p. 69.
  52. ^ Beaulieu, p. 69.
  53. ^ a b c d e f g h i j Chen, p. 202.
  54. ^ Liverani 2009, pp. 328-329.
  55. ^ Liverani 2009, p. 329.
  56. ^ Jursa, pp. 24-25.
  57. ^ Liverani 2009, pp. 405-406.
  58. ^ a b Jursa, p. 25.
  59. ^ Liverani 2009, p. 406.
  60. ^ a b Jursa, p. 26.
  61. ^ Jursa, pp. 26-27.
  62. ^ Jursa, p. 27.
  63. ^ a b Liverani 2009, p. 602.
  64. ^ (EN) Kassite, in Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. URL consultato il 21 febbraio 2022.
  65. ^ a b Liverani 2009, p. 603.
  66. ^ a b Devecchi.
  67. ^ Saggs, p. 116.
  68. ^ Saggs, pp. 116-117.
  69. ^ Liverani 2009, p. 605.
  70. ^ a b Jursa, p. 29.
  71. ^ a b Jursa, p. 30.
  72. ^ Jursa, pp. 29-30.
  73. ^ Brinkman 1976, pp. 30-31.
  74. ^ a b c d e f g h i j k l m n Liverani 2009, p. 598.
  75. ^ Beaulieu, p. 125.
  76. ^ a b Saggs, p. 116.
  77. ^ Chen, p. 47.
  78. ^ a b c Chen, p. 202.
  79. ^ Bertman, p. 90.
  80. ^ La Lista reale A inserisce un re tra Kashtiliash I e Abi-Rattash, ma il nome è perduto. La Lista sincronica omette questa figura (cfr. Beaulieu, p. 128).
  81. ^ Chen, p. 48.
  82. ^ Questa parentela è suggerita da una possibile lettura dell'iscrizione di Agum-Kakrime, figlio di Urzigurumash (cfr. Brinkman 1976, p. 85).
  83. ^ Agum II nelle proprie iscrizioni si riferisce esplicitamente a Urzigurumash come al proprio padre, per cui è possibile ipotizzare che gli sia succeduto direttamente (cfr. Beaulieu, p. 128).
  84. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Chen, p. 203.
  85. ^ Chen, p. 49.
  86. ^ Tanto la Lista reale A quanto la Lista sincronica indicano la presenza di un re tra Shipta'ulzi e Burnaburiash I, ma essendo entrambi i testi danneggiati il nome non è noto. Dai frammenti residui si è tradizionalmente pensato che il nome fosse Agum, ma questa ipotesi è stata poi abbandonata dagli studiosi (cfr. Beaulieu, p. 128).
  87. ^ a b c Brinkman 1976, p. 12.
  88. ^ Beaulieu, p. 131.
  89. ^ Beaulieu, p. 132.
  90. ^ a b c Saggs, p. 117.
  91. ^ Liverani 2009, p. 603.
  92. ^ a b Brinkman 1976, p. 15.
  93. ^ a b Vacca-D'Andrea, pp. 39-40.
  94. ^ Vacca-D'Andrea, p. 40.
  95. ^ a b Liverani, p. 580.
  96. ^ a b Brinkman 1976, p. 166.
  97. ^ Sul conflitto tra le fonti (la Cronaca P e la assira Storia sincronica), vedi Brinkman 1976, pp. 418sgg.
  98. ^ a b c d Liverani 2009, p. 604.
  99. ^ Il nipote (A) di Ashur-uballit I deposto è indicato come Kadashman-Harbe dalla Cronaca P e Kara-HARdash o [Kar]a-indash dalla Storia sincronica assira; il padre di (A) è indicato come Kara-indash dalla Cronaca P, mentre la Storia sincronica non ne dà il nome; l'usurpatore è indicato come Shuzigash dalla Cronaca P e come Nazi-Bugash dalla Storia sincronica; il padre del nuovo re installato da Ashur-uballit è indicato come [Kadash]man-Harbe dalla Cronaca P e come Burna-Buriash dalla Storia sincronica (cfr. Brinkman 1976, pp. 418sgg.).
  100. ^ a b c d e f Brinkman 1976, p. 203.
  101. ^ a b Liverani 2009, p. 605.
  102. ^ Liverani 2009, p. 751.
  103. ^ Jursa, p. 82.
  104. ^ Jursa, pp. 30-31.
  105. ^ Liverani 2009, pp. 756-757.
  106. ^ Liverani 2009, p. 759.
  107. ^ Jursa, p. 31.
  108. ^ Beaulieu, pp. 12 e 178.
  109. ^ a b Jursa, p. 33.
  110. ^ Jursa, p. 34.
  111. ^ a b c Jursa, pp. 32-33.
  112. ^ Beaulieu, p. 180.
  113. ^ Jursa, pp. 33-34.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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