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Bad World Tour
Bad tour logo.jpg
Tour di Michael Jackson
Album Bad
Inizio Giappone Tokyo
12 settembre 1987
Fine Stati Uniti Los Angeles
27 gennaio 1989
Tappe 2
Spettacoli
Cronologia dei tour di Michael Jackson
Victory Tour
(1984)
Dangerous World Tour
(1992-1993)
Michael Jackson interpreta "Wanna Be Startin' Somethin' durante la tappa del Bad World Tour a Vienna
Giacca e cinta indossate durante i concerti

Il Bad World Tour è stato il primo tour da solista del cantante Michael Jackson iniziato il 12 settembre 1987 e terminato il 27 gennaio 1989 per promuovere il suo settimo album in studio, Bad (1987).

La prima parte del tour partì da Tokyo e proseguì in Australia. La seconda parte cominciò negli Stati Uniti per proseguire in Europa. Il tour fece tappa a Roma il 23 e il 24 maggio 1988[1] e a Torino il 29.[2] Jackson eseguì 124 concerti in 15 nazioni in Asia, Oceania, Nord America ed Europa con quasi 4,4 milioni di spettatori e incassi superiori ai 125 milioni di dollari. Divenne, all'epoca, il tour di maggior successo di tutti i tempi, ottenendo due record nel Guinness dei Primati come "il tour con i maggiori incassi nella storia" e "il tour con il più vasto pubblico presente".[3]

Il tourModifica

PromozioneModifica

Il tour fu molto pubblicizzato e la Pepsi Cola, che era il suo sponsor, contribuì notevolmente grazie a degli spot che avevano come protagonista il cantante. Nel primo della serie, del 1987, Jackson eseguiva una versione dal vivo di Bad con un testo diverso dall'originale (contenente dei riferimenti alla famosa bevanda), alternata a delle immagini di un giovane ammiratore (James Safechuck) che bussava alla porta del suo camerino dietro le quinte per chiedere un autografo, che alla fine veniva colto di sorpresa dal suo arrivo. Nel 1988 furono invece realizzati quattro spot a episodi intitolati The Chase, The Chopper, The Museum e The Finale, in cui si vedeva il cantante fuggire dai fans e dai paparazzi prima a bordo di una Ferrari Testarossa, completamente nera, poi appeso ad un elicottero per poi, alla fine dell'ultimo spot, ritrovarsi di nuovo su un palcoscenico.[4]

Prima serie di concerti (1987)Modifica

Il tour partì a meno di un mese dalla pubblicazione dell'album. Impegnato prima nella promozione del disco e poi nella realizzazione del videoclip del secondo singolo, Bad, il cantante non aveva avuto modo di provare le nuove canzoni. Per questo motivo la prima serie di concerti del tour somigliava nella scaletta, nelle coreografie e nell'esecuzione di molti brani al precedente Victory Tour con i fratelli. Le uniche differenze sostanziali consistevano nei ballerini, che nelle coreografie sostituivano i fratelli Jackson, alcuni nuovi musicisti e coristi, tra cui spiccavano la cantante emergente Sheryl Crow e la chitarrista Jennifer Batten, e i nuovi costumi disegnati da Michael Lee Bush, conosciuto due anni prima sul set di Captain EO, che includevano una innovativa (per l'epoca) giacca luminosa per l'esecuzione di Thriller.[5] Le uniche due tracce dal nuovo album erano il duetto I Just Can't Stop Loving You e la title track, con cui il concerto si chiudeva.

In Giappone i 9 concerti inizialmente previsti per settembre 1987 fecero sold out in poche ore cosicché furono aggiunte altre 5 date per soddisfare le richieste. I 14 concerti, tutti sold out, registrarono oltre 570.000 spettatori totali e batterono ogni precedente record giapponese (fino a quel momento il record era di 200.000 spettatori in un intero tour).[6] Nel dicembre 1988 Jackson tornò ad esibirsi a Tokyo con altri 9 concerti sold out davanti a 405.000 persone. In totale oltre 975.000 giapponesi assistettero ai concerti del Bad World Tour.[7]

Il manager di Jackson, Frank DiLeo disse che dopo questi concerti il pubblico giapponese non sarebbe più stato lo stesso. L'arrivo in Giappone di Michael Jackson provocò infatti un'isteria di massa mai vista prima nel paese, che la stampa giapponese soprannominò "Tiphoon Jackson" ("ciclone Jackson"), definendo il suo spettacolo "il più grande spettacolo della terra". In Australia il cantante venne soprannominato "Crocodile Michael" ("coccodrillo Michael").[7]

Seconda serie di concerti (1988/1989)Modifica

Nei circa due mesi che separarono la prima e la seconda parte del tour, Jackson ebbe modo di provare nuove coreografie e poter aggiungere in scaletta altri brani dal nuovo album. Fecero il loro esordio dal vivo Another Part of Me, Smooth Criminal, Dirty Diana, The Way You Make Me Feel e Man in the Mirror, che chiudeva lo spettacolo con un appello umanitario (l'appello sarebbe divenuto una consuetudine nelle tournée a venire).

La seconda parte del tour iniziò negli Stati Uniti facendo registrare il tutto esaurito ovunque, i biglietti fecero sold out nel giro di 4 ore,[8] e proseguì in Europa, provocando entusiasmi superiori persino a quelli registrati in Giappone e in Australia.[3]

L'incasso del concerto del 3 marzo 1988 a New York, di 600.000 dollari, venne donato in beneficenza allo United Negro College Found. Al concerto parteciparono Steve Stevens in Dirty Diana, che aveva già suonato nel videoclip della canzone, Siedah Garrett in I Just Can't Stop Loving You, che aveva già partecipato alla registrazione della canzone in studio, e Tatiana Thumbtzen in The Way You Make Me Feel, la modella che aveva interpretato la ragazza nel videoclip della canzone.[9] La performance di Dirty Diana dal concerto fu in seguito rilasciata come versione alternativa del videoclip originale.[10]

Il governo della Repubblica Democratica Tedesca era estremamente preoccupato dal concerto del 19 giugno 1988, che si sarebbe dovuto tenere nel parco antistante il Palazzo del Reichstag a Berlino Ovest, accanto al confine del Muro. Per questo motivo ordinò alla Stasi di compiere azioni di spionaggio contro il cantante durante la sua permanenza in città e organizzò una trasmissione del concerto in differita di due minuti, in modo da censurare possibili "provocazioni politiche" o, in alternativa, una trasmissione di un precedente spettacolo del cantante. La sera dello spettacolo, davanti al Muro a Berlino Est, si erano radunate diverse decine di migliaia persone; da parte sua Jackson aveva fatto alzare al massimo il volume delle apparecchiature e l'illuminazione per cercare di intrattenere anche i berlinesi dell'Est. All'ultimo minuto, nel timore di azioni antigovernative, la polizia disperse la folla e annullò la trasmissione in differita.[3]

Jackson entrò nel Guinness dei Primati per "la serie di concerti di maggior successo della storia" con i concerti tenuti al Wembley Stadium di Londra. Il 29 novembre 1987 iniziarono le vendite dei biglietti dei primi due concerti (14 e 15 luglio 1988) e oltre 6.000 persone si accamparono fuori dallo stadio la notte precedente per poterseli assicurare. Per i primi cinque concerti ci fu una richiesta superiore ad 1,5 milione di biglietti, tale da poter fare 21 sold out. In totale, oltre 2 milioni di persone tentarono di comprare i biglietti per i concerti di Jackson a Wembley. Nonostante l'enorme richiesta e la disponibilità di Jackson, non furono aggiunte altre poiché Io stadio aveva raggiunto la quota massima per le performance live. I 7 concerti radunarono oltre 504.000 persone (72.000 a sera). Oltre al riconoscimento del Guinness, Jackson fu premiato anche dai funzionari dello stadio per lo storico record ottenuto e mai più eguagliato.[3]

Al concerto del 16 luglio consegnò un assegno di 450.000 dollari alla fondazione benefica del Principe Carlo nelle sue mani e in quelle dell'allora consorte, la Principessa Diana Spencer. La coppia reale consegnò in cambio a Jackson una speciale targa commemorativa per le vendite dei suoi album Off the Wall, Thriller e Bad nel paese.[11]

All'ultimo concerto in Gran Bretagna, l'11 settembre all'ippodromo di Liverpool, assistette una folla di 225.000 persone, la più grande mai vista nel paese per un artista solista. La calca per accaparrarsi i posti davanti al palco fu tale che centinaia di persone rimasero ferite e una ventina furono arrestate. Si rivelò essere lo spettacolo di Jackson con il maggior numero di spettatori.[12]

Le ultime date furono ancora in Giappone e negli Stati Uniti.

DettagliModifica

Lo spettacolo faceva largo uso di nuove tecnologie, come dei grandi schermi al LED ai lati della struttura per permettere una migliore visibilità del palco da tutte le angolazioni, una gru che innalzava l'artista sugli spettatori delle prime file durante l'esecuzione di Beat It, o dei trucchi di illusionismo che lo vedevano sparire da un lato del palco e riapparire dall'altro alla fine di Workin' Day and Night e all'inizio di Thriller, mentre indossava una giacca illuminata e ballava con degli zombie.[13]

ScalettaModifica

DateModifica

Data Città Paese Luogo Spettatori
Prima Parte
Asia
12 settembre 1987 Tokyo   Giappone Korakuen Stadium 45,000
13 settembre 1987 45,000
14 settembre 1987 45,000
20 settembre 1987 Nishinomiya Hankyu Nishinomiya Stadium 35,000
21 settembre 1987 35,000
22 settembre 1987 35,000
25 settembre 1987 Yokohama Yokohama Stadium 48,000
26 settembre 1987 48,000
27 settembre 1987 48,000
3 ottobre 1987 48,000
4 ottobre 1987 48,000
10 ottobre 1987 Osaka Osaka Stadium 32,000
11 ottobre 1987 32,000
12 ottobre 1987 32,000
Oceania
3 novembre 1987 Perth   Australia W.A.C.A. Oval -
8 novembre 1987 Adelaide Thebarton Oval -
13 novembre 1987 Melbourne Olympic Park Stadium 45,000
20 novembre 1987 Sydney Parramatta Stadium 55,000
21 novembre 1987 55,000
27 novembre 1987 Brisbane Entertainment Centre 17,500
28 novembre 1987 17,500
2 dicembre 1987 Wellington Nuova Zelanda Athletic Park -
6 dicembre 1987 Auckland Mount Smart Stadium -
Seconda Parte
Nord America
23 febbraio 1988 Kansas City   Stati Uniti Kemper Arena 18,000
24 febbraio 1988 18,000
3 marzo 1988 New York Madison Square Garden 20,000
5 marzo 1988 20,000
6 marzo 1988 20,000
12 marzo 1988 St. Louis St. Louis Arena 18,000
13 marzo 1988 18,000
18 marzo 1988 Indianapolis Market Square Arena 15,000
19 marzo 1988 15,000
20 marzo 1988 Louisville Freedom Hall 18,500
24 marzo 1988 Denver McNichols Sports Arena 20,000
25 marzo 1988 20,000
26 marzo 1988 20,000
30 marzo 1988 Hartford Hartford Civic Center 15,000
31 marzo 1988 15,000
1º aprile 1988 15,000
8 aprile 1988 Houston The Summit 17,000
9 aprile 1988 17,000
10 aprile 1988 17,000
13 aprile 1988 Atlanta The Omni 16,500
14 aprile 1988 16,500
15 aprile 1988 16,500
19 aprile 1988 Rosemont Rosemont Horizon 18,500
20 aprile 1988 18,500
21 aprile 1988 18,500
25 aprile 1988 Dallas Reunion Arena 18,500
26 aprile 1988 18,500
27 aprile 1988 18,500
4 maggio 1988 Minneapolis Met Center 17,000
5 maggio 1988 17,000
6 maggio 1988 17,000
Europa
23 maggio 1988 Roma   Italia Stadio Flaminio 40,000
24 maggio 1988 40,000
29 maggio 1988 Torino Stadio Comunale 60,000
2 giugno 1988 Vienna   Austria Prater Stadium 55,000
5 giugno 1988 Rotterdam   Paesi Bassi Feijenoord Stadium 54,000
6 giugno 1988 54,000
7 giugno 1988 54,000
11 giugno 1988 Göteborg   Svezia Eriksberg 53,000
12 giugno 1988 53,000
16 giugno 1988 Basilea   Svizzera St. Jakob Park Stadium 50,000
19 giugno 1988 Berlino   Germania Palazzo del Reichstag 56,000
25 giugno 1988 Lione   Francia Stade de Gerland 35,000
27 giugno 1988 Parigi Parc des Princes 65,000
28 giugno 1988 65,000
1º luglio 1988 Amburgo   Germania Volkspark Stadium 51,000
3 luglio 1988 Colonia Mungersdorfer Stadium 65,000
8 luglio 1988 Monaco di Baviera Olympic Stadium 70,000
10 luglio 1988 Hockenheim Hockenheimring 85,000
14 luglio 1988 Londra   Inghilterra Wembley Stadium 72,000
15 luglio 1988 72,000
16 luglio 1988 72,000
22 luglio 1988 72,000
23 luglio 1988 72,000
26 luglio 1988 Cardiff   Galles Cardiff Arms Park 55,000
30 luglio 1988 Cork   Irlanda Páirc Uí Chaoimh 65,000
31 luglio 1988 65,000
5 agosto 1988 Marbella   Spagna Estadio Municipal 28,000
7 agosto 1988 Madrid Stadio Calderón 60,000
9 agosto 1988 Barcellona Camp Nou 95,000
12 agosto 1988 Nizza   Francia Stade de l'Ouest 35,000
14 agosto 1988 Montpellier Stade Richter 30,000
19 agosto 1988 Losanna   Svizzera La Pontaise Stadium 45,000
21 agosto 1988 Würzburg   Germania Talavera Wiesen 43,000
23 agosto 1988 Werchter   Belgio Festival Ground 50,000
26 agosto 1988 Londra   Inghilterra Wembley Stadium 72,000
27 agosto 1988 72,000
29 agosto 1988 Leeds Roundhay Park 60,000
2 settembre 1988 Hannover   Germania Niedersachsen Stadium 40,000
4 settembre 1988 Gelsenkirchen Park Stadium 50,000
6 settembre 1988 Linz   Austria Linz Stadium 40,000
10 settembre 1988 Milton Keynes   Inghilterra The Bowl 60,000
11 settembre 1988 Liverpool Circuito di Aintree 125,000
Nord America
26 settembre 1988 Pittsburgh   Stati Uniti Civic Arena 13,000
27 settembre 1988 13,000
28 settembre 1988 13,000
3 ottobre 1988 East Rutherford Meadowlands Arena 20,000
4 ottobre 1988 20,000
5 ottobre 1988 20,000
10 ottobre 1988 Richfield The Coliseum 18,000
11 ottobre 1988 18,000
14 ottobre 1988 Landover Capital Centre 20,000
17 ottobre 1988 20,000
18 ottobre 1988 20,000
19 ottobre 1988 20,000
24 ottobre 1988 Auburn Hills The Palace 23,000
25 ottobre 1988 23,000
26 ottobre 1988 23,000
31 ottobre 1988 Tacoma Tacoma Dome -
1 novembre 1988 -
2 novembre 1988 -
7 novembre 1988 Irvine Irvine Meadows Amphitheater 16,000
8 novembre 1988 16,000
9 novembre 1988 16,000
13 novembre 1988 Los Angeles Sports Arena 18,000
Asia
9 dicembre 1988 Tokyo   Giappone Tokyo Dome 45,000
10 dicembre 1988 45,000
11 dicembre 1988 45,000
17 dicembre 1988 45,000
18 dicembre 1988 45,000
19 dicembre 1988 45,000
24 dicembre 1988 45,000
25 dicembre 1988 45,000
26 dicembre 1988 45,000
Nord America
16 gennaio 1989 Los Angeles   Stati Uniti Sports Arena 18,000
17 gennaio 1989 18,000
18 gennaio 1989 18,000
26 gennaio 1989 18,000
27 gennaio 1989 18,000

Cancellazioni e modificheModifica

  • 8 ottobre 1987: Osaka, Giappone, Osaka Stadium; Riprogrammato per il 10 ottobre 1987 (Jackson aveva la laringite)
  • 9 ottobre 1987: Osaka, Giappone, Osaka Stadium; Riprogrammato per il 12 ottobre 1987 (Jackson aveva la laringite)
  • 3 novembre 1987: Perth, Australia, W.A.C.A. Oval; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 8 novembre 1987: Adelaide, Australia, Thebarton Oval; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 2 dicembre 1987: Wellington, Nuova Zelanda, Athletic Park; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 6 dicembre 1987: Auckland, Nuova Zelanda, Mt Smart Stadium; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 23 giugno 1988: Lione, Francia, Stade de Gerland; CANCELLATO (a causa dei pochi biglietti venduti, 16.000 su 35.000).
  • 9 agosto 1988: Montpellier, Francia, Stade Richter; Riprogrammato per il 12 agosto 1988 (per problemi di organizzazione)
  • Piani iniziali prevedevano anche altri concerti: a Cincinnati, Birmingham, Chapel Hill, Orlando e Tampa negli Stati Uniti; a Mannheim e Darmstadt in Germania, a Shanghai in Cina.
  • 31 ottobre, 1 e 2 novembre 1988: Tacoma, Stati Uniti, Tacoma Dome; CANCELLATI (Jackson aveva la laringite)
  • 14 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Sports Arena; Riprogrammato per il 16 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 15 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Sports Arena; Riprogrammato per il 17 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 20 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Sports Arena; Riprogrammato per il 18 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 21 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Sports Arena; Riprogrammato per il 26 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 22 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Sports Arena; Riprogrammato per il 27 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)

Home videoModifica

UfficialiModifica

In occasione del venticinquesimo anniversario dell'uscita dell'album Bad, il 18 settembre 2012, è stato pubblicato un cofanetto commemorativo contenente il concerto allo Stadio Wembley di Londra del 16 luglio 1988 col titolo Michael Jackson Live at Wembley July 16, 1988, comprensivo di album rimasterizzato e CD con l'audio del concerto.[14][15]

Altri concerti reperibiliModifica

Ogni tappa del Bad World Tour, così come per tutti i tour da solista di Jackson, è stata filmata e montata in diretta per gli schermi giganti dalla Nocturne Productions e, alla fine di ogni tappa, salvata su una U-matic, VHS professionale ad alta definizione.[15]

BootlegModifica

Sin dalla messa in onda televisiva in Giappone, nel 1987, del concerto che Jackson tenne a Yokohama il 26 settembre 1987, iniziarono a circolare VHS, MC e CD bootleg di tale concerto. Dal 2005 è in circolazione un DVD bootleg, Bad Tour Live in Yokohama Stadium, contenente la registrazione completa del concerto tenuto dal cantante allo stadio di Yokohama. Nello stesso periodo è uscito un altro DVD bootleg dei video tratti dall'album Bad. Questi due DVD sono stati stampati in un numero ristretto di copie e non in tutti i paesi. Nel 2009, anno della morte dell'artista, la Immortal Records ha pubblicato One Night in Japan, album dal vivo sempre bootleg che contiene nuovamente il concerto di Yokohama.

On-lineModifica

Negli ultimi anni altre tappe del tour sono trapelate on-line, qui di seguito sono elencate, in ordine per data di esecuzione, solo le tappe che è possibile reperire nella loro interezza o quasi:

  • la maggior parte della tappa di Tokyo del 12 settembre 1987 è apparsa online nel 2012.
  • la tappa di Tokyo del 14 settembre 1987 è apparsa online nel 2015.
  • la maggior parte della tappa di Yokohama del 4 ottobre 1987 è apparsa online.
  • la maggior parte della tappa di Osaka dell'11 ottobre 1987 è apparsa online.
  • la prima metà della tappa di Brisbane del 28 novembre 1987 è apparsa online nel 2012.
  • la prima metà della tappa di Roma del 23 maggio 1988 è apparsa online nel 2016.
  • parte della tappa di Tokyo dell'11 dicembre 1988 è apparsa online nel 2013.

StaffModifica

Artista principaleModifica

  • Michael Jackson: cantante, ballerino, direttore musicale, direttore esecutivo

Membri della bandModifica

  • Direttore musicale: Greg Phillinganes
  • Batteria: Ricky Lawson
  • Basso: Don Boyette
  • Chitarra: Jennifer Batten
  • Chitarra ritmica: Jon Clark
  • Tastiere: Greg Phillinganes, Chris Currell e Rory Kaplan
  • Cori: Sheryl Crow, Kevin Dorsey, Dorian Holley, Darryl Phinnessee

BalleriniModifica

  • Damon Navandi
  • Randy Allaire
  • Evaldo Garcia
  • Dominic Lucero
  • LaVelle Smith Jr
  • Tatiana Thumbtzen (solo in alcune tappe)

AltriModifica

  • Assistente direttore: Jolie Levine
  • Coreografie: Michael Jackson, Vincent Paterson
  • Scenografia: Tom McPhilips
  • Luci: Allen Branton
  • Direttore della sicurezza: Bill Bray
  • Costumi: Dennis Tompkins e Michael Lee Bush
  • Hair & Makeup: Karen Faye
  • Personal Manager: Frank Dileo

NoteModifica

  1. ^ Laura Laurenzini, e su Roma scese un angelo Rock..., la Repubblica, 24 maggio 1988, p. 23. URL consultato il 10 aprile 2014.
  2. ^ Torino, l'addio di Michael Jackson, la Repubblica, 29 maggio 1988, p. 21. URL consultato il 10 aprile 2014.
  3. ^ a b c d J. Randy Taraborrelli, Michael Jackson: The Magic and the Madness, 2004.
  4. ^ QUATTRO VOLTE MICHAEL - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 2 marzo 1988.
  5. ^ Michael Lee Bush, The King of Style: Dressing Michael Jackson, 2012, ISBN 978-1608871513.
  6. ^ Jackson to Make First Solo U.S. Tour, su pqasb.pqarchiver.com. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  7. ^ a b (EN) Reuters, Michael Jackson Arrives In Japan for 13-Concert Tour, in The New York Times, 10 settembre 1987.
  8. ^ (EN) The Associated Press, Michael Jackson Shows Sell Out in 4 Hours, in The New York Times, 9 febbraio 1988.
  9. ^ (EN) The Associated Press, Michael Jackson to Sing At Benefit in New York, in The New York Times, 14 gennaio 1988.
  10. ^ Michael Jackson - Dirty Diana Live.
  11. ^ (EN) Callum Hoare, Princess Diana SHOCK: How Michael Jackson was 'in love with Diana and wanted to MARRY her', su Express.co.uk, 1º marzo 2019.
  12. ^ Jade Wright, Michael Jackson at Aintree: 27 years on can you spot yourself?, su liverpoolecho, 3 settembre 2015.
  13. ^ JACKSON, UN TRIONFO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 5 marzo 1988.
  14. ^ Michael Jackson Global Store Archiviato il 25 maggio 2012 in Internet Archive.
  15. ^ a b (EN) Joseph Vogel, A Piece of History: Michael Jackson Live at Wembley Stadium, su HuffPost, 13 settembre 2012.

Altri progettiModifica