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Badia Polesine

comune italiano
Badia Polesine
comune
Badia Polesine – Stemma Badia Polesine – Bandiera
Badia Polesine – Veduta
Piazza della Vangadizza e l'Abbazia.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Amministrazione
SindacoGiovanni Rossi (lista civica) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate45°05′38.54″N 11°29′36.38″E / 45.09404°N 11.49344°E45.09404; 11.49344 (Badia Polesine)Coordinate: 45°05′38.54″N 11°29′36.38″E / 45.09404°N 11.49344°E45.09404; 11.49344 (Badia Polesine)
Altitudine11 m s.l.m.
Superficie44,53 km²
Abitanti10 263[2] (31-12-2018)
Densità230,47 ab./km²
FrazioniCrocetta, Salvaterra, Villa d'Adige, Villafora[1] Località: Bovazzecchino, Barchetta, Le Giare
Comuni confinantiCanda, Castagnaro (VR), Castelbaldo (PD), Giacciano con Baruchella, Lendinara, Masi (PD), Piacenza d'Adige (PD), Trecenta
Altre informazioni
Cod. postale45021
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT029004
Cod. catastaleA539
TargaRO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibadiesi
Patronosan Teobaldo
Giorno festivo1º luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Badia Polesine
Badia Polesine
Badia Polesine – Mappa
Posizione del comune di Badia Polesine nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale
L'Adige all'entrata nella provincia di Rovigo a nord della frazione Villa d'Adige

Badia Polesine (Badia Polesine in veneto) è un comune italiano di 10 263 abitanti della provincia di Rovigo in Veneto, situato ad ovest del capoluogo.

È il punto di riferimento per quanto riguarda la zona dell'Alto Polesine. È lambita a nord dal fiume Adige, che la separa dalla provincia di Padova. Confina inoltre con la provincia di Verona. Badia Polesine è, inoltre, considerata il polo industriale dell'Alto Polesine, dato il grande numero di industrie presenti nel territorio.

Geografia fisicaModifica

Il canale più importante è il Naviglio Adigetto, che divide il comune in due aree principali, sviluppatosi da una rotta del fiume Adige, quest'ultimo passante per il comune. Il fiume Adige inoltre divide le province di Rovigo e Padova che sono collegate da un ponte (Badia - Masi). Inoltre nel territorio comunale sono presenti altri canali e scoli.

 
Il Naviglio Adigetto, che passa per Badia Polesine.

StoriaModifica

Il nome antico di Badia Polesine era semplicemente "La Badia", con riferimento alla nota abbazia benedettina di S. Maria della Vangadizza attorno alla quale il paese si era sviluppato. Dopo il 589, in conseguenza della rotta dell'Adige alla Cucca, nell'attuale Veronella, l'Adige abbandonò il suo antico corso. Fu così che l'Athesis abbandonò le Isole Portilia (Porcilia) Menerva, Montagnana, Este e l'alveo fu spostato più a sud ovest verso Legnago con Porto, Castelbaldo e Badia, che era foce su uno dei Sette Mari raccontati da Plinio il Vecchio in Naturalis historia (Endolaguna).[3] Verso l'anno 900 il marchese di Mantova Almerigo fa edificare l'Abbazia che viene successivamente ceduta ai monaci Benedettini. L'abbazia era inoltre indipendente dalla diocesi di Adria. Nel 1200 Badia era circondata da una fossa ed erano collocate tre porte per l'ingresso in città. Nel 1400 inizia il declino della Vangadizza che passa sotto la proprietà della famiglia francese d'Espagnac e successivamente soppressa con decreto napoleonico nell'Ottocento. La città di Badia Polesine è sotto le dominazioni estensi, padovane, della Repubblica di Venezia, dal 1797 dei francesi e successivamente degli austriaci fino al 1866, quando il Veneto viene annesso allo Stato d'Italia. Badia Polesine risulta anche città conclusiva del percorso dell'antica via di pellegrinaggio Romea Annia[4], infatti i pellegrini che giungevano dal Nord Europa e dai Paesi dell'Est del continente, confluivano verso l'importante centro romano di Iulia Concordia, oggi Concordia Sagittaria. Da qui appunto, lungo la Romea Annia, percorrevano per oltre 200 chilometri tutta la bassa pianura padano-veneta da est a ovest, arrivando presso l'antica Abbazia di Badia Polesine. Dall'Ottocento la città si sviluppa; viene costruito il Teatro Sociale, l'ospedale e numerose opere pubbliche. Per quanto riguarda i trasporti viene costruito il ponte sull'Adige che collega Badia con la provincia di Padova e la linea ferroviaria Verona-Rovigo. Nel 1928 il comune ha incluso nel suo territorio parte del comune soppresso di Crocetta, che ne è divenuta frazione, oltre che l'ex-comune di Villa d'Adige[5]. Durante la seconda guerra mondiale, nell'aprile 1945 viene bombardato e distrutto il borgo San Nicolò. Negli anni sessanta sorgono in città nuove industrie a causa del boom economico italiano. A metà degli anni novanta viene ultimata la Strada Statale Transpolesana con la conseguente nascita di numerose imprese e industrie nelle sue immediate vicinanze, e solo recentemente la città è diventata svincolo finale dell'Autostrada A31 Valdastico.

SimboliModifica

«D'azzurro alle tre torri d'argento.»

(Descrizione araldica dello stemma del Comune di Badia Polesine.)

Lo stemma con scudo fu concesso dal re d'Italia Vittorio Emanuele III con Regio Decreto del 3 agosto 1930. Presenta inoltre la corona dorata con cinque torri, simbolo del titolo di città (RDL 16 aprile 1817). Le torri simboleggiano le tre "rocche marchesane" che sorgevano nel Fiume Adige, nei pressi della città.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Piazza Vittorio Emanuele II, centro storico, il municipio.
 
Complesso dell'Abbazia della Vangadizza.

Architetture civiliModifica

 
Mercato coperto.

Palazzo degli EstensiModifica

Il palazzo, risalente al 1400, è in stile tardo-gotico e occupa un ruolo di rilievo nel tessuto storico-urbanistico della città di Badia Polesine, si trova lungo la via omonima, a due passi dall'Abbazia della Vangadizza, e il suo aspetto elegante e ben strutturato, ne ha fatto uno dei simboli di Badia. Guardando alla sua storia, da più parti sembra ormai assodato che il Palazzo fu eretto durante il primo periodo di occupazione veneziana a Badia e che il nome derivi dall'appartenenza dell'edificio forse alla famiglia degli Estensi che, tra il XV e il XVI secolo, vi dimorarono durante la loro permanenza in città. Ricerche più recenti ne attribuiscono la proprietà alla famiglia veneta dei Gradenigo.

Il Palazzo degli Estensi, osservandone la facciata, è caratterizzato nella parte inferiore da un portico a tre ordini di archi a tutto sesto mentre la parte superiore è contraddistinta da finestre ad ogiva e dalla trifora del salone. Questa bella ed artistica finestra, è realizzata in stile gotico-fiorito, riprendendo il più classico stile veneziano, i suoi archi sono sorretti da colonnine in marmo ed è proprio questa la parte più bella del Palazzo. Per quanto riguarda l'arco delle finestre, esso è “a schiena d'asino” e ricorda lo stile arabeggiante ed è anche questo un motivo frequentissimo nelle costruzioni veneziane.

La facciata che dà sul cortile ripete il disegno della facciata principale dove vi compare una seconda trifora, assolutamente uguale alla precedente. Molto interessante è il cornicione a sbalzo costituito da mensole che reggono piccoli archi gotici trilobati. Caratteristici sono anche i due camini cilindrici. Esternamente l'edificio è forse il più interessante di Badia anche se gli interni, utilizzati per scopi diversi e quindi stravolti nel corso dei secoli, non hanno potuto mantenere quanto conservavano con molta probabilità un lontano passato.

Oggi il Palazzo degli Estensi vede il fronte principale costituito da una parte centrale con il pianterreno occupato da un lungo porticato sostenuto da semplici pilastri. Al piano superiore, disposte lateralmente, si aprono cinque finestre monofore architravate con archetti trilobati inscritte in archi acuti mentre, al centro, spicca un'elegante trifora con tre archetti. Da annotare una delle caratteristiche del Palazzo e cioè il coronamento della facciata con gli archetti tipici delle torri merlate medioevali costituite sia dagli archetti stessi, sia dalla merlatura conclusiva sostituita, nel caso del Palazzo degli Estensi, dal tetto con i due splendidi camini. All'interno è conservata una cornice in legno dell'antica cappa del camino, contemporanea al Palazzo. Oltre a questo importante elemento, l'interno nel tempo è stato completamente modificato anche perché il Palazzo per tanti anni è stato adibito ad “Albergo Sant'Antonio”. Tale attività per diversi anni è stata gestita dalla famiglia Munari, e più precisamente dai genitori di Bruno Munari, il famoso designer che ha vissuto gli anni dell'adolescenza a Badia Polesine per trasferirsi poi ventenne a Milano dove diventerà l'artista di fama internazionale oggi conosciuto.[6]

Altre architetture civiliModifica

  • Palazzo Rossi, maestoso ed imponente si affaccia su due strade quali via Carducci e via Degli Estensi e la sua facciata domina la strada che dalla Piazza dell’Abbazia della Vangadizza porta nella piazza municipale. Il Palazzo, risalente al XVIII secolo, appartenne prima ad Antonio Rossi che, nel 1851, lo cedette a Carlo Balzan proprietario per oltre un ventennio prima di cederlo alla Famiglia Miotto. Palazzo Rossi è caratterizzato da una equilibrata facciata con al centro, una trifora con balcone. Tale elemento architettonico è presente in diversi palazzi e non ha solo un fine ornamentale ma ha anche uno scopo di praticità poiché la trifora, aprendosi a tutta superficie del salone, forniva luce a quella che era la parte di rappresentanza del palazzo, cioè il salone superiore. La trifora del palazzo Rossi ha un elemento nuovo: sopra le due porte-finestre laterali architravate, si aprono due finestre quadrate ai lati dell’area centrale per aumentare la luce nel salone; il tutto inserito in un contesto raffinato e racchiuso da cornici sagomate e modanature. Le cornici delle finestre con inferriate del pianterreno, sono lineari mentre le superiori della facciata principale che dà su via Degli Estensi, sono sovrastate da un timpano curvilineo. Una sottile cornice delimita discretamente, quasi timidamente e senza imporsi, i due piani a differenza della grossa cornice che circonda la parte superiore del Palazzo. Lo stesso motivo a trifora lo si trovava pure nella facciata opposta che dava sul giardino e che purtroppo negli anni Sessanta del Novecento venne, con lo stesso giardino, sacrificata per permettere le costruzioni di nuovi edifici. All’interno di Palazzo Rossi è ben visibile un monumentale scalone in pietra tenera in puro stile Settecento ed alcune stanze decorate con raffinati stucchi sempre dello stesso periodo, che coprono soffitti e pareti. Gli stucchi formano riquadri disegnati con eleganza e colorati con le due tinte più diffuse del tempo: il rosa e il verdino. Bello ed elegante anche il caminetto rimasto in una delle stanze laterali al salone centrale mentre piacevoli sono le decorazioni pittoriche del primo Novecento del soffitto di un’altra stanza sempre laterale al salone centrale del Palazzo. Nel Palazzo esiste al pianterreno un’inferriata barocca, oggi murata, confinante con l’attigua Chiesetta della Beata Vergine dell’Addolorata, oggi Sant’Antonio Abate, dietro la quale i nobili Rossi, proprietari del Palazzo, potevano assistere alla Santa Messa. Sul pavimento dell’Oratorio ancora oggi è visibile una tomba dove nel 1700, venne sepolto un membro della Famiglia Rossi. Il Palazzo ha subito un recente restauro grazie al quale sono affiorate delle rare decorazioni del pittore e decoratore veneziano Giovanni Biasin. I dipinti dei soffitti sono dal pittore veneziano Giovanni Biasin.
  • Palazzo Rosini, costruito nel XVI secolo.
  • Palazzo Bassi, costruito nel XVII secolo.
  • Palazzo Picinali, costruito alla fine dell'Ottocento.
  • Villa Turchetti, in stile liberty costruita nel 1905.
  • Mercato Coperto, in stile gotico-veneziano, costruito nel primo Novecento.
  • Villa Finzi, costruita alla fine dell'Ottocento.
  • Istituto Caenazzo-Bronzin.
  • Palazzo Gulinelli, costruito verso la fine del Cinquecento.
  • Villa Pellegrini, Salvaterra.
  • Sede Municipale e Torre dell'Orologio, ricostruito nel XVII secolo.

Altri monumentiModifica

  • Monumenti ai caduti delle guerre (Piazza Vittorio Emanuele II, Piazza Garibaldi e Piazza Marconi);
  • Monumento ai caduti nelle missioni di pace (Via Foro Boario);
  • Monumento ai caduti del lavoro (Via Ca' Mignola Vecchia);
  • Monumento a Carlo Alberto Dalla Chiesa (Piazzale C.A. Dalla Chiesa);
  • Monumento dell'AVIS (Via Petrarca);
  • Monumento a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (all'interno della Cittadella dello Sport).

Aree naturaliModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

CulturaModifica

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

  • Biblioteca Comunale G.G. Bronziero, aderente al Sistema Bibliotecario Provinciale.

ScuoleModifica

L'Istituto Comprensivo di Badia Polesine comprende un asilo nido ed infantile, i plessi della scuola primaria "Sandro Pertini" di via Petrarca (classi prima e seconda) e di piazza Marconi (classi terza, quarta e quinta) e la scuola secondaria di primo grado "G. Ghirardini". La città è servita anche da asili a gestione privata e da una scuola primaria paritaria. Inoltre, Badia Polesine è un importante polo scolastico che copre l'area dell'Alto Polesine e dei vicini comuni della provincia di Verona e di Padova: è presente nel territorio comunale l'IIS "Primo Levi" con le due sedi "E. Balzan" e "L. Einaudi" e l'IPSIA "E. Bari".

MuseiModifica

 
Palazzo degli Estensi (o Palazzo Gradenigo).

TeatroModifica

  • Teatro Sociale - costruito nel 1812 a spese del badiese Bartolomeo Dente, restaurato nel periodo 2000-2011, ora aperto
  • Cinema-Teatro Politeama

EventiModifica

  • Carnevale
  • 25 aprile - primi giorni di maggio: Fiera di Primavera;
  • 25 aprile: Sagra Nazionale degli Aquiloni, manifestazione realizzata dalla Pro Poco, il Comune e il patrocinio della Presidenza dei Ministri;
  • Prima o seconda domenica di maggio: Festa del Pan Biscoto;
  • 1º luglio: Festeggiamenti per San Teobaldo (patrono);
  • Primi giorni di luglio: Sfilata Storica, rievocazione della traslazione delle reliquie di San Teobaldo, dal Veneto verso la Francia;
  • Seconda settimana d'agosto, durata 10 giorni: Ferragosto Badiese;
  • 21 novembre: sagra della Madonna della Salute;
  • dicembre - gennaio: appuntamenti natalizi;
  • Ogni secondo sabato del mese: Rumando tra le corti sconte, mostra-scambio di cose del passato, antiquariato, collezionismo e hobbismo;
  • Stagioni teatrali.

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti frazioni e principali località:

  • Salvaterra - 650 abitanti;
  • Villa d'Adige - 1240 abitanti;
  • Villafora - 267 abitanti;
  • Crocetta - 309 abitanti;
  • Colombano - 125 abitanti;
  • Le Giare - 19 abitanti;
  • Bovazecchino - n.d.
  • Barchetta - 110 abitanti.
 
Villa Pellegrini nella frazione di Salvaterra.

EconomiaModifica

Nel territorio comunale si riconoscono diverse aree produttive. La zona industriale più ampia è situata in via Ca' Mignola Nuova. Un'altra importante area produttiva è situata nei pressi della frazione di Crocetta, nelle immediate vicinanze della Strada Statale 434 Transpolesana. Vi sono, inoltre, le zone più piccole di via dello Zuccherificio e di via Fratelli Rosselli, rispettivamente a sud e a ovest della città.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Badia è sulla direttrice da Verona a Rovigo, ed è lambita a sud dalla SS 434 Transpolesana dove ha diverse uscite (Menà-Villa d'Adige, Badia Polesine-Este-Castelmassa, Ficarolo-Trecenta-Badia Polesine, Canda-Occhiobello e Ca' Giovannelli). Badia Polesine è inoltre attraversata dall'Autostrada A31 Valdastico Sud: nel territorio comunale sorge, infatti, la barriera e un'uscita, oltre all'interconnessione dell'autostrada con la Strada Statale 434 Transpolesana. Sono inoltre presenti la SR88 Badia Polesine-Rovigo in direzione Rovigo (Via Polesana per Badia), la SR88 verso la Provincia di Verona e Legnago, la SP42 che attraversa l'Adige e s'immette nella Provincia di Padova con la SP91, la SP1 verso Crocetta, la SP12 verso Stienta, la SR482 Alto Polesana in direzione Castelmassa, Ostiglia e Mantova. Importanti arterie nel territorio sono poi:

 
Il ponte strallato dell'Autostrada A31 sul fiume Adige tra Badia Polesine e Piacenza d'Adige

Ponti sul fiume AdigeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ponte strallato sul fiume Adige.

Nel territorio comunale sono presenti due ponti sul fiume Adige. Il primo collega Badia Polesine a Masi, comune della provincia di Padova. Il secondo, invece, è il ponte strallato dell'Autostrada A31 che collega la città con Piacenza d'Adige. Esso è il ponte strallato con la maggior luce (310 m) in Italia[9].

FerrovieModifica

 
La stazione ferroviaria
 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Badia Polesine.

A Badia Polesine è presente una stazione ferroviaria, collegata alla linea Verona – Legnago – Rovigo in gestione a RFI. Il traffico passeggeri è gestito da Sistemi Territoriali e utilizza treni classificati come regionali con una cadenza di ogni ora e alcuni classificati come regionali veloci, in alcuni momenti della giornata.

È attivo un interscambio con gli autobus Busitalia Veneto e ATV.

Mobilità urbanaModifica

Badia Polesine è un importante snodo di autobus per la provincia di Rovigo[10]. Infatti, il sistema di trasporto pubblico della città è servito da linee extraurbane gestite da Busitalia Veneto, che collega Badia Polesine con il capoluogo Rovigo, con i vicini comuni dell'Alto Polesine, con la provincia di Padova e con Ferrara. Verso le principali località sulla direttiva verso Verona e la provincia di Verona, invece, il trasporto pubblico è gestito da ATV (linee 341 e 344). È possibile accedere al sistema del trasporto pubblico dall'autostazione di Badia Polesine e dalle varie fermate presenti nel territorio.

AmministrazioneModifica

SindacoModifica

Dall'11 giugno 2017, l'attuale sindaco di Badia Polesine è Giovanni Rossi (lista civica Giovanni Rossi Sindaco).

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2012 2017 Gastone Fantato lista civica Sindaco
2017 in carica Giovanni Rossi lista civica di centro-destra Sindaco

GemellaggiModifica

SportModifica

Importante è il Rugby Badia ASD, che dalla stagione 2007/08 milita nella serie cadetta di rugby nazionale, la Serie A. Infatti, nel 2007 si è classificato al quarto posto del proprio girone di serie A e ha quindi acquisito il diritto di disputare il campionato di A1.

Da ricordare anche l’U.S. Badia Polesine che milita nel campionato di Promozione di calcio.

Impianti sportiviModifica

 
Giardini della Vangadizza
  • Stadio "Valentino Degani - Tino Magnan" (Calcio)
  • Nuovi impianti sportivi di Via Martiri di Villamarzana (Rugby, Tennis, Baseball): gli impianti hanno ospitato il 14 marzo 2015 l'incontro Italia-Francia valido per il torneo 6 Nazioni di Rugby femminile, vinto dalla nazionale italiana per 17 a 15.[13]
  • Palasport (Basket, Pallavolo e Calcio a 5);
  • Stadio "Ottorino Verzaro" (Anno 1928): attualmente non in uso;
  • Campi Sportivi "Ist. Caenazzo-Bronzin" (Calcio);
  • Palestra delle scuole elementari "A. Pignatta";
  • Palestra delle scuole medie e polivalente all'aperto;
  • Palestra dell'IIS "L. Einaudi";
  • Palestra dell'IPSIA "E. Bari";
  • Piscine, palestre e parco avventura Live Park Badia a gestione privata.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Badia Polesine - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  3. ^ Anna Maria Ronchin, Nel Tempo della Dea Vicenza, feb 2006, pag. 73.
  4. ^ Romea Annia, su www.romeastrata.it. URL consultato il 9 dicembre 2015.
  5. ^ Enrico Pietrogrande, Mario de' Stefani (1901-1969): Architettura tra Venezia e l'Adige, Gangemi, 2015, pp. 36. URL consultato il 3 maggio 2018.
  6. ^ M. Barison e F. Occhi, Antiche memorie: il Teatro Sociale e i palazzi di Badia Polesine, Badia Polesine, 2004, pp. 108.
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ La collezione Balzan a Badia Polesine Archiviato il 25 settembre 2015 in Internet Archive., Fondazione Balzan
  9. ^ Un ponte verso il futuro. (PDF), su cimolai.com (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  10. ^ SITA Archiviato il 9 agosto 2011 in Internet Archive.
  11. ^ Comune di Badia Polesine - Gemellaggio con Estepa, su comune.badiapolesine.ro.it.
  12. ^ Comune di Badia Polesine - Gemellaggio con Saint-Thibault-des-Vignes, su comune.badiapolesine.ro.it.
  13. ^ Dal sito FIR, su federugby.it.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Sito ufficiale, su comune.badiapolesine.ro.it.  
  • Badia Polesine, in Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo, polesineterratraduefiumi.it. URL consultato il 16 febbraio 2012.
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