Bagno di Romagna

comune italiano
Bagno di Romagna
comune
Bagno di Romagna – Stemma Bagno di Romagna – Bandiera
Bagno di Romagna – Veduta
Il centro cittadino di Bagno di Romagna visto dal castello di Corzano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
SindacoMarco Baccini (lista civica Visione comune) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate43°50′N 11°58′E / 43.833333°N 11.966667°E43.833333; 11.966667 (Bagno di Romagna)Coordinate: 43°50′N 11°58′E / 43.833333°N 11.966667°E43.833333; 11.966667 (Bagno di Romagna)
Altitudine462 m s.l.m.
Superficie233,52 km²
Abitanti5 670[1] (31-12-2020)
Densità24,28 ab./km²
FrazioniAcquapartita, Bagno di Romagna, Careste, Casanova dell'Alpe, Crocedevoli, Crocesanta, Larciano, Montegranelli, Monteguidi, Paganico, Pietrapazza, Poggio alla Lastra, Ridracoli, Rio Petroso, Rio Salso, Saiaccio, San Piero in Bagno (sede comunale), San Silvestro, Selvapiana, Strabatenza, Valgianna, Vessa
Comuni confinantiBibbiena (AR), Chiusi della Verna (AR), Mercato Saraceno, Poppi (AR), Pratovecchio Stia (AR), Santa Sofia, Sarsina, Verghereto
Altre informazioni
Cod. postale47021
Prefisso0543
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT040001
Cod. catastaleA565
TargaFC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 789 GG[3]
Nome abitantibagnesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagno di Romagna
Bagno di Romagna
Bagno di Romagna – Mappa
Posizione del comune di Bagno di Romagna nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Bagno di Romagna è un comune italiano sparso di 5 670 abitanti[1] della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna, storicamente compreso nell'area geografica della Romagna toscana. Il municipio non si trova nella località che porta il nome del comune ma nell'adiacente San Piero in Bagno.

Noto per le sorgenti termali è situato nell'Appennino tosco-romagnolo e fa parte del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Geografia fisicaModifica

 
Il ponte sul Fiume Savio vicino a Gualchiere.

Il comune si trova a un'altitudine compresa tra i 339 e 1500 m s.l.m., a 49 km da Cesena e si sviluppa lungo la vallata del fiume Savio e in parte lungo la vallata del fiume Bidente fino a raggiungere la dorsale appenninica confinante con la regione Toscana.

Dista 66 km da Arezzo e questo lo ha reso per molto tempo luogo di sosta dei viaggiatori che, oltrepassando il valico appenninico, passavano dalla Romagna alla Toscana e viceversa.

StoriaModifica

PreistoriaModifica

Le prime tracce di insediamenti umani risalgono all'età del bronzo, come mostrano i ritrovamenti di monili e reperti nelle frazioni limitrofe di Rio Salso, San Silvestro e Selvapiana.

Periodo romanoModifica

Già abitato dagli Umbri, i Romani vi fondarono Oppidum Balnei, così chiamato per le acque termali.[4] Le terme sono citate in un epigramma(IX 58) dal poeta della corte imperiale Marziale. Il paese era un luogo di sosta nei transiti tra Roma e Ravenna[5].

Periodo medievaleModifica

Dopo la caduta dell'Impero, il centro abitato venne distrutto dai Goti nel 540. I primi secoli dell'Alto Medioevo vedono la mancanza di documentazione storica. Verosimilmente, il destino di Bagno si lega a quello della Romagna, testa di ponte dell’Impero Bizantino e baluardo contro i Longobardi. Come la vicina Sarsina, entrò possibilmente nell’orbita dell'Esarcato di Ravenna.[senza fonte]

Nel IX secolo, è documentata la presenza di una pieve dedicata a santa Maria e l'autorizzazione per fondazione di un monastero benedettino nelle vicinanze. Il paese riprende così a fiorire attorno al complesso sacro. Una certa tranquillità viene vissuta sotto il dominio della potente famiglia dei Guidi,[6] che alla fine del XIV secolo vanta il possesso di numerosi borghi e castelli siti nell'Appennino tosco-romagnolo. È proprio in questo periodo che Bagno di Romagna viene fortificata con una cinta muraria e viene istituito un mercato di merci che col tempo, da piazza e mercatale, si evolverà nell'abitato stabile di San Piero in Bagno[7].

Terminata la dominazione dei Guidi, nel 1404 Bagno entra nell'orbita fiorentina e, dal 1406 al 1453, fu concesso come signoria ai Gambacorti di Pisa.[8] Territorio della Repubblica di Firenze, rimarrà dominio dei Medici, e del successivo Granducato di Toscana fino al 1860. Sotto i Medici, Bagno diviene "capitanato", le sue terme sono frequentate anche da uno dei figli di Lorenzo il Magnifico e dallo scultore Benvenuto Cellini. Nel 1498 vi muore Giovanni de' Medici, marito di Caterina Sforza, signora di Forlì, e padre del futuro Giovanni dalle Bande Nere. Parallelamente, il commercio si anima e l'attività di agricoltura e pastorizia, un tempo fiorente,[9] lascia il posto all'artigianato, in grado di produrre rosari e bottoni in legno esportati in tutta Italia.

Rinascimento ed età modernaModifica

Nel 1520 tutto il territorio di Bagno di Romagna è annesso dal papa Leone X alla diocesi di Sansepolcro.

Bagno di Romagna diviene un centro di passaggio per chi viene dalla Toscana o dall'Umbria o per chi effettua il percorso in senso contrario, dalla pianura padana alla Valle del Tevere. Ma è esposta anche a numerose incursioni: nel 1527 le truppe lanzichenecche di Carlo V, guidate da Georg von Frundsberg, nella loro calata che porterà al Sacco di Roma, distruggono la rocca di Corzano,[10] saccheggiano la zona e si abbandonano ad atti vandalici contro i monumenti, tra cui l'abbazia e la basilica.

Con l'Unità d'Italia (1861), Bagno di Romagna si trova compresa nei territori della provincia di Firenze. Nel 1923, in seguito agli spostamenti dei confini provinciali voluti da Benito Mussolini (che, per l'ambizione di dare importanza alla propria provincia d'origine, volle annettervi i comuni dell'ex circondario di Rocca San Casciano e soprattutto le sorgenti del Tevere), entra a far parte della Provincia di Forlì. Quando, nel dopoguerra, vengono istituite le Regioni, il comune si trova in Emilia-Romagna, mentre nel 1975 le sue varie parrocchie sono passate dalla diocesi di Sansepolcro alla diocesi di Cesena.

Seconda guerra mondialeModifica

Dopo l'8 settembre 1943 e soprattutto dopo il primo arretramento del fronte d'occupazione tedesco, l'abitato si ritrova sulla Linea Gotica, occupato dalla Wehrmacht e con gli Alleati a pochi chilometri in Toscana con il contrapporsi dei partigiani della 8ª Brigata Garibaldi ai nazisti e ai fascisti; parte del suo territorio fece parte di una delle prime Repubbliche partigiane sorte nel periodo, la Repubblica partigiana del Corniolo.

Questi scontri portarono all'eccidio del Carnaio, nel luglio 1944, da parte dei nazifascisti e poi alla liberazione, nel settembre successivo, quando i nazisti si ritirarono e l'esercito britannico occupò il paese.

Dal dopoguerra in poiModifica

La pace, l'industrializzazione ed il boom economico hanno gradualmente portato al comune un buon tenore di vita. Tuttavia gli isolati abitati montani sono stati abbandonati principalmente in favore dei due paesi della valle (Bagno e San Piero) e le campagne si sono nettamente spopolate. Oggi tutto il comune è un fiorente centro turistico, per le sue stazioni termali, e i paesaggi naturali, con il parco nazionale delle Foreste Casentinesi.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, posto sulla "Linea Gotica", durante l'ultimo conflitto mondiale, si adoperò con la popolazione tutta a dare ospitalità e rifugio alle famiglie sfollate delle grandi città ed ai soldati italiani e stranieri sbandati o fuggiti dai campi di concentramento. Contribuì generosamente alla guerra di liberazione con la costituzione di varie formazioni partigiane, subendo feroci rappresaglie che provocarono la morte di numerosi ed eroici cittadini. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), 1943-1944

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Piazza Ricasoli e la romanica chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.
  • Basilica di Santa Maria Assunta Si affaccia sulla piazza principale. L'impianto attuale risale al Rinascimento. Lo storico camaldolese Fortunio ne fa risalire la fondazione all'anno 860. Il campanile è alto 39 metri. Il portale di Santa Maria, inserito su un precedente portale con arco a tutto sesto, mostra alla sua destra lo stemma dei Camaldolesi che furono ininterrottamente presenti dal 1299 al 1808. All'interno il fonte battesimale risale al Mille; nelle sette cappelle sono conservate: il corporale del miracolo eucaristico avvenuto nel 1412; un trittico di Neri di Bicci (1467); una Madonna della Rosa del Maestro di Sant'Ivo (1410); una Madonna col Bambino in stucco eseguita nella bottega di Donatello verso il 1410. Il tabernacolo quattrocentesco è situato nella prima cappella a destra a partire dal presbiterio, attribuito alla scuola di Giuliano da Maiano.
 
Palazzo del Capitano. Facciata.
 
Santuario di Corzano
  • Santuario e Castello di Corzano - Madonna col Bambino (1430 circa)
  • Chiesa di San Pietro in Vinculis (a San Piero in Bagno)
  • Chiesa di San Francesco a San Piero in Bagno

Architetture civiliModifica

  • Palazzo del Capitano, sede dei governanti che Firenze inviava a reggere le sorti del governo locale. All'interno del Palazzo è stata posta la sede del Centro Visite del Parco.
  • San Piero in Bagno (antico borgo di San Piero)
 
Chiesa di San Pietro a San Piero in Bagno (Bagno di Romagna)
  • Passo del Carnaio e Monumento ai Caduti della rappresaglia nazifascista
  • Valle di Pietrapazza - Chiese, casolari sparsi, Resistenza durante la guerra '43-'45
  • Valle di Rio Salso - Mulino delle Corbaie, riserva di caccia, caratteristici abitati montani abbandonati
  • Ponte dei Frati a San Piero in Bagno
  • Terme Naturali - Stabilimenti Termali: Grand Hotel Terme Roseo, Terme di S. Agnese ed Euroterme.

Aree naturaliModifica

[11].

  • Selvapiana - Castagneti
  • Fosso del Capanno - Zona naturalistica e panoramica
  • Sentiero degli Gnomi, passeggiata caratteristica nel bosco dove è stato costruito un tradizionale villaggio di gnomi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2019 la popolazione straniera residente era di 366 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

EconomiaModifica

Oltre al cospicuo tessuto industriale ed artigianale (metalmeccanica, carpenteria, meccatronica per automotive), l'economia si fonda sul turismo termale, paesaggistico, escursionistico, ed eno-gastronomico, che fonde la tradizione romagnola con quella toscana: primizie da agricoltura biologica (ricotte, formaggio raviggiolo), selvaggina (cinghiale, cervo, daino, lepre, capriolo), tartufi e funghi porcini e prugnoli.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 ottobre 1985 30 luglio 1990 Ezio Boattini Partito Socialista Italiano Sindaco [13]
30 luglio 1990 24 aprile 1995 Lorenzo Spignoli Partito Socialista Italiano Sindaco [13]
24 aprile 1995 14 giugno 2004 Ferruccio Boghi centrosinistra Sindaco [13]
15 giugno 2004 26 maggio 2014 Lorenzo Spignoli centro-sinistra Sindaco [13]
26 maggio 2014 in carica Marco Baccini Lista civica Sindaco [13]

GemellaggiModifica

CuriositàModifica

I centri storici di Bagno di Romagna e di San Piero in Bagno insieme al rilievo montuoso di Corzano sono sottoposti a vincolo di tutela paesaggistica per Decreto Ministeriale del 1996[14].

 
Allestimenti per il Giro d'Italia

Il 17 maggio 2017 Bagno di Romagna è stato il traguardo di arrivo della undicesima tappa del 100º Giro d'Italia, con doppio passaggio cittadino e circuito del Monte Fumaiolo[15][16]. La testimonianza del passato sotto il dominio fiorentino la si trova nel pane senza sale che viene normalmente prodotto e consumato in tutta la zona.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Bagno di Romagna | Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 10 agosto 2021.
  5. ^ ove era presente la seconda flotta militare imperiale, un importante porto commerciale e dove le legioni impiegate nelle province alloggiavano durante l'inverno, al di fuori del Pomerium, rappresentato dal fiume Rubicone
  6. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Guidi di Romagna, Milano, 1865.
  7. ^ (che poi divenne la frazione con il maggior numero di abitanti – circa 3 000, contro gli 800 di Bagno – e sede del Municipio)
  8. ^ bagnodiromagnaturismo.it.
  9. ^ Antonio Saltini, Fiere e mercati nel pendolo della transumanza, in Romagna arte e storia, n. 60/2000
  10. ^ Castello di Corzano - Corzano, su www.geometriefluide.com. URL consultato il 15 luglio 2021.
  11. ^ (FR) UNESCO Centre du patrimoine mondial, UNESCO Centre du patrimoine mondial - Décision - 41 COM 8B.7, su whc.unesco.org. URL consultato il 28 agosto 2017.
  12. ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  13. ^ a b c d e http://amministratori.interno.it/
  14. ^ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 28 agosto 2017.
  15. ^ il Resto del Carlino, Giro d'Italia 2017, Bagno di Romagna vestita di rosa. Le foto - il Resto del Carlino, in il Resto del Carlino, 17 maggio 2017. URL consultato il 29 agosto 2017.
  16. ^ Giro d'Italia, tappone show: a Bagno di Romagna trionfa Omar Fraile, in CesenaToday. URL consultato il 29 agosto 2017.
 
Ulivi ed ortensie per il Giro d'Italia

BibliografiaModifica

  • G. Conti, P. Tamburini, R. Tani, Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, CCIAA, Forlì 1988
  • G. Viroli, Pittura dal Duecento al Quattrocento a Forlì, Nuova Alfa Editoriale 1998
  • G. Viroli, Chiese ville e palazzi nel forlivese, Cassa dei Risparmi di Forlì, Forlì 1999
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Guidi di Romagna, Milano, 1865.

Voci correlateModifica

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