Banca Popolare Pugliese

Banca Popolare Pugliese
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Sede Legale Parabita.jpg
Sede Legale a Parabita
Stato Italia Italia
Forma societaria Società cooperativa
Fondazione 1º luglio 1994
Sede principale Parabita
Matino
Persone chiave
  • Vito Primiceri (Presidente)
  • Mauro Buscicchio (Direttore Generale)
Settore Bancario
Utile netto 10,592 milioni[1] (2014)
Dipendenti 832 [1] (2014)
Slogan «Da 100 anni orientati al territorio»
Sito web

La Banca Popolare Pugliese è una banca locale della Puglia.

L'istituto di credito, nella sua attuale denominazione e ragione sociale di Società Cooperativa per Azioni, nasce il giorno 1º luglio 1994, in seguito alla fusione fra la Banca Popolare Sud Puglia e la Banca Popolare di Lecce.

Tuttavia, la storia della Banca Popolare Pugliese è assai più remota, essendo il risultato dell'aggregazione di una dozzina di banche popolari del Salento, alcune di origine molto antica. In particolare: la Banca Popolare di Parabita (fondata nel 1888), la Banca Agricola di Matino (fondata nel 1939, ma diretta emanazione del Consorzio Agrario Cooperativo di Matino, costituito il 5 novembre 1899)[2], e la Banca Popolare di Aradeo (fondata nel 1913). La politica di fusione degli istituti di credito locali vide susseguirsi l'assorbimento delle Banche popolari di San Pietro Vernotico, Ceglie Messapica, e le Banche di Credito Cooperativo di: Cellino San Marco, San Pancrazio Salentino e Otranto. La Sede Legale e la Direzione Generale della Banca Popolare Pugliese sono ubicate rispettivamente a Parabita e Matino.

La Banca Popolare Pugliese ha acquisito in totale 23 sportelli dalla Banca Carime, 17 nel 2007 e altri 6 nel 2015. Sempre nel 2015 acquisisce il 97,37% della Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio di Benevento [3], poi totalmente incorporata, e il ramo d'azienda di Banca Carim comprendente le filiali molisane e quella di Vasto.

Indice

StoriaModifica

La storia delle originiModifica

La Banca Popolare di Parabita, società anonima cooperativa, fu fondata il 9 settembre 1888 ad opera di un gruppo di soci tra i quali i promotori: Giuseppe Ferrari (presidente), Domenico Marzano (vicepresidente), Giovanni Vinci, Luigi Muja, Francesco Marzano, Luigi Giannelli, Domenico Ferrari, Lucio Barone, Donato Pieri e Salvatore Laterza[4]. Il 24 settembre 1888 l'atto costitutivo fu registrato presso l'ufficio del registro di Parabita, il 1º ottobre l'omologazione del Tribunale civile di Lecce e il 13 dicembre la pubblicazione degli atti costitutivi nel "Bollettino Ufficiale della Società per Azioni". L'inizio della gestione decorse dal 1º gennaio 1889. Lo statuto della Banca Popolare di Parabita indicava due obiettivi sociali, in particolare quello di: 1) procacciare il credito ai soci col mezzo della mutualità e del risparmio; 2) sviluppare le industrie, il commercio e l'agricoltura e specialmente le operazioni che conferiscono al miglioramento delle classi lavoratrici.[5] Il capitale iniziale venne raccolto fra le varie categorie economiche locali, dal proprietario terriero al costruttore edile, dal contadino al barbiere, e risultò distribuito su un totale di 295 azioni di lire 25 cadauna.

Primo presidente della banca fu il Cav. Giuseppe Ferrari, già sindaco di Parabita da ben cinquanta anni e, per questo, soprannominato "sinducu vecchiu". Egli preoccupato delle misere condizioni in cui versavano gli agricoltori e i piccoli commercianti parabitani, favorì il credito con piccoli prestiti contro rilascio di effetti e con la tipica e caratteristica forma del credito sull'onore. Se si pensa che il 1889 fu un anno di grave crisi economica che colpì soprattutto il settore agricolo, i risultati della banca furono sorprendenti; infatti il capitale sociale passò da 7.375 lire a 25.025 lire di cui 11.560 effettivamente versato, gli utili furono di lire 350.[6] Se si analizzano le altre poste del primo bilancio della banca si nota subito come i prestiti superavano di gran lunga i depositi, infatti i primi ammontavano a 13.310 lire, i secondi a 2.610 lire; possiamo ritenere che tutto ciò non era dovuto alla sfiducia verso la banca, ma alla mancanza di capitali disponibili e infatti non appena le condizioni migliorarono i depositi aumentarono sensibilmente e al 31 gennaio 1889 passarono a 6.984 lire.[7] Nella relazione al bilancio del 1889, il presidente Giuseppe Ferrari, si esprimeva in questi termini entusiastici: "La constatazione dei suddetti risultati, mentre fa fede delle prospere condizioni dell'istituto, ed attesta i rapidi progressi fatti nel breve spazio di un anno, rende giuste e meritate le lodi imparziali che vanno tributate agli amministratori ed agli impiegati della banca, per le cure indefesse consacrate al buon andamento dell'istituto".[7] Fra il 1889 e il 1899 il capitale sociale passò da 25.025 a 228.725 lire con un incremento di circa il 1000%; la banca aumentò e i depositi da 2.610 a 208.812 lire con un'unica flessione nel 1892; il portafoglio, composto dai prestiti ai soci e dagli effetti scontati su piazza e fuori piazza, passò in quel decennio da 13.310 a 486.882 lire.[8] Finalità quasi esclusiva della Banca Popolare fu quella di adibire i propri capitali al miglioramento dell'agricoltura e non all'acquisto di valori pubblici (tanto che fino al 1904 non risultano dai bilanci acquisti di Titoli di Stato). Della Banca Popolare di Parabita si occupò la rivista Credito e Cooperazione, organo dell'Associazione fra le Banche Popolari, che in una sua recensione del 1911 ne parlava in termini lusinghieri infatti si leggeva, tra l'altro, "...noi apprezziamo senza dubbio i progressi di questo modesto sodalizio, che da umili principi in breve tempo ha guadagnato tante simpatie e ha potuto aumentare così sensibilmente i suoi benefici a vantaggio delle industrie agricole del paese". Nei primi decenni di attività, i clienti della banca erano quasi esclusivamente i contadini locali, ai quali, a partire dal 1900 iniziò a somministrare solfato di rame e zolfo ramato di ottima qualità al prezzo di costo acquistabile a mezzo effetto cambiario estinguibile a fine raccolto. Questo servizio era doppiamente vantaggioso per i soci: non li assoggettava alla speculazione privata con l'inevitabile aumento esorbitante dei prezzi; li metteva nella condizione di estinguere il debito nel momento in cui avevano la possibilità di farlo e cioè a fine raccolto. Tutto ciò dimostra come la banca avesse ben recepito i principi basilari della cooperazione e della mutualità di cui Luigi Luzzatti fu il propugnatore, e su questa strada la banca negli anni successivi continuò ad operare tenendo sempre ben presente la realtà socio-economica in cui operava, mietendo fra la popolazione sempre maggiori consensi.

Storia RecenteModifica

La Banca Popolare Pugliese nacque in un tempo di grandi trasformazioni, quando le Autorità monetarie nazionali sotto la spinta della legislazione comunitaria liberalizzarono l'apertura degli sportelli bancari e, più in generale, sancirono la libertà d'insediamento delle banche.

In quel periodo i grandi istituti di credito nazionali estesero la loro presenza sul territorio soprattutto attraverso l'acquisizione di banche di piccole dimensioni, sgretolando, così, il sistema locale del credito ed una storia antica che specialmente nella regione, fino ad allora conosciuta come “La Puglia delle Banche”, vide la scomparsa di quasi tutte le banche private, di cui ben nove nel Salento, retaggio storico delle grandi famiglie locali.

La “Popolare Pugliese” nacque il 1º luglio 1994, per la scelta illuminata degli uomini che in quegli anni guidavano le banche popolari più importanti del Salento: la Banca Popolare di Lecce e la Banca Popolare Sud Puglia. Essi vollero preservare l'autonomia e l'indipendenza del credito nella terra d'origine, attraverso la fusione dei due istituti, consapevoli che solo la conoscenza diretta della realtà nella quale si opera, degli usi, dei costumi, della storia sempre difficile che accomuna una Banca Popolare alla propria gente, può dare valore aggiunto alle leggi spesso aride del credito.

Quel matrimonio tra Parabita e Matino, in controtendenza rispetto al sistema allora imperante, generò la Banca Popolare Pugliese, salentina per origini e cromosomi, ma con l'ambizione di guardare presto verso un orizzonte regionale, così come la nuova ragione sociale lasciava ben intendere.

Da allora come oggi, ha optato per lo scopo mutualistico e la funzione sociale proprie della Società cooperativa per Azioni, con l'obiettivo di essere più forte ed affidabile delle logiche di mercato, ed affrontare le difficili sfide del futuro.

Il Credito Cooperativo, non ha veri padroni, chi lo possiede è una moltitudine di uomini che con il loro piccolo contributo si associano per una finalità comune. Con questo spirito e per conservare la propria identità creditizia, la “Popolare Pugliese” aggregò nei due anni successivi le Banche di Credito Cooperativo di Cellino San Marco e di San Pancrazio Salentino, poi, nel 1999, anche quella di Otranto, dando, così, maggior respiro alla nuova azienda, senza tradire lo spirito cooperativo.

In quegli anni la Banca aprì 13 nuovi sportelli, nelle province di Lecce, Bari, Brindisi e Taranto.

Banca Popolare Pugliese è posseduta da oltre trentamila soci; un vero e proprio bene comune, chiamato a rinnovarsi nel tempo senza tradire le proprie origini I principi etici dichiarati, come appare sul sito e sulle pubblicazioni della banca, sono la trasparenza e l'orientamento al territorio. Per dare maggior concretezza a questi principi, la Banca pubblicò nel 2000, tra le prime aziende in Italia:

• Il Bilancio sociale, per rendere trasparenti e comprensibili all'interno e all'esterno i programmi, le attività e i risultati raggiunti,

•Il Codice Etico, compendio dei diritti e doveri morali, presidio essenziale per l'idoneità del sistema dei controlli interni e del modello organizzativo.

L'impegno della Banca nel sociale non si esaurisce con la salvaguardia dell'identità locale e neppure con la tutela dei principi fondanti e della reputazione. Un'azienda di credito moderna non può limitarsi all'insediamento capillare sul territorio e pur operando con fedeltà ai valori richiamati, deve percorrere il sentiero della contemporaneità.

L'avvento di internet, ha rivoluzionato il sistema delle relazioni ed imposto il varo di servizi fruibili in maniera virtuale. Per questa visione del futuro già vigente, con uno sforzo tecnologico ed organizzativo rilevante, 2001 fu varato il progetto della “Banca virtuale”, fruibile sempre, senza limiti spaziotemporali, per essere al passo con la richiesta pressante di servizi semplici, disponibili a basso costo, nella logica ormai affermata della globalizzazione.

Nello stesso anno la Banca diede vita alle reti dei Promotori Finanziari e di Gestori Imprese, scegliendoli fra i dipendenti dell'Azienda, con l'obiettivo di fornire assistenza a quella parte di clientela con esigenze più complesse e diversificate. Nell'era digitale non è sufficiente vincere la gara della velocità; bisogna saper rispondere ad un'altra domanda che si fa sempre più forte: la capacità d'ascolto e la consulenza.

Questi passaggi storici nella vita dell'azienda e nel suo lavoro segnarono la linea di confine col passato, entrando nell'era della multicanalità.

La ricerca di efficienza è ormai assimilabile ad una posta di patrimonio, per organizzare meglio la difesa del valore dei crediti vantati dalle società del gruppo “Banca Popolare Pugliese” ed assicurare il concreto recupero degli stessi, nel 2002 fu costituita BPP Service, la società chiamata a salvaguardare i crediti del gruppo anche attraverso l'acquisto di immobili o di diritti reali immobiliari di qualunque tipo.

Nel 2001, anno significativo dopo la svolta del nuovo millennio, la Banca partecipò alla nascita del progetto “Cuore Amico”, un'esperienza unica nel sociale salentino a beneficio dei bambini bisognosi di cure o di interventi specialistici nell'area provinciale. La Banca sarà presente in Cuore Amico per oltre un decennio. In questo frangente non si è limitata ad erogare contributi, ma nello spirito del "fare" ha partecipato fattivamente alle attività di sensibilizzazione e di raccolta di fondi, profondendo un impegno civile in linea con la propria carta costitutiva. Questa esperienza e la consapevolezza di potere e volere fare molto di più per i bisogni del proprio habitat, sono stati gli spunti per la creazione di una struttura aziendale di più ampio respiro e finalità: la Fondazione "Banca Popolare Pugliese-Giorgio Primiceri” che, costituita a fine 2013, comincerà ad operare non appena sarà iscritta nell'albo delle onlus.

Nell'anno 2003 Il progetto di multicanalità era già molto avanzato, ma nello stesso anno, con una scelta che si rivelerà vincente, nacque Bpp Sviluppo Spa che arricchirà il Gruppo Bancario BPP. La nuova rete di Agenti in Attività Finanziarie esalta l'espansione aziendale e dieci anni dopo la Banca opererà, attraverso la rete di oltre 100 Agenti, non solo in Puglia, ma anche in Campania, Sicilia, Lazio, Basilicata, Molise, Abruzzo, Toscana, Piemonte, Lombardia e Sardegna.

Questa scelta, fatta da un'azienda già ben presente nel territorio di origine, va vista non solo per la valenza strategica, ma anche per i contenuti di servizio. In un'epoca in cui il mondo bancario si rivela “avaro di credito”, la “Popolare Pugliese”, ancora una volta in controtendenza, si organizza per finanziare le famiglie e per servire meglio la sua gente in un periodo economicamente difficile. Non si limita, infatti, ad aspettarla, ma la ricerca attraverso il lavoro capillare degli Agenti.

Lo sforzo di accorciare costantemente la distanza con i propri clienti non passa soltanto dagli schermi televisivi e dalla pubblicità, l'impegno in questo senso è di avere un uditorio sempre più consapevole, prima ancora che le nuove normative dichiarino i loro diktat. Lavorando in questa direzione, nell'anno 2004 nacque "BPP Educational", un progetto integrato di educazione finanziaria destinato a diversi target: dai clienti top agli studenti, dai professionisti alle imprese.

Nell'arco di dieci anni, si sono tenuti decine di convegni, work shop ed incontri con le scuole. L'attività divulgativa avvicina la Banca agli utenti di oggi e di domani, ai clienti attuali e potenziali attraverso linguaggi e timing mirati. I maggiori risultati si sono registrati nelle scuole superiori, dove una moltitudine di maturandi, in procinto di entrare nelle Università o nel mondo del lavoro, sono stati iniziati ai principali servizi bancari.

Nel 2006 entrò nella famiglia della Banca Popolare Pugliese anche la BCC di Ruvo di Puglia. Con questa incorporazione la Banca e il Credito Popolare, occupano un'altra casella importante nella provincia barese.

La nuova dimensione e gli investimenti corposi che ne derivarono diedero luogo ad un'operazione di aumento di capitale per un controvalore complessivo di oltre 52 milioni di euro, un'operazione non soltanto finanziaria, ma anche un test di credibilità e di fiducia che il Corpo Sociale consentì di superare di slancio.

Nel 2007: in una regione di grandi dimensioni come la Puglia, la Banca era assente soltanto nella provincia di Foggia. In quell'anno per completare l'insediamento furono acquisiti 17 sportelli da Banca Carime, concentrati soprattutto nell'area barese e nella Daunia.

La Banca è ora presente in tutte e sei le province pugliesi ed inoltre è insediata in due Regioni confinanti: Molise e Basilicata.

Dal 2007 in poi la Banca piuttosto che ricercare una mera espansione territoriale, perseguirà la razionalizzazione della propria rete sportelli.

È noto che negli ultimi anni, il sistema bancario, dopo la corsa frenetica all'espansione, ha cominciato a registrare il fenomeno contrario, con la dismissione progressiva di molte centinaia di sportelli da parte soprattutto degli Istituti di maggiori dimensioni.

Gli anni 2008/2009 rimarranno memorabili, perché il mondo venne scosso dalla crisi finanziaria generatasi in America, ma poi rapidamente propagatasi al resto del mondo. La Popolare Pugliese, sia pure con prudenza, premiando le iniziative maggiormente credibili, non chiuse le porte del credito alle imprese e continuò a finanziare le famiglie, contrariamente a quanto veniva rimproverato ad altri intermediari accusati di essere sempre più “avari di credito”.

Il 10 gennaio 2011, fu varata una nuova operazione di aumento di capitale, anch'essa chiusa con successo, grazie alla fiducia dei numerosi soci.

I nuovi mezzi patrimoniali affluiti diedero ulteriore solidità all'Azienda e le consentirono di essere subito conforme alle nuove più stringenti regole di Basilea III.

Nel 2015 acquisisce il 97,37% della Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio di Benevento.[3]

Dalla pubblicazione ufficiale del "Ventennale BPP" si legge:

"In questi anni di forte turbolenza e deterioramento delle condizioni di mercato, La Banca ha saputo distinguersi perseguendo i propri obiettivi di stabilità e di sviluppo, e tanto ha potuto fare, perché ha potuto contare sulla validità dei propri uomini, sulla solidità dei rapporti con la clientela, restando sempre fedele ai principi del cooperativismo, che vuole il cliente e il socio in primo piano nella definizione delle strategie aziendali.

In una Banca fatta principalmente di persone e di rapporti umani, il valore della relazione è prioritario, questo si legge quotidianamente negli occhi dei circa 1.000 fra Dipendenti e Agenti, degli oltre 230.000 Clienti e degli oltre 30.000 Soci. Proprio al Personale va riconosciuto un ruolo determinante nei successi e nello sviluppo e della reputazione, frutto di un'intelligenza individuale e collettiva."

Ecco alcuni numeri della BPP, per darne il senso della crescita e della dimensione:

• la rete distributiva della Banca è passata da 54 sportelli iniziali agli attuali 100;

• la rete di Agenti in attività finanziaria è forte di 101 [1] (2014) agenti che operano in dieci diverse regioni.

• la raccolta da clientela diretta e indiretta è di €3.913.459 [1] (2014)

• impieghi economici pari a €2.369.015 [1] (2014)

• il patrimonio è passato dagli iniziali 76 agli attuali €344.372 [1] (2014)

Buoni risultati che i Dirigenti attribuiscono allo spirito che circonda la Banca e all'attaccamento e stima del suo corpo sociale e dei Clienti.

Regole statutarieModifica

In stretto ossequio degli originari principi delle Banche Popolari, la Banca Popolare Pugliese ha nel suo statuto le seguenti regole:

  • voto capitario: ciascun socio ha un solo voto in assemblea, indipendentemente dalle azioni possedute;
  • limiti di partecipazione: ciascun socio non può superare lo 0,50% del capitale sociale;
  • destinazione utili in beneficenza: l'art. 51 dello statuto stabilisce la distribuzione in beneficenza di una parte degli utili.

Dati legaliModifica

Codice ABI 05262

Sede legale: Parabita (Le), Via Provinciale per Matino, 5

Sede Amministrativa e Direzione Generale: Matino (Le), Via Luzzatti, 8

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f [1]
  2. ^ Aldo Bello, Economia e Civiltà di terra d'Otranto, Banca Popolare Sud Puglia, 1988
  3. ^ a b [2]
  4. ^ Archivio della Banca Popolare di Parabita, Atti Consecutivi, 1888
  5. ^ Statuto della Banca Popolare di Parabita, Art. 2
  6. ^ Archivio della Banca Popolare di Parabita, Relazione al bilancio 1889
  7. ^ a b ibidem
  8. ^ Archivio della Banca Popolare di Parabita, varie relazioni di bilancio 1889/1899

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica