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Viene detta banca del sangue l'area di un ospedale[1] dove vengono custoditi sangue ed emocomponenti derivati dalla raccolta coordinata dalle varie associazioni di donatori.

Oltre al sangue intero vi si custodiscono, in appositi armadi refrigerati chiamati emoteche, anche i singoli componenti del sangue per sopperire a tutte le necessità di trasfusioni.

StoriaModifica

La nascita della conservazione del sangue si deve alla scoperta, avvenuta tra il 1915 e il 1916, delle proprietà anticoagulanti di una soluzione di citrato e glucosio che – aggiunta al sangue – ne permette la conservazione.

Durante la prima guerra mondiale, un medico americano di origine britannica, Oswald H. Robertson, costruì un contenitore refrigerato con delle casse per munizioni e lo utilizzò per trasportare delle unità di sangue in un ospedale da campo salvando la vita ad alcuni soldati canadesi impegnati nei combattimenti sul fronte francese e gravemente feriti. Oswald H. Robertson è tuttora riconosciuto come "padre delle banche di sangue"[2].

NoteModifica

  1. ^ Spesso si tratta di un reparto apposito.
  2. ^ (EN) Robertson Blood Center, Texas: History, su militaryblood.dod.mil. URL consultato il 10 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2011).

Collegamenti esterniModifica

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