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Barry Manilow

cantante statunitense

BiografiaModifica

È conosciuto grazie a successi come Mandy, che nel 1975 arriva prima nella Billboard Hot 100, Can't Smile Without You, I Write the Songs, che nel 1976 arriva prima nella Billboard Hot 100 e vince il Grammy Award alla canzone dell'anno, e Copacabana (At the Copa) e Could It Be Magic del 1973 derivata dal Preludio in do minore, opus 28, numero 20 di Chopin. Ha venduto più di 75 milioni di copie dovunque nel mondo. Nel 1986 ha pubblicato un singolo in italiano Amare chi se manchi tu (Who Needs to Dream), mentre nel 1987 ha duettato insieme a Kid Creole in Hey Mambo.

Nell'aprile del 2017 dichiara pubblicamente la propria omosessualità. Dal 2014 era sposato con il produttore Garry Kief, ma il matrimonio era stato tenuto segreto.[1]

OmaggiModifica

Viene citato in una canzone dei Mr. Bungle di Mike Patton nel loro album d'esordio, datato 1991. Viene citato dal rocker Bon Scott leader degli AC/DC nel testo della canzone Get It Hot del 1979 nell'album Highway to Hell e nella canzone/album dei NOFX The Decline. Viene citato da Stephen King in Le creature del buio. Nel film Road Trip i protagonisti vengono ospitati dai nonni del loro amico di università Barry, e davanti alla porta di casa si rendono conto per la prima volta che il suo cognome è proprio Manilow.

DiscografiaModifica

AlbumModifica

Album studioModifica

  • Barry Manilow I (1973)
  • Barry Manilow II (1974)
  • Trobadour (1975)
  • Tryin' to Get the Feeling (1975)
  • This One's for You (1976)
  • Even Now (1978)
  • One Voice (1979)
  • Barry (1980)
  • If I Should Love Again (1981)
  • Here Comes the Night (1982)
  • 2:00 AM Paradise Cafe (1984)
  • Copacabana: The Original Motion Picture Soundtrack Album (1985)
  • Manilow (1985)
  • Barry Manilow ESPECIAL (1985)
  • Amare Chi Se Manchi Tu (Who Needs To Dream) (1986)
  • Grandes Exitos en Españhol (1986)
  • Swing Street (1987)
  • Barry Manilow (1989)
  • Eolia/Love Songs (1990)
  • Because It's Christmas (1990)
  • Showstoppers (1991)
  • The Complete Collection and Then Some... (1992)
  • Copacabana: Original London Cast Recording (1994)
  • Singin' with the Big Bands (1994)
  • From Manilow to Mexico (1995)
  • Summer of '78 (1996)
  • Manilow Talks (1998)
  • Manilow Sings Sinatra (1998)
  • Here at the Mayflower (2001)
  • A Christmas Gift of Love (2002)
  • Scores (2004)
  • The Greatest Songs of the Fifties (2006)
  • The Greatest Songs of the Sixties (2006)
  • The Greatest Songs of the Seventies (2007)
  • The Greatest Songs of the Eighties (2008)
  • The greatest love songs of all time (2010)

LiveModifica

RaccolteModifica

  • Greatest Hits (1978)
  • Greatest Hits Vol. II (1983)
  • The Manilow Collection - 20 Classic Hits (1985)
  • The Songs 1975-1990 (1990)
  • The Complete Collection and Then Some... (1992)
  • Greatest Hits: The Platinum Collection (1993)
  • Ultimate Manilow (2002)
  • The Essential Barry Manilow (2005)

Colonne sonoreModifica

  • Foul Play (1978)
  • Thumbelina (1994)
  • The Pebble and the Penguin (1995)

CuriositàModifica

  • Appare in un episodio de I Griffin (7x10 Furto d'identità), dove, ad un suo concerto, canta una canzone per e con Glenn Quagmire scegliendolo dal pubblico.
  • Viene citato nell'episodio 4x17 (Guilty Pleasures) di Glee come idolo di Sam. Nello stesso episodio, Sam interpreta una delle sue canzoni più note, Copacabana.
  • Appare in Ally Mcbeal (stag. 4 ep. 13) in alcune allucinazioni della protagonista.
  • Nell'ep. 10 della 6ª stagione di Will & Grace, Will (accanito fan di Manilow) si mette in fila per ore pur di acquistare un biglietto del suo concerto e alla fine riesce ad incontrarlo di persona duettando con il cantante nel suo camerino.
  • La canzone "Daybreak" fa parte della colonna sonora del film "La signora ammazzatutti" (Serial Mom), la preferita della protagonista Beverly Sutphin.
  • Viene citato nell'episodio 2X15 (the Boondoks) da Zio Ruckus come "il più grande, straordinario cantante soul di tutti i tempi".

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Nick Logan e Bob Woffinden, Enciclopedia del rock, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1977.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN84975348 · ISNI (EN0000 0001 1511 7461 · LCCN (ENn82020008 · GND (DE119064308 · BNF (FRcb13897034t (data) · WorldCat Identities (ENn82-020008