Bartolo da San Gimignano

Bartolo da San Gimignano, detto anche Bartolo Buonpedoni (San Gimignano, 1228San Gimignano, 12 dicembre 1300), è stato un religioso italiano. sacerdote del Terz'Ordine francescano, colpito dalla lebbra, si dedicò alla cura dei malati in un lazzaretto nei pressi della sua città. Il suo culto come beato fu confermato da papa Pio X nel 1910.

Beato Bartolo da San Gimignano
Saint bartholus by gozzoli.jpg
Il beato in un affresco realizzato da Benozzo Gozzoli nell'abside della chiesa di Sant'Agostino in San Gimignano
 

Religioso ed eremita

 
NascitaSan Gimignano, 1228
MorteSan Gimignano, 12 dicembre 1300
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione27 aprile 1910 da papa Pio X
Santuario principaleChiesa di Sant'Agostino
Ricorrenza12 dicembre

BiografiaModifica

Nacque nel castello dei conti di Mucchio, nei pressi di San Gimignano; per vincere l'opposizione del padre, che si opponeva alla sua decisione di abbracciare la vita religiosa, lasciò la famiglia e si ritirò a Pisa, dove fu accolto nel monastero benedettino di San Vito.[1]

Entrato nel Terz'Ordine francescano, Bartolo si trasferì a Volterra dove il vescovo lo ordinò prete e lo inviò prima a Peccioli come cappellano, poi a Picchena come parroco.[1]

All'età di circa cinquant'anni contrasse la lebbra e si ritirò nel lebbrosario di Cellole, nei pressi di San Gimignano, dove visse vent'anni organizzando l'assistenza agli altri ammalati e guadagnandosi, per la pazienza mostrata nel sopportare la sua infermità, l'appellativo di "Giobbe della Toscana".[1]

Il cultoModifica

 
Veduta della cappella di san Bartolo

Bartolo fu sepolto a San Gimignano nella chiesa di Sant'Agostino, dove gli fu eretto un sepolcro realizzato da Benedetto da Maiano.[1]

Papa Pio X, con decreto del 27 aprile 1910, ne confermò il culto con il titolo di beato.[2]

Il suo elogio si legge nel martirologio romano al 12 dicembre.[3]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Riccardo Pratesi, BSS, vol. II (1962), col. 485.
  2. ^ Index ac status causarum (1999), p. 413.
  3. ^ Martirologio romano (2004), p. 942.

BibliografiaModifica

  • Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2004.
  • Congregatio de Causis Sanctorum, Index ac status causarum, Città del Vaticano 1999.
  • Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.
  • Piero Bargellini, Mille santi del giorno, Firenze, Vallecchi editore, 1997, pp. 693-694.
  • Giorgio Batini, Beati loro, Firenze, Edizioni Polistampa, 2001, pp. 73 - 78.