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Ritratto di Bartolomeo Colombo.

Bartolomeo Colombo (Genova, 13 settembre 1460Santo Domingo, 11 dicembre 1514) è stato un navigatore italiano.

Indice

BiografiaModifica

Origine familiare e primi anniModifica

Figlio di Domenico Colombo e di Susanna Fontanarossa, è il fratello minore del ben più noto Cristoforo Colombo. Si trasferì con quest'ultimo in Portogallo, dopo il 1480.

Ha lavorato come cartografo a Lisbona, uno dei principali centri di conoscenza nautica e cartografica dell'epoca, insieme al fratello Cristoforo Colombo. È possibile che abbia partecipato alla spedizione di Bartolomo Diaz fino al capo della Buona Speranza tra il 1487 e il 1488. Al suo ritorno si è poi recato in Inghilterra e in Francia, mentre Cristoforo si è stabilito in Spagna, per cercare di persuadere i rispettivi monarchi ad ottenere le navi per il suo celebre viaggio di esplorazione. Ha lavorato come cartografo al servizio di Anna de France fino a metà del 1493 quando ha ricevuto una lettera dal fratello che lo informava della scoperta di nuove isole e lo chiamava ad unirsi a lui a Barcellona.

Governatore generale delle IndieModifica

Quando Bartolomeo arrivò nella città di Barcellona, Cristoforo Colombo era già partito per il suo secondo viaggio. Finanziato dalla corona spagnola, che aveva i suoi ordini una piccola flotta, viaggió all'isola di Hispaniola dove arrivo' il 24 giugno 1494. È rimasto sull'isola per sei anni e mezzo (1494-1500) rimanendo come governatore generale con il titolo di adelantado durante l'assenza del fratello, che nel giugno 1496 tornò in Spagna dopo il secondo viaggio.

Tra il 1496 e il 1498, ha esplorato la foce del fiume Ozama, sulla costa sud dell'isola e fondò la città di Nueva Isabela, sulla riva orientale del fiume Ozama, devastata da un ciclone e rifondata nel 1502 (dall'altra parte del fiume) dal nuovo governatore Nicolás de Ovando, che la ha battezzato con il nome di Santo Domingo de Guzmán, l'attuale Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana.

Nel 1497, in assenza di suo fratello, scoppio' la rivolta guidata da Francisco Roldán in seguito che un gruppo di persone non avevano ricevuto i loro pagamenti. Dopo aver cercato di ottenere l'unica caravella che si trovava nel porto, Roldán e la sua famiglia si rifugiarono all'interno dell'isola, commettendo ogni tipo di oltraggio. Tornato a Santo Domingo nell'agosto del 1498, Cristoforo Colombo accettò un accordo con Roldan, inviando entrambi i suoi rapporti alla Corona. Colombo ha anche chiesto l'invio di funzionari reali. Ma scoppiarono ancora nuovi scontri in cui Roldán tornò ad essere protagonista. Bartolomeo Colombo aveva sedici ribelli rinchiusi in un pozzo.

Arresto e confisca dei beniModifica

In queste circostanze Francisco de Bobadilla arrivò sull'isola il 23 agosto del 1500, con la carica di giudice istruttore e governatore di La Española. Quando Bobadilla arrivò a Santo Domingo, si incontrò con Bartolomeo. Due giorni dopo Bobadilla lesse la sua nomina nella chiesa locale, come nuovo governatore dell'isola. Dato che Bartolomeo si rifiutava di riconoscere la sua autorità, rivendicando il titolo di Ammiraglio di suo fratello Cristoforo, Bobadilla ordinó il suo arresto e la confisca dei beni. Dopo aver preso possesso della fortezza, Bobadilla liberò i prigionieri e fece aprire un'indagine in cui parteciparono tutti i nemici di Colombo. Nella sua investigazione Bobadilla interrogó venti testimoni sul fatto se Colombo avesse cercato di ribellarsi contro di lui, se avesse impedito il battesimo delle popolazioni indigene e sulla cattiva amministrazione della giustizia.

Giudicati colpevoli di aver male amministrato l'isola di Hispaniola, Bartolomeo e Cristoforo Colombo furono incarcerati e inviati in Spagna.

Indulto reale e ultimi anniModifica

Il 25 novembre 1498 hanno raggiunto la Spagna, rimanendo prigionieri fino a quando i re furono a conoscenza di esso e ordinarono il loro rilascio. Il 17 Dicembre 1500 si incontrarono con i Re Cattolici a Granada.

Dopo il perdono reale, Bartolomeo accompagno' suo fratello Cristoforo nell'ultimo dei suoi quattro viaggi (1502-1504). Nel 1506 Bartolomeo si recò a Roma per cercare il sostegno dell'ordine dei Jeronimos e del Papa Giulio II, che ricevette una copia della lettera che il fratello aveva scritto a re Ferdinando nel 1503 che lo informava delle ultime esplorazioni. L'operazione è stata un successo perché il Papa scrisse al monarca aragonese e al Cardinale Cisneros lettere elogiative per la famiglia Colombo. Il cardinale, che è stato poi reggente di Castiglia, lo esortò a rispettare le capitolazioni e dei privilegi del nuovo Ammiraglio.

Nel 1509 Bartolomeo viaggiò nuovamente nelle Antille in compagnia di suo nipote Diego Colombo, ma presto tornò in Castiglia dove il reggente del regno, il sovrano Fernando II d'Aragona, gli confermò il possesso dell'isola di Mona, vicino a Porto Rico.

Testamento e morteModifica

Bartolomeo Colombo redasse il suo testamento (non pervenutoci) il 16 aprile 1509, poco prima di ripartire per le Indie, consegnandolo a don Gaspare Gorricio. Il 30 agosto 1511 aggiunse un codicillo, col quale, annullando il legato di 20.000 maravedís fatto a favore di Catalina Marron, morta nel frattempo, assegnava a sua figlia naturale Maria, di tre anni, ospitata nel monastero di S. Liandre di Siviglia, la somma di 100.000 maravedís, nel caso in cui volesse farsi suora, e, nel caso in cui volesse maritarsi, la somma di 400.000 maravedís. Il 12 agosto 1514 stese a Santo Domingo un altro testamento, questo a favore di suo nipote Diego Colón.

Bartolomeo Colómbo morì l'11 dicembre 1514 nella città di Concepción nell'isola di Hispaniola. Fu sepolto nel convento di San Francisco de Santo Domingo, il primo monastero eretto nell'isola dall'ordine francescano.

Attività come cartografoModifica

È possibile che la mappa del Nuovo Mondo del Codice Zorzi, del cartografo veneziano Alessandro Zorzi, sia stata redatta su indicazione di Bartolomeo Colombo. La mappa è attualmente conservata nella Biblioteca Nazionale di Firenze.[1]. [2].

NoteModifica

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN39598626 · ISNI (EN0000 0000 9857 6155 · LCCN (ENn95015391 · GND (DE11920875X · CERL cnp00550124