Bartolomeo de Luci

nobile normanno

Bartolomeo de Luci, (inglese Bartholomew de Lucy, francese Barthélémy de Lucy)[1][2] (1115 ? – 1200), è stato un nobile normanno, conte di Paternò, conte di Butera e Maestro Giustiziere della Calabria.

Stemma de Luci (o Luce) (A. M. di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, Bologna, 1912–1915)

BiografiaModifica

Il conte Bartolomeo de Luci, primogenito della famiglia de Luci, casata normanna originaria di Lucy [3], vicino Dieppe in Alta Normandia [4], trapiantata nell'Italia del sud nella seconda metà dell'XI secolo, era figlio del barone Giosberto de Luci (in francese: Josbert de Lucy; in latino: Josbertus de Luci o Gosbertus de Luci) che apparteneva a uno dei più importanti lignaggi della normandia ducale [5].

Giosberto de Luci aveva sposato Muriella di Altavilla, figlia terzogenita del sovrano normanno il Gran Conte Ruggero I d'Altavilla e di Eremburga di Mortain, anch'essa di stirpe normanna discendente dei conti di Mortain. Dal matrimonio tra Giosberto e Muriella, oltre a Bartolomeo, nacque anche Alfonso de Luci (in latino: Anfusus de Luci) che descrisse se stesso in un documento del 1171 come "consanguineo" del Re Guglielmo [6].

Bartolomeo de Luci sposò Desiderata Policastro figlia del conte Goffredo, terzogenito di Silvestro, Conte di Ragusa, discendente della famiglia reale normanna. Bartolomeo e Desiderata ebbero una figlia, Margherita, che andò in sposa in prime nozze a Guglielmo Malcovenant [7] e in seconde nozze a Pagano de Parisio [8].

Nel 1194 Bartolomeo de Luci fondò l'abbazia cistercense di Santa Maria di Roccamadore a Tremestieri vicino Messina, su modello dell'abbazia francese di Santa Maria di Rocamadour nei pressi di Quercy. L'abbazia fu dotata di rendite, ed è lo stesso Bartolomeo de Luci a informarci che fu spinto da un voto solenne fatto durante la sua peregrinazione[9].

Fu nominato conte di Butera e conte di Paternò da Enrico VI di Svevia nel 1193. Alla morte di Bartolomeo de Luci la contea di Butera fu ereditata dal genero, Guglielmo Malcovenant, mentre la contea di Paternò fu ridotta a semplice feudo e passò dapprima ai conti di Butera, e successivamente a Beatrice Lanza, appartenente a un'antica famiglia di origine aleramica, su investitura di Federico II di Svevia.

La famiglia baronale normanna de Luci, a cui appartenne il conte Bartolomeo, ebbe vari possedimenti feudali tra la Sicilia e la Calabria come riportato in vari documenti dell'epoca ed è attestata a partire dall'XI secolo anche nell'Inghilterra sotto il dominio normanno di Guglielmo il Conquistatore. Secondo alcuni studiosi non si può escludere che questi de Luci normanni (il cognome è riportato anche Lucij) abbiano dato il proprio nome al borgo calabrese di Luzzi [10], identificato in vari documenti come castellum Luci e castellum Luzi.[11]

NoteModifica

  1. ^ Il cognome Luci (de) viene anche scritto de Lucy, de Luce, di Luce, de Lucis, de Luca, gli storici più recenti, tra cui il Garufi, preferiscono utilizzare il nome di Bartolomeo de Luci. Cfr. Guglielmo Scoglio, Monforte San Giorgio e il suo territorio nel Medioevo, Trento 2007, p. 8n.
  2. ^ «Le varie forme del cognome de Luci, Lucis, Luccio, Luciaco, Licia, sono tutte varianti di un originario de Luci o de Lucis, appartenente ad una famiglia oriunda dalla Normandia e imparentata col Gran Conte Ruggiero.» Estratto da C. A. Garufi, La contea di Paternò e i de Luci, in Archivio storico per la Sicilia orientale, Volume 10, Società di storia patria per la Sicilia orientale, Editore La Società, Catania 1913, p. 173.
  3. ^ (FR) Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve, Università di Bari. Centro di studi normanno-svevi. Dedalo, 1991. ISBN 88-220-4141-0
  4. ^ Secondo il Garufi, i normanni de Luci provenivano da Lucè o Lucy vicino Domfront nel dipartimento dell'Orne in Normandia. Cfr. Carlo Alberto Garufi, Per la storia dei secoli XI e XII. Il "castrum Butere" e il suo territorio dai Bizantini ai Normanni. Note ed appunti di Storia e di Toponomastica, in "Archivio Storico per la Sicilia Orientale", anno XI, fasc. II (1914), p. 169
  5. ^ AA.VV., Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve, Università di Bari, Centro di studi normanno-svevi, Bari 1973, p. 345
  6. ^ Ugo Falcando, G. A. Loud, Thomas E. J. Wiedemann, The history of the tyrants of Sicily by Hugo Falcandus, 1154-69, Manchester University Press, Manchester 1998, p. 190 n
  7. ^ Francesco Maria Emanuele e Gaetani, Appendice alla Sicilia Nobile, Palermo 1775, Tomo I, p. 5
  8. ^ C. A. Garufi, I de Parisio e i de Ocra nei contadi di Paterno e di Butera, in Archivio storico Sicilia orientale, X (1913), doc. IV, p. 357
  9. ^ Carlo Alberto Garufi, La contea di Paternò e i de Luci, in Archivio storico per la Sicilia Orientale, anno X, fasc. I, 1913.
  10. ^ AA.VV., Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve, Università di Bari, Centro di studi normanno-svevi, Bari 1973, pag. 345
  11. ^ I territori intorno a Luzzi vengono generalmente identificati nei documenti più antichi come Terrae Luciorum Antiquorum e Terrae Lucii.

BibliografiaModifica

  • AA.VV., Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve, Università di Bari, Centro di studi normanno-svevi, Bari, 1973
  • AA.VV., Ruggero il gran conte e l'inizio dello stato normanno: relazioni e comunicazioni nelle seconde Giornate normanno-sveve, Bari, 1975
  • AA.VV., Società, potere e popolo nell'età di Ruggero II, Università di Bari, Centro di Studi normanno-svevi, Bari, 1979
  • AA.VV, Annali Dell'istituto Alcide Cervi N. 19 (1997), Istituto Cervi, Edizioni Dedalo, Bari, 2000
  • Francesco Maria Emanuele e Gaetani, Appendice alla Sicilia Nobile, Palermo, 1775
  • C. Cottone, I de Luci e la signoria di Petterana (XII sec.) nel territorio di Termini, in "Schede Medievali", 28-29 (1995), pp. 7-19
  • Carlo Alberto Garufi, La contea di Paternò e i de Luci, in Archivio storico per la Sicilia Orientale, anno X, fasc. I, 1913, pp. 160-180.
  • Carlo Alberto Garufi, I de Parisio ei de Ocra nei contadi di Paterno e di Butera, in Archivio storico Sicilia orientale, anno X, doc. IV, 1913
  • Antonio Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, Bologna, 1912–1915
  • E. Igor Mineo, Nobiltà di stato: famiglie e identità aristocratiche nel tardo Medioevo: la Sicilia, Donzelli Editore, Roma, 2001
  • Alessandro Pratesi, Carte latine di abbazie calabresi provenienti dall'archivio Aldobrandini, Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma, 1958
  • Guglielmo Scoglio, Monforte San Giorgio e il suo territorio nel Medioevo, Trento, 2007
  • Léon-Robert Ménager (1925-1993), Inventaire des familles normandes et franques émigrées en Italie méridionale et en Sicilie (XIe-XIIe siècles), Variorum Reprints, London, 1981

Voci correlateModifica

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