Baschiri

gruppo etnico di origine turcica

I Baschiri (Башҡорттар, bašqorttar /baʃqort:ar/ in lingua baschira, Башкиры, baškiry, in russo) sono un gruppo etnico di origine turca stanziato principalmente nella Baschiria (Russia). La presenza di baschiri è inoltre riscontrata in numero significativo nella Repubblica del Tatarstan, nel territorio di Perm' e negli oblast' di Čeljabinsk, Orenburg, Kurgan, Sverdlovsk, Samara e Saratov.

Baschiri
Башҡорттар
Young bashqorts.jpg
Ragazzi baschiri in abiti tradizionali
 
Luogo d'origineFlag of Bashkortostan.svg Baschiria
Russia Russia
Popolazione1 800 000 (stima 2010)
LinguaBaschiro (prevalente), Tataro, Russo
ReligioneIslam sunnita della dottrina Jadidista
Gruppi correlatiKipčaki, altre popolazioni turche
Distribuzione
Russia Russia[1]1 673 389
Kazakistan Kazakistan[2]17 263
Ucraina Ucraina[3]4 253
Uzbekistan Uzbekistan[4]3 707
Kirghizistan Kirghizistan[5]1 111
Tagikistan Tagikistan[6]~900
Bielorussia Bielorussia[7]607
Lettonia Lettonia[8]267
Estonia Estonia[9]152
Lituania Lituania[3]136

La lingua parlata dai membri di questo gruppo etnico è il baschiro, una lingua del ceppo linguistico kipčaki appartenente alla famiglia linguistica turca. Circa 4.000 baschiri parlano la lingua tatara (più precisamente alcuni dialetti del baschiro con caratteristiche più simili al Tataro), mentre altri adoperano anche la lingua russa.

StoriaModifica

I baschiri vengono per la prima volta menzionati nel VI secolo a.C. in un racconto di cronache cinesi della dinastia Sui, come uno dei nove popoli della grande confederazione Tiele, di cui facevano parte anche Magiari e Uiguri. Sono descritti come un popolo di origine turca, originariamente composto da 45 clan con circa 7 rami principali (esistenti ancora nel XXI secolo). Il nome Baškort compare per la prima volta in fonti scritte intorno al X secolo, nei resoconti di viaggio dello scrittore Ibn Fadlān, il quale, nel descrivere i suoi spostamenti attraverso le zone popolate dai bulgari del Volga, menziona i baschiri come una razza di forti guerrieri, temuti e rispettati dalle popolazioni vicine. Secondo Ibn Fadlān, i baschiri vivevano in comunità stanziali di allevatori e pastori, dunque ben diversi dai vicini popoli nomadi. Nel periodo menzionato e fino al XIII secolo vivevano nei territori compresi tra il Volga e il Kama, nella zona degli Urali compresa tra Perm e l'odierna Orsk.

Le prime fonti europee che citano il popolo baschiro sono state invece riscontrate nei resoconti di Giovanni da Pian del Carpine e William di Rubruck. Questi viaggiatori, che esplorarono ed entrarono in contatto con comunità baschire nelle zone a nord del fiume Ural, chiamarono questa etnia Pascatir e asserirono che questi individui parlavano un linguaggio molto simile all'ungherese.

Prima dell'arrivo dei Mongoli i baschiri erano una comunità forte ed indipendente, rispettata e temuta dai gruppi vicini, dai Bulgari del Volga ai Peceneghi; integrati nel governo mongolo, con la caduta del Khanato di Kazan nel 1552 cominciò il loro declino. Nel 1557 le truppe russe occuparono il territorio baschiro e, dopo aver compiuto il massacro d'una parte imprecisata ma considerevole della loro popolazione, li costrinsero a stipulare un "patto di amicizia" che sanciva l'annessione dei territori. Nel 1574 lo zar Ivan il Terribile ordinò la costruzione della città di Ufa (anticamente conosciuta come Efe, luogo di culto Tengrista), in pieno territorio baschiro, come difesa dagli attacchi dei Chirghisi. In questo periodo i baschiri divennero un popolo di frontiera, il cui territorio fu oggetto delle invasioni di numerosi gruppi nomadi che intendevano entrare nel territorio russo.

Nel 1676 i baschiri si ribellarono sotto la guida di un personaggio semi-leggendario chiamato Seit. Tuttavia, sebbene con grandi difficoltà e perdite per l'autorità imperiale , alla fine la rivolta venne domata. Una seconda rivolta scoppiò nel 1707 a causa del trattamento che gli ufficiali russi riservavano alla comunità, ovvero saccheggi ed incendi ai danni dei villaggi baschiri. Anche questo secondo tentativo viene però contenuto dall'autorità russa. Nel 1735 i baschiri si ribellarono nuovamente, dando inizio ad una rivolta che si protrasse fino al 1741. La causa di questa rivolta fu la fondazione della città di Orenburg, posta in pieno territorio baschiro e vista come un modo per separarli dai vicini Kazaki.

Nel 1774 i baschiri sostennero l'insurrezione di Emiliano Pugaciòf e truppe baschire combatterono al suo fianco sotto il comando del nobile Salavat Julaev, oggi ricordato come eroe nazionale. Salavat successivamente diede inizio a una propria rivolta per la liberazione del suo popolo, che però venne domata anch'essa. Nel 1786, ottennero l'eliminazione delle esose tasse che dovevano essere versate annualmente all'Impero russo, mentre continuarono le dispute per il possesso delle terre di confine.

È stato il primo popolo che durante la Rivoluzione russa tentò di dichiarare la propria indipendenza (6 novembre 1917) dal domino russo, con la nascita della repubblica del Bashkortostan.

CulturaModifica

I baschiri vantano una delle mitologie più grandi e ricche tra i popoli di famiglia turca. Molte opere letterarie sono state messe per iscritto solo recentemente essendo state fino ad allora tramandate oralmente di generazione in generazione. Un esempio di opera letteraria baschira è il poema Ural Batyr, il quale dà nome ai monti Urali. La cultura baschira vanta un ricco folclore con diverse danze e costumi. I baschiri sono anche noti per la antica tradizione dell'estrazione del miele da api selvatiche, ancora praticata su alberi di una certa altezza. Questo miele è classificato come uno dei migliori in tutto il mondo.

NoteModifica

  1. ^ 2002 census, su perepis2002.ru (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2012).
  2. ^ 2009 census Archiviato l'11 maggio 2011 in Internet Archive.
  3. ^ a b 2001 census
  4. ^ (RU) 2000 census[collegamento interrotto]
  5. ^ 2009 census Archiviato il 30 maggio 2011 in Internet Archive.
  6. ^ 2000 census, su demoscope.ru.
  7. ^ 2009 census Archiviato il 22 luglio 2011 in Internet Archive.
  8. ^ 2010 census (PDF), su pmlp.gov.lv. URL consultato il 13 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  9. ^ 2000 census[collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENsh85012074 · BNF (FRcb135942166 (data) · J9U (ENHE987007284640205171 · NDL (ENJA00871116
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