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Basento
Basento0001.jpg
StatoItalia Italia
RegioniBasilicata Basilicata
Lunghezza149 km
Portata media12,2 m³/s
Bacino idrografico1 537 km²
Altitudine sorgente1 722 m s.l.m.
NasceMonte Arioso
AffluentiTorrente Gallitello, Torrente Tiera, Torrente Tora, Torrente Camastra, Torrente Rifreddo, Torrente La Canala, Torrente La Vella
SfociaMar Ionio

Il Basento (Vasèndë in lucano, Casuentus in lingua latina) è con 149 km di corso, il fiume più lungo della Basilicata, e il più lungo fra i fiumi italiani che sfociano nel Mar Ionio. La sua estensione di bacino idrografico è di 1.537 km².

Corso del fiumeModifica

La sua sorgente è situata sul Monte Arioso (1.722 m) nell'Appennino lucano settentrionale. Bagna quasi subito la zona sud della città di Potenza, attraversandone anche l'omonima provincia per entrare poi in provincia di Matera. Importante affluente di destra del Basento è il torrente Camastra, sbarrato da una diga alta 54 metri e con una capacità di circa 32 milioni di , le cui acque vengono utilizzate dalla città di Potenza.

Qui scorre nel suo tratto principale dove sorge l'area industriale della Val Basento tra i comuni di Pisticci, Ferrandina e Salandra. Sfocia nel Mar Ionio nei pressi di Metaponto.

RegimeModifica

Il fiume ha regime esclusivamente pluviale con piene imponenti in autunno e in inverno e magre accentuatissime in estate. La sua portata media alla foce è di 12,200 m³/s. Lungo il suo corso il Basento è sbarrato dalla Traversa di Trivigno (1996), che convoglia una parte delle acque verso gli invasi di Acerenza e Genzano.[1][2]

Il Ponte sul Basento di Sergio MusmeciModifica

« Forse è solo un modo non convenzionale, ma legittimo come ogni altro, di pensare un ponte » (Sergio Musmeci)

All'altezza di Potenza si trova il Ponte sul Basento, progettato da Sergio Musmeci a partire dal 1967 e realizzato tra il 1971 e il 1976, che rappresenta, nella sua unicità, una svolta importante nelle dinamiche di sviluppo dell’ingegneria italiana della seconda metà del secolo scorso. Il forte elemento di discontinuità progettuale che lo caratterizza deriva dal fatto che non si verifica e analizza, come era stato fatto fino ad allora, la sicurezza di forma strutturale nota. Al contrario, si realizza una forma nuova invertendo i termini del problema: a partire dalla fissazione di un certo regime di sforzi si ottiene un nuovo disegno della struttura che, peraltro, sfrutta ottimamente le proprietà del calcestruzzo.

Si tratta di un'opera di straordinaria importanza per l'ingegneria e architettura mondiale, ed è l'unico ponte riconosciuto dal MiBAC e quindi protetto come opera d'arte.[3]

NoteModifica

  1. ^ Traversa di Trivigno, su Autorità di Bacino - Distretto Idrografico dell'Appennino Meridionale. URL consultato il 18 novembre 2017.
  2. ^ Il sistema idrico (PDF), su Autorità di Bacino - Distretto Idrografico dell'Appennino Meridionale. URL consultato il 18 novembre 2017.
  3. ^ L’opera di Sergio Musmeci e la sua attualità per la progettazione Italiana, su www.ingenio-web.it. URL consultato il 13 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

  • Bernardo De Bernardinis, Relazione tecnica: estensione delle prove sul modello fisico della traversa sul fiume Basento a Trivigno, Potenza, Università degli studi della Basilicata, 1995.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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