Apri il menu principale

Basilica di San Martino (Treviglio)

edificio religioso di Treviglio

1leftarrow blue.svgVoce principale: Treviglio.

Basilica di San Martino
Treviglio, san martino, esterno 01.jpg
La facciata della basilica vista dall'angolo di via Verga
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàTreviglio-Stemma.pngTreviglio
ReligioneCristiana Cattolica
TitolareSan Martino di Tours
Arcidiocesi Milano
Stile architettonicoGotico lombardo
Inizio costruzione1482 su edifici precedenti
Completamento1740

Coordinate: 45°31′17″N 9°35′35″E / 45.521389°N 9.593056°E45.521389; 9.593056

La basilica di San Martino è la chiesa principale della città di Treviglio, in provincia di Bergamo.

La chiesa si trova nella piazza centrale della città, di fronte al palazzo comunale. Fu restaurata e ammodernata più volte, così che risulta una fusione di diversi stili.

La chiesa è dedicata a san Martino di Tours, rappresentato sopra l'entrata principale; in una serie di opere all'interno della chiesa.

Nel giugno del 1951 papa Pio XII la elevò alla dignità di basilica minore.[1]

Indice

StoriaModifica

La basilica fu edificata nel 1008 dove sorgeva la chiesa longobarda dell'Assunta, e subì diversi interventi di ampliamento nel corso dei secoli.

Il campanile della basilica fu edificato attorno al 1000 come torre civica, in stile romanico, ed annesso all'edificio sacro solo nel 1482. L'altezza della costruzione fu a lungo tema di discordia con la vicina città di Caravaggio, che si fregiava di un campanile più alto.

Nel 1482 la chiesa venne rimodellata secondo i dettami dello stile gotico lombardo di cui sono visibili alcuni affreschi nella Cappella Gotica a sinistra dell'entrata.

Nel 1740 la facciata venne ammordernata in stile tardo-barocco, ad opera dell'architetto Giovanni Ruggeri.

InternoModifica

La chiesa custodisce una delle più importanti opere del Rinascimento lombardo, il polittico di Bernardo Zenale e Bernardino Butinone, realizzato tra il 1485 e il 1505. Terminato dopo circa vent'anni di lavoro fu posto sull'altar maggiore dove rimase fino ai lavori di ristrutturazione dell'altare stesso, in stile neoclassico, ad opera di Pietro Pestagalli 1830.

Altre opere di notevole interesse sono: le grandi tele raffiguranti L'ultima cena, La discesa della manna e Le nozze mistiche di Santa Caterina di Gian Paolo Cavagna, che dipinse anche le scene a fresco sulla volta della navata.

I grandi teleri con le storie di San Martino, posizionati sotto la volta della navata dopo la ristrutturazione settecentesca ad opera dei Fratelli Galliari, sono di Giovanni Stefano Danedi detto Montalto;

L'Assunzione (ora collocata nell'ambulacro dietro l'altra maggiore) e l'Annunciazione (nella Cappelle delle Reliquie) di Camillo Procaccini.

Il San Girolamo nell'ambulacro dietro l'altare è del Genovesino.

Lo spettacolare gioco scenografico di prospettive trompe-l'oeil sulla volta della chiesa è opera dei Fratelli Galliari celebri scenografi attivi anche nel Teatro alla Scala di Milano

Gli affreschi sulla volta con L'Assunta e San Martino sono invece di Federico Ferrario.

Di notevole fattura è il Presepe ligneo intagliato da Giovanni Angelo Del Maino intorno al 1515 e custodito nella sagrestia.

Altre tele sono di Nicola Moietta, di Antonio Molinari e di Giovanni Stefano Manetta.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • AA. VV., La basilica di San Martino e di Santa Maria Assunta in Treviglio, Fiber Treviglio 1987.
  • Gianni Romano, Desiderata per la scultura lignea, in Marco Bascapè, Francesca Tasso (a cura di), Atti della giornata di studio, Milano Castello Sforzesco 17 marzo 2005, Cinisello Balsamo 2005.
  • Marco Albertario, Intorno a Giovanni Angelo Del Maino, in Gianni Romano, Claudio Salsi (a cura di), «Maestri della scultura in legno nel ducato degli Sforza», catalogo della omonima mostra, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2005.
  • Raffaele Casciaro, Maestri e botteghe del secondo Quattrocento, in Giovanni Romano e Claudio Salsi (a cura di), Maestri della Scultura in Legno nel ducato degli Sforza, Silvana Editoriale, 2005.
  • Marco Albetario, Una scheda su Giovanni Angelo Del Maino. (Tra il 1500 e il 1515), in «Rassegna di Studi e di Notizie», XXXI, 2007-2008, 13-36.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica