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Coordinate: 45°25′52″N 10°59′06″E / 45.431111°N 10.985°E45.431111; 10.985 Il bastione dei Riformati, detto anche bastione Barbarigo, è un bastione della cinta magistrale di Verona, ultimo baluardo del sistema difensivo austriaco. Prima del bastione vi fu la cinta turrita scaligera del 1321, preesistente al bastione sanmicheliano, costruito invece nel 1533 per conto della Serenissima. Questo venne demolito dai napoleonici e quindi riedificato nel 1835 dagli austriaci.

DescrizioneModifica

I sei bastioni di destra d'Adige, ideati da Franz von Scholl, rispecchiano il medesimo tipo fortificatorio, del tutto innovativo e originale, sono quindi simili per forma, in pianta, nei profili, e per l'ordinamento funzionale. Essi rispondono a ragioni di economia costruttiva e ai più progrediti criteri della difesa attiva, a ritorni offensivi.

Si tratta di un bastione pentagonale formato da terrapieno con scarpate a pendenza naturale, cinto da muro di rivestimento distaccato alla Carnot, con orecchioni e porte di sortita, caponiera centrale a due piani, poterne di comunicazione ai due lati e una polveriera per l'uso giornaliero sul fronte di gola. Il muro distaccato e le altre opere murarie sono rivestite di conci di tufo veronese a opus poligonale. Le cortine annesse, cinquecentesche, sono formate da terrapieno e da muro di rivestimento aderente, con paramento laterizio; il suo profilo è a scarpa, ossia in pendenza sino all'altezza della cordonatura di pietra.

Il muro di coronamento superiore, verticale, sostiene il parapetto di terra, con scarpata a pendenza naturale. Il muro aderente è attraversato da una galleria di contromina, provvista di spiragli per la luce e per l'aria.

Stato di conservazioneModifica

Le cortine e il piazzale del bastione, utilizzati come verde pubblico, si presentano in buone condizioni. Il recente intervento di riqualificazione, eseguito dal Comune di Verona, con il contributo della Fondazione Cariverona, ha recuperato le scarpate del terrapieno, i cammini di ronda e il rimanente fossato, eliminando la vegetazione spontanea e quella piantumata in modo incongruo. Questi spazi non sono ancora accessibili.

I danni più rilevanti sono l'apertura della breccia nella cortina tra il bastione di Santo Spirito e il bastione dei Riformati, la chiusura della poterna sinistra del bastione dei Riformati con una struttura di cemento armato (bunker risalente alla seconda guerra mondiale), l'interramento di gran parte del fosso magistrale per la sistemazione dei parcheggi.

Monumento all'Eccidio di CefaloniaModifica

Al centro del Bastione si trova il Monumento dedicato all'eccidio di Cefalonia[collegamento interrotto] (Monumento ai caduti divisione Acqui a Cefalonia e Corfù) in bronzo e piedistallo in cemento; dello scultore Mario Salazzari nel 1966. Tipico dei primi anni del XXsec. ed a seguire un modellato che s'ispira all'arte pre-classica.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

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