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Bastione di San Bernardino

Coordinate: 45°26′16″N 10°58′39″E / 45.437778°N 10.9775°E45.437778; 10.9775 Il bastione di San Bernardino è un bastione della cinta magistrale di Verona, ultimo baluardo del sistema difensivo austriaco. Prima del bastione vi fu la cinta turrita scaligera, preesistente al bastione sanmicheliano, costruiti tra il 1538 ed il 1541 per volontà della Serenissima. Questo venne demolito dai napoleonici nel 1801 e quindi riedificato nel 1836 dagli austriaci.

DescrizioneModifica

 
Bastione di San Bernardino. Esempio di muro alla Carnot.

Si tratta di un bastione formato da terrapieno, originariamente ordinato per artiglieria, cinto da muro di rivestimento distaccato alla Carnot, per la difesa ravvicinata del fossato, munito da caponiera centrale a due piani per il fiancheggiamento delle facce. Su entrambe le spalle del bastione i muri si ripiegano ad arco per formare un orecchione. Sul rovescio dell'orecchione è disposta una porta per le sortite (originariamente con ponte levatoio), in modo da essere sottratta alla vista dall'esterno. All'interno i muri distaccati sono dotati di nicchie archeggiate per la protezione dei fucilieri dai tiri d'infilata e di rimbalzo. Il muro distaccato è rivestito da blocchi di tufo disposti a opus poligonale. Alla base del terrapieno il muro distaccato delimita il cammino di ronda, protetto da traverse contro i tiri d'arcata.

Dalla strada di circonvallazione interna si giunge alle sortite, attraverso due ampie poterne, disposte in corrispondenza dei fianchi del bastione, sotto il terrapieno della cinta. Le poterne erano praticabili da fanteria, cavalleria e artiglieria da campagna trainata. Originariamente, spalti a contropendenza disposti davanti alle cortine consentivano le sortite in massa dei difensori. Sul fronte di gola, dove il terrapieno si raccorda al piano stradale, si trova una polveriera per l'uso giornaliero delle munizioni.

I sei bastioni di destra d'Adige, ideati da Franz von Scholl, rispecchiano il medesimo tipo fortificatorio, del tutto innovativo e originale. Sono simili per forma, in pianta, nei profili, e per l'ordinamento funzionale. Essi rispondono a ragioni di economia costruttiva e ai più progrediti criteri della difesa attiva, a ritorni offensivi.

Stato di conservazioneModifica

Il tratto di cinta che comprende i bastioni di San Zeno e di San Bernardino, con le cortine annesse, è quello che presenta il migliore stato di conservazione e di manutenzione della cinta a destra d'Adige, nonostante diffusi segni di degrado nelle opere murarie. I danni più rilevanti sono la parziale demolizione di parte dell'orecchione sinistro del bastione di San Bernardino, causata da un bombardamento aereo durante la seconda guerra mondiale, e gli interramenti del fossato magistrale, specialmente davanti alla cortina tra il bastione di San Bernardino e Porta Palio.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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