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Coordinate: 45°26′00″N 10°58′50″E / 45.433333°N 10.980556°E45.433333; 10.980556 Il bastione di Santo Spirito è un bastione della cinta magistrale di Verona, ultimo baluardo del sistema difensivo austriaco, si trova presso la circonvallazione Alfredo Oriani.

La costruzione della cinta turrita scaligera risale al 1321, preesistente alla rondella sanmicheliana: questa fu edificata tra il 1517 ed il 1525 (includendo la porta del Calzaro) nel quadro di adeguamento della cinta muraria alle tecniche della fortificazione alla moderna, e tra il 1533 ed il 1535 fu ricostruita la cortina tra la rondella e Porta Nuova, per volontà della Serenissima. Nel 1801 la rondella fu demolita per opera dei napoleonici. Nel 1836 è stato edificato il bastione absburgico.

Indice

StrutturaModifica

I sei bastioni di destra d'Adige, ideati da Franz von Scholl, rispecchiano il medesimo tipo fortificatorio, del tutto innovativo e originale, sono quindi simili per forma, in pianta, nei profili, e per l'ordinamento funzionale. Essi rispondono a ragioni di economia costruttiva e ai più progrediti criteri della difesa attiva, a ritorni offensivi.

Si tratta di un bastione pentagonale formato da terrapieno con scarpate a pendenza naturale, cinto da muro di rivestimento distaccato alla Carnot, con orecchioni e porte di sortita, caponiera centrale a due piani, poterne di comunicazione ai due lati e una polveriera per l'uso giornaliero sul fronte di gola. Il muro distaccato e le altre opere murarie sono rivestite di conci di tufo veronese a opus poligonale. Le cortine annesse, cinquecentesche, sono formate da terrapieno e da muro di rivestimento aderente, con paramento laterizio; il suo profilo è a scarpa, ossia in pendenza sino all'altezza della cordonatura di pietra.

Il muro di coronamento superiore, verticale, sostiene il parapetto di terra, con scarpata a pendenza naturale. Il muro aderente è attraversato da una galleria di contromina, provvista di spiragli per la luce e per l'aria.

Porta del CalzaroModifica

La medievale Porta del Calzaro, sostituita dalla rondella cinquecentesca, intercettava tutte le strade provenienti da sud. Il suo nome derivava dalla lapide murata nella porta, la cui iscrizione informa sulla conclusione della cinta voluta da Cangrande I, nel 1325, e realizzata dal maestro Calzarius.

Stato di conservazioneModifica

I danni più rilevanti sono la costruzione di fabbricati incongrui sui terrapieni e le cortine e conseguenti modificazioni delle opere di terra, la chiusura della poterna sinistra, l'apertura della breccia al centro della cortina tra i bastioni dei Riformati e Santo Spirito, la costruzione del rilevato stradale per l'attraversamento del fossato e il quasi completo interramento del fossato per la sistemazione del parcheggio.

Il piazzale e le cortine, aperte al pubblico, hanno una sufficiente manutenzione. Le scarpe e i cammini di ronda, come gli spazi esterni non utilizzati per attività sportive, sono inaccessibili e invasi dalla vegetazione spontanea. La grande caponiera sul vertice del bastione è conservata, ma la copertura è crollata (forse per un bombardamento aereo della seconda guerra mondiale).

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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