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Ipomoea batatas

specie di pianta della famiglia Convolvulaceae
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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la cucurbitacea nota anch'essa come patata americana, vedi Marah oreganus.
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Patata dolce
Ipomoea batatas.jpg
Fiore di Ipomoea batatas
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Solanales
Famiglia Convolvulaceae
Genere Ipomoea
Specie I. batatas
Nomenclatura binomiale
Ipomoea batatas
L.
Nomi comuni
  • Patata dolce
  • Patata americana
  • Batata
Patata dolce
5aday sweet potato.jpg
Una patata dolce
Origini
Luogo d'origineAmeriche[1]
DiffusioneMondiale
Dettagli
Categoriaprimo piatto
 
Patata Americana De.Co. di Anguillara Veneta (Padova) appena raccolta.

DescrizioneModifica

L'Ipomoea batatas è una pianta erbacea perenne che presenta foglie lobate o palmate a fillotassi alterna. I fiori sono gamopetali di medie dimensioni. Il colore della buccia del rizotubero varia dal rosso al viola, dal marrone al bianco a seconda della varietà; così come la polpa che varia dal bianco al giallo, all'arancio o al viola.

Origine e distribuzioneModifica

La specie è nativa delle aree tropicali delle Americhe dove la coltivazione era già praticata 5000 anni fa. Si diffuse in modo rapido in tutta la regione, Caraibi inclusi. Importata dopo la colonizzazione delle Americhe, si diffuse in Europa e anche in Asia, dove la sua presenza in Cina era documentata già nel tardo XVI secolo. Le patate dolci erano conosciute anche in Polinesia prima delle esplorazioni da occidente. Come esattamente la specie sia arrivata sino in Oceania è l'oggetto di un vivace dibattito che coinvolge osservazioni archeologiche, linguistiche e genetiche.[2] In Italia è coltivata dalla metà del 1800 nel territorio tradizionale di Anguillara Veneta (Padova).

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Washington, Seattle (USA) e pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS ha scoperto che tutte le patate dolci contengono DNA di origine batterica, per la precisione una sequenza di T-DNA di Agrobacterium. Ed è un evento naturale ad aver generato questo trasferimento genetico orizzontale.

Infatti i batteri del genere Agrobacterium sono patogeni delle piante che hanno la capacità di traslocare frammenti del proprio DNA all’interno del DNA delle piante, “costringendole” a produrre proteine utili al batterio stesso. Questo meccanismo naturale è molto simile a quello usato dai biotecnologi per inserire nel DNA delle piante geni utili all’agricoltura producendo così organismi transgenici.

La patata dolce, pianta naturalmente transgenica, è mangiata dall’uomo da almeno 8000 anni ed è uno degli alimenti più consumati al mondo (dati FAO).[3]

UsiModifica

 
Campo di patate dolci

Più del 95% della coltivazione della Ipomoea batatas è prodotta nei paesi in via di sviluppo, dove rappresenta il quinto alimento base[4]. Si utilizzano di norma i rizotuberi della pianta che vengono cucinati bolliti, fritti o al forno. Sono industrialmente utilizzati anche per l'estrazione di amido, alcol e per la produzione di farine. Anche le foglie ed i giovani germogli sono commestibili.

Altri usi non culinari comprendono:

  • la produzione di coloranti. In Sud America il succo delle patate dolci di colore rosso combinato con il succo di lime viene impiegato come colorante per i tessuti.
  • produzione di mangimi. Tutte le parti della pianta vengono impiegate come mangimi per animali.
  • La patata dolce viene spesso fatta germogliare a scopo ornamentale, annegando il rizotubero in acqua.

RiconoscimentiModifica

 
Coltivazione di patate dolci in fioritura

In Italia la patata americana è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale ed inserita nell'apposito elenco pubblicato in Gazzetta Ufficiale dalle regioni:

NoteModifica

  1. ^ (EN) Geneflow 2009, ISBN 978-92-9043-813-7.
  2. ^ (EN) Consultative Group on International Agricultural Research: Sweet Potato, su cgiar.org. URL consultato il 3 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2005).
  3. ^ Damiano Martignago, La patata dolce, naturalmente transgenica, su AIRIcerca, 5 novembre 2015. URL consultato il 16 aprile 2019.
  4. ^ (ES) Centro Internacional de la Papa, su cipotato.org. URL consultato il 3 gennaio 2008.

Voci correlateModifica

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