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Battaglia del Golfo di Kula

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Battaglia del Golfo di Kula
parte della campagna delle Isole Salomone della seconda guerra mondiale
USS Helena (CL-50) firing during the Battle of Kula Gulf, 6 July 1943 (80-G-54553).jpg
Le USS Helena e USS St. Louis in azione nel golfo di Kula, viste dalla USS Honolulu
Data6 luglio 1943
LuogoAcque di Kolombangara, Isole Salomone
Esitoincerto
Schieramenti
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La battaglia del Golfo di Kula (クラ湾夜戦 Kura-wan yasen?) fu una battaglia navale che ebbe luogo nelle prime ore del 6 luglio 1943, durante la seconda guerra mondiale, tra navi da guerra statunitensi e giapponesi al largo delle coste di Kolombangara, nelle Isole Salomone.

AntefattiModifica

Il 5 luglio, il Task Group 36.1 (TG 36.1) della Marina degli Stati Uniti d'America — comandato dal contrammiraglio Walden L. Ainsworth e composta dagli incrociatori leggeri USS Honolulu (CL-48), USS St. Louis (CL-49) e USS Helena (CL-50), più quattro cacciatorpediniere — ricevette l'ordine di effettuare un'altra missione per contrastare il Tokyo Express giapponese attraverso lo stretto della Nuova Georgia (soprannominato the Slot) presso le Isole Salomone, e il task group procedette verso nord-ovest attraverso l'isola di Nuova Georgia.

Le truppe alleate stavano per lanciare la loro prossima offensiva nelle Isole Salomone, avendo appena fatto sbarcare le truppe sull'isola di Rendova come azione preliminare alla conquista del principale campo di aviazione presso Munda, nell'isola di Nuova Georgia. A supporto di questo sbarco, che avrebbe dovuto creare una testa di ponte iniziale per muovere le truppe americane attraverso il canale Blanche fino a Nuova Georgia, l'ammiraglio Ainsworth condusse, la notte precedente, un bombardamento navale su Vila, posta sull'isola Kolombangara e su Bairoko (sull'isola di Nuova Georgia) e, a corto di rifornimenti e munizioni, stava per ritirarsi nel Mar dei Coralli per rifornirsi. Uno sbarco dei Marine americani era programmato sulla costa nord della Nuova Georgia per il 10 luglio, che avrebbe richiesto ulteriore supporto navale.

AzioneModifica

In questo caso il Tokyo Express era rappresentato da dieci cacciatorpediniere, parte dei quali impiegati come trasporti truppe, con circa 2600 uomini a bordo. All'inizio dello scontro la nave ammiraglia giapponese Niizuki venne ripetutamente colpita e affondata, provocando la morte dell'ammiraglio Teruo Akiyama. Successivamente due caccia giapponesi lanciarono una salva di siluri pesanti Long Lance che colpirono l'incrociatore USS Helena, reso evidente dalle sue salve con polvere senza fumo, adatta all'uso diurno ma evidente di notte, poiché la nave aveva consumato la polvere senza lampo il giorno precedente. La nave condannata affondò dopo che alcuni caccia di scorta avevano recuperato i circa 750 superstiti. Nel frattempo due caccia nipponici vennero attaccati e colpiti. La Nagatsuki si arenò e venne abbandonata, poi finita il giorno dopo, mentre la Hatsuyuki venne pesantemente danneggiata e interruppe il combattimento allontanandosi.

Solo 850 uomini erano stati sbarcati dai giapponesi e 350 erano affondati con i due caccia[1]. Per contro le perdite statunitensi furono di 168 uomini[2] e l'incrociatore Helena.

NoteModifica

  1. ^ Nevitt, Combinedfleet.com, [1] & Morison, Breaking the Bismarcks, p. 174. Breakdown of deaths by ship: Niizuki-300, Amagiri-10, Nagatsuki-8, and Hatsuyuki-6.
  2. ^ Morison, Breaking the Bismarcks, p. 194.

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