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Battaglia della Westerplatte
parte della campagna di Polonia
Bundesarchiv Bild 183-2008-0513-500, Danzig, Westerplatte, Wald.jpg
Soldati tedeschi sulla penisola di Westerplatte dopo la battaglia
Data1º - 7 settembre 1939
LuogoWesterplatte, Città Libera di Danzica
EsitoVittoria tedesca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
3.400 soldati tedeschi, supportati da marina e aviazione209 soldati polacchi
Perdite
200 - 300 tra morti e feriti15 - 20 morti
53 feriti
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La battaglia della Westerplatte fu una battaglia combattuta nella penisola di Westerplatte durante la seconda guerra mondiale, all'inizio della campagna di Polonia, dalla Wehrmacht e dalla Kriegsmarine contro un esiguo presidio dell'esercito polacco, composto da circa 200 soldati. Essa si svolse dal 1º all'8 settembre 1939 e si concluse con l'occupazione del deposito militare polacco, il Wojskowy Skład Transportowy, sito nella penisola.

Indice

AntefattiModifica

L'attività diplomaticaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Città Libera di Danzica e patto Molotov-Ribbentrop.

L'inizio delle ostilità fu preceduto da un'attività diplomatica che, da parte tedesca, era iniziata il 21 marzo 1939 con la presentazione di tre richieste al Governo polacco: la restituzione della città di Danzica, il consenso alla costruzione di una ferrovia e di una autostrada extraterritoriali, ossia privi di dazi doganali, che consentissero il collegamento tra la Germania e la Prussia Orientale attraverso il cosiddetto corridoio di Danzica, ceduto alla Polonia per consentirle uno sbocco sul mar Baltico, ed infine una garanzia, a lunga scadenza, del nuovo assetto territoriale[1]; lo scopo di tali richieste era l'intenzione da parte di Hitler di incorporare nuovamente la Città Libera di Danzica, perduta a seguito del Trattato di Versailles ed abitata in massima parte da cittadini di etnia e di lingua tedesca, all'interno del territorio del Reich.

Il Governo polacco rigettò le richieste dei tedeschi ma le trattative proseguirono e coinvolsero anche Regno Unito, Francia ed Unione Sovietica, con la quale la Germania stipulò, il 23 agosto 1939, un patto di non aggressione, la cui conseguenza immediata fu la firma, il 25 agosto, di un patto di difesa comune con la Polonia tra il Regno Unito e la Francia, unito ad un accordo tra i due paesi che li impegnava a sostenersi in qualunque evento bellico che avesse coinvolto uno dei due; la firma di questo accordo indusse il Führer a rinviare l'attacco, inizialmente previsto per il 26 agosto, al 1º settembre[2].

TerrenoModifica

La penisola di Westerplatte è una penisola sabbiosa e pianeggiante che si affaccia sulla costa baltica. Situata alla foce del fiume Vistola, è ricoperta quasi interamente da una fitta boscaglia. La penisola è separata dalla Città Libera di Danzica dal canale portuale, ed è collegata alla terraferma da un sottile istmo sabbioso.

Forze in campoModifica

GermaniaModifica

Kriegsmarine

Wehrmacht

  • Gruppe Heberhardt

PoloniaModifica

Piani operativiModifica

GermaniaModifica

 
Soldati tedeschi issano la bandiera del Reich dopo la resa polacca, l'8 settembre 1939

Il piano tedesco, il Fall Weiß (che significa "Piano Bianco") consisteva nello sfruttare il vantaggio della lunghezza del confine con manovre aggiranti. Infatti, le unità tedesche dovevano invadere la Polonia da tre direzioni:

  • Un attacco principale dalla Germania attraverso il confine occidentale della Polonia.
  • Una seconda via di attacco dalla Prussia a nord e il raggiungimento del Corridoio polacco.
  • Un terzo attacco doveva giungere da sud dall'armata della Slovacchia nazista.

Tutti e tre gli assalti dovevano convergere a Varsavia, mentre l'esercito polacco doveva essere circondato e distrutto. Alla fine di agosto 1939, la obsoleta corazzata tedesca Schleswig-Holstein navigò verso Danzica sotto il pretesto di una visita di cortesia e gettò l'ancora nel canale a 150 metri dalla Westerplatte. A bordo della nave, usata come nave scuola ma armata con 4 cannoni da 280mm e altri cannoni di calibro inferiore, c'era una compagnia di truppe d'assalto della Kriegsmarine (la marina militare tedesca) con l'ordine di lanciare un attacco contro la penisola di Westerplatte la mattina del 26 agosto. Tuttavia, poco prima dello sbarco, l'ordine di attacco è stato annullato. Infatti, per via della firma del patto di alleanza militare tra la Polonia e l'Inghilterra, e per via dell'esitazione dell'Italia nell'osservanza dei propri impegni vincolati dal Patto d'Acciaio, Hitler ha deciso di posticipare l'apertura delle ostilità. Le forze tedesche per l'attacco del deposito consistevano in 1500 uomini di fanteria e 255 fanti di marina. L'esercito tedesco era equipaggiato con parecchie autoblindo ADGZ, circa 65 pezzi di artiglieria (cannoni antiaerei 2 cm FlaK 30, cannoni anticarro 3,7 cm PaK 36, obici leggeri leFH 18/40 10,5 cm e obici pesanti 21 cm Mörser 18), più di 100 mitragliatrici, un numero sconosciuto di mortai medi e lanciafiamme Flammenwerfer 35. Il comando generale delle operazioni fu dato al contrammiraglio Gustav Kleikamp, a bordo della Schleswig-Holstein.

PoloniaModifica

Il piano di difesa polacca, il piano Zachód (che significa "ovest" in polacco) prevedeva lo stanziamento delle truppe sul confine polacco-tedesco. In questo modo la Polonia scartò l'idea di stanziare le truppe oltre la barriera naturale del fiume Vistola e del fiume San. Questo era dovuto al fatto che i due fiumi scorrono internamente alla nazione, e non avrebbero permesso la difesa delle regioni più industrializzate e ricche di risorse, che si trovavano al confine. Altro motivo di questa scelta fu il fatto che la linea Vistola-San non prevedeva neanche la difesa del corridoio di Danzica, tanto ambito dalla Germania, si temeva, infatti, che con la perdita del Corridoio la Francia e il Regno Unito avrebbero firmato con la Germania un trattato di pace simile all'accordo di Monaco del 1938. Così, un terzo delle forze della Polonia erano concentrate presso il Corridoio di Danzica, di cui fa parte anche la Penisola di Westerplatte.

Nel 1925 il Consiglio della Società delle Nazioni permise alla Polonia di presidiare la penisola di Westerplatte con solo 88 soldati, ma segretamente la guarnigione fu gradualmente aumentata a 182 uomini (176 soldati e 6 ufficiali), viste le ostilità che si andavano sempre più affermando con la Germania. Anche se la presenza di uomini era consistente, le difese costruite nella Westerplatte non erano molto sviluppate, non c'erano veri e propri bunker né tunnel sotterranei, vi erano presenti solo 5 avamposti osservatori nascosti in vari punti della foresta e il deposito militare, difeso da una rete di fortificazioni da campo, comprendenti trincee e barricate. Il piano Zachód permetteva all'esercito polacco di ritirarsi all'interno del Paese abbastanza lentamente da consentire l'ulteriore mobilitazione della nazione per passare poi a una controffensiva generale aiutata dagli Alleati. In caso di guerra, si prevedeva che il presidio della Westerplatte avrebbe resistito 12 ore contro un attacco ben sostenuto, per poi darsi alla ritirata, come prevedevano i piani. Oltre a 182 uomini, la guarnigione polacca avrebbe potuto contare anche su un cannone di artiglieria leggera 75 mm wz. 02/26, due cannoni anticarro Bofors 37 mm wz. 36 e quattro mortai medi Stokes 81 mm wz. 31. Il punto forte del presidio è il numero sproporzionato di mitragliatrici a loro disposizione: 41 mitragliatrici, di cui 16 mitragliatrici pesanti. Inoltre essi avevano 160 fucili, 40 pistole e più di 1000 bombe a mano.

La battagliaModifica

La corazzata tedesca Schleswig-Holstein, ormeggiata al porto di Danzica da alcuni giorni (ufficialmente per una visita di cortesia alla Polonia), alle ore 04:45 del 1º settembre 1939 iniziò a cannoneggiare le postazioni polacche della penisola del Westerplatte.
L'esercito polacco, grazie ai mortai e alle mitragliatrici, riuscì a resistere ai primi due attacchi dei reparti della Wehrmacht che avanzavano verso la penisola. Nonostante il pesante intervento della Luftwaffe e l'impossibilità di avere rinforzi, le forze polacche resistettero fino al 7 settembre, impedendo così qualunque tipo di attacco dal mare contro la città di Danzica.
Dopo la resa, in segno di rispetto, fu consentito agli ufficiali polacchi di tenere le proprie spade.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • AA.VV., La Storia, La Biblioteca di Repubblica, L'età dei totalitarismi e la seconda guerra mondiale, vol. 13, De Agostini, 2004, ISBN non esistente.
  • Cesare Salmaggi - Alfredo Pallavisini, La seconda guerra mondiale, Mondadori, 1989, ISBN 88-04-39248-7.

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