Battaglia di Valmy

importante vittoria della Francia rivoluzionaria nella guerra contro la prima coalizione
Battaglia di Valmy
Bataille de Valmy ag1.jpg
Battaglia di Valmy
Data 20 settembre 1792
Luogo Valmy e Sainte-Menehould
Esito Vittoria francese
Schieramenti
Francia Francia Flag of the Habsburg Monarchy.svg Austria
Flag of the Kingdom of Prussia (1750-1801).svg Prussia
Landesdienstflagge Assia
Gruppi di emigrati francesi
Comandanti
Effettivi
30.000 uomini 40.000 uomini
Perdite
300 morti 180 morti
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La battaglia di Valmy (20 settembre 1792) fu la prima importante vittoria della Francia rivoluzionaria nella guerra contro la prima coalizione.

Indice

L'antefattoModifica

La Francia dichiarò guerra all'Austria il 20 aprile 1792, poco dopo anche la Prussia si unì all'Austria (Ia coalizione) per combattere la Rivoluzione francese ed il 18 agosto dello stesso anno si formò un esercito composto da truppe della Prussia, dell'Assia, dell'Austria ed un gruppo di émigré al comando del feldmaresciallo prussiano, Carlo Guglielmo Ferdinando, duca di Braunschweig (o di Brunswick). Si trattava di un'armata poderosa che contava circa 150.000 regolari più 20.000 volontari francesi raccolti fra i realisti emigrati a seguito degli eventi rivoluzionari. L'armata si dispose su un larghissimo fronte che andava da Dunkerque fino alle Alpi svizzere.

Dopo che il generale austriaco Carlo Giuseppe conte di Clerfait ebbe interrotto le linee di comunicazione francesi fra Longwy e Montmédy, il 2 settembre le truppe alleate, 80.000 uomini, al comando dello stesso Brunswick, s'impadronirono della città di Verdun «in nome del re di Francia». Il re di Prussia ordinò quindi al Brunswick di marciare direttamente su Parigi. A seguito di queste sconfitte, i comandanti delle tre armate francesi che fronteggiavano gli alleati, Rochambeau, La Fayette e Luckner vennero richiamati dalla Convenzione e le armate ripartite fra i generali Dumouriez e Kellermann.

I preliminariModifica

Il generale Dumouriez, che stava combattendo al comando dell'Armata del Nord nella zona di Valenciennes nel tentativo di occupare il Belgio, trasferì rapidamente le sue truppe nelle Argonne a sbarrare al nemico la strada di Parigi, intimando al Kellermann di raggiungerlo da Metz. Kellermann giunse lentamente, quando ormai l'esercito alleato aveva sfondato la parte settentrionale della linea di difesa. Dumouriez cambiò allora fronte per disporsi all'attacco da nord, l'ala sinistra dello schieramento verso Châlons-sur-Marne e la destra nelle Argonne ove nei pressi di Sainte-Menehould si unì allo schieramento il Kellermann. Dumouriez dispose lo schieramento fra i due corsi d'acqua Auve e Brionne, l'Auve alle spalle. Kellermann corse a segnalare al comandante in capo la pericolosità della posizione e lo convinse a far arretrare le truppe riattraversando l'Auve ma il nuovo piano non poté più essere attuato: gli alleati attaccarono.

La battagliaModifica

Al primo contatto (20 settembre), iniziò il cannoneggiamento da parte degli alleati. Dopo alcune ore, visto che l'artiglieria alleata non era riuscita a scuotere i francesi, Brunswick tentò un attacco con due colonne di fanteria appoggiate dalla cavalleria, dopo aver raddoppiato il ritmo delle cannonate, nei pressi del mulino del paese di Valmy. Dopo aver entusiasmato i soldati arringandoli e spronandoli al combattimento, Kellermann condusse personalmente un attacco alla baionetta contro le due colonne nemiche, mentre l'artiglieria francese intensificava anch'essa il fuoco. Scioccato da tanta determinazione, il Duca di Brunswick ordinò alle due colonne la ritirata. Il cannoneggiamento continuò, verso sera Brunswick tentò un altro attacco di fanteria ma i francesi tennero bene le posizioni e gli alleati si ritirarono lasciando il campo al nemico. Elementi determinanti in questa vittoria furono la miglior preparazione dell'artiglieria transalpina, ristrutturata e rimodernata ancora prima della rivoluzione dal generale Gribeauval, lo slancio ed il coraggio imprevisti delle truppe di Kellermann ed i problemi di stanchezza e di debilitazione delle truppe di Brunswick a causa della dissenteria provocata dalla cattiva alimentazione dovuta a sua volta a difficoltà nell'approvvigionamento alimentare.

Molto basse le perdite di vite umane, con un confronto per altro favorevole agli alleati: 300 morti fra i francesi contro 184 fra i prussiani. Dumouriez non volle approfittare della situazione per inseguire il nemico, temendo che le sue truppe, piuttosto indisciplinate, non lo seguissero e preferì iniziare dei negoziati con Federico Guglielmo II di Prussia per cercare di staccarlo dall'alleata Austria ed il re prussiano accettò di trattare prendendo tempo (queste trattative costeranno care al Dumouriez, poiché gli verranno rinfacciate dal Comitato di Salute pubblica dopo la sconfitta di Neerwinden come un tentativo di tradimento).

 
La battaglia di Valmy.

Le conseguenze della battagliaModifica

Al di là della scarsa significatività dal punto di vista militare, la battaglia di Valmy ebbe un impatto psicologico enorme. Il fatto che un esercito raccogliticcio, indisciplinato, di scarsa esperienza militare e per di più in sensibile inferiorità numerica (24.000 francesi di prima linea, detti in futuro «gli straccioni di Valmy», contro circa 35.000 fra prussiani ed austriaci in prima linea e 80.000 in totale nella zona) fosse riuscito a «sconfiggere», costringendolo alla ritirata (il 22 ottobre successivo l'armata alleata lasciò il territorio francese), l'esercito di due potenze coalizzate come Austria e Prussia, infiammò l'opinione pubblica francese, ridiede credibilità all'esercito e fu un potente stimolo all'accettazione dell'istituzione della coscrizione obbligatoria. Nel campo avverso la rinuncia così rapida a perseguire l'obiettivo originario della conquista di Parigi con un'armata piuttosto potente getta un'ombra sulle capacità militari dei comandanti alleati.

D'altro canto in agosto Federico Guglielmo II di Prussia aveva concluso un accordo segreto con la Russia, alle spalle dell'Austria, per la spartizione della Polonia, problema che gli stava a cuore assai più che la difesa dei diritti della monarchia francese e che richiedeva il rientro in patria delle truppe della coalizione. In definitiva, Valmy fece definitivamente "entrare in geografia" la nuova Francia, quella nata dalla Rivoluzione e dalle ceneri dell'Ancien Regime: con la battaglia del 1792, finì il vecchio mondo ed iniziò una nuova era, come ebbe a dire il grande poeta tedesco Goethe, che fu fisicamente presente all'evento tra le file prussiane.

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