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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo cortometraggio Merrie Melodies del 1956, vedi Silvestro e il mare.
Il battello fluviale a ruota American Queen sul Mississippi

Un battello fluviale (in inglese: riverboat; in francese: bateau fluvial) è un natante di grandi dimensioni per il trasporto di persone lungo i fiumi, i laghi e i canali artificiali navigabili.[1] Si afferma durante la rivoluzione industriale, quando lo sfruttamento della forza del vapore consente di superare i limiti atavici della navigazione fluviale, rappresentati soprattutto dalla difficoltà di risalire il fiume controcorrente. Celebri nell'immaginario collettivo sono i battelli a vapore che negli Stati Uniti dell'Ottocento solcano le acque del Mississippi, del Missouri e dell'Ohio.[2]

EtimologiaModifica

L'italiano battello deriva dal francese antico batel,[3] a sua volta dall'anglosassone bāt («barca») con suffisso latino -ĕllu[m].[4] Il termine si riferisce di solito a piccole imbarcazioni, ma si estende ai grandi natanti (soprattutto fluviali) sempre per influsso del francese, che designa con il nome bateau tutte le imbarcazioni in genere.[1]

StoriaModifica

La navigazione fluviale, ad esempio nella pesca con zattere e cayucos, è nota all'uomo fin dalla preistoria.[5] I Romani percorrono il Reno e costruiscono canali navigabili tra questo, la Mosa (Fossa Corbulonis) e il mare del Nord (Fossa Drusi), a scopo militare;[6] introducono inoltre le viæ helciariæ (alzaie o strade d'alaggio) che costeggiano i fiumi consentendo il traino da riva delle imbarcazioni.[7] La risalita dei fiumi tramite alaggio predomina fino a tutto il Settecento.[8]

Stati UnitiModifica

 
Battello-tipo del sistema del Mississippi: il Ben Campbell negli anni 1850

Perché la nave diventi mezzo di trasporto in grado di risalire i grandi fiumi vincendo anche le forti correnti occorre attendere la rivoluzione industriale e l'applicazione del motore a vapore alle imbarcazioni. I primi modelli costruiti da Fitch e Rumsey risalgono al tardo Settecento. È però Fulton nel 1807 a varare il primo vapore fluviale commerciale della storia.[9] Il sistema Mississippi-Missouri-Illinois-Ohio diventa così la maggior via fluviale del mondo, con battelli dotati di ruote a pale e destinati al trasporto di passeggeri e merci.[2]

A contribuire enormemente allo sviluppo del trasporto fluviale in battello è l'incremento della produzione cotoniera tra gli anni 1810 e 1830, che moltiplica il numero dei natanti in servizio (da 20 a 1 200 annui in soli vent'anni)[9] e incide anche positivamente su produzione e consumo delle fonti d'energia, dalla legna al carbone, incentivando l'industria mineraria. Mentre l'approdo del battello si converte in un vero evento nei centri rivieraschi, si costruiscono natanti lussuosi, con a bordo saloni per i passeggeri e sale da gioco.[10]

La navigazione sui grandi fiumi tuttavia è pericolosa, sia in condizioni di scarsa visibilità sia per via degli ostacoli come i tronchi galleggianti, i banchi di sabbia e di fango, le rocce emergenti, che possono provocare lo spiaggiamento o peggio l'affondamento della nave. Al contempo, la celerità dei viaggi significa vantaggio economico e prestigio del capitano. Così i battelli statunitensi, per tutto il secolo, si sfidano in velocità, specialmente in risalita. Le macchine vengono forzate oltre il limite della sopportazione, e nonostante le severe leggi federali, la negligenza di comandanti e armatori è causa di numerosi incidenti, con migliaia di vittime e centinaia di navi perdute.[11]

Durante la guerra civile, i battelli sono riconvertiti a scopo militare per il trasporto delle truppe e come navi da guerra, sia unioniste sia confederate. Nel frattempo, lo sviluppo delle ferrovie toglie importanza al trasporto fluviale,[9] che conoscerà una ripresa con l'avvento del più conveniente motore diesel ma resterà sempre lontano dai fasti ottocenteschi del battello a vapore e, in tempi più recenti, riuscirà a mantenersi in vita solo con sovvenzioni governative.[12]

Resto del mondoModifica

 
L'Inlander canadese a ruota sullo Skeena nel 1911

La tecnologia del vapore a inizio Ottocento si diffonde subito in tutto il mondo industrializzato. Battelli fluviali compaiono rapidamente sull'Elba, sulla Havel, sul Volga, sulla Saona, sul Rodano, sulla Mosella, e sorgono compagnie come l'austriaca Donaudampfschifffahrtsgesellschaft del 1829 (per la navigazione sul Danubio) o la prussiana Rheinische Dampfschifffahrtsgesellschaft del 1826 (sul Reno).[13]

Gli inglesi, a partire dall'iniziativa della Compagnia delle Indie, fanno del battello un importante strumento di comunicazione nei loro vasti possedimenti, di controllo delle vie fluviali, d'esplorazione, di guerra nelle guerre dell'oppio; consolidano così l'impero coloniale, imitati da altre nazioni come la Francia e il Belgio. Si naviga sul Gange, sull'Eufrate, sul Tigri, sull'Irrawaddy, sul Niger, sullo Zambesi, sul Nilo, sul Congo.[14][15]

Anche la Cina, dove operano gli americani con intenti indirettamente coloniali, e soprattutto il sud del paese, possiede importanti vie d'acqua idonee a superare rapidamente le grandi distanze dello sterminato territorio, la principale delle quali lungo il corso dello Yángzǐ Jiāng e dei suoi affluenti. La navigazione fluviale a vapore vi si diffonde attuata da imprese britanniche e statunitensi, al traino di Russell & Co. che vi impiantano la Shanghai Steam Navigation Co.[16]

In Australia il vasto bacino del Murray, fiume dalle caratteristiche molto simili al Mississippi, serve da via di comunicazione in battello dalla metà dell'Ottocento.[17] Echuca ospita un porto dagli anni 1870 e acquista fama di «capitale» nazionale dei battelli a ruota.[18] Il paese ha avuto le sue compagnie di navigazione fluviale, come la River Murray Navigation Co.[17][19] Storici natanti quali il Silver Star e l'odierna Kalgan Queen hanno solcato le acque del Kalgan.[20][21]

FunzioniModifica

Il battello da crociera Wappen von Köln sul Reno e il battello container Amistade nei Paesi Bassi

Tramontata l'era d'oro della navigazione fluviale, i moderni battelli conservano diverse funzioni. Esistono in Asia e in Europa battelli da crociera di varie dimensioni, mentre altri sono tuttora destinati al trasporto di passeggeri, ora tramite modelli ad alta velocità, ora in contesti urbani e a basso costo come nel caso dei taxi lancia e dei vaporetti nei canali veneziani. Resta attivo in tutto il mondo il trasporto di merci a mezzo di battello fluviale.

LetteraturaModifica

Mark Twain, che fu pilota fluviale e il cui pseudonimo pare derivare dall'identico grido indicante la profondità di sicurezza del fiume, rievocò le proprie esperienze nell'autobiografia Vita sul Mississippi.[2] Conrad a sua volta capitanò un vapore sul Congo e ripercorse il proprio viaggio nella narrazione del protagonista di Cuore di tenebra.[15]

Nella letteratura tedesca romantica si ricorda la leggenda della Lorelei, codificata da Brentano e collegata poi, nei suoi Märchen von dem Rhein und dem Müller Radlauf come anche nella celebre ballata di Heine, all'affondamento di un natante fluviale nelle acque del Reno.[22]

L'amore ai tempi del colera di Márquez narra vicende che si intrecciano per tutto il romanzo con la navigazione fluviale (il protagonista lavora in una compagnia e vi fa carriera) e si conclude in una perenne crociera a bordo di un battello.

NoteModifica

  1. ^ a b Battello, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ a b c Paoletti, p. 26.
  3. ^ Battello, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
  4. ^ (FR) Bateau, in Centre National de Ressources Textuelles et Lexicales. URL consultato il 5 maggio 2019.
  5. ^ (EN) Jean Vaucher, Prehistoric craft, in Université de Montréal, aprile 2014. URL consultato il 5 maggio 2019.
  6. ^ (EN) Jolco Brolsma, A brief history of inland navigation and waterways (PDF) [collegamento interrotto], in Rijkswaterstaat, luglio 2011. URL consultato il 5 maggio 2019.
  7. ^ (EN) Brian Campbell, Rivers and the Power of Ancient Rome, Chapel Hill, The University of North Carolina Press, 2012, p. 293. URL consultato il 5 maggio 2019.
  8. ^ Ville-Kearney, p. 39.
  9. ^ a b c (EN) Mary Bellis, The History of Steamboats, in ThoughtCo., 19 settembre 2018. URL consultato il 10 maggio 2019.
  10. ^ Paoletti, p. 28.
  11. ^ Paoletti, pp. 29-31.
  12. ^ Paoletti, p. 32.
  13. ^ Ville-Kearney, p. 40.
  14. ^ (EN) Richard D. Fitzgerald, The Steamboat: First Instrument of Imperialism, in Encyclopedia.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  15. ^ a b (EN) Maya Jasanoff, Our Steamboat Imperialism, in The New York Review of Books, 10 ottobre 2013. URL consultato il 10 maggio 2019.
  16. ^ (EN) Richard J. Smith, John K. Fairbank e Katherine F. Bruner, Robert Hart and China's Early Modernization, Cambridge-Londra, Harvard University Press, 1991, p. 208, ISBN 978-0-674-77530-5. URL consultato l'11 maggio 2019.
  17. ^ a b (EN) Bernard Dumpleton, Story of the Paddle Steamer, Bristol, Venton Publications, 2002, ISBN 978-1-84150-801-6.
  18. ^ Lonely Planet, Australia, Torino, EDT, 2012, p. 648, ISBN 978-88-6040-966-9. URL consultato il 6 maggio 2019.
  19. ^ (EN) Ekarestini O'Brien, Australian Joint Copying Project Handbook, Canberra, National Library of Australia, 1998, p. 29, ISBN 978-0-642-10696-4. URL consultato l'11 maggio 2019.
  20. ^ (EN) Gordon de L. Marshall, Maritime Albany Remembered, Gooseberry Hill, Tangee Pty, 2001, p. 223, ISBN 978-0-646-49913-0. URL consultato il 6 maggio 2019.
  21. ^ Lonely Planet, Australia, Torino, EDT, 2018, ISBN 978-88-592-4781-4. URL consultato il 6 maggio 2019.
  22. ^ Miti e personaggi della modernità, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 978-88-6774-069-7. URL consultato il 10 maggio 2019.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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