Beatrice del Monferrato

nobile
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Marchesato del Monferrato
Aleramici
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Bonifacio II
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Beatrice degli Aleramici, o Beatrice del Monferrato (1142 circa – 1228), apparteneva quindi alla famiglia feudale degli Aleramici, ed è stata Delfina consorte del Viennois e contessa consorte di Albon, dal 1155 al 1162 e Marchesa consorte di Finale, dal 1165 circa al 1185.

OrigineModifica

Sia secondo il De Allobrogibus libri novem, che secondo la Ex vita Margaritæ Albonensis comitissæ, Beatrice era consanguinea dell'imperatore Federico Barbarossa[1], e che era figlia del Marchese del Monferrato, Guglielmo V[2]; infine, anche Nicolas Chorier, nel suo Histoire de Dauphiné conferma che era figlia del Marchese del Monferrato, Guglielmo V e di Giuditta di Babenberg[3], che secondo il Continuatio Claustroneoburgensis I era figlia di Agnese di Waiblingen e del di lei secondo marito, il Margravio d'Austria, Leopoldo III di Babenberg (San Leopoldo di Babenberg)[4].
Guglielmo V del Monferrato, secondo il documento n° 38 del Monumenta Aquensia, Pars I, era l'unico figlio maschio del marchese Ranieri degli Aleramici e di Gisella di Borgogna[5].

BiografiaModifica

Nel 1155, sia secondo il De Allobrogibus libri novem, che secondo la Ex vita Margaritæ Albonensis comitissæ, Beatrice era stata data in moglie al Delfino del Viennois e conte di Albon, Ghigo V[6][2], che, secondo il documento n° 3776 del Regeste dauphinois, ou Répertoire chronologique et analytique des documents, tome I, fascicolo II, era l'unico figlio maschio del Delfino del Viennois e conte di Albon, Ghigo IV e della moglie Clemenza detta Margherita di Mâcon[7], che, come ci conferma la Ex vita Margaritæ Albonensis comitissæ, era nipote di papa Callisto II, figlia di Stefano I di Mâcon, conte Palatino di Borgogna, e di Beatrice di Lorena[8]; i parenti di Margherita o Clemenza (Macildam vel Clementiam filiam Stephani seu Sophini, Burgundiæ ducis), ci vengono confermati anche dal De Allobrogibus libri novem[6].

Sempre secondo il De Allobrogibus libri novem, suo marito, Ghigo V, morì a Vizille, nel 1162 e fu tumulato, accanto al padre[9], nella Cattedrale di Grenoble.
Ancora secondo il De Allobrogibus libri novem, Ghigo V morì, senza lasciare eredi maschi[10]; secondo la Histoire générale du Dauphiné. vol. 1 / par Nicolas Chorier, invece, alla sua morte, Ghigo V lasciò anche un erede maschio, di nome Ghigo, che sopravisse al padre solo pochi anni[3]. Comunque alla morte di Ghigo V, la suocera di Beatrice, Clemenza detta Margherita, assunse la reggenza, per l'unica figlia, Beatrice (oppure prima per il figlio maschio, Ghigo, e dopo la sua morte, per Beatrice).

Verso il 1165 Federico Barbarossa, come viene confermato dalle Europäische Stammtafeln[11], Vol. III, cap. 738 (non consultate), diede in moglie Beatrice, che era sua cugina prima, ed era vedova di Ghigo V, al Marchese di Finale[12], Enrico del Vasto detto il Guercio o il Valoroso[13], che, secondo il documento n° 42 del Monumenta Aquensia, Pars I, era uno dei figli maschi del marchese di Savona e della Liguria Occidentale, Bonifacio del Vasto[12] e di Agnese di Vermandois.
Verso il 1185, Beatrice rimase vedova per la seconda volta

Nel 1197 circa, di ritorno dalla Sicilia, il cavaliere-trovatore Raimbaut de Vaqueiras ritornò nel Monferrato e qui incontrò Beatrice, sorella del marchese Bonifacio che lo ospitava e vedova di Enrico del Carretto. Innamoratosi della donna, compose per lei diverse canzoni e cominciò a cantare in diverse lingue.[14]

Beatrice visse sino al 1228 e fu sepolta nella Cattedrale di Grenoble[13].

FigliModifica

Beatrice a Ghigo diede una sola figlia[15][16]:

Beatrice a Enrico diede cinque figli[17]:

La Dama del MonferratoModifica

La Dama del Monferrato, che il Raimbaut chiama Bel Cavaller nelle sue poesie, è in modo particolare messa in epigrafe in tutte le razós,[18] le quali spiegano il perché Raimbaut gli diede questo soprannome:

(OC)

«Et per aiso l'apella[va] enaisi, qe a En Rambauts segi aital aventura, qe posia vezer ma dompna Biatrix qant el volia, sol q'ella fos en sa chambra, per un espiraill. Don neguns no°n s'apercebia»

(IT)

«Ed ecco perché la chiamava così: Raimbaut ebbe la buona ventura di poter vedere Beatrice a piacimento da una finestra, intanto che lei era in camera sua, senza che nessuno lo vedesse»

Poi un giorno, il trovatore, mentre stava spiando dalla sua finestra, vide entrare il marchese nella camera di sua sorella. Costei, nell'attesa del suo spasimante, si era allungata sul letto in «abbigliamento intimo» con gli occhi chiusi.

Suo fratello allora posa la sua spada al fianco di lei. Beatrice l'afferra «alla maniera di un cavaliere», estraendola dal fodero, e la maneggia con destrezza facendola roteare. Per questo, il suo amante gli darà tale soprannome.[19]

Beatrice di Monferrato e la Beatrice dantescaModifica

Una luce diversa su Beatrice Portinari come figura di creazione dantesca può arrivare proprio dalla lettura di un Canto di questo poeta provenzale, Raimbaut de Vaqueiras, vissuto prevalentemente in Italia, circa un secolo prima di Dante: il canto è Kalenda maia, la penultima strofa inizia così:

(OC)

«Tant gent comensa, / Part totas gensa,
Na Beatritz, e pren creissensa / Vostra valensa;
Per ma credensa, / De pretz garnitz vostra tenensa
E de bels ditz, senes failhensa; / De faitz grazitz tenetz semensa;
Siensa, / Sufrensa / Avetz e coneissensa;
Valensa / Ses tensa / Vistetz ab benvolensa.
Donna grazida, / Qecs lauz' e crida
Vostra valor q'es abellida, / E qius oblida,
Pauc li val vida [...]»

(IT)

«Tanto gentile sboccia, / per tutta la gente
Donna Beatrice, e cresce / il vostro valore;
di pregi ornate ciò che tenete / e di belle parole, senza falsità;
di nobili fatti avete il seme;
scienza, / pazienza / avete e conoscenza;
valore / al di là di ogni disputa
vi vestite di benevolenza.
Donna graziosa, / che ognuno loda e proclama
il vostro valore che vi adorna, / e chi vi dimentica, poco gli vale la vita...»

(Raimbaut de Vaqueiras, Kalenda maia)

Dante, che conosceva il provenzale ed i poeti provenzali, quasi cento anni dopo scrive di Beatrice: "Tanto gentile e tanto onesta pare/ la donna mia ...". L'incipit è identico, il sentimento che muove i poeti è lo stesso, gli echi stessi che il canto di Raimbaut sembra evocare si possono ritrovare nelle parole diverse e nei versi di Dante, infine, il riferimento a Beatrice che accomuna i due poeti appare sorprendente. Raimbaut canta Beatrice del Monferrato, che serviva come troubadour e cavaliere. Questa Beatrice non è la Beatrice dantesca, ma sembra aver dato almeno uno piccolo contributo alla creazione della sua memorabile figura.

NoteModifica

  1. ^ (LA) Allobrogibus libri novem, pag. 422, nota 1
  2. ^ a b (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 14: Ex vita Margaritæ Albonensis comitissæ, pag. 428, nota c
  3. ^ a b c (FR) Histoire générale du Dauphiné. vol. 1 / par Nicolas Chorier, pag. 616
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Continuatio Claustroneoburgensis I, anno 1106, Pag 610 Archiviato il 6 marzo 2019 in Internet Archive.
  5. ^ (LA) Monumenta Aquensia, Pars I, doc. 38, colonne 50 e 51
  6. ^ a b (EN) Allobrogibus libri novem, pagg. 415 e 416
  7. ^ (LA) Regeste dauphinois, ou Répertoire chronologique et analytique des documents, tome I, fascicolo II, doc. 3776, colonna 633
  8. ^ (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 14: Ex vita Margaritæ Albonensis comitissæ, pagg. 427 e 428
  9. ^ (LA) Allobrogibus libri novem, pag. 424
  10. ^ (LA) Allobrogibus libri novem, pag. 425
  11. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle più influenti famiglie europee
  12. ^ a b c d (LA) Monumenta Aquensia, Pars I, doc. 42, colonne 53 e 58
  13. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: MARCHESI di MONFERRATO 1111-1305 - BEATRICE
  14. ^ Nella sua vida si legge che «compose per lei molte belle canzoni, chiamandola Bel Cavaliere. E sembra che lei gli volesse veramente bene».
  15. ^ (EN) for Medieval Genealogy: conti d'Albon - BEATRICE di Monferrato (GUIGUES VII)
  16. ^ (EN) Genealogy: Albon 1 - Beatrice (Guigues V)
  17. ^ (EN) for Medieval Genealogy: conti d'Albon - BEATRICE di Monferrato (ENRICO I di Carretto "il Guercio")
  18. ^ I trovatori, cantori delle opere altrui, giudicavano necessario, nel preambolo, di spiegare in quale circostanze la poesia era stata composta, per cui l'invenzione delle razos o commentari.
  19. ^ Esiste una diversa versione in un'altra razo : Bonifacio del Monferrato, avendo sorpreso sua sorella e il suo amico Raimbaut, dormire nello stesso letto, posa la sua spada tra loro e se ne va senza svegliarli.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica