Bebo Storti

attore e politico italiano

Alberto Storti, detto Bebo (Milano, 24 maggio 1956), è un attore, comico e politico italiano.

BiografiaModifica

Attività artisticaModifica

Di origini toscane (i genitori sono di Carrara), è un attore teatrale e cinematografico, sia comico, sia drammatico e ha trovato il vero successo in televisione in programmi come Su la testa! e Mai dire Gol. Famosi i personaggi del Conte Uguccione, Alfio Muschio, Thomas Prostata e Adelmo Stecchetti. Per il programma Mai dire Gol sfila, travestito da Alfio Muschio, alla cerimonia di apertura dei Campionati mondiali di sci alpino 1996 tenutisi in Sierra Nevada (Spagna) nelle vesti di allenatore dell'unico rappresentante del Senegal; stringe la mano al re Juan Carlos di Borbone, rischiando l'incidente diplomatico con la Spagna che in seguito inoltrò al Senegal formale protesta[1].

A cavallo fra la fine degli anni '90 ed inizi anni 2000, prende parte ai vari spot "Alla corte del Re", campagna pubblicitaria per la promozione del gioco d'azzardo SuperEnalotto, dove ricopre il ruolo del simpatico sovrano. Nel 2002 inizia al Teatro dell'Elfo la tournée del monologo drammatico Mai Morti, lo sfogo tragico di un nostalgico di Salò[2]. Il testo e la regia sono di Renato Sarti[3]. Commenta le partite di poker per il canale POKERItalia24, essendo egli stesso un buon giocatore.

Attività politicaModifica

Si candida alle elezioni europee del 2004 con il partito dei Comunisti Italiani nella circoscrizione Nord-Ovest (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta) senza risultare eletto. Dalle elezioni regionali del 2005 è capogruppo del gruppo consiliare del Partito dei Comunisti Italiani al Consiglio Regionale della Lombardia, essendo stato eletto come indipendente. Si presenta nuovamente alle elezioni europee del 2009 con Sinistra Ecologia Libertà raccogliendo 6314 preferenze. Successivamente si avvicina al Movimento 5 Stelle.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

NoteModifica

  1. ^ LA REPUBBLICA Archivio
  2. ^ Daniele Luttazzi (2003) La castrazione p.117
  3. ^ MAI MORTI su teatrodellacooperativa.it

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Collegamenti esterniModifica

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