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Bellanca CH-300 Pacemaker
Bellanca Pacemaker.jpg
Bellanca CH-300 CF-ATN Pacemaker al Canada Aviation Museum
Descrizione
Tipoaereo di linea
Equipaggio1
CostruttoreStati Uniti Bellanca Aircraft Co.
Data primo volo1929
Sviluppato dalBellanca CH-200
Altre variantiBellanca CH-400
Dimensioni e pesi
Bellanca CH-300 Pacemaker 3-view L'Aerophile October 1932.jpg
Tavole prospettiche
Lunghezza8,5 m (27 ft 9 in)
Apertura alare14,1 m (46 ft 4 in)
Passeggeri5
Propulsione
Motoreun radiale Wright J-6
Potenza300 hp (224 kW) R-975
330 hp (246 kW) R-975E
Prestazioni
Velocità max266 km/h (165 mph)
Autonomia1 086 km (675 mi)
voci di aerei civili presenti su Wikipedia

Il Bellanca CH-300 Pacemaker era un monomotore da trasporto passeggeri e multiruolo ad ala alta prodotto dall'azienda statunitense Bellanca Aircraft Company negli anni venti e trenta.

Storia del progettoModifica

Il CH-300 era lo sviluppo del Bellanca CH-200, equipaggiato con i più potenti motori Wright Whirlwind. Come il CH-200, divenne ben presto rinomato per l'affidabilità e la resistenza sulle lunghe distanze.

Alcuni degli ultimi modelli CH-300W furono dotati del motore Pratt & Whitney R-985 che verrà poi adottato dal successivo CH-400.[1]

In Alaska e in Canada i Bellanca erano molto popolari. I CH-300 operanti in Canada furono inizialmente importati dagli Stati Uniti ma gli ultimi 6 furono costruiti dalla Canadian Vickers e consegnati alla Royal Canadian Air Force, principalmente utilizzati per la fotografia aerea.

PrimatiModifica

Nel 1929, George Haldeman completò il primo volo non-stop da New York a Cuba in 12 ore e 56 minuti, volando su uno dei primi CH-300.

Nel 1931, un Bellanca CH-300 dotato di un motore Diesel Packard DR-980, pilotato da Walter Lees e Frederick Brossy, stabilì un record di 84 ore e 32 minuti di permanenza in volo senza essere rifornito di carburante.[2] Questo record rimase imbattuto per 55 anni, superato solo nel 1986 dall'aereo da primato Rutan Voyager.

Nel 1933 il CH-300 denominato Lituanica, modificato allo scopo, volò dagli Stati Uniti attraverso l'Oceano Atlantico pilotato dai lituano-americani Steponas Darius e Stasys Girėnas. Dopo aver percorso con successo 6 411 km (più di 7 000 km di volo effettivo), precipitò nei pressi di Soldin, a causa di circostanze indeterminate, a meno di 650 km dalla destinazione di Kaunas.

UtilizzatoriModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions, 1989, ISBN 0-51710-316-8.

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