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Benedetto Brunati

architetto e ingegnere italiano

Benedetto Brunati (Torino, 14 ottobre 1784Torino, 7 febbraio 1862) è stato un architetto e ingegnere italiano.

Indice

BiografiaModifica

Laureatosi all'Università di Torino l'8 agosto 1803 come Ingegnere idraulico e il 24 luglio 1805 come architetto, fu tra i primi allievi di Ferdinando Bonsignore. Più tardi fu Dottore collegiato nel Collegio di Matematica dell'Università di Torino (30 marzo 1816). Nel periodo francese fu ingegnere del Principe Camillo Filippo Ludovico Borghese quando questi era Governatore del Piemonte (dal 3 agosto 1808). Membro del Congresso Permanente di Acque e Strade e del Consiglio degli edili di Torino (dal 21 luglio 1810). Ricoprì cariche importanti: fu Ispettore dell'Amministrazione dei Sali e Tabacchi, e Ingegnere idraulico della Città di Torino (dal 15 gennaio 1813). Dopo la Restaurazione ebbe una lunga carriera nel Corpo Reale del Genio Civile piemontese: ingegnere di Prima Classe e Capitano (6 luglio 1816), Ispettore di Acque e Strade ad Alessandria (dal 17 aprile 1817), Ispettore di prima classe di Torino e Aosta (dal 18 febbraio 1825), Ispettore Generale dal 3 novembre 1828 al 31 gennaio 1857. Tecnico di notevole autorità e competenza, fu attivo in tutto il Regno di Sardegna con numerosissimi controlli, collaudi e pareri, spesso di grande responsabilità e impegno, in campo architettonico (scelta e trattative per l'acquisto di un palazzo per il re Carlo Felice a Genova, 1823; parere sull'altar maggiore del duomo di Novara, 1834), urbanistico (piani regolatori e di abbellimento di Torino con il Consiglio degli Edili, 1811-1825), strutturale (collaudo del ponte ferroviario sul Ticino, 1828; relazione sul progetto di Guillaume-Henri Dufour per il ponte sospeso del Valentino a Torino, 1826), idraulico (ricognizione sulla navigabilità del Po, 1818), topografico (definizione dei confini tra Francia e Regno di Sardegna lungo il Rodano).

Nelle opere architettoniche fu un autorevole rappresentante del neoclassicismo di gusto romano e parigino diffuso in Piemonte da Ferdinando Bonsignore, aggiornato nell'attività tarda da riferimenti al decorativismo di cultura lombarda importato da Pelagio Palagi. Nella chiesa parrocchiale di Borgo Cornalese, realizzata con tutta la tenuta per il conte Montmorency-Laval (poi passata ai De Maistre), dimostra una sorprendente vena creativa nell'uso del linguaggio neoclassico.

OpereModifica

 
La Chiesa di Borgo Cornalese
  • Arignano (Torino), mulino e bacino artificiale a scopo irriguo, 1838.
  • Carignano (Torino), edificio scolastico, progetto, 1827; cimitero, progetto, 1836 (non eseguito).
  • Carmagnola (Torino), mercato dei grani, completamento, 1813.
  • Courmayeur (Aosta), progetto di impianto termale, 1825.
  • Cuneo, fabbricati di piazza Galimberti, 1835 e segg.
  • La Perrière (Savoia), progetto di opere per l'utilizzo delle acque a scopo termale, 1821.
  • Nizza (Francia), teatro, 1828 (distrutto da un incendio nel 1881)
  • Lucedio (Vercelli), sistemazione idraulica della tenuta del Principe Borghese, 1808.
  • Racconigi (Cuneo), piano della roggia del Principe di Carignano, 1821.
  • Santena (Torino), cappella della tenuta di San Salvà, 1844.
  • Torino, casa Musnier, facciata, 1811; casa Felice Nigra in via Alfieri, abbellimenti e facciata, 1812; lavori all'edificio dei Sali e Tabacchi, 1812; progetto di cateratta presso i mulini della città, 1813; sistemazione viaria presso il mulino della Rocca, 1813; apparati e direzione della festa per l'ingresso del re a Torino, 1814; ponte sul Po, completamento, 1814; ponte sulla Dora presso il Regio Parco, progetto, 1814-1816; Manifattura Tabacchi, rilievi e progetti, 1819; casa Doria in via Arcivescovado, progetto di facciata, 1820; casa Dal Pozzo, lavori, 1820; Casa Nicola Brunati in piazza Vittorio, 1826; tre case per G. Avena in via della Zecca e contrada Macelli, 1831; due case per G. Polzio in contrada Ospedale, 1831; Nuovo fabbricato a 3 piani per G. Avena in via della Zecca, 1835; palazzo Brunati in via della Rocca, 1836 (ampliato negli anni 1839-1845 e 1852); palazzo Gozzani, sistemazione facciata, 1845 e terrazzo (1846); casa del conte Piossasco di Airasca in via della Rocca, colonnato e terrazzo, 1852.
  • Villastellone (Torino), chiesa, cappella, cimitero e rifacimento del castello di Borgo Cornalese, 1842-1850.
  • Vinovo (Torino), progetto di ponte sospeso sul fiume Chisola, 1844.

BibliografiaModifica

  • G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico e commerciale degli stati di Sua Maestà il Re di Sardegna, XXV, Torino, 1854, p. 477.
  • E. Olivero, L'architettura a Torino durante la prima metà dell'Ottocento, Torino, 1835
  • Civiltà del Piemonte. Studi in onore di Renzo Gandolfo, Torino, 1975.
  • Carignano Appunti per una lettura della città, Carignano, IV, 1978, pp. 187–188.
  • Radiografia di un territorio, Torino 1980, pp. 264–266.
  • Cultura figurativa e architettonica negli Stati del re di Sardegna 1773-1861, Torino, 1980, pp. 1124–1185.
  • L. Re, Il progetto di Giullaume-Henri Dufour per il ponte sospeso del Valentino (1826), in Studi Piemontesi 2, 1980.
  • Racconigi. Il castello, il parco, il territorio, Torino 1987, p. 54
  • Acque, mulini e lavoro a Torino, Torino 1988, pp. 18, 183-193.
  • G. Donato, L. Vaschetti, Per una rinascita del lago di Arignano, Chieri 1989.
  • G.M. Lupo, Ingegneri Architetti Geometri in Torino. Progetti edilizi nell'Archivio Storico della Città (1780-1859), Roma, 1990.
  • Ville de Turin 1798-1814, Torino 1990, pp. 299–344.
  • Walter Canavesio, Filippo Morgantini, voce Brunati Benedetto in SAUR Allgemeines Künstlerlexikon, 14, Leipzig-München, 1996.
  • Walter Canavesio, L'arte ai tempi di Carlo Felice. Spunti dalle Gazzette del Regno Sardo, in Percorsi, 3, 2002, pp. 54–56.
  • Mila Leva Pistoi, Maddalena Piovesana, Benedetto Brunati (1784-1862). La vita e le opere, Torino 2008.
  • Archivio Storico Comunale di Carmagnola, Cart. Costruzione di edifici e fabbricati diversi dal 1554 al 1845.
  • Torino, Archivio di Stato, Sez. Riunite, Lavori Pubblici, Impiegati del genio Civile 1816-1860, Benedetto Brunati.

Collegamenti esterniModifica

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